giovedì 25 luglio 2013

LA SICUREZZA PASSA SUL FILO


Il manifesto che vedete è una delle tante e dispendiose attività della appena trascorsa  campagna elettorale del sindaco Brandoni. Il manifesto fa ancora bella mostra di sé in città. Forse l'ultima iniziativa mediatica che riguarda non a caso la questione sicurezza.

Proprio il cavallo di battaglia di 5 anni fa con cui si presentò ai falconaresi e grazie a cui ottenne un sufficiente numero di voti.

I falconaresi però sanno bene che la politica sicuritaria minacciata dall'amministrazione comunale non ha sortito alcun effetto anzi la percezione di insicurezza è accresciuta tra la popolazione.

A poco sono servite le innumerevoli ordinanze degli ultimi anni, le recinzioni, i distacchi dell'acqua dalle fontanelle pubbliche, gli allontanamenti coatti, la demolizione di baracche, se non ad alimentare sentimenti di paura e insicurezza appunto.

Dopo questo plateale fallimento e dopo la sua rielezione, il sindaco riparte alla carica, e lancia una nuova iniziativa che secondo me è preoccupante. E qui torno al manifesto con il quale il sindaco annunciava qualora eletto l'attivazione di un numero verde per le segnalazioni dei cittadini di fatti legati alla sicurezza.

Oggi il Resto del Carlino riporta le parole del sindaco che a seguito di due fatti di cronaca accaduti il giorno precedente, coglie la palla al balzo per preannunciare che, qualora il bilancio lo permettesse, istituirà il numero verde collegato però non alla polizia municipale, ma ad un corpo di polizia privata che vigilerà sul territorio autonomamente in orari in cui la polizia è fuori servizio. (sta valutando alcuni preventivi)

Insomma nonostante i fallimenti dei tentativi di tolleranza zero degli anni passati, il sindaco persevera utilizzando soldi pubblici che invece dovrebbero essere utilizzati alle politiche sociali. Perchè è chiaro che la questione sicurezza legata alla microcriminalità di sbandati non si risolve con il pugno di ferro, ma con una politica sociale e culturale che riguarda non solo i Rom e i senza tetto, ma anche un numero crescente di persone che stanno attraversando periodi drammatici che li spingono verso il mondo dell'illegalità.

Politiche sociali dunque, ma anche politiche di riqualificazione della città, promuovendo attività culturali, ricreative ed commerciali per restituire la città ai cittadini, a tutti i cittadini

Purtroppo questo sindaco però preferisce (non) risolvere il problema. A lui basta una dichiarazione di forte impatto mediatico, parole da vero sceriffo, per tenere buono il suo elettorato, che però nel frattempo è insicuro, proprio per le denunce di pericolo quando leggono sui giornali le sue dichiarazioni che allarmano e non trovano mai una soluzione.

Mi permetto un suggerimento retorico al sindaco: lasci il compito del controllo del territorio e della sicurezza alle autorità competenti e pubbliche e invece di attivare un nuovo numero verde, cerchi piuttosto di far funzionare con efficienza il numero verde che già esiste. Anche quel numero riguarda la sicurezza anche se ambientale e che nelle ultime settimane a causa di "disguidi" ha trasmesso una cattiva percezione alla popolazione... come dire una diffusa percezione di insicurezza ambientale.  Ma forse li dipendono altre alte motivazioni.

mercoledì 24 luglio 2013

NO AI DISTACCHI DELL'ACQUA A FALCONARA



A Falconara Marittima  nel 2012 ci sono stati circa 300 distacchi delle forniture idriche domestiche per morosità  (fonte AATO2). Un dato drammatico che mette in luce il disagio e le difficoltà economiche che affrontano numerose famiglie.
 
Significa che se in città ci sono persone impossibilitate a pagare la bolletta dell'acqua, molto probabilmente le stesse trovano già grosse difficoltà a sostenere anche le altre spese necessarie per ottenere un livello dignitoso di vita. Significa che le stesse persone non riescono a pagare l'affitto, i pasti dei figli  a scuola dei figli, le bollette di luce e gas, eccetera.
 
Una situazione di grave emergenza sociale che l'amministrazione comunale non può ignorare. L'erogazione dell'acqua dev'essere garantita a tutti i cittadini, anche in caso di morosità, ed è una vergogna che una società partecipata a capitale pubblico utilizzi questi metodi coercitivi per un bene riconosciuto da tutti come BENE COMUNE quindi a disposizione di tutti.
 
In questa grave situazione di emergenza il Comune DEVE trovare una soluzione per risolvere il problema. Una soluzione che non può limitarsi all'assistenzialismo ad personam, ma deve avere al contrario le caratteristiche di un intervento strutturale e continuativo.
 
Il Comune potrebbe farsi promotore verso Multiservizi spa, di cui è socia, per intervenire nelle tariffe per l'uso pubblico, prevedendo la gratuità di un minimo di consumo di acqua sufficiente per ogni persona. Avvalorando così l'esito del referendum  con cui si dichiara che l'acqua è un bene comune a disposizione di tutti e per questo non assoggettabile al profitto.
 
Sarebbe auspicabile che I gruppi e i consiglieri comunali di Falconara adottassero le stesse misure  dei loro colleghi di alcune città delle provincia di Ancona tra cui Ancona e Senigallia che sono intervenuti con interrogazioni e per chiedere ai Comuni di  garantire 50 litri di acqua al giorno alle famiglie indigenti e che non si proceda più a distacchi per morosità da parte di Multiservizi spa senza prima aver interpellato i Comuni di appartenenza.



  
 
 
 


giovedì 18 luglio 2013

SLALOM ALLE INTERROGAZIONI ( in consiglio comunale)

Il Consiglio comunale di oggi a Falconara, oltre ad espletare le formalità di rito della composizione delle commissioni, è stato convocato per dare risposta ad un paio di interrogazioni presentate da parte dell'opposizione (PD). Una riguardava la realizzazione di un centro commerciale al confine di Castelferretti (uscita A14 Ancona Nord), e l'altra invece riguardava i recenti incidenti avvenuti nella raffineria Api a pochi giorni dalla riapertura.
 
Si deve dare atto alla maggioranza e al sindaco Brandoni della capacità di smorzare le questioni e tentando di rendere inoffensivi i tentativi della minoranza.
 
Sulle due questioni però il sindaco pur ostentando sicurezza su quanto stava affermando non ha detto il vero.
 
Sulla questione degli incidenti rimane inquietante il fatto che il Comune a distanza di almeno 9 ore dal primo incidente, quello del 8 luglio, non sia stato in grado di dare informazioni di alcun tipo e/o rassicurazioni ai cittadini. Un fatto gravissimo per un Comune che si trova in un'area ad alto rischio di incidenti rilevanti. La legge infatti in materia è molto chiara, come è chiaro che nel caso in questione il Comune non si sia attivato come avrebbe dovuto. Basta leggere il dépliant distribuito ai cittadini e visibile sul sito Istituzionale del Comune (pagine 4- 5-6-7). Un "disguido" così ha dichiarato il sindaco sui giornali, che potrebbe costare molto caro ai cittadini.Non possiamo far altro che fidarci sulla sua parola d'onore e dormire sonni tranquilli.
 
Riguardo la questione del Centro Commerciale di Ancona Nord invece, il Sindaco continua a dire che non era a conoscenza della sua realizzazione, tanto che all'arrivo delle ruspe alcuni mesi fa, si è attivato chiedendo spiegazioni a vari enti (regione, provincia, comune Chiaravalle ecc). Il sindaco ha letto in consiglio comunale la risposta dell'ufficio tecnico di Chiaravalle da cui evince le prove della sua inconsapevolezza.
Questo è il Paese in cui le cose si fanno sempre a insaputa di qualcuno, i fatti scandalosi di questi ultimi giorni sulla Spy-story kazaka  ne è la conferma ed anche qui, anche se per fatti meno rilevanti sembra che si voglia percorrere la stessa strada. 
 
