martedì 30 giugno 2009

LA SICUREZZA E LA FATALITA'

Una strage. Esplode una cisterna di GPL nella stazione di Viareggio e si scatena l'inferno. Un treno deraglia in piena notte per motivi ancora da accertare ed il fuoco in un attimo avvolge e distrugge un intero isolato. 14 morti, decine di feriti gravi, due palazzi rasi al suolo. In città proclamato lo stato di emergenza.

I testimoni raccontano di aver visto una enorme nuvola bianca incendiarsi investendo tutto quello che incontrava nel raggio di parecchie centinaia di metri. Molte persone sono morte bruciate, quasi tutti i feriti sono gravi a causa delle ustioni su gran parte del corpo. A provocare tutto ciò è stata la fatale miscela del gas con l'aria.
Non sono un esperto quindi mi faccio aiutare da wikipedia per spiegare cos'è il Gpl Gas Propano Liquido:

"Il nome deriva dal fatto che i componenti sono in forma gassosa a temperatura ambiente ed a pressione atmosferica, ma vengono liquefatti a pressione secondo una logica di economizzazione del loro trasporto. Il vantaggio che si ottiene è di aumentare la densità del gas di circa 250 volte, riducendo così l'ingombro a parità di massa (e quindi di energia producibile): questa logica rende possibile l'utilizzo di contenitori a pressione di dimensioni tutto sommato limitate. Per dare un esempio, una bombola da 40 dm3 di metanocontiene circa 6 kg di gas, compresso a oltre 20 MPa (200 bar); una bombola di pari volume di GPL ne contiene circa 20; di conseguenza l'energia fornibile è circa 3 volte superiore."
Quindi il gas liquefatto a contatto con l'atmosfera rigassifica velocemente e aumenta di densità e un semplice innesto di scintilla provoca il disastro di cui sono stati vittime i cittadini viareggini.

Dalle prime dichiarazioni sembra che questa volta non verranno incolpati i ferrovieri, come spesso accade dopo un disastro ferroviario, si parla di cedimento strutturale, alcuni parlano di disastro annunciato, altri di semplice fatalità. Resta il fatto che un treno che trasportava un carico pericolosissimo è deragliato e distrutto vite umane e cose.

Alle vittime della strage tutta la mia solidarietà, ma della solidarietà mi rendo conto che i feriti e i parenti delle vittme adesso non sanno che farsene. Sarebbe stato meglio che gli abitanti di quella zona avessero saputo i rischi che ogni giorno hanno corso. Si perchè quel treno chissà per quante volte ha attraversato quella stazione, nella più totale tranquillità delle persone. Stavolta purtroppo, "la fatalità" ha drammaticamente illustrato i rischi.

Appena ho saputo di questa tragedia ho pensato alle conseguenze di un incidente nel rigassificatore che i nostri politici di destra e di sinistra vorrebbero far costruire a Falconara Marittima. Anche se c'è chi garantisce che i casi di esplosioni sono quasi impossibili, rarissimi, proprio come il convoglio esploso stanotte.

Pensate che quel disatro a Viareggio l'ha provocato un solo vagone carico di GPL, pensate al carico di gas che può contenere un rigassificatore.

Alcuni testimoni hanno raccontato che una nuvola di fuoco ha invaso le strade e le automobili esplodevano uno dopo l'altra scatenando altri focolai di fuoco. E' l'effetto domino. Ecco provate a pensare ad un incidente nel rigassificatore che nascerà a largo (ma non troppo) della costa falconarese, una nuvola di gas si alza nel cielo e si infiamma, mentre il vento la spinge verso la città. Pensate a cosa potrebbe succedere se la nuvola raggiungesse la raffineria. L'effetto domino potrebbe essere devastante.

Lo so sono paranoico e sopratutto iettatore, dirà qualcuno. Ma vi invito a pensare: mentre il progetto del rigassificatore va avanti insieme a tanti altri progetti (centrali etc.) c'è stato un ente, un amministratore, un tecnico a spiegarne i pro e i contro ai cittadini?

Sicuramente il rigassificatore si farà, e sicuramente non ci sarà mai alcun incidente. Mai, fino a quando la "fatalità"...

venerdì 26 giugno 2009

IL PROGRAMMA ELETTORALE DEL PDL A DISPENSE. # 1°

Per rinfrescare la memoria dei falconaresi, elettori o meno del sindaco Brandoni, ripercorreremo punto per punto lo scarno programma elettorale del popolo delle libertà. Così, tanto per verificare se le promesse hanno dato spazio ai fatti.
Dopo un anno e due mesi mi sembra interessante confrontare le parole con la realtà.
Quello che leggete di seguito è tratto dal programma del pdl depositato in Comune. Non vi annoierò per molto, considerando che l'intero programma è sintetizzato in sole 814 parole.
Iniziamo con il primo punto, anche per perché siamo vicini alle verifiche di bilancio, quindi leggiamo cosa è stato programmato:

1 PUNTO
PROGRAMMA ELETTORALE DEL POPOLO DELLE LIBERTA’
Elezioni amministrative 13 aprile 2008

PROGRAMMA ECONOMICO FINANZIARIO


Impegno di risanamento di bilancio attraverso una razionalizzazione delle spese valorizzando la ricerca di professionalità interne all’Amministrazione.
Per quanto riguarda le entrate ci ripromettiamo comunque di non ricorrere ad ulteriori aumenti tariffari anzi ci impegneremo al massimo nel procedere ad una riduzione delle imposte comunali.
Impegno
prioritario da parte del nostro partito è quello che venga riconosciuto a Falconara Marittima il ruolo che svolge a servizio della collettività regionale. Rimane prioritario, quindi, far approvare alla Regione Marche una legge speciale che riconosca alla città lo status di territorio strategico.
Allo stesso tempo ci si attiverà perché si attui la legge nazionale prevista a favore delle città sede di insediamenti produttivi ad alto rischio di impatto ambientale. Ci si farà carico di attivare con il nuovo Governo nazionale per far in modo che una adeguata percentuale delle accise versate dalla raffineria allo Stato vengano direttamente destinate all’amministrazione comunale di Falconara.

Era il primo punto del programma Brandoni. Quanto secondo voi è stato realizzato? Spazio ai commenti se volete.

giovedì 11 giugno 2009

DAL SISTEMA MARCHE AL SISTEMA MARCHETTE

Consiglio comunale aperto oggi a Falconara, dettato dalla preoccupazione del PD e PDL si veder sfumata la possibilità di far costruire la nuova Fiera regionale nell'area individuata dalla Quadrilatero denominata area Leader. Sulla questione Quadrilatero non ci torno, chi vuole approfondire può cliccare qui.

Ma è comunque degno di nota il dibattito consiliare che ha visto oggi la partecipazione di importanti politici di livello. Tralascio alcuni nomi perché in pieno periodo di ballottaggio non voglio regalare spot elettorali, ma segnalo la presenza dell'assessore regionale al commercio e alle fiere e mercati Vittoriano Solazzi, quella del assessore provinciale alle infrastrutture della grande viabilità Antonio Gitto, nonché quella del Sindaco di Chiaravalle Daniela Montali.

L'intero consiglio comunale preoccupato per l'impossibilità di veder nascere sul nostro territorio la fiera, pendeva dalle labbra dell'assessore Solazzi, che però, dopo un lungo discorso per sostenere che la nascita di un unico Ente Fiera è un grosso successo, delude la platea di consiglieri, infatti molto candidamente dichiara che sul rapporto Quadrilatero e Fiera non ne può parlare perchè non è di sua competenza. Insomma hanno invitato la persona sbagliata.

