Ieri pomeriggio, a Falconara Marittima, Sinistra Ecologia Libertà ha organizzato una iniziativa pubblica su un tema importante quanto poco diffuso. IL REDDITO MINIMO GARANTITO. L'iniziativa si è svolta nonostante il grave atto terroristico che ha colpito alcune studentesse di una scuola di Brindisi. l'assemblea ha partecipato al cordoglio ed ha manifestato la totale solidarietà alle vittime con un minuto di silenzio.
Era presente Giuseppe Bronzini
socio
fondatore di BASIC INCOME NETWORK Italia, Magistrato
e consigliere presso la Corte di appello di Roma sez. lavoro ed autore del libro "reddito di cittadinanza". La sua relazione è stata molto interessante ed ha conquistato l'attenzione delle persone presenti. Con lui c'era anche il nostro consigliere regionale Massimo Binci ed il coordinatore del circolo falconarese Antonio Crocetti.
Quello che segue è il mio intervento introduttivo:
Oggi
è il primo appuntamento pubblico per SEL di Falconara che intende
avviare un dialogo con i cittadini, con le associazioni sociali e
culturali e con le altre forze politiche, per aprire un confronto
aperto e cercare quindi di dare un contributo per migliorare la
nostra città.
È
nostra intenzione avviare prossimamente delle iniziative pubbliche
per discutere delle problematiche di Falconara, che sono molte:
sociali, culturali, economiche, ambientali ecc.
Oggi
però, per inaugurare la serie di incontri, abbiamo pensato di
discutere un tema che non riguarda direttamente le questioni locali,
almeno apparentemente, ragioneremo infatti intorno ad una proposta
che si inquadra in un nuovo modello sociale e anche culturale. Un
tema che è all’ordine del giorno, vista la violenta crisi che è
dovuta principalmente alla mancata ridistribuzione della ricchezza.
Parleremo di una proposta che valorizza la politica di alternativa di
cui SEL vuole essere protagonista. Partiamo da questa iniziativa
perché pensiamo che senza il lavoro e senza tutele minime di
sussistenza, tutte le altre questioni seppur molto importanti non
riceveranno la giusta attenzione da parte delle persone.
REDDITO
MINIMO GARANTITO,
o reddito di cittadinanza, o reddito di base, o Basic Income, ovvero
la garanzia per ogni individuo di vivere in maniera dignitosa la
propria vita.
Per
dare la giusta interpretazione alla proposta del reddito garantito,
dobbiamo prima provare a rispondere alle seguenti due domande:
- “IL MERCATO DEL LAVORO RIUSCIRA’ A GARANTIRE OCCUPAZIONE PER TUTTI?”
- “OGNI INDIVIDUO HA DIRITTO A VIVERE UNA VITA DIGNITOSA?”
Questa
ultima domanda in particolare se la sono posta anche i nostri padri
costituenti, non è un caso che la nostra Costituzione all’articolo
1 reciti:
“L'Italia
è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.
Ma
non è questo il solo articolo che riporta l’attenzione al diritto
al lavoro, e quindi, secondo il nostro attuale modello sociale, il
diritto alla dignità e alla libertà, perché credo che saremo tutti
d’accordo nell’affermare che Senza
lavoro non si è liberi e non si ha dignità.
Infatti
la Costituzione all’Art.
3 obbliga
lo Stato a “rimuovere
gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto
la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno
sviluppo della persona umana”.
Per
continuare con l’Art.
4: “La
Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e
promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.
Continuando
Art. 36:
“Il
lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità
e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a
sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”.
Per
concludere con l’Art.
38: “I
lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi
adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia,
invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”.
La
Costituzione quindi prevede già forme di tutela e indica chiaramente
quali sono i diritti dei cittadini e i doveri dello Stato, Stato che
però da questo punto di vista è inadempiente, almeno in parte.
Al
contrario con la crisi economica i Governi hanno cercato,
riuscendoci, di limitare i diritti ai lavoratori, ad esempio
modificando l’Art. 18 dello statuto dei lavoratori, attuando una
riforma del lavoro che agevola la flessibilità in uscita, aumentando
l’età pensionabile, senza che sia prevista una civile forma di
sussistenza per questo sempre più alto numero di persone. Per non
parlare di chi il lavoro non ce l’ha mai avuto o al massimo solo in
forma precaria, quindi con ancor meno dignità, e ancor meno libertà.
Pensate ad un giovane, pensate ad un laureato, che davanti alla porta
del mercato del lavoro deve piegarsi a ricatti occupazionali e a
sottomettersi ad offerte di lavoro sottopagate o in nero. È solo un
esempio naturalmente, noi pensiamo che con l’introduzione di un
reddito minimo queste perversioni sparirebbero. Ma c’è di più…
ad Ancona a aprile scorso un giovane attivista No Tav, dopo una
manifestazione è stato raggiunto da un provvedimento dalla Questura
di Ancona che gli impone il divieto di soggiorno per tre anni in
città, tra le motivazioni si legge: «Persona pericolosa, con
reddito
irrisorio».
La povertà viene addirittura criminalizzata.
L’argomento
che tratteremo oggi è controverso, criticato da destra ed anche da
sinistra. Alcuni mettono in dubbio la validità morale di un
sostentamento della persona temendolo come un incentivo all’ozio.
Altri spesso senza nemmeno approfondire la questione, chiudono la
discussione perché tanto le risorse economiche per finanziare una
proposta come il reddito minimo garantito non ci sono, tanto meno
adesso con la grave crisi in atto. Mi permetto di dire che questa è
chiaramente una questione politica. Le risorse si trovano. In tutta
Europa, in varie forme è riconosciuto il reddito granatito, tranne
Italia e Grecia. Pensate a quanto poco tempo ci ha messo il governo
Monti a reperire le risorse per tamponare il debito pubblico. Pensate
quanto poco ci ha messo il Parlamento per modificare la Costituzione
all’Art. 81, obbligando lo Stato al raggiungimento del pareggio di
Bilancio. La sostenibilità finanziaria esiste, basta volerlo.
Luciano Gallino nel suo ultimo libro evidenzia lo spropositato uso di
risorse per 18 trilioni di dollari per salvare gli istituti
finanziari e le briciole messe a disposizione per contrastare gli
effetti della recessione sulle persone. In Italia a fronte di tagli
di decine di milardi sui servizi e pensioni, nemmeno un euro per il
welfare.
L’argomento
è controverso e articolato ma assolutamente da studiare e da far
conoscere, perché è una cosa che interessa a tutti, perché come ho
detto all’inizio la questione è fondamentale per i risvolti
democratici e di libertà che riveste, ed è di estrema attualità
vista la caduta della promessa del lavoro. Vogliamo discutere una
proposta che non è una fantasia freak, ma l’idea di un altro
modello sociale, una alternativa concreta. Una proposta che si
trasforma in programma di governo. Partendo dall’assunto che il
reddito di base non deve essere considerato un gesto di carità, e
nemmeno un semplice sussidio, ma un diritto civile di ogni individuo.
Un diritto
ad una vita dignitosa.
Nessun commento:
Posta un commento