Il sindaco ha ragione quando dice che un comune non può "mettere bocca" sulle scelte di un altro comune. Ha ragione fino a un certo punto però. Di sicuro ha l'obbligo di informarsi soprattutto se le conseguenze delle scelte ricadranno sul suo territorio. Ed è veramente paradossale che il Sindaco Brandoni si sia attivato solo alla vista dei bulldozer.
 
Ma non ha assolutamente ragione quando dice di non saperne nulla, perché un buon sindaco dovrebbe conoscere le deliberazioni del suo Comune, anche quelle precedenti al suo mandato. Se solo avesse approfondito la ricerca avrebbe trovato in archivio un documento firmato dall'allora commissario straordinario Dott. Ruffo e dal sindaco di Chiaravalle Dott.ssa Montali che con cui si accoglieva la richiesta di un tavolo istituzionale convocandolo per il giorno 1/2/2008. La richiesta dell'attivazione dell'accordo di programma aveva un titolo inequivocabile: "AMPLIAMENTO DEL POLO COMMERCIALE - DIREZIONALE E NUOVO ASSETTO VIARIO TERRITORIALE NELLA ZONA DEL CASELLO AUTOSTRADALE A14 - ANCONA NORD. Faccio presente che solo un paio di mesi dopo la data di questo documento Brandoni diventò sindaco della città di Falconara.
 
Quel documento che conteneva progetto e planimetrie prevedeva una struttura ricettiva, quindi un Hotel, e due lotti per insediamenti commerciali e direzionali. e la realizzazione di una bretella che andava a insistere sul territorio di Falconara che collegava il centro commerciale con le case UNRRA. Una bretella che fu annunciata con enfasi anche alla stampa dall'allora e attuale assessore Astolfi. (clicca qui)
 
La realizzazione del progetto si è poi bloccata a causa della mancanza di autorizzazione per la parte riguardante il centro commerciale, ma che in secondo momento è stata superata grazie all'escamotage della frammentazione dei lotti riservati all'area commerciale.
 
Due risposte alle due interrogazioni al Consiglio comunale di oggi che sono state assolutamente insufficienti e che chiedono ulteriori verifiche. Spero che i consiglieri di minoranza prestino attenzione e non si accontentino di laconiche risposte.     

lunedì 15 luglio 2013

L'ABBANDONO DEI RIFIUTI UNA GUERRA PERSA.

Solo alcuni giorni fa una agenzia di stampa lanciava un comunicato dell'Amministrazione Comunale di Falconara Marittima: "Falconara, Continua senza tregua la lotta contro l’abbandono dei rifiuti".
 
Una notizia diffusa a pochissimi giorni dalla riconferma del Sindaco Brandoni, per comunicare il successo "dell’attività di contrasto mirata a prevenire gli illeciti ambientali" suggellata con una sanzione nei confronti di due persone non residenti.
 
Dal tono dei comunicati stampa sembrerebbe che l'amministrazione abbia lanciato una vera lotta senza quartiere contro i maleducati inquinatori, ma in realtà quella notizia non è stata altro che una ennesima trovata propagandistica. Basta girare un pò per la città per verificare che quasi dappertutto ci sono rifiuti abbandonati, la foto scattata il 12 luglio scorso immortala via Cesanelli, ma potrebbe essere una delle tante vie di Falconara, in cui materassi, televisori, armadi e suppellettili vari fanno bella mostra di se.
 
Si tratta della scarsa sensibilità ed educazione delle persone, è chiaro, Ma anche della mancanza di controlli più volte annunciati da questa amministrazione comunale che sembra però non essere all'altezza della situazione. Manca anche una corretta e continuativa informazione ed educazione alla raccolta differenziata, ma questo argomento è abbastanza ostico, infatti di raccolta a porta a porta non se ne parla nemmeno.
 
L'argomento però tornerà di stretta attualità tra poco, quando pagheremo la TARES: in quel caso forse i cittadini, colpiti nelle tasche forse apriranno gli occhi.    




sabato 13 luglio 2013

LA SOLIDARIETA' E' UNA COSA SERIA

Manifestazione lavoratori api
Ieri ho partecipato alla manifestazione dei lavoratori dell'Indesit a Fabriano. Tante persone in corteo e tanta solidarietà e preoccupazione per il rischio delocalizzazione e chiusura degli impianti. Tanta solidarietà dalla città. Quasi tutti i negozianti hanno tirato giù la serranda e non era per nulla scontato.
 
Ho pensato mentre ero in corteo che questo tipo di solidarietà difficilmente si potrà trasferire nella mia città: Falconara Marittima, che vive un altro momento difficile con la crisi del settore petrolifero che mette in discussione l'attività produttiva della Raffineria API. Ho pensato questo perchè tra i lavoratori Api e gran parte dei cittadini non c'è mai stato un dialogo costruttivo sulla questione, ognuno chiuso nelle proprie posizioni. Un dialogo che considero invece indispensabile.
 
Tornato a casa mi capita di leggere un comunicato stampa di una rappresentante sindacale, Lina Rossi, dell'UGL Provinciale che scrive una nota dal titolo: “L'Api non va strumentalizzata per scopi di propaganda politica”. Una nota di indignazione, di denuncia e di critica nei confronti dei politici che secondo lei hanno sfruttato gli incidenti avvenuti nei giorni scorsi per fare demagogia con falsi allarmismi.
 
Questo comunicato arriva a due giorni dalla riapertura dell'impianto di raffinazione, chiuso per alcuni mesi a causa della crisi. ma arriva anche dopo tre incidenti avvenuti nella raffineria negli ultimi due mesi, uno dei quali ha provocato la morte di un lavoratore in subappalto.
 
Mi chiedo quale demagogia ci sia nel denunciare la scarsa sicurezza nell'industria, e se si possono considerare falsi allarmismi incidenti con morti e incendi. 
 
La responsabile sindacale si dice indignata, ma mi domando come mai non ho letto una nota di indignazione dopo l'incidente del 30 maggio scorso per la morte per ustioni che ha provocato. Mi domando come sia possibile minimizzare il rischio affermando che con l'incendio del 8 luglio non ci sono state fuoriuscite inquinanti, quando una nuvola minacciosa ha attraversato il cielo di Falconara e che "SOLO" il vento ha impedito che si dirigesse sulla città.
 
La signora parla di indignazione.  Anche io sono indignato, perchè è incredibile che una forza sindacale prenda posizioni a difesa dell'azienda quando il suo dovere è quello della tutela dei lavoratori, per la difesa del posto di lavoro e per la tutela della salute e sicurezza di tutti.
 
Sono indignato perchè quella nota è stata scritta non per chiedere maggiore sicurezza, ma per minimizzare e giustificare gli incidenti: "l'Api non è come accendere il motore della loro motocicletta".
 
Sono indignato perchè gli incidenti sono scivolati via senza clamori da parte dell'azienda, del Comune di Falconara, della Regione Marche, e purtroppo anche da parte dei sindacati, più preoccupati a non ritardare l'apertura di lunedì prossimo che a sincerarsi delle condizioni di sicurezza.
 