L'intervento della sindaco Montali se letto in un certo modo mette in risalto la sua delusione per la scelta scellerata di aderire alla Quadrilatero, con il suo discorso si limita a sperare nel buon senso dei fautori della Legge Obiettivo, per il rispetto del territorio.

Poi ci sono stati gli interventi dei consiglieri comunali. Calcina come sua abitidine fa una analisi impietosa e mette a nudo le responsabilità degli amministratori (precedenti) della città, citando anche le relazioni della Corte dei Conti particolarmente critiche a riguardo. I discorsi dei due capogruppo PDL e PD invece sono come preannunciato ampiamente sui giornali, impostati in maniera bipartisan, tutti e due ad implorare la Regione a riprendere il controllo. Tutti e due a chiedere la Fiera a Falconara con un campanilismo che ignora l'interesse comune, dimentichi che l'accordo ed il protocollo d'intesa firmati dal Comune di Falconara e Chiaravalle hanno di fatto sottratto ai comuni il diritto di controllo e decisionale, Regione compresa.

Purtroppo devo ricordare che quell'accordo a Falconara è stato firmato con il pesante condizionamento della Regione Marche dai consiglieri del PD, PRC, PDCI, lista Carletti, AN e con la totale condivisione dell'attuale sindaco Brandoni. La questione è stata molto dibattuta e tutte le magagne che adesso emergono erano state abbondantemente preannunciate. Come nella migliore tradizione italiota anche questa volta la politica ha deciso di costruire la "scatola" senza pensare se quella scatola servirà a qualcosa.

E' imbarazzante dover ascoltare i discorsi dei politici che ruotano intorno al problema senza affrontarlo, i consiglieri hanno lungamente parlato di rispetto del territorio, dell'importanza strategica di Falconara, dello snodo infrastrutturale, della vocazione di servizio della città, tutti ad esaltare il SISTEMA MARCHE. Per il momento Falconara si deve accontentare del SISTEMA MARCHETTE.

martedì 9 giugno 2009

IL BUCO NERO

Che dire sui risultati del voto delle elezioni europee e delle amministrative dei giorni scorsi?

La prima cosa che salta all'occhio è l'astensionismo. Una volta si diceva che a votare non ci andava il popolo della destra perchè troppo poco attaccato ai valori democratici. Ora a votare purtroppo non ci va la gente di sinistra che invece è profondamente delusa dai partiti che avrebbero dovuto rappresentarla.

Se provate a fare mente locale, la crisi a sinistra inizia paradossalmente con mani pulite, e con l'inizio della cosiddetta seconda Repubblica. Da quel momento, i potentati si riorganizzano, gli affari trovano altre sponde e tutto riprende come prima, anzi peggio, mentre la sinistra si perde in sterili dibattiti.

La sinistra presa dalla voglia di governare subisce continue trasformazioni, fino al punto di imitare le gesta della destra, spesso fino a confondersi: come dimenticare le varie occasioni mancate che hanno deluso così tanto gli elettori. Dalla mancata legge al conflitto di interessi, fino alla mancata abolizione della legge 30, due esempi tra i cento che si potrebbero fare.

Ad un certo punto i due partiti di riferimento del centro-sinistra DS e Margherita, decidono di inventarsi un nuovo partito, nonostante che in molti sostenevano l'impossibilità di tenere insieme due forze politiche così distanti nelle idee e nella pratica. Ma sordi a ogni critica, ispirati dal modello democratico americano ecco che concepiscono biblicamente il Partito Democratico. Dicevano che anche in Italia era necessario avviarsi ad un sistema bipolare, anzi di più, bipartitico. I partiti più piccoli erano ritenuti solo degli ostacoli al progetto riformista, quindi da far sparire. Peccato che una volta annientati i Partiti minori, il PD non sia riuscito ad incidere minimamente sulla politica italiana, a tal punto che molti elettori considerano come vero partito di opposizione, l'Italia dei Valori di Di Pietro: il protagonista di Mani Pulite.

Le elezioni europee 2009 sanciscono il fallimento della politica del PD, mentre i leaders di quel Partito sembrano non curarsene, visto che dichiarano improbabili "tenute". Peccato che le elezioni amministrative Provinciali e Comunali confermano una drammatica sconfitta, consegnando decine di Province Comuni alla destra.

Il Partito Democratico è il responsabile diretto della catastrofe politica del nostro Paese, con la sua crisi interna potrebbe addirittura implodere e con questa implosione c'è il rischio che le speranze di intere generazioni vengano risucchiate, inghiottite, come in un buco nero.

Ecco il Pd è paragonabile ad un buco nero che inghiotte tutto ciò che gli ruota intorno. Le residue forze della sinistra dovrebbero provare a resistere alla terribile forza di gravità che le porta verso la definitiva distruzione, dovrebbero cambiare la traiettoria e cercare di allontanarsi dal pericolo mortale del buco nero.

La sinistra è come un piccolo pianeta dove la vita per ora è riconoscibile in piccoli organismi unicellulari. C'è bisogno di calma dopo il caos, per permettere alle cellule di moltiplicarsi e formare un organismo sempre più evoluto. Un piccolo pianeta che potrebbe diventare il punto di ripartenza anche per chi il buco nero a sua insaputa l'ha provocato.

DIFENDERSI DAI DIFENSORI

Qualche volta rimango interdetto di fronte alle affermazioni che si leggono sui giornali. Mi riferisco questa volta alle pagine locali che riguardano la nostra città. Sul Corriere Adriatico di oggi nell'articolo che riguarda la questione Fiera e Quadrilatero che verrà discussa in città in un apposito Consiglio Comunale (aperto?), si legge una dichiarazione del Presidente del Consiglio comunale che ha un sapore grottesco.

Un brano dell'articolo: " ...Positivo secondo Giacanella, che sulla vicenda ci sia l'unanimità tra maggioranza ed opposizione, le quali insieme - si stanno dando da fare per difendere il territorio-".

Ora chi legge da lontano questo articolo non conoscendo le questioni politiche di Falconara, potrebbe pensare che questo sia un esempio di maturazione politica, che scavalca le ideologie e via di seguito. Purtroppo la realtà è completamente diversa.

C'è un paradosso a dichiarare che maggioranza ed opposizione si stanno adoperando per difendere il territorio. Come si possono dire certe cose e sperare che nessuno osi criticarle.
I lettori che non vivono a Falconara, devono sapere che l'accordo alla Quadrilatero che ora "unanimante" preoccupa i politici locali, fu ratificato proprio dal PD e da altri partiti di sinistra tra cui PRC e PDCI, perchè la Regione Marche impose questa decisione, decisione tra l'altro condivisa dalla destra, visto che l'idea di quel progetto fu partorito proprio dalle loro menti creative.

Dire di adoperarsi per difendere il territorio è quanto meno azzardato.
Prima dovrebbero farci capire se difendere il territorio significa inginocchiarsi ai voleri dei petrolieri, disinteressarsi degli allarmanti studi epidemiologici, oppure decidere di edificare in aree protette (Castelferretti), oppure destinare la zona nord (montedison) ad un ennesimo centro commerciale, oppure dichiarasi favorevoli al By pass ferroviario tagliando in due interi quartieri e favorendo ancora una volta i petrolieri, oppure dichiararsi d'accordo alla costruzione del rigassificatore, oltre naturalmente ad essere complici del disastro Quadrilatero, massacro del territorio ampiamente annunciato e altrettanto ignorato.

