
È evidente che la
ricetta di Governo dei professori è sbagliata. Non solo è inefficace come
strumento di contrasto e risoluzione della crisi, ma addirittura dannosa. I dati
ufficiali sono impietosi: Il debito pubblico italiano a marzo è salito alla
soglia record di 1.946,083 miliardi di euro a febbraio era a quota 1.928,226
miliardi. Complessivamente il numero dei
disoccupati ad aprile è salito a 2 milioni 615mila, tra marzo e
aprile, hanno perso l'impiego 38mila persone. I consumi sono fermi, l’aumento
dell’aliquota dell’IVA che aumenterà ancora in autunno e l’oggettiva
indisponibilità finanziaria delle famiglie hanno ridotto drasticamente la
capacità di acquisto. Le aziende e gli imprenditori in difficoltà non riescono
ad avere accesso al credito bancario. Tasse inique come l’IMU mettono in seria
difficoltà le persone ed infatti non c’è giorno che i giornali non riportano
casi di suicidi di disoccupati, sfrattati, di nuovi poveri che non sopportano
il “disonore” della perdità di dignità. 9 milioni di italiani sono costretti a
tagliare anche le spese sanitarie ed infatti non si curano più. Il fisco non
riesce ad incassare quanto previsto, nelle casse infatti mancano 1.500 milardi
di euro. La Corte dei Conti intanto ci informa allarmata che le tasse sono troppo
alte e che il livello di corruzione nel Paese è al livello della Repubblica
delle Banane (non è certo uno scoop). Quindi le fasi Salva Italia e Cresci
Italia sono risultate degli slogan senza alcuna rispondenza al vero, perché nemmeno
il temutissimo “SPREAD” è stato riportato a percentuali accettabili (a dicembre
2011 era 440 punti ed oggi è a 441).
Un disastro
sia dal punto di vista sociale (poco considerato dal Governo) che dal punto di
vista tecnico. I “tecnici” dunque hanno fallito proprio sul loro terreno, le
riforme hanno impoverito le famiglie, fatto fallire centinaia di migliaia di Imprese,
senza che all’orizzonte si riuscisse a vedere un lumicino di speranza.
Di questo
disastro è responsabile il presidente Monti, i suoi Ministri, anche il
Presidente Napolitano, ma soprattutto i partiti presenti in Parlamento, che
terrorizzati dall’ira degli italiani, evitano il confronto elettorale come la
peste. Evocando l’antipolitica come per esorcizzarla, senza rendersi conto che
l’antipolitica è proprio il loro atteggiamento autoreferenziale che vogliono
mascherare in senso di responsabilità. Continuando a tenere in vita un Governo
che è svincolato da ogni impegno democratico con gli elettori.
La
ricetta Monti è una politica di destra, tutte le Leggi fin qui approvate fanno
parte della politica liberista e di destra già nel programma del Governo
Berlusconi. La riforma del mercato del lavoro, la cancellazione dell’art. 18,
la modifica della Costituzione all’art 81 per introdurre il pareggio di
Bilancio. La riforma delle pensioni, la libertà d’impresa quindi la strada per
le privatizzazioni, erano nell’agenda politica di Berlusconi, e di Bossi, e
aggiungo anche di Fini e Casini. Quindi c’è poco da meravigliarsi sull’operato
del professor Monti e della condivisione del PDL e Udc . Sul PD invece ci
sarebbe da dire. Non da meravigliarsi ma da indignarsi si. Il PD con il suo
atteggiamento certifica il caos che c’è nel suo interno, le fratture e tutte le
difficoltà. La dirigenza del PD è terrorizzata dalla possibilità di imminente
implosione, per
paura che il partito vada in pezzi
manderà in pezzi il Paese intero.
È deprimente, il PD non fà più politica si limita a difendere la
propria esistenza, il problema è che in questo tentativo stringe in un
abbraccio mortale i partiti che invece potrebbero modificare la china che ha
preso il Paese. Penso a SEL, una forza politica nuova con delle idee che
potrebbero spostare l’attenzione, in questa terribile fase di crisi globale,
sulle persone invece che sulla finanza. Un partito che avrebbe voluto affrontare
la crisi, ad esempio, colpendo i grandi patrimoni e la corruzione dilagante,
tagliando gli sprechi e le spese militari, impedendo che il fardello del salvataggio
del Paese pesasse solo sulla schiena dei più deboli. Nella speranza che ormai
non sia troppo tardi, spero che SEL riesca immediatamente a divincolarsi da
quell’abbraccio e che, per dirla con le parole di Nichi Vendola, riesca a
prendere la strada giusta senza avere paura.
Nessun commento:
Posta un commento