Sono indignato perchè solo alcune settimane fa, la Corte di Appello ha condannato 3 dirigenti della raffineria API per l'incidente del 25 agosto 1999 in cui morirono due lavoratori e non ho letto alcuna lettera di indignazione da parte delle forze sindacali. Una sentenza che ha ribaltato la decisione in primo grado che aveva individuato come unico colpevole un lavoratore dell'Api. Un uomo, un lavoratore della raffineria che è stato scagionato da accuse infamanti. Un uomo che però non ha potuto gioire dell'assoluzione perchè nel frattempo, nelle lungaggini del processo, è morto. Morto con l'angoscia nel cuore per un accusa dimostratasi falsa.
 
Mi fa indignare che i sindacati non abbiano sentito la necessità di esprimersi su questa importantissima sentenza che riporta giustizia e verità sull'accaduto.
 
Quando parlo di solidarietà mi riferisco a questo e mi riallaccio all'apertura del mio post, la solidarietà della città ai lavoratori dell'Indesit. La solidarietà non c'è a Falconara. I lavoratori dell'API danno l'impressione di volersi chiudere nel recinto della raffineria, credono di essere un colletivo ma in realtà sono isolati, non cercano la solidarietà, non sono interessati al dialogo.
 
Questo mi indigna. 
Sono indignato ma non sono sorpreso dalle dichiarazioni che la dirigente UGL fa nei confronti dei politici con un velato tono minaccioso: "...non tirate troppo la corda perché noi, i nostri mariti, i nostri figli che rischiano, sono Pronti e preparati, sono professionali ed hanno una coscienza, non possono contare sulle poltrone o sui vostri compensi e si ricorderanno di voi al momento più opportuno”. Sul comunicato la signora Lina Rossi scrive riferendosi ai politici: "sono indignata perché loro seduti su poltrone sicure e stipendi da favola vogliono lasciare sulla strada a morire di fame i lavoratori che dovrebbero invece rappresentare".
 
Lo dico da politico che non ha alcuna poltrona sicura e stipendio da favola, forse la "poltrona sicura" è quella in cui sta seduta la dirigente sindacale,  e lo dico da politico e da disoccupato senza tutele che con la sua contribuzione di tanti anni di lavoro non ha alcun ammortizzatore sociale, contributi che però vengono utilizzati per sovvenzionare il contratto di solidarietà dei lavoratori dell'API, soldi messi sul tavolo senza nemmeno conoscere un piano industriale della raffineria che possa far sperare ad un rilancio dell'attività. Sovvenzioni che servono solo ad allungare di un anno la data della chiusura.  
Ma ai sindacati evidentemente basta questo.

mercoledì 10 luglio 2013

DUBBI SUL PIANO DI EMERGENZA PER I RISCHI AMBIENTALI A FALCONARA

Ieri mattina verso le 8.45 ho pensato di telefonare all'ufficio per le emergenze ambientali del Comune di Falconara, per ottenere qualche notizia utile sull'incidente all'interno della raffineria Api di Falconara Marittima della notte scorsa e per conoscere lo stato di pericolosità.
 
L'incendio della notte scorsa infatti aveva messo in allarme un numero considerevole di persone ed attraverso la rete e social forum arrivavano notizie e foto non rassicuranti. Alcuni avevano telefonato al numero verde delle emergenze ma dicevano di non aver ricevuto alcuna informazione utile. Ecco perchè l'indomani decisi di prendere il telefono e sentire in prima persona lo stato delle cose.
 
La voce femminile che mi ha risposto molto gentilemente non ha potuto soddisfare alcuna delle mie domande. Mi interrompe dicendo che purtroppo non aveva nessuna notizia a riguardo, invitandomi a telefonare il giorno dopo perchè in mattinata in Comune ci sarebbe stata una riunione e solo allora avrebbe potuto dare informazioni precise. Ho fatto notare alla signora che è abbastanza singolare che un ufficio che si occupa di emergenze ambientali non abbia nulla da dire dopo un incendio che ha tenuto sveglia tanta gente, ricordardo che esiste una procedura in caso di incidenti e che il Comune è parte integrante del coordinamento del centro operativo. Chiudo la telefonata rimandando l'appuntamento al giorno dopo ovvero a oggi.
 
Infatti oggi telefono di nuovo e la signora sempre molto gentilmente mi riferisce quanto scaturito dalla riunione.
 
L'incidente è stato provocato dalla "perdita di vapori infiammabili contenenti zolfo e idrogeno" che a contatto con l'aria sono andati in combustione. L'incidente è stato valutato in un primo tempo di categoria I e poi di categoria II, ma l'Arpam dichiara che non ci sono ricadute ambientali sul territorio. La signora poi mi assicura che il Comune ieri era stato avvertito secondo le procedure.
 
A questo punto ho fatto alcune domande:
Chi decide la categoria di emergenza? La risposta non è stata molto precisa ma sembra che la decida la squadra di emergenza della raffineria.
Come mai nonostante il Comune fosse a conoscenza dell'accaduto non è stato in grado di fornire alcuna notizia attraverso il numero verde che risponde ai cittadini sulle emergenze?
Ho fatto notare che la stampa oggi riporta una dichiarazione del Sindaco con la quale dichiara di essere stato lungamente al telefono con l'AD della raffineria per tutta la notte, e allora:
come mai il sindaco non ha inviato nemmeno una nota all'ufficio emergenze ambientali? 
Sui giornali oggi il sindaco afferma che con l'emergenza di categoria I non è prevista la comunicazione al Comune. (tra l'altro la categoria I poi è stata innalzata a II)
Come mai nonostante l'incidente in corso nella raffineria sono transitati tre treni? La risposta è stata che la decisone dspetta a RFI e che i treni transitati non erano passeggeri ma merci.
E se i treni merci avessero trasportato materiale infiammabile? Questa domanda non l'ho fatta ma la pongo ora a chi legge.
 
 
Dunque ancora una volta durante una emergenza abbiamo potuto registrare quanta disorganizzazione e quanta sufficienza ci sia nel gestire una situazione che potrebbe avere conseguenze ben più pericolose di quelle rischiate l'altra notte
 
Voglio evidenziare che le affermazioni del sindaco sui giornali circa la procedura di informazione sono smentite dall'opuscolo distribuito ai cittadini (D.lgs 334 del 19 agosto 1999)  secondo cui il Coordinamento operativo deve essere sempre tenuto informato per ogni tipo di incidente e  che prevede:
L'allertamento nei casi di incidenti minori con una informazione per chi ne fa richiesta a titolo conoscitivo.
Il Preallarme invece è una informazione DIRETTA, per incidenti di categoria I con ipotesi di aggravamento a categoria II, fornita a tutti i cittadini finalizzata alla conoscenza dell'accaduto e della sua evoluzione  
Infine c'è L'allarme, informazione DIRETTA e SPECIFICA, finalizzata a fornire notizie comportamentali e di autodifesa e organizzative i caso di evacuazione.
 
Secondo queste norme quindi sembrerebbe che qualcosa nella gestione dell'emergenza non sia andata come avrebbe dovuto.
 
Ho provato a fare altre domande alla signora dipendente dell'ufficio ambiente del Comune, ma ha tagliato la conversazione riferendo che il sindaco è comunque disponibile a discutere della questione previo appuntamento.
 
Prendo per buona questa disponibilità, ma rilancio e faccio al sindaco una proposta:
Perchè caro sindaco non convoca un consiglio comunale aperto sulla questione della sicurezza sui grandi rischi lasciando potere di parola anche ai cittadini? 
 