Dunque vorrei sapere da Giacanella se quando dice difendere il territorio intende queste azioni intraprese dalla Giunta Brandoni (destra) e giunta Recanatini (centro-sinistra).
In tal caso vi supplico di interrompere la vostra azione: non vogliamo essere salvati.

In un punto ha ragione il Presidente Giacanella, tra la maggioranza e opposizione c'è unanimità di vedute. Purtroppo vanno però dalle parte opposta alle esigenze dei cittadini.
Fortunatamente all'opposizione c'è anche chi dissente.

venerdì 5 giugno 2009

I DIRITTI DEGLI INVISIBILI

Elezioni: tribunale, residenza a senza dimora per votare
L'uomo aveva chiesto piu' volte di avere residenza a Falconara
(ANSA) - ANCONA, 5 GIU - Il tribunale di Ancona ha ordinato al Comune di Falconara Marittima (Ancona) di concedere la residenza a una persona senza dimora per garantirgli il diritto al voto. L'uomo, che vive da lungo tempo in strada nella citta' marchigiana, aveva piu' volte chiesto di ottenere la residenza anagrafica in citta' per poter riavere i propri diritti di cittadinanza, ma le sue richieste erano rimaste inascoltate. (ANSA).

Ogni tanto si leggono delle belle notizie. I falconaresi che sono un pò attenti ai fatti che succedono in città avranno certamente capito chi è la persona senza dimora di cui si è occupato il tribunale di Ancona. Per rispettarne la privacy evito di indicarne il nome, ma molti avranno intuito che si tratta della stessa persona che il Comune di Falconara ha tentato di cacciare dalla città, multandola anche pesantemente, grazie ad una ordinanza anti bivacco di cui Giunta e consiglieri di maggioranza (destra) si vantano da alcuni mesi.
E' una piccola notizia, ma è una bella notizia.

lunedì 1 giugno 2009

PIOVE SUL BAGNATO


Piove da molti giorni e con una intensità di tipo tropicale. Potremmo avviare il dibattito sui cambiamenti climatici dovuti all'inquinamento, ma non è di questo che voglio parlare.

Tutti conoscono a Falconara il problema delle fognature, inadeguate e vecchie, ma nonostante questo c'è chi continua a prevedere nuove case. I negozianti per prevenire i danni della pioggia usano antichi metodi ereditati dai nonni come ad esempio le tavole di legno a mò di argine sulle porte dei negozi.

Falconara ha già subìto anche nel recente passato alluvioni, con i fossi spesso pieni di rifiuti incapaci di contenere le acque a causa dalla cattiva manutenzione.

Il problema dell'acqua alta dunque è conosciuto a Falconara, manco fossimo a Venezia.

Ma allora perché l'amministrazione comunale non si preoccupa di fare una azione tanto semplice quanto importante, ovvero provvedere alla pulizia dei tombini della città che invece intasati come sono non permettono il corretto defluire dell'acqua?

giovedì 28 maggio 2009

A PROPOSITO DI SPURGO DI RAFFINERIA

Vi propongo un articolo comparso ieri sul sito la mia aria.it

A proposito di spurgo di raffineria

Su Falconara Marittima si sta facendo sera. E’ il 16 maggio 2009. Mentre le famiglie si apprestano alla cena fuori scorgono una densa nube scura che va assumendo via via un colore giallastro. Qualcuno si allarma. Prende il telefono è chiama l’800122212 il numero verde del Centro Emergenze del Comune di Falconara Marittima. Al di là del filo le risposte sono vaghe.
Cittadino: “Buonasera, c’è una nube sopra la raffineria visto che mia madre abita a 100 metri dall’API volevo avere notizie”.
800122212: “Ah sì, ci sono già state alcune telefonate che ci comunicavano la presenza di questa nube, abbiamo sentito l’API ma ci hanno assicurato che non dipende da loro”.
Cittadino: “Mi scusi ma se non proviene dall’API da dove altro può arrivare?”
800122212: “Non so, in ogni caso lunedì se passa da noi potremo dirle cosa è successo.”
Cittadino: “Ma se la nube fosse tossica forse lunedì è un po’ tardi”.
Altra telefonata d’allarme. Altra risposta.
800122212: “Io non la vedo questa nube”
Cittadino: “Come è possibile signorina è grande come tre balene, mi scusi ma lei dove abita?”
800122212: “Io sto dalla parte opposta alla raffineria”
Cittadino: “Beh allora forse se prende l’auto e scavalca la collina la potrà vedere anche lei, è bella grande!”
800122212: “Sì ma tanto non posso fare nulla perché l’ARPA è chiusa”.

La questione approda subito anche sul web. il Comitato Cittadino 25 Agosto ne parla in tempo reale sul suo sito. Pubblica anche inquietanti fotografie. La notizia è ripresa dalle agenzie che riportano anche le rassicurazioni dell’Arpa Marche che precisa che si tratta “del periodico rilascio di spurgo, assolutamente non nocivo per la salute”.
Ma se davvero si è trattato di spurgo, sull’episodio, sarebbero necessarie ulteriori indagini.

Gas di spurgo: sostanza pericolosa

A proposito degli spurghi effettuati dai camini delle raffinerie, può essere utile sapere infatti che la direttiva CEE 67/548 concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose, indica come sostanza tossica il gas di spurgo delle raffinerie.
La sostanza rientra nella lista delle sostanze pericolose Allegato I della Direttiva 67/548/CEE con numero indice 649-171-00-9 : gas (petrolio), spurgo dell'idrodesolforazione del gasolio; gas di raffineria. Pericolosa in quanto i suoi effetti sono diretti per la salute. Può infatti provocare il cancro, oltre che alterazioni genetiche ereditarie. La normativa consiglia inoltre di evitare l’esposizione e di, in caso si incidente o malessere, consultare immediatamente il medico.

Alta incidenza di neoplasie sul territorio

E a Falconara Marittima la questione dell’incidenza dei tumori è drammaticamente di strettissima attualità. E’ recente il braccio di ferro tra Medicina Democratica e Api in relazione alla indagine commissionata dalla Regione Marche ed effettuata dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Un rapporto choc che mette in evidenza che “vi è un eccesso – afferma il documento di Medicina Democratica - di mortalità fra i cittadini (in particolare donne) di Falconara per alcuni tumori (leucemie e linfomi) che abitano nelle vicinanze della raffineria” e che “vi è una relazione – afferma ancora il movimento di lotta per la salute onlus - fra tali malattie e la vicinanza alla Raffineria di Falconara”.

Un botta e risposta che, con una procedura davvero insolita, ha coinvolto direttamente nel marzo 2009 le famiglie di Falconara che si sono viste recapitare a casa nella propria cassetta della posta dapprima due lettere, una firmata dall’assessore all’Ambiente delle Regione Marche e l’altra dal dottor Andrea Micheli della Fondazione Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Istitituto dei Tumori di Milano che informavano circa gli esisti dell’istituto epidemiologico, e una terza lettera, in replica alle prime due, dell'amministratore delegato Api spa ingegnere Giancarlo Cogliati.
“I responsabili della Raffineria – commenta Medicina Democratica rivolgendosi anch’essa direttamente alle cittadine e ai cittadini falconaresi - criticano l’indagine considerandola “di parte” e propongono che ne venga fatta un’altra affidandola ad un gruppo di scienziati alcuni dei quali da loro nominati. Una posizione tanto strana quanto inaccettabile. Sembrerebbe quasi – dice ancora Medicina Democratica - che un Ente pubblico, grandemente reputato a livello nazionale e internazionale, quale l’Istituto dei Tumori di Milano, sia fazioso e il suo lavoro abbia bisogno di una verifica da parte di chi inquina. Infatti si potrà dire – questo si da verificare - che la Raffineria di Falconara provoca delle emissioni all’interno dei limiti di legge o che fa il possibile per ridurle, che si tratta di produzioni necessarie, ecc., ma sostanze tossiche vengono comunque emesse e diffuse quotidianamente nell’ambiente. Emissioni che – dice ancora l’associazione - producono malattia e morte anche se a distanza di anni, a differenza dei gravi infortuni sul lavoro avvenuti i cui deleteri effetti sono stati immediati”.

