sabato 23 giugno 2007

L'API INQUINA ANCORA LA COSTA ADRIATICA

Ancora uno sversamento di olio in mare della raffineria API di Falconara Marittima . L'ultimo ieri 22 giugno. Incidenti come questi non sono più l'eccezione ma sono diventati la norma.

Ancora una volta la dirigenza API minimizza l'accaduto assicurando che sono caduti in mare solo "alcuni litri"di gasolio. Peraltro ancora stiamo aspettando di sapere quanto olio ATZ ne è stato sversato il 2 aprile scorso, considerando che è stato accertato che la marea nera ha colpito quel giorno un tratto di costa di circa 20 chilometri. Ancora una volta Falconara viene violentata da incidenti che dicono "di poco conto".

Intanto l'ARPAM ha vietato in via precauzionale la balneazione. Ieri infatti alcuni cittadini hanno notato chiazze oleose nei pressi di alcuni bambini che innocentemente stavano facendo il bagno.

La nostra città sta tentando di darsi una vita di normale località affacciata sul mare, provando a priviligiare il turismo.
Mi domando a quanto può ammontare il danno ambientale? E quanto il danno d'immagine? E fino a quando dovremo aspettare che si metta la parola fine al metodo arrogante dei boss dell'API? Possibile che nessuna prescrizione prevista con il rinnovo della concessione sia attinente con gli incidenti avvenuti? Sulla sicurezza ambientale vorrei sentire dire qualcosa anche dai sindacati dei lavoratori.

Nel frattempo con questa estate tropicale accontentiamoci di vedere il mare senza azzardare a metterci piede. Grazie API.

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