ANCORA UN INCENDIO IN RAFFINERIA DOPO 15 ORE

Dal resto del Carlino del 9 luglio 2013

Questa sera, attorno alle 21, c'è stato un altro incidente dopo quello nella notte tra lunedì e martedì. Si è verificato uno sversamento di idrocarburi, causato probabilmente sempre al riavvio degli impianti dopo il fermo, che avrebbe interessato anche le fognature.
Sul posto si sono precipitate le squadre dei vigili del fuoco da Ancona con un tecnico e l’Arpam. La situazione è stata tenuto sempre sotto controllo e attorno alle 22 l’allarme è rientrato. Ora sarà da valutare l’entità della fuoriuscita.
Ad ogni modo, il carburante non è finito in mare, ma nei bacini di protezione e subito raccolto. Lo riferiscono fonti dell’azienda dopo il pre-allarme scattato a 24 ore di distanza dall’incendio che ha interessato, la sera dell’8 luglio, uno scambiatore di calore dell’impianto per la desolforazione dei gasoli per autotrazione, senza danni alle persone e con “impatto ambientale assolutamente non significativo” secondo l’azienda.
 
Dal Messaggero 10 luglio 2013
 

martedì 9 luglio 2013

ANCORA UN INCENDIO ALLA RAFFINERIA API DI FALCONARA

Stanotte ancora un incidente alla raffineria API di Falconara Marittima. Alle 23.30 circa un boato e un incendio hanno movimentato la nottata. Le notizie seppur frammentate e generiche le riportano alcuni siti di informazione locale. Sembra che la causa sarebbe una fuoriuscita di gasolio dalla tubazione dell'impianto di desolforazione. Secondo i giornali online non ci sarebbero feriti, almeno non gravi.

E' il secondo incidente rilevante da quando sono iniziati i lavori per la riapertura della raffineria, chiusa dalla società quasi 7 mesi fà per permettere i lavori di riconversione della centrale elettrica e per colpa della crisi del settore petrolifero. L'altro incidente è accaduto il 30 maggio scorso e provocò la morte di un operaio. ma questo è solo un altro incidente da aggiungere ai tanti già accaduti.

Purtroppo ancora una volta la macchina informativa del Comune di Falconara non ha funzionato, e ogni volta, in questi casi, viene da chiedersi in che modo viene gestita l'emergenza.

Ad esempio chi giudica il grado di pericolosità dell'incidente?
Questo è un particolare da non sottovalutare perchè la popolazione viene avvertita secondo un criterio di pericolosità. Stanotte chi dormiva beatamente con le finetre aperte, visto il caldo estivo, ha sicuramente respirato sostanze di cui avrebbe fatto volentieri a meno se solo fosse stato avvertito. Il boato infatti è stato avvertito solo dagli abitanti dei quartieri a ridosso della raffineria. Alcuni testimoni raccontano che dopo l'esplosione si è alzata in cielo una densa colonna di fumo molto alta.
Altro particolare da tenere in considerazione, è il fatto che durante l'incendio e le operazioni di spegnimento siano passati all'interno della raffienra ben 3 treni (la ferrovia che collega Ancona con Bologna passa dentro la raffineria) ed è strano visto che esiste una procedura di emergenza che blocca il passaggio dei treni.

La cosa che più è preoccupante però è che questa mattina, l'ufficio ambiente del Comune di Falconara, chiamato alle 8.40 non è stato in grado di dare alcuna informazione, affermando che non erano arrivate informazioni ufficiali da parte della raffineria e che le informazioni le avrebbero date solo dopo la riunione che si sarebbe svolta in mattinata. Esiste però un coordinamento per le emergenze e il protocollo di prevede che in caso di incidenti la raffineria DEVE comunicare con le autorità pubbliche. E' evidente che qualcosa tra il ricevente e il trasmettente non ha funzionato.
 
A breve è prevista una "reinaugurazione" dell'impianto di raffinazione che riprenderà a pieno ritmo l'attività. Una inaugurazione in pompa magna con la presenza di politici, industriali e con la presenza annunciata anche del Ministro allo Sviluppo Economico Flavio Zanonato. Speriamo che tra un pasticcino e un brindisi o durante un bel pranzo ci sia il tempo di parlare di sicurezza e di sviluppo sostenibile, anche per questa bistrattata città.

Il problema della sicurezza nella raffineria è grave riguarda i lavoratori ma anche i cittadini, ed è purtroppo ancora sottovalutato a vari livelli. Dalla Amministrazione del Comune di Falconara è però quanto mai necessaria una politica seria per la prevenzione e per la gestione di incidenti di questo tipo, per evitare che situazioni peggiori di questa possano portare gravi danni alla città e alle persone.

Ma Falconara non sembra in grado di tenere alta l'attenzione su questo problema, mi domando ad esempio che fine abbiano fatto i Vigili ambientali, che in passato avevano dato segno di professionalità e di autonomia nelle emergenze ambientali.
 
Faccio questa domanda rileggendo una delibera del Consiglio Comunale N. 54 del 25/09/2008, un Ordine del Giorno a firma del consigliere Loris Calcina: "... le problematiche e le responsabilità ambientali che riguardano il territorio del Comune di Falconara Marittima ed i vicini Comuni dell'AERCA sono sempre più pressanti e complesse, Il Consiglio Comunale di Falconara Marittima esprime l'opportunità che nell'ambito del corpo di P.M. vengano organizzati progressivamente specifici corsi e aggiornamenti professionali affinché tutti gli agenti possano concorrere a svolgere atti di prevenzione, indagine e repressione delle irregolarità e dei reati ambientali".
 
Un Ordine del Giorno votato all'unanimità quindi anche dall'attuale sindaco Brandoni.
 


domenica 7 luglio 2013

CHI MAL COMINCIA E' A META' DELL'OPERA

Indubbiamente la neo eletta amministrazione Brandoni è partita con il piede sbagliato.
 
Se la questione di presunta incompatibilità di Stefania Signorini,  una dei candidati più votati al consiglio comunale si può considerare una questione di tipo etico, morale oltre che regolamentare, la sentenza della Corte d'Appello sull'incidente della raffineria Api a Falconara che ha condannato i vertici dell'azienda responsabili della morte dei due dipendenti, è una questione gravissima che fa riemergere tutta la mediocrità degli amministratori del Comune di Falconara.
 
Rinunciando a tutti i contenziosi che il Comune aveva con la società petrolifera infatti, in primo luogo Brandoni, ma anche tutta la sua riconfermata Giunta e i suoi consiglieri comunali, non hanno fatto altro che dimostrare lo stato di subalternità che ha soffocato l'interesse della comunità.
 
Alla città è mancata da parte della sua amministrazione la forza di chiedere giustizia e chiarezza su una delle pagine più tristi della sua storia. La rinuncia alla costituzione di Parte Civile in quel processo, come ha fatto il Comune di Falconara, significa aver provocato un grave danno economico oltre che di immagine. 

Due questioni che non possono restare sotto traccia. Mi auguro che le forze politiche, le associazioni e i cittadini si uniscano per chiedere conto e per fare chiarezza.

venerdì 5 luglio 2013

TAPPATA LA BUCA MA...


La buca profonda e pericolosa segnalata nei giorni scorsi è stata in qualche modo chiusa. Non sono un tecnico ma non mi sembra un gran lavoro, comunque almeno il rischio di rompersi una gamba è scongiurato.
 
La segnalazione da questo blog evidentemente funziona, visto che quella buca faceva bella mostra di se già da parecchi mesi completamente ignorata.
 
(08/07/2013) E' NECESSARIO FARE UNA PRECISAZIONE. Il lavoro di sistemazione della buca non è opera del Comune di Falconara, ma è una iniziativa privata!
 
Se la segnalazione funziona allora sono sicuro che anche le buche che si trovano a soli 3 metri da quella appena sistemata verranno sistemate a breve. I crateri si trovano nel piccolo piazzale di sosta, sempre in Via Roma, un piazzale in completo abbandono che si allaga fino a diventare un lago quando piove e produce enormi polveroni quando invece non piove.
 