Le emissioni prodotte dall’impianto

Ma qual è il livello di emissioni prodotto dalla Raffineria Api di Ancona, inserita nell’inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidente rilevanti del ministero dell’Ambiente, aggiornato ad aprile 2009?
Il Registro europeo delle emissioni industriali - European Polluttant Emission Register (Eper) - nella scheda riferita all’impianto pubblica i dati riferiti al 2004.
Si riporta un dato di 2 milioni 150 mila tonnellate di anidride carbonica rilasciata in atmosfera nel 2004 (1 milione 510mila nel 2001). Evidenziate poi 25 tonnellate di ammoniaca contro le 10 tonnellate del 2001, 401 tonnellate di composti organici volatili non metanici (erano 408 tonnellate nel 2001), 986 tonnellate di ossido di azoto (912 nel 2001), 1880 tonnellate di ossido di zolfo (1970 tonnellate nel 2001).

sabato 23 maggio 2009

UNO CONTRO L'ALTRO

Oggi mi soffermo su un fatto che mi è accaduto un paio di giorni fa.
Mi trovavo a passeggiare in centro a Falconara con alcuni amici intento a distribuire del materiale elettorale, ed incontro una coppia di quelli che consider(av)o miei amici. Li saluto cordialmente come sempre, anche perchè ci conosciamo da circa venti anni, ma la donna di cui non vi dico il nome, risponde al mio saluto con una frase che mi ha fatto pensare. Infatti con un tono che sembrava scherzoso mi dice: "... se mio marito perde il lavoro verremo a mangiare a casa tua".

Io credendola una battuta ho risposto che la mia casa è sempre aperta per gli amici, quindi non è necessario perdere il lavoro per entrare.

Lei però inasprendo ancora di più il suo tono di voce mi ribadisce che verranno a mangiare a casa mia solo se perderanno il lavoro.

Di questo scambio di battute credo che abbiate capito ben poco, quindi vi do una indicazione che vi aiuterà a capire meglio. La mia amica (?) si riferiva al posto di lavoro di suo marito dipendente della raffineria API.

Perché oggi ho deciso di scrivere di questo fatto che potrebbe sembrare di tipo personale? Perché il dialogo appena descritto mette in evidenza il clima pesante che si sta creando in città. Un clima che pericolosamente sta contrapponendo chi giustamente si batte per una città più vivibile, più sana, meno inquinata, con chi altrettanto giustamente ha timore per il posto del lavoro.

Allora credo che siano opportuni alcuni chiarimenti.

Io da anni mi sto impegnando insieme a centinaia di cittadini affinché Falconara possa ritrovare una giusta dimensione, più libera dall'inquinamento e anche più libera dai condizionamenti politici e dai poteri forti. Questo non significa che non abbia a cuore il futuro dei lavoratori.

L'equazione No centrali = licenziamenti è un tentativo meschino di chi si trincera dietro questa falsa verità e tenta di utilizzare i lavoratori come scudi dietro i quali continuare a fare affari.

Provocare uno scontro di questo tipo è da irresponsabili, ma credo anche che sia altrettanto da irresponsabili non cercare il dialogo tra le parti.

Mi domando ad esempio perché alcune forze sindacali della raffineria, preferendo inoltrarsi in dichiarazioni che nemmeno la dirigenza api osa fare, non fanno proprie le preoccupazioni dei cittadini sulla sicurezza, visto che dovrebbero essere una priorità anche per i lavoratori.

Insomma io rivendico il diritto di sognare una città migliore e nessuno può venirmi a dire che con la mia azione affamo le famiglie, perché se un solo lavoratore verrà licenziato questo non sarà a causa del no alle centrali.

Uno dei problemi di questa città è che si è perduto il valore della solidarietà, prevale l'egoismo. Colpa della crisi, ma anche colpa di una nuova cultura basata sul niente.

Dovremmo isolare chi tenta di metterci uno contro l'altro, perché tutti ci rimettono, tutti tranne i potenti.

Il clima diventa esasperante, si potrebbero perdere i posti di lavoro, la salute o molto più banalmente le amicizie. Non mi sembra un grande prospettiva.

sabato 16 maggio 2009

Api: Noe denunciano direttore stabilimento per inquinamento

16/05/09 16:01
Sostanze pericolose nel suolo durante demolizione serbatoio
(ANSA) - ANCONA, 16 MAG - I carabinieri del Noe hanno denunciato il legale rappresentante nonche' direttore di stabilimento della raffineria Api di Falconara per inquinamento del suolo. L'episodio risale alla primavera del 2008, la denuncia e' stata fatta al termine di una lunga serie di accertamenti: secondo i carabinieri dell'ambiente l'inquinamento sarebbe stato provocato dalla fuoriuscita di sostanze pericolose a seguito della demolizione, fatta senza permesso, del serbatoio per lo stoccaggio di idrocarburi.(ANSA).

lunedì 11 maggio 2009

GIU' LA MASCHERA

Il tempo è galantuomo. Si dice così credo quando finalmente i fatti sostituiscono i chiacchiericci e le malignità.

Solo una settimana fa la Corte dei Conti con una relazione e una delibera si è espressa negativamente sulla Quadrilatero, la notizia è rilevante visto che critica gli stessi punti che avevamo osare contestare a suo tempo, ma incredibilmente non ha trovato spazio nelle pagine dei giornali locali (chissà perché), con il risultato che i cittadini non conoscono gli sviluppi di una questione che ha di fatto permesso alla destra di amministrare la città per la prima volta nella storia falconarese.

Ma il tempo è galantuomo e, volendo usare un'altro luogo comune, tutti i nodi vengono al pettine. E la cosa mi da delle belle soddisfazioni. Oggi sulle locandine del Resto del Carlino fuori dalle edicole, un titolo ha alimentato la curiosità di molti lettori: "Recanatini candidato sindaco* a Polverigi". Qualcuno avrà pensato rabbrividendo che l'ex sindaco di Falconara ci riprova, ma la cosa interessante è che ci riprova con il PDL di Berlusconi e Brandoni.

Finalmente la maschera viene giù. Da sindaco della Margherita di Falconara a candidato della destra populista il passo sembra breve. Eppure mi ricordo molto bene le alzate di scudi degli ex democristiani e diessini falconaresi a difesa di Recanatini, veramente ricordo anche l'atteggiamento del PRC di Falconara ed ora mi domando come avranno preso la notizia. Una notizia che è una sorpresa ma fino ad un certo punto, infatti più di una volta si erano notati allora certi ammiccamenti che non facevano presagire niente di buono. Domanda: non era meglio dichiarare di aver sbagliato candidato evitando di perdere la faccia e la città?

Un altro sassolino dalla scarpa che mi tolgo. Magra soddisfazione dirà qualcuno. Sempre meglio che avere rimorsi aggiungo io.

*12 maggio 2009
Errata Corrige: Ebbene si ho preso un abbaglio, Recanatini non è candidato alla poltrona di sindaco di Polverigi ma semplicemente a quella di consigliere comunale. Sono stato tratto in errore dalla locandina del giornale e me ne scuso. Ma questo errore di poltrona non cambia di una virgola le considerazioni sopra esposte, perchè se è vero che la poltrona è meno prestigiosa, la coalizione rimane quella della destra, e testimonia la facilità con cui il candidato si sposta da una parte all'altra.

sabato 9 maggio 2009

NON MI ARRENDO

Abbiamo ripreso ad andare in piazza, finalmente dico io, lo facciamo in vista delle elezioni europee. Lo facciamo con difficoltà di mezzi e di tempo, ma devo dire che non è tempo sprecato, anzi. A dire il vero nonostante la disponibilità delle persone sempre più limitata non abbiamo mai smesso di stare in mezzo alla gente, parlo per me almeno. Oggi con banchetto, una bandiera di sinistra e libertà e dei volantini stampati in proprio abbiamo ascoltato le persone, molte delle quali si sono fermate a parlare e a firmare la petizione per spendere i soldi previsti alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina per altre emergenze come ad esempio la ricostruzione dell'abruzzo terremotato.

Parlando con le persone è emerso lo sconforto di molti su come stanno andando le cose in Italia. Uno sconforto che implicitamente dichiara la sconfitta di una parte degli italiani, i quali assistono attoniti alla perdita di certi ideali solidaristici con l'incomprensibile frammentazione della sinistra. Alcuni hanno detto che non c'è più niente da fare, che ormai la destra ha rotto il margine e sta straripando raccogliendo consensi con parole di facile presa, qualcuno ha detto che bisogna riconoscere la sconfitta.

Io non sono d'accordo. Sono abituato a stare in minoranza e non mi piego a una constatazione che effettivamente non si può ignorare. La destra in Italia fa e disfa a suo piacimento, ma io non credo che sia arrivato il momento di abbandonare l'impegno politico, non ora.

Penso invece che proprio adesso c'è bisogno di aumentare lo sforzo, per provare a cambiare le opinioni delle persone. Non sono così vecchio per potermi ricordare i fatti che hanno portato l'Italia al ventennio fascista, ma ho letto abbastanza e quello che vedo e vivo ora mi preoccupa molto.

Adesso è il momento di impegnarsi perchè sono convinto che la maggioranza degli italiani non può essere d'accordo con le dichiarazioni di quel leghista di Milano che ha proposto di riservare dei posti per i milanesi bianchi nella metropolitana, proposta che mette in luce una chiara vena razzista.
Non posso credere che la maggioranza degli italiani non batta ciglio se centinaia di immigrati muoiono nel tentativo di attraversare il mare.
Non credo che gli italiani non si siano accorti di quanta precarietà c'è nel mondo del lavoro.
Penso che non può essere che tutti siano interessati alle imprese sessuali del premier.

Credo che occorra cercare di cambiare questa situazione con la forza della democrazia, visto che lo stato odierno non è una imposizione divina, quindi chiedo alle persone con questa sensibilità di farsi avanti e combattere una battaglia quotidiana che trova spazio tra le amicizie, nella scuola, nei posti di lavoro etc.
Una battaglia che si può vincere con l'arma della solidarietà, dell'uguaglianza, della libertà, della democrazia.

Sono fiducioso.

mercoledì 6 maggio 2009

LA STAMPA NON E' LIBERA


Dal sito del Sole 24 ore del 1° maggio la conferma che anche l'Italia è un Paese a libertà limitata. Un problema nazionale non può che riflettersi anche a livello locale come si può ben vedere.

"Il 2008 ha visto la libertà di stampa diminuire in tutto il mondo e anche Paesi di consolidata democrazia come Italia (l'unico in Europa) e Israele hanno imposto nuovi limiti ai media. È quanto afferma il rapporto "Freedom of the Press 2009" di Freedom House, organizzazione non profit con sede negli Stati Uniti.

Israele, Italia e Taiwan sono passati dallo status di "Paesi liberi" a quello di "Paesi parzialmente liberi", e questo peggioramento dimostra che «anche democrazie consolidate con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà», ha commentato Arch Puddington, direttore di ricerca per Freedom House.

In particolare, l'Italia è stata declassata in virtù «di limitazioni imposte dalla legislazione, per l'aumento delle intimidazioni nei confronti dei giornalisti da parte del crimine organizzato e di gruppi dell'estrema destra, e a causa di una preoccupante concentrazione della proprietà dei media», come si legge nel comunicato dell'ong. È il settimo anno consecutivo che si registra un aumento delle restrizioni per la libertà di stampa, ma, cosa ancor più grave, è la prima volta che il peggioramento riguarda tutto il mondo: il numero delle restrizioni è doppio rispetto a quello delle più ampie libertà.

Delle 195 nazioni prese in esame da Freedom House, 70 (vale a dire il 36 per cento, contro le 72 del 2008) sono giudicate "libere", 61 (31%, erano 59 lo scorso anno) sono "parzialmente libere" e 64 (33%) sono " non libere". La nuova ricerca sottolinea che solo il 17% della popolazione mondiale vive in Paesi dove vige la libertà di stampa. Le restrizioni più gravi sono state registrate nell'Europa Centro-Orientale e in Russia. Tuttavia, ci sono anche notevoli seppure rari miglioramenti, che ad esempio riguardano le Maldive (dove è stata adottata un nuova Costituzione che tutela la libertà di stampa) e la Guyana, dove sono sensibilmente diminuiti gli attacchi contro i giornalisti. Il rapporto è stato pubblicato in vista del World Press Freedom Day di domenica 3 maggio. Nel 2007, il Medio Oriente è stata la sola regione che ha mostrato dei miglioramenti, ha detto Puddington in un'intervista. Adesso è anch'essa in declino, ha aggiunto. (Ch. B.)"

martedì 28 aprile 2009

LA CORTE DEI CONTI SI ESPRIME SULLA QUADRILATERO

Questa si che è una notizia. Ringrazio il blog antelitteram per averla segnalata. La Corte dei Conti infatti con deliberazione del 3 aprile 2009 critica il Progetto Quadrilatero Marche Umbria Spa e pubblica l’indagine di controllo che riguarda in generale lo “stato di finanziamento e realizzazione delle infrastrutture strategiche ammesse a finanziamento statale”, concernente le infrastrutture comprese nel programma previsto dalla legge 21 dicembre 2001 n. 443 (c.d. “Legge Obiettivo”), dai decreti legislativi 20 agosto 2002 n. 190 e 17 agosto 2005 n. 189 di attuazione della legge medesima.

Un brano tratto dalla relazione:

"La relazione mette in luce alcuni caratteri e criticità del progetto, ed in particolare:
- la circostanza che un progetto strategico di rilevanza nazionale riguardi, sia pure in parte, strade nel frattempo divenute non statali;
- la impossibilità di esprimere una valutazione sul modello “cattura di valore” e “Piano di Area Vasta”;
- un certo grado di lentezza nella realizzazione fisica del programma;
- una tempistica di programmazione non più coerente con i tempi di realizzazione dell’intervento; Quadrilatero al riguardo ha anticipato nel corso dell’adunanza di voler procedere all’aggiornamento del cronoprogramma;
- l’utilizzo della figura del “soggetto attuatore unico”, intesa come Società pubblica di progetto ai sensi dell’art. 173 del d.lgs. 163/2006, che non ha mostrato sinora un significativo incremento della funzionalità in termini di tempo;
- una scarsa capacità di spesa, evidenziata dallo stato di avanzamento dei lavori al 31 ottobre 2008, pari complessivamente all’1,37% degli importi aggiudicati (22,25 Meuro rispetto a 1.620,97 Meuro)."