 

mercoledì 3 luglio 2013

IL PROCESSO E IL PIATTO DI LENTICCHE


Il problema è che le persone tendono a dimenticare in fretta, in Italia soprattutto, altrimenti certe anomalie non si ripeterebbero.

Eppure chi c'era a Falconara Marittima all'alba del 25 agosto 1999 dovrebbe ricordare bene il boato dell'esplosione all'interno della raffineria Api che svegliò la città.

2 lavoratori morti
2 quartieri e centinaia di cittadini in fuga
10 cittadini ricorsi alle cure mediche per le esalazioni dei fumi dell’incendio
1 treno transitato tra le fiamme
1 Km e mezzo di territorio interessato da una pioggia solida e liquida di detriti ed idrocarburi
3 ore circa di paralisi totale del traffico aereo, ferroviario e stradale.

 

Il Comune di Falconara con l'allora sindaco Carletti si costituì parte civile contro la raffineria rivendicando che "...che dall'incendio devastante del 25/08/1999 presso la Raffineria Api sono derivati alla citta' di Falconara M.ma gravi danni di natura patrimoniale e non patrimoniale, per la perdita dell'uso di parte del suo territorio e per la lesione dell'immagine della citta', della sua sicurezza e della sua vivibilita', particolarmente gravi per una citta', come Falconara M.ma, con vocazione balneare e turistica...considerato che tali danni vanno risarciti, come pacificamente riconosciuto (per tutte v. Cass. Civ. sez. I 10/07/1991 n. 7242);" (delibera di Giunta)

 
Una decisione più che mai giusta alla luce del fatto che in quell'incidente morirono due operai e che la città ferita non poteva restare silente di fronte a quel grave incidente. La richiesta risarcitoria fu quantificata in 12 milioni di euro.

 
Oggi a 14 anni di distanza la Corte di Appello ha ribaltato la prima sentenza e condanna i vertici di allora della raffineria che in primo grado erano stati assolti per insufficienza di prove. Un anno e due mesi per omicidio colposo - il reato di incendio è prescritto - all’ex capo servizio manutenzione Sergio Brunelli, all’ex responsabile manutenzione off-site Claudio Conti e all’ex direttore del petrolchimico falconarese Franco Bellucci. (Corriere Adriatico)

 
Ma come ho detto all'inizio in questo Paese dimentichiamo in fretta e Falconara non fa eccezione.

 
Nel 2009 il consiglio comunale di Falconara con il sindaco Goffredo Brandoni decise con voto favorevole di tutta la destra, di rinunciare nei confronti dell'Api "... ad ogni azione, citazione, ricorso, costituzione di parte civile ed agli atti tutti dei giudizi relativi pendenti alla data di sottoscrizione della presente convenzione a fronte del versamento in favore del Comune a totale tacitazione saldo e stralcio della complessiva somma di Euro 3.000.000,00(Tremilioni/00) di cui Euro 2.000.000,00 entro dieci giorni e Euro 1.000.000,0 (Unmilione/00) entro 90 (novanta) giorni dalla data in cui sarà resa esecutiva la presente convenzione a seguito dell’approvazione della relativa delibera da parte del Consiglio Comunale e all’avvenuto perfezionamento di tutti gli adempimenti previsti per procedere alle rinunce nei singoli procedimenti. Le parti danno quindi mandato ai rispettivi legali di procedere alle reciproche rinunce definendo tutto quanto all’uopo necessario con spese legali interamente compensate".
 

Il sindaco Brandoni si vantò all'epoca di questa operazione che in realtà aveva lo scopo di spianare la strada alla raffineria per la realizzazione di una centrale a ciclo combinato della potenza complessiva di 580 MWe ed in questo modo riuscì a ripianare il bilancio comunale per un anno.

 
La dignità di una città, il rispetto per le persone morte furono gettati al vento per una elemosina, due milioni di euro a fronte di decine di contenziosi accumulati dal Comune di Falconara a causa dei numerosi incidenti ed irregolarità della raffineria.
 

Il sindaco Brandoni è stato rieletto solo alcune settimane fa, ma le persone si sa dimenticano in fretta, hanno preferito credere alle sue parole e alle promesse, tanto che girando per la città non sono pochi coloro i quali affermano: "...in fondo però stò sindaco ha fatto bene".

 
Ora aldilà della soddisfazione per la sentenza della Corte d'Appello, sarebbe interessante conoscere l'entità del risarcimento danni a cui il Comune avrebbe avuto diritto dopo la condanna. Chissà magari scopriamo che quei 2 milioni di euri erano proprio un'elemosina e che questo sindaco tutto "stò" bene alla città non l'ha fatto.
 

Intanto però per cercare di non dimenticare troppo guardate questo video dell'esplosione del 25 agosto 1999.


 

martedì 2 luglio 2013

L'ASSESSORE SIGNORINI INCOMPATIBILE?

E' stata ufficializzata la nomina ad Assessore del comune di Falconara di Stefania Signorini con deleghe alle Politiche Culturali e Turistiche- Politiche Scolastiche e Giovanili- Commercio e Pubblici Esercizi- Pari Opportunità, candidata alle elezioni comunali nella lista "Uniti per Falconara".
 
Sta passando sotto traccia la notizia della presunta incompatibilità della signora Stefania Signorini.
 
La signora è anche Dirigente scolastico del liceo "Cambi Serrani" di Falconara, e questo secondo la Legge anti corruzione sarebbe incompatibile con l'incarico di consigliere comunale e di assessore  (D. Lgs. 39/2013 Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190).
 
L'articolo 12 della Legge - Incompatibilità tra incarichi dirigenziali interni e esterni e cariche di componenti degli organi di indirizzo nelle amministrazioni statali, regionali e locali
precisa: "Gli incarichi dirigenziali, interni e esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale sono incompatibili con la carica di componente della giunta o del consiglio di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione della medesima regione".
 
E' grave questa leggerezza da parte dell'ufficio competente qualora esistesse l'incompatibilità, Oggi intanto il sito istituzionale del Comune di Falconara Marittima conferma l'incarico (clicca qui). Forse sarebbe stato meglio attendere un chiarimento prima di ufficializzare l'incarico.
 
Il Problema è anche politico, la signora Signorini infatti ha ottenuto 451 preferenze alle elezioni e qualora decidesse di non rinunciare alla poltrona di preside del Liceo, l'abbandono amministrativo suonerebbe come una sorta di burla nei confronti dei suoi elettori.
 
Si tratta di chiarire se il parere tecnico di compatibilità dell'ufficio comunale sia frutto di un clamoroso errore e se così fosse sarebbe molto grave.
Il neo assessore Signorini a difesa della interpretazione del segretario comunale aggiunge una frase non comprensibile, infatti dichiara: " Questa interpretazione è anche a difesa dell'elettorato passivo che gode di un diritto costituzionalmente garantito". (fonte Resto del Carlino 2/7/13)
 
Si tratta ora di capire anche se la questione sia stata sottovalutata dal responsabile della lista e della stessa candidata o causata da semplice ignoranza. 

giovedì 20 giugno 2013

LA MORTE IN RAFFINERIA

Ancora un morto all'interno della raffineria API di Falconara.  Francesco Fiore 53 anni operaio pugliese di una ditta esterna è morto ieri dopo venti giorni di agonia, ustionato da un getto di vapore mentre lavorava per la manutenzione dell'impianto, attualmente chiuso ed in procinto di riaprire.
 
Ancora una volta ci si interroga sui problemi legati alla sicurezza della raffineria, perché questa non è la prima vittima.
 