A distanza di di più di anno finalmente una rivincita. Una rivincita nei confronti di tutti coloro che hanno attaccato duramente me e la collega in Consiglio Comunale Paola, per aver lottato contro i Progetto Quadrilatero.
Una rivincita nei confronti di quelli che ci hanno insultato ed isolato, e che di conseguenza hanno provocato la fine della Giunta Recanatini.
Dunque non eravamo pazzi o provocatori, e nemmeno in cerca di visibilità. Sembra proprio che avevamo ragione noi.
Chissà cosa ne pensano ora i signori politici di questa città dal PD a PRC, compreso il PDCI di questa delibera della Corte dei Conti.
E la Regione Marche che ha tenuto in scacco la città fino alla firma per l'adesione?

domenica 26 aprile 2009

PROVE TECNICHE DI DEMOCRAZIA

25 aprile, come ogni anno a Falconara e come in tutte le città italiane si celebra la liberazione dell'Italia dal nazifascismo.

Quest'anno il premier per la prima volta nella sua vita decide di partecipare alla festa di liberazione. Dopo averlo visto nei panni di operaio, pompiere, majorette, ferroviere, panettiere, cow boy eccetera, questa volta ci tocca rimirarlo nelle improbabili vesti di partigiano.
Come sempre la sua presenza riesce ad adombrare ogni evento con il suo personalismo, con la sua caratteristica che lo fa stare sempre al centro dell'attenzione.

Se fino a ieri la destra ha ignorato la data del 25 aprile, quest'anno ne diventa la protagonista, presenziando ogni luogo di commemorazione nel nome della libertà, o come direbbero a Roma nel nome del... "volemose bè". Un volemose bè apprezzato anche da molti politici del centro-sinistra.

Anche a Falconara naturalmente la destra che governa la città si adegua alle direttive del capo, quindi tutti in piazza a festeggiare la liberazione. In alcuni casi a festeggiare la liberazione che alcuni mai avrebbero voluto.

Il sindaco Brandoni con tanto di fascia celebra i caduti alla resistenza con la deposizione delle corone ai caduti in vari angoli della città, poi tutti in corteo fino a piazza Mazzini per il discorso ufficiale.

La Piazza abbastanza piena ha ascoltato il discorso del Partigiano Cingolani che è stato lungamente applaudito per il monito rivolto a chi tenta di "riscrivere la storia".
E' stata poi la volta del sindaco Brandoni che in un paio di minuti ha detto senza enfasi che la festa dovrebbe spogliarsi dell'ideologia.

Fine del discorso. Le persone rimaste in piazza si aspettavano a questo punto che la banda musicale intonasse le note di Bella Ciao, la canzone simbolo delle lotte Partigiane, e invece niente, la banda inizia a suonare un'aria anonima ai più. Le persone in piazza sconcertate chiedono al Maestro della banda spiegazioni. Il maestro si giustifica dicendo che il sindaco gli aveva detto di non suonare la canzone in piazza Mazzini.
Intanto la gente lascia la piazza delusa ed il sindaco solo dopo molto tempo pressato da alcuni, decide finalmente di far suonare Bella Ciao, ma ormai la piazza è ormai quasi vuota.
Il sindaco Brandoni autorizza il maestro a suonare la canzone con questa sua affermazione che lascio giudicare a chi legge: "Suonate pure la canzone ma non prima che lasci la piazza, a me questa canzone mi provoca allergia".

Il re è nudo, spogliato anche dell'ideologia.

martedì 21 aprile 2009

IL "PACCO" SICUREZZA

"Il problema della sicurezza è fra i disagi più gravi e sentiti dalla cittadinanza e il Sindaco si è impegnato, in campagna elettorale, a realizzare in questo settore una politica i cui strumenti prioritari siano in particolare: informazioni preventive, controllo dell’immigrazione clandestina e del territorio, più coordinamento e maggior presenza, specie in alcune fasce orarie, di carabinieri e polizia municipale estremo rigore nei confronti di quei nomadi dediti alla microcriminalità, vandalismo e teppismo, potenziamento e qualificazione, anche con il coinvolgimento degli operatori economici, per la video sorveglianza. Adesso, dopo gli innumerevoli episodi di risse, microcriminalità e teppismo, vorremmo sapere quando queste promesse verranno mantenute”.

Ancora una volta sono costretto a riprendere questa frase già pubblicata quasi un anno fa nel mio blog. Credo che sia d'obbligo dopo i fatti di violenza accaduti in città ieri.

Devo sottolineare che il brano che avete appena letto non è mio, ma è una dichiarazione di una consigliera di Alleanza Nazionale all'epoca Recanatini.

La ripropongo perché ancora una volta si associa molto bene con l'attualità falconarese.

Dunque il Sindaco Brandoni che in questi giorni sta autopromuovendo il suo primo anno di mandato con manifesti giganti e dichiarazioni ai giornali, non sembra in grado di debellare la microcriminalità, figurarsi questioni più gravi.

Eppure Brandoni ha impostato tutta la sua campagna elettorale sulla sicurezza. Grazie ai proclami e qualche azione spettacolare contro immigrati è stato soprannominato da alcuni il "sindaco sceriffo", e forse di questo appellativo non è del tutto scontento.

Proprio sui giornali di oggi il sindaco Brandoni si vanta delle sue ordinanze, le quali secondo lui hanno debellato la prostituzione e migliorato la sicurezza in città. Tra le altre voglio segnalare quella "anti bivacco" "anti piccioni" "anti prostitute", purtroppo (per lui e i suoi) il Governo Berlusconi sembra aver messo in cantina il progetto delle "ronde" lasciando a bocca asciutta i più arditi, perché anche quelle erano già belle pronte.

Intanto i criminali e i teppisti, dell'entrata in vigore delle norme "anti" e della tolleranza zero intimata da Brandoni, non se ne sono accorti. Infatti gli atti violenti continuano come prima e anzi sembrano aumentare. Solo ieri due fatti di cronaca: un pestaggio di un artista di strada e un altro in un ufficio comunale. Per non parlare della rissa di qualche notte fa vicino alla stazione.

Allora signor sindaco, dopo i proclami e gli spot pubblicitari, quando vedremo i fatti?

Provi a dare una risposta alla sua collega di partito, titolare della frase con cui ho aperto questo post.

domenica 19 aprile 2009

LA CITTA' SVEGLIATA DAL RUMORE DEL SILENZIO

E' chiaro. Tra i tanti problemi di Falconara quello più preoccupante è ambientale. Quando dico ambientale vorrei che non si pensasse all'ambiente in termini ideologici, romantici. Questione ambientale a Falconara significa rischio per la salute della popolazione, degrado del territorio, declino economico sociale.

A Falconara parlare di ambiente non significa fare accademia, ma ragionare sul futuro di una ampia fetta di territorio, si tratta di decidere tra la graduale bonifica o il definitivo degrado, di scegliere un futuro sostenibile pensando alle generazioni che verranno.

I falconaresi conoscono bene la qualità dell'aria che respirano ogni giorno. Nonostante le rassicurazioni quotidiane, l'odore acido che si percepisce quasi ogni giorno la dice lunga sulla purezza dell'aria. I falconaresi conoscono bene anche i rischi che provoca la vicinanza della raffineria: una lunga lista di incidenti tiene in "ostaggio" una città intera.

Il problema è causato principalmente dalla raffineria api, azienda benedetta da tutti negli anni sessanta perchè dispensatrice di lavoro. Un periodo di boom economico in cui tutti preferivano soprassedere ai rischi a favore dell'occupazione, tutti con lo sguardo rivolto verso la produzione, la crescita del Paese, lo sviluppo. Una scelta che con il passare degli anni si è dimostrata castrante per la vocazione turistica della città. Si decise di sacrificare Falconara a favore dello sviluppo della Regione e dell'intero Paese.

La crisi economica, il fallimento del capitalismo affossato dal neoliberismo, il cambiamento delle condizioni climatiche, dovrebbero modificare le strategie economiche e di sviluppo. Invece cosa succede? A Falconara per esempio, come se niente fosse, si vogliono costruire due nuove centrali elettriche all'interno della raffineria.

Una parte significativa della città insorge e si auto organizza, nonostante il sindaco che invece si inchina alle richieste del potere politico ed economico.

Grazie alle pressioni dei comitati cittadini l'area di Falconara e dintorni viene studiata dall'istituto tumori e i risultati sono tutt'altro che rassicuranti, i risultati dello studio certificano il rischio di malattie respiratorie e tumori. Giustamente la popolazione viene avvertita con una lettera inviata dalla Regione Marche e dall'Istituto dei tumori.

Apriti cielo. La raffineria per mano dell'ing. Cogliati invia una nuova lettera ai cittadini per sminuire il rapporto di esperti riconosciuti, rassicurando la popolazione, smentendo in pratica lo studio epidemiologico.

Da qui parte la mia provocazione. A Falconara in questo momento c'è molta confusione, i cittadini non sono più in grado di giudicare chi ha ragione. L'istituto tumori che ci mette in guardia su possibili malattie o i dirigenti Api che invece negano ogni rischio.

In questa confusione non si può non notare il silenzio della politica e degli enti istituzionali. I partiti politici infatti si sono contraddistinti per una preoccupante indifferenza sulla questione. Comprensibile la scelta del Sindaco Brandoni, che come noto è filo-aziendalista, ma la Provincia, la Regione Marche, i partiti del centro-sinistra, cosa pensano? Non si sa, tutto tace. Saranno le imminenti elezioni, ma nessuno ha preso posizione, nessuno ha detto una parola a difesa dello studio epidemiologico.

Il presidente Spacca avrà pure una opinione a riguardo.

"Regioni e Ambiente" è una rivista di informazione. Nel numero di marzo 2009 c'è uno spazio dedicato alle "Marche News" si intitola Green Governance ed è a cura della Regione Marche.

C'è un articolo del Presidente Mario Spacca dal titolo: "tutela e valorizzazione del territorio: priorità strategiche del governo regionale".

Il presidente Spacca scrive: " L'ambiente naturale è la nostra casa comune, il luogo in cui viviamo e lavoriamo, in cui dovranno vivere le generazione dei marchigiani che seguiranno la nostra.... La tutela e la valorizzazione del territorio è stata una delle quattro priorità strategiche...attraverso il patto con i cittadini delle Marche di condivisione di un autentico sistema di valori... Di fronte all'ambiente, infatti, non possiamo tenere un atteggiamento indifferente o passivo... Ci siamo proposti una politica attiva a favore del territorio, a contrastare gli abusi, a tutelare l'immenso patrimonio di risorse naturali..."

Belle parole, ma ho l'impressione che l'azione di Governo vada in direzione opposta. Almeno per Falconara. Sembra che la mia città sia esclusa dai programmi regionali. Nessun patto con i cittadini, nessuna politica attiva, nessuna tutela del patrimonio naturale. Niente di niente.

Falconara ha diritto alle tutele come il resto della regione oppure la strategia del governo regionale prevede il sacrificio di questa città in nome dello sviluppo della regione?

In ultimo il Presidente Spacca nel suo articolo elenca una serie di riconoscimenti ambientali:
" ... Le marche oggi sono la regione con il più alto numero di bandiere blu e verdi e di ben 16 bandiere arancioni."

Si è dimenticato di elencarne un'altra, quella nera che viene attribuita alla città peggiore in termini ambientali. Indovinate un pò a chi è stata attribuita?....Rispotta esatta, a Falconara.

venerdì 17 aprile 2009

LETTERA APERTA ALL'INGEGNER COGLIATI di Carlo Brunelli

Ricevo e pubblico volentieri la lettera aperta inviata all'amministratore delegato di Api raffineria dall'architetto Carlo Brunelli


Lettera aperta all’ing. Giancarlo Cogliati,
Amministratore delegato di Api raffineria di Ancona S.p.a.


Spett. Ing. Cogliati,
nella sua lettera inviata ai cittadini residenti nell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale, lei, nel suo ruolo di Amministratore delegato della società Api Raffineria di Ancona S.p.a., dichiara di sentire “l’obbligo professionale e morale” di precisare che i dati del recente studio epidemiologico “potrebbero sovrastimare i casi di morte” e sottolinea quindi come allarmistici i toni usati dal Dott. Micheli.
Se non sbaglio, lei poi dichiara la disponibilità dell’azienda a “collaborare” con la Regione e gli altri Enti competenti affinché si costituisca un “collegio di specialisti” tra i quali dovrebbe esserci anche uno di nomina dell’azienda “nel rispetto del principio del contraddittorio”.
Mi permetto quindi di replicare alla sua lettera con alcune considerazioni.
Nulla da obiettare riguardo al fatto che lei abbia sentito l’obbligo professionale di difendere gli interessi e l’immagine dell’azienda che amministra. Anzi, lo ritengo pienamente legittimo stante il suo incarico professionale.
Non capisco però, e gradirei avere da lei delle delucidazioni, il suo riferimento ad un “obbligo morale” di precisare quanto di “immorale” possa, di conseguenza, aver affermato il dott.Micheli.
Di fronte alla presenza di dati che, pur avendo necessità di ulteriori verifiche, sono indubbiamente preoccupanti, lei ritiene pertanto “immorale” che i cittadini siano informati, perché questo, a suo giudizio, determina un ingiustificato allarmismo.
Vorrebbe, in altri termini, tenere all’oscuro di tutto i cittadini e istituire una commissione che, alla presenza di esperti pagati dall’azienda, verifichi quei dati.
Evidentemente, ingegnere, io ho una concezione dell’etica molto diversa dalla sua.
Ritengo che minimizzare il rischio a cui sono quotidianamente esposti i cittadini, sottovalutare il problema, è quanto di più immorale si possa pensare perché significa, nella sostanza, sottostimare il valore della vita umana.
Negare ai cittadini il diritto di conoscere lo stato, anche provvisorio, degli studi relativi alla loro salute è una violazione dei principi della democrazia.
Penso seriamente che in questi anni, caro ingegnere, Api raffineria S.p.a. sia stata abituata a sentirsi alla pari, se non addirittura superiore, rispetto agli Enti istituzionali nel gestire i programmi economici e strutturali di questo territorio. Mi riferisco all’abitudine, propria delle nostre istituzioni pubbliche, a delegare ed a lasciarsi guidare verso l’attuazione di iniziative necessarie o utili all’azienda più che alla comunità locale: dallo studio per la risoluzione del rischio esondazione, alla “soluzione” del by-pass ferroviario, alla gestione della bonifica del litorale inquinato dagli sversamenti di btz nel 2007, alla sanatoria dei contenziosi legali attraverso la convenzione con il Comune di Falconara.
Mi sono fatto l’idea che deve essere per via di questa anomala abitudine che lei, che non conosco ma che reputo persona preparata, arrivi a sostenere l’opportunità di un “contraddittorio” nel controllo sullo stato di salute dei cittadini. Un’affermazione che, se considerata in sè senza il supporto di una qualche giustificazione, non oserei a definire “eversiva”.
In un colpo solo questa affermazione infatti delegittima la professionalità del dott.Micheli e dell’Istituto italiano per la lotta ai tumori e nega l’esclusività delle strutture pubbliche nel loro ruolo di garanti della salute pubblica!
Non so che cosa la porti a pretendere un ruolo dell’azienda – soggetto inquinante da controllare – nel controllo dei livelli di inquinamento da lei stessa prodotti e degli effetti sulla salute della popolazione. Nella legislazione italiana, fondata sui principi della costituzione, lo spazio dato al “contraddittorio” ad un soggetto che costituisce fattore di rischio potenziale per l’incolumità pubblica è solamente quello del tribunale, qualora l’accusa denunci una qualche responsabilità civile o penale.