Ancora una volta parole di cordoglio da parte dell'azienda che si dichiara: "sinceramente e profondamente addolorata". "Costernato" anche il sindaco Brandoni. Ma intanto si muore, in una azienda complicata di cui non se ne conosce il futuro, una azienda che ancora non rende pubblico il piano industriale e quindi non investe, anzi taglia i costi.
 
Quattro indagati finora, tra questi due dirigenti dell'Api: l'AD Gianfranco Cogliati e Francesco Lion responsabile tecnico. 
 
Oggi i sindacato hanno dichiarato due ore di sciopero, a fine turno. Un atto di solidarietà, più che di protesta.
 
Non è la prima volta che mi capita di scrivere di disgrazie di questo tipo in raffineria, ma come sempre, passata l'attualità e ripulita la coscienza con una nota di cordoglio di azienda e istituzioni, tutto resta com'è, si va avanti, fino al prossimo "imponderabile incidente".      
 
La città non sembra particolarmente colpita da questa tragedia però. Sarà il caldo torrido, o forse l'incidente è considerato solo uno dei tanti, in questi tempi di crisi le persone si chiudono e pensano ai fatti loro. Oppure semplicemente non c'è un dialogo aperto in città. 
 
Mi domando quando riusciremo ad aprire un dialogo tra i lavoratori dell'Api e Falconara, Un vero dialogo, rispettoso di tutti.
Sono sicuro che ci guadagneremo tutti. Ma quando accadrà?
 
  

sabato 15 giugno 2013

BUCHE IN VIA ROMA

Inizia il viaggio a Falconara per scovare e mettere in luce le zone di degrado della città e le inefficienze dell'amministrazione comunale. 

Cercherò di tenere un diario delle cose che non vanno in città per poterlo sfogliare tra cinque anni. Tutti potranno giudicare il lavoro svolto dall'amministrazione comunale e verificare se le  promesse elettorali di "buon governo" erano solo enunciazioni di propaganda, o veri impegni.

Sono gradite documentazioni fotografiche e segnalazioni sullo stato della città.

Oggi pubblico alcune foto sulla situazione disastrosa in cui versa da parecchi mesi il marciapiede di Via Roma.

Una buca profonda e pericolosa fa bella mostra di se nel totale disinteresse degli amministratori.




giovedì 13 giugno 2013

L'AMMINISTRAZIONE BRANDONI SI PRESENTA ALLA CITTA'

Ecco come si presenta la rieletta amministrazione Brandoni a Falconara.
Lunedì scorso l'entusiasmo per la vittoria. Brandoni dichiara soddisfatto: "hanno premiato il buon governo per la città.

Peccato che proprio mentre si votava un temporale di 10 minuti ha messo a dura prova la città, con le strade che si sono trasformate in torrenti e le fogne che straripando hanno inquinato pesantemente la spiaggia pronta per la nuova stagione balneare.

" Premiato il buon governo" ha detto Brandoni. Oggi giovedì a soli tre giorni dai festeggiamenti ecco come si presenta una piazza a poche centinaia di metri dal centro. Piazza Catalani per la precisione, che la mattina diventa mercato di ambulanti alimentari e ortofrutticoli.
 
Come potete vedere oggi pomeriggio alcuni bambini hanno giocato a pallone in piazza in mezzo ai rifiuti. Alla faccia della sicurezza e della lotta al degrado. Altri rifiuti non sono visibili dalla foto, ma sono accatastati in un altro angolo.

Considerando che il sindaco Brandoni  ha annunciato che la Giunta verrà riconfermata, possiamo fare i complimenti personalmente gli assessori responsabili di questa vergogna..

Quindi veramente tanti complimenti all'assessore all'ambiente Matteo Astolfi, all'assessore al commercio Raimondo Mondaini e all'assessore alla sicurezza Clemente Rossi. Un plauso speciale comunque va al neo rieletto sindaco Goffredo Brandoni per l'ottima ripartenza.

Se il buongiorno si vede dal mattino....

martedì 11 giugno 2013

TUTTA LA CAMPAGNA ELETTORALE 2013 SUL MIO BLOG DEDICATO


Sul mio blog claudiopaolinelli.blogspot.com tutte le notizie, le idee, i commenti della lunga campagna elettorale per le elezioni comunali di Falconara Marittima, che mi ha visto candidato al Consiglio comunale con la lista di Sinistra Ecologia Libertà.
Come saprete Goffredo Brandoni è vinto le elezioni ed è stato quindi riconfermato e Sel non è riuscita a conquistare nemmeno un consigliere comunale a causa anche della nuova Legge che ha ridotto il numero dei consiglieri.
Approfitto per ringraziare tutte le 90 persone che mi hanno dato fiducia indicandomi tra le preferenze. 

venerdì 31 maggio 2013

CAMBIO DI PASSO (e di sindaco)

Ho un po' trascurato questo blog negli ultimi tempi. Ho preferito trasferire la discussione in uno spazio dedicato all'esperienza della campagna elettorale alla quale ho partecipato a fianco del candidato sindaco Antonio Mastrovincenzo. Tutte le idee, considerazioni, progetti per Falconara le potete leggere sul blog: http://claudiopaolinelli.blogspot.it/

Lunedì scorso i risultati hanno sancito un ballottaggio tra i candidati Antonio Mastrovincenzo e il sindaco uscente Goffredo Brandoni. La mia candidatura nelle liste di SEL è stata premiata da 90 preferenze. 90 persone che mi hanno dato fiducia e che ringrazio sinceramente.

Ora tocca ai cittadini scegliere chi dovrà Amministrare Falconara. Una scelta importante che condizionerà il futuro della città. Decidere se fermare le scelte di sviluppo insostenibile a partire dall'urbanistica al consumo di territorio oppure avviare pratiche partecipative e virtuose nel rispetto dell'ambiente e della qualità della vita.

Mancano nove giorni al ballottaggio, spero che i cittadini il 9 e il 10 giugno, sceglieranno di difendere la città dalle speculazioni. Falconara ha bisogno di un cambio di passo, dobbiamo restituirle una identità culturale, una dignità sociale oltre che una opportunità di rinascita. Con Antonio Mastrovincenzo il cambio di passo è possibile.        

mercoledì 3 aprile 2013

QUADRILATERO: LA STORIA INFINITA

da: areeleader.it
Era il 2006 quando si cominciò a parlare del Progetto Quadrilatero Marche Umbria. Un progetto innovativo si diceva, che grazie al Project Financing avrebbe permesso la realizzazione di infrastrutture viarie in tempi brevi e senza sprechi grazie alla Legge Obiettivo. La fine dei lavori era prevista entro il 2012. Il Progetto venne lanciato con entusiasmo dalla Regione Marche e dalla società Quadrilatero, arrivando addirittura a promettere 90 mila nuovi posti di lavoro (clicca per leggere l'articolo di giornale) 
 
Sono stato uno strenuo oppositore di quel progetto, per chi volesse sapere di più può (cliccare qui).
 
E' passato un po' di tempo da quel 2006 e forse i falconaresi non ricordano più cosa sia "La Quadrilatero", ed un peccato perché tra non molto l'argomento potrebbe tornare di attualità.
 
Dal sito della società -quadrilaterospa.it- si può leggere:
 
"Il Progetto Quadrilatero Marche Umbria prevede la realizzazione di opere infrastrutturali viarie (i cui assi rappresentano idealmente i quattro lati di un quadrilatero) attraverso un innovativo piano di cofinanziamento, il Piano di Area Vasta.
• il Progetto infrastrutturale viario consiste nel completamento e adeguamento di due arterie principali (l'asse Foligno-Civitanova Marche strada statale 77 e l'asse Perugia-Ancona statali 76 e 318), della Pedemontana Fabriano-Muccia/Sfercia e altri interventi viari;
• il Piano di Area Vasta (PAV) per il cofinanziamento del Progetto infrastrutturale viario prevede di valorizzare i benefici derivanti al territorio dal potenziamento degli assi viari, trasformandoli in flussi di ricavi attraverso l'insediamento di nuove aree produttive, denominate Aree Leader e Aree di implementazione, adiacenti alle medesime infrastrutture stradali". 
 
Mi soffermo sul Piano di Area Vasta e sulle Aree Leader che sono i punti che più interessano la comunità falconarese, provando a fare il punto della situazione.
 
Nel 2006 la Regione Marche ed il Comune di Falconara, tra gli altri, aderirono al protocollo di intesa con quadrilatero spa, Falconara decise di concedere un'ampia parte del suo territorio da utilizzare per reperire le risorse per cofinanziare la strada di collegamento Marche-Umbria da Albacina a Fossato di Vico. Il Piano prevedeva a Falconara la realizzazione di un polo commerciale, fieristico e direzionale, quelle opere che avrebbero dato un nuovo slancio all'economia locale avrebbe dovuto anche finanziare la strada in costruzione con un meccanismo di cattura di Valore.
 
In realtà niente di tutto questo è stato fatto, i lavori per la realizzazione della strada sono in grave ritardo e ci sono oggettive difficoltà a causa di continue sospensioni. La società Quadrilatero cambia la data di fine lavori allungando la consegna entro il 2014, ma le gare di appalto per le Aree Leader sono infruttuose (clicca qui).
 
Intanto l'entusiasmo iniziale sembra spegnersi ed anche il Presidente regionale Gian Mario Spacca esprime "Fortissima preoccupazione e profondo disagio" (leggi l'articolo). 
 
Grande è la confusione sotto il cielo della Quadrilatero, ma la situazione non affatto eccellente, anzi... La comunità falconarese credo abbia il diritto di riappropriarsi del suo territorio offerto con troppa indulgenza e generosità ad  una società non in grado di rispettare gli accordi. 
 
Ribadisco la necessità da parte del Comune di Falconara di recedere dall'accordo di programma perché il Protocollo d'intesa non è stato rispettato. 
 
 

domenica 10 marzo 2013

IL MEZZO BICCHIERE

Faccio gli auguri di buon lavoro a Lara Ricciatti e a Laura Boldrini neo parlamentari delle Marche. Ma non mi complimento. C'è poco di cui complimentarsi. Non possiamo farci i complimenti per come sono andate le cose.

L'esito del voto ci riconduce violentemente agli stessi stati d'animo del 2008 con il fallimento della sinistra arcobaleno. Dopo quella sonora sconfitta, faticosamente abbiamo cercato di ricostruire, di riprenderci un pò di credibiltà, convinti che quella terribile esperienza non l'avremmo mai più dovuta rivivere. Ed invece rieccoci qua, delusi, ancora frastornati sotto le macerie dello tsunami Grillo a domandarci che cosa dobbiamo fare ora.

Una sconfitta che assume maggiore gravità in un quadro economico e sociale del paese drammatico: 3 milioni di disoccupati, il 39% dei giovani sono senza un lavoro. Noi perdiamo mentre i diritti dei lavoratori sono pesantemente attaccati, mentre le imprese artigiane chiudono, mentre i servizi essenziali vengono tagliati, la sanità, le pensioni, gli ammortizzatori sociali, la scuola pubblica, mentre si affonda la lama sui beni comuni.

Vogliamo domandarci perchè con questo scenario che doveva essere per noi favorevole elettoralmente, noi che ci dichiariamo un partito a fianco delle classi più deboli, dalla parte dei lavoratori, per l'eguaglianza e i diritti, ce lo siamo chiesti perchè non abbiamo avuto il consenso proprio di quella parte?

Perchè? perchè Grillo urla bene o perchè la nostra politica è stata opaca? Oppure perchè non siamo considerati credibili, perchè abbiamo deluso quelle persone che non si fidano più, Perchè ci percepiscono uguali agli altri?

Abbiamo perso compagni...doppiamente.
Perso numericamente, vista la piccola, insignificante percentuale di voti presi. Noi siamo in Parlamento esclusivamente grazie alla vergognosa Legge elettorale Porcellum, quella legge che volevamo osteggiare.
E poi abbiamo perso culturalmente, politicamente, perchè per inseguire il sogno di una sinistra al governo abbiamo annacquato proprio le nostre idee di sinistra, le nostre intuizioni.
Abbiamo preferito sacrificare il progetto di una sinistra nuova, moderna, attenta alle trasformazioni della società, sull'altare della rappresentanza parlamentare. Noi che pensavamo (sbagliando) di poter spostare il PD verso sinistra, siamo stati annientati dalle grandi contraddizioni del PD. Abbiamo subìto e rincorso l'agenda del PD, appiattiti in una carta di intenti che ci ha fatto discutere solo se Monti doveva allearsi con noi o meno. Sottovalutando la forte tensione sociale che il Paese sta vivendo. Sottovalutando il disagio di milioni di persone senza lavoro e senza futuro, costretti ad assistere a balletti politicisti da voltastomaco.

Non credo che possiamo ignorare il fatto che per stare nell'alleanza con il PD abbiamo soffocato tutte le nostre idee e programmi che ci avevano ridato l'entusiasmo al congresso nazionale. Non credo tuttavia che il successo del M5S sia da imputare esclusivamente ai nostri errori strategici degli ultimi mesi. Perchè il fenomeno Grillo parte da lontano. Bisogna tornare indietro di anni per capire le ragioni di quel successo. L'autoreferenzialità dei politici, la distanza della politica ai problemi reali del Paese, gli sprechi, gli scandali, la corruzione, ma soprattutto l'incapacità di governare oltre un decennio di crisi che ha impoverito le classi medie e portato alla miseria quelle più deboli.

Abbiamo vissuto un anno di governo Monti, fortemente voluto dal Presidente Napolitano, un anno di tagli, riduzione dei diritti, con l'aumento della disoccupazione, delle tasse e una austerità obbligata per tutti tranne per i più ricchi. Un Governo colpevolmente sostenuto da Pd e PDL insieme in grande coalizione che ha fatto urlare BASTA! Convincendo milioni di persone a fare il salto nel buio, e a votare Grillo.

Alcuni di noi, nonostante tutto continuano a vedere il bicchiere mezzo pieno, alcuni dicono che poteva andare peggio, che avere dei parlamentari è un buon inizio da cui prendere slancio.

Non sono d'accordo compagni, il bicchiere non è mezzo pieno, il bicchiere non c'è più, spazzato via dal vento di cambiamento che per troppo tempo abbiamo ignorato.
Alcuni dicono: " non abbiamo capito il sommovimento in atto". E' falso! Noi avevamo capito tutto e molto bene perchè è da quelle intuizioni che abbiamo dato vita al nostro partito, con un congresso che aveva ridato l'entusiasmo ai militanti e, fatto quasi miracoloso, aveva riconquistato la fiducia di tantissime persone che seppur cautamente si erano riavvicinate alla politica: eravamo diventati credibili. Noi avevamo capito... abbiamo solo cambiato strada.

Volevamo fare un partito nuovo, non un nuovo partito e nemmeno un partitino. Il nostro obiettivo era costruire una grande sinistra di governo autonoma in grado di dialogare con il PD, per governare appunto. Tutti gli intenti sono stati disattesi perchè il voto ci dice che siamo meno di un partitino, e soprattutto perchè abbiamo dimostrato di non essere per nulla un partito nuovo, innovativo nelle idee e nei comportamenti, ma di essere purtroppo ancorati alle decrepite pratiche di vecchia politica. Un Partito che all'improvviso si è chiuso, lasciando le decisioni in mano a pochi, ignorando le più elementari regole democratiche e partecipative. Un gruppo dirigente che in maniera oligarchica ha cambiato varie volte la posizione politica, che ha fatto accordi e sottoscritto impegni senza coinvolgere gli organismi eletti dal congresso, gli unici in grado di determinare la linea politica del partito.

Così è stata sottoscritta la carta d'intenti con la quale "assicuravamo lealtà istituzionale agli impegni internazionali e ai trattati sottoscritti dal nostro Paese", in pratica accettavamo il fiscal compact e il pareggio di bilancio voluto dalla Troika, le vere cause dello stato di austerità e di povertà del nostro Paese. Con quella firma abbiamo provocato l'emorragia di iscritti e simpatizzanti i quali fino all'ultimo momento hanno cercato in ogni modo lecito di esprimere la critica e le perplessità per il pericoloso passo che stavamo per fare, ma è stato inutile, non sono stati ascoltati, in qualche caso derisi, addirittura emarginati e tacciati di essere dissidenti. E badate che chiedevano poco... solo di avviare gli Stati generali della Sinistra. Molti se ne sono andati, altri come me sono rimasti, contribuendo, con forza alla campagna elettorale, con grande impegno nonostante i forti dubbi, con spirito di servizio e responsabilità. Quella scelta secondo me ha contribuito al negativo risultato elettorale.

E così abbiamo dovuto affrontare le primarie per il premier del centrosinistra, ben sapendo che il nostro ruolo era di comprimari, e poi la farsa delle primarie per i parlamentari tra Natale e capodanno inficiate ancora una volta dalle scelte calate dall'alto e con regole che hanno impedito la partecipazione dei nostri potenziali elettori (visto che pescavamo nella platea delle primarie del mese precedente, pur sapendo che molti dei nostri possibili elettori non avevano partecipato alle primarie del PD) regole che hanno anche permesso giochetti antipatici anche nella nostra regione, una sorta di consorteria della preferenza che di fatto ha alterato il risultato espresso dagli elettori. Un giochetto che peraltro si è sgonfiato con il basso, quasi inconsistente numero di voti ottenuto alle elezioni vere da quei territori associati, pregiudicando anche la possibilità di esprimere un senatore nella nostra regione.

Avevamo un patrimonio prezioso, la reale possibilità di poter avviare il cambiamento culturale e politico nel Paese a cui avevamo dedicato tempo e intelligenze, un sogno che si è infranto il 26 febbraio.

Ma non è solo nostra la colpa della disastro, le responsabilità vanno ripartite a tutta la sinistra, storicamente incapace di stare insieme, litigiosa e masochista, ma sono convinto che dobbiamo insistere a ricercare l'unità del popolo della sinistra. Una parte di responsabilità va però consegnata anche ai sindacati: è questione di tempo ma se il sindacato non tornerà a fare il suo lavoro imploderà sotto i colpi degli stessi lavoratori. Prima che sia troppo tardi è necessario un rinnovamento culturale dei sindacati, meno apparato e più vicinanza ai lavoratori. Passaggio obbligato tanto quanto quello della sinistra politica.

E adesso che fare? Intanto credo che dobbiamo considerarci liberi dalla sottoscrizione della carta di intenti. Ora il panorama politico è assai confuso, e noi contiamo veramente poco. Dobbiamo sperare in un una trovata di Bersani, ma considerando il caos che regna nel Pd non ci scommetterei Parlare con i grillini è complicato e gli 8 punti proposti da Bersani non credo che serviranno a molto.
Penso che se solo il centro sinistra quei punti li avesse declinati durante la campagna elettorale avrebbero avuto tutto un altro significato e peso anche se credo che dimezzare il numero dei parlamentari sia un errore. Non si diminuisce il costo della politica in questo modo ma la democrazia, basterebbe dimezzare i compensi e togliere i benefit.

Credo che dobbiamo prendere atto che è nata una nuova era, un cambiamento epocale in cui non c'è più spazio per i politicismi e le vecchie concezioni. Dobbiamo tentare di riappropriarci della politica, di imparare a stare tra la gente ad ascoltare. E' un percorso difficile, che ha bisogno di tempo e di lavoro duro, di critica e di autocritica a tutti i livelli, per capire se c'è ancora l'esigenza di una sinistra vera in Italia, se deve avere una forma partito e se abbiamo la capacità di formarla.

Noi di SEL intanto non possiamo fare altro che avviare la discussione attraverso un congresso straordinario, da fare al più presto, rinnovando nel frattempo la dirigenza nazionale, se non altro per il fatto che ora tutto il gruppo dirigente è totalmente impegnato nel compito istituzionale al Parlamento.
Chiedo un Congresso da fare al più presto, per permettere alle Compagne e ai Compagni di comprendere e determinare il percorso e la politica che questo partito intende portare avanti.
Chiedo a questa assemblea di esprimersi in tal senso. Non si può perdere tempo, schiacciati come siamo dall'incombenza di nuove elezioni. A nuove elezioni politiche, se saremo ancora in campo, dobbiamo arrivarci con le idee molto più chiare di ora. E intanto abbiamo alle porte le elezioni amministrative... CHE FARE?

Claudio Paolinelli
Assemblea regionale Marche 9/3/2013

sabato 2 marzo 2013

PENSAVO FOSSE TSUNAMI INVECE ERA BURIANA


C'è un vento di cambiamento nel Paese, ma per ora non è un vento buono, capace di spazzare le nuvole nere della crisi. E' solo una gran buriana: fulmini che squarciano il cielo e tuoni che fanno tremare la terra. Una tempesta che rischia di lasciarci inzuppati dei nostri guai e nulla più.

I "grillini" alludono al cambiamento, ma è il realtà il grido si traduce in una pressante richiesta di buona politica. Una politica pulita, virtuosa che sta dalla parte delle persone. Chi ha votato "Grillo" chiede giustizia sociale e un Paese vivibile, è stanco dell'arroganza di certi politicanti e della corruzione, per questo ha scelto di fare "il salto ne buio", ponendo ogni residua speranza nelle mani di una persona di cui forse non ne condividono nè idee nè metodi, ma perchè non vedono alternative.

Il problema però è capire se quel salto nel buio porta da qualche parte, se apre una nuova strada e se permette di risolvere i tanti problemi in cui siamo immersi. Perchè i problemi vanno risolti ora e invece stiamo perdendo minuti fondamentali, per colpa della mala politica, senza dubbio, a cui adesso però si aggiunge l'improvvisazione del movimento più votato d'Italia, che non è capace o forse non vuole aggiornare la sua protesta in proposta.

Generalizzare è comodo ma è sempre sbagliato. Non è assolutamente vero che tutti i partiti sono uguali. E' difficile sostenere questa tesi in momento come questo, lo so, ma non dobbiamo farci intimidire e nemmeno possiamo "arrenderci". C'è buona politica, c'era anche prima di Grillo. I punti programmatici del M5S sono in gran parte le idee fondatrici di alcuni partiti. Di quello in cui milito di sicuro. Si può criticare la poca incisività con cui abbiamo portato avanti quelle istanze, ma la politica in democrazia si fa con i numeri oltre che con le idee. Penso che sia sbagliato azzerare tutto a prescindere. Penso che sia pericoloso fare salti nel buio che ricordano purtroppo periodi di storia terribili.
 
Grillo ha ragione a dire che lo Tsunami è iniziato e che lo ha voluto la gente. Lui dice di non c'entrare nulla, invece ha una grossa responsabilità che è quella di aver iniziato una rivoluzione che non sa nemmeno lui come finirà e che non sarà più nemmeno in grado di gestire.
Una follia da cui occorre uscire al più presto.