Ma io sono convinto, ingegnere, che lei queste cose le sappia benissimo.
Allora la invito a riflettere sul senso della sua lettera, e qui sì…anche in termini propriamente etici.
La invito a riflettere sui limiti propri dell’azienda che lei rappresenta rispetto alle istituzioni democratiche alle quali soltanto spetta il diritto ed il dovere di governare il territorio e tutelare la salute pubblica.
Rifletta, ingegnere, accanto alla sua responsabilità di Amministratore delegato di un’azienda, anche sulle sue responsabilità di cittadino e di uomo. E mi permetto di suggerirle che queste responsabilità sono le più importanti.
Sono certo che, se ci rifletterà, sentirà il dovere di fare delle scuse ai cittadini per quella lettera che ha inviato.
Io, che ho già perso un polmone a causa dell’inquinamento (e mi ritengo fortunato), da parte mia accetterò le scuse che, da uomo, saprà darmi.
Spero per lei che trovi la forza di farlo e le auguro una vita serena.

Falconara 16.04.09


Arch. Carlo Brunelli

martedì 14 aprile 2009

TUMORI A FALCONARA: CHI E' IL BUGIARDO?

Cosa può pensare un cittadino che sta tranquillamente a casa e trova nella buca della posta due lettere che si occupano dello stesso argomento, ma in maniera completamente opposta?

Poco tempo fa la Regione Marche ha inviato a tutte le famiglie una lettera con cui si spiegava il risultato dello studio epidemiologico effettuato dall'Istituto Nazionale dei Tumori :

"La presente Indagine relativa alle popolazioni dei comuni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano, circostanti la raffineria API, ha evidenziato nel periodo 1994-2003 un aumento non statisticamente significativo della mortalità per tumore del sistema emolinfopoietico (ICD-9: 200-208) per quanto concerne il contingente femminile, e un rischio importante, statisticamente significativo, nel sottogruppo di soggetti (uomini e donne) che per più di 10 anni hanno svolto occupazioni che verosimilmente hanno determinato una maggiore presenza presso le loro residenze".

Ci sono state anche assemblee pubbliche a Falconara per spiegare lo studio con la presenza di esperti, in quell'occasione il Sindaco Brandoni disse apertamente di non credere all'indagine epidemiologica.

In questi giorni stanno arrivando le lettere alle famiglie inviate dalla Raffineria API che invece afferma che i dati forniti dalla Regione grazie all'indagine dell'Istituto dei Tumori sono allarmistici quindi non veritieri.

Ma un semplice cittadino come può farsi una opinione di fronte a posizioni così diverse? Credo che la popolazione abbia il diritto di conoscere a quali rischi va incontro.
La questione è molto grave secondo me, perché sembra chiaro che qualcuno sta giocando sporco e sulla pelle delle persone.

I casi sono due:
1) la Regione ha fornito dati falsi quindi potrebbe configurarsi il reato di procurato allarme alla popolazione;
2) la raffineria sta cercando di denigrare l'indagine epidemiologica per occultarne i rischi che ne sono emersi, mettendo in serio pericolo la salute dei cittadini ignari.

Come cittadino pretendo a questo punto che qualcuno faccia chiarezza. Non è tollerabile che la cittadinanza viva con questo dubbio gravoso. Pare che il Sindaco non abbia la volontà o la possibilità di dare ai suoi cittadini una risposta documentata, forse la Procura della Repubblica potrebbe finalmente fare chiarezza e restituire ai cittadini la corretta informazione. In certi casi una informazione veritiera potrebbe salvare la vita.

venerdì 10 aprile 2009

I MORTI, LA CRISI, LA NEW TOWN

Oggi è stata una giornata di cordoglio nazionale. Funerali di Stato in una città L'Aquila, distrutta dal terremoto e dal malaffare. Di fronte a tale catastrofe ogni altro problema diventa secondario.

Giustamente la massima attenzione dei media è rivolta al disastro colposo che ha causato più di 200 morti, ma naturalmente gli altri problemi del Paese non si sono dissolti, anzi sebbene non se ne parli più, la crisi economica è sempre lì, pesantemente presente nella vita degli italiani. Non per tutti gli italiani ovviamente, una piccola parte infatti come niente fosse si appresta a trascorrere il ponte pasquale in qualche località turistica magari in un luogo esotico.

Molti altri invece sentono sul collo il fiato della crisi e la perdita del posto del lavoro. Situazione che mette nel panico milioni di lavoratori, donne e uomini che rischiano di perdere l'unica fonte di sostentamento per la loro famiglia. Le cose non vanno bene, nella nostra regione sono decine i casi di chiusure di aziende e di licenziamenti. Giusto ieri sui giornali si è letto della preoccupazione dei sindacati sulla vicenda dell'Antonio Merloni di Fabriano. La crisi della Merloni non colpisce solo i lavoratori della fabbrica ma tutta l'economia della città, come accade in tutte le città che vedono chiudere le attività artigianali, industriali e commerciali.

La grande manifestazione della CGIL di Roma di sabato scorso è stata organizzata per far emergere il disagio e la protesta di una parte importante dell'Italia, il Governo avrebbe dovuto prendere atto della protesta, invece prima ne ha sminuito l'imponenza poi addirittura ha sbeffeggiato i partecipanti, ora cerca di cancellarne il ricordo.
Ma la crisi è sempre lì. Non credo che sarà accettabile vederla derubricata, messa in secondo ordine.

Sarebbe necessaria una azione politica capace di ridare speranza, invece dal palcoscenico triste dell'Abruzzo siamo costretti ad ascoltare spot di un'Italia che non esiste.

La new town (NU' TAON), l'ennesima idea del Cav. Berlusconi. Dopo il maestoso progetto del ponte sullo stretto di Messina, ecco la costruzione di una seconda città alle porte delle città esistenti. Naturalmente l'ispirazione viene da MILANO 2 la città satellite stile Truman Show, dove tutto è bello e dove tutti sono felici. La città costruita da Berlusconi quando era "solo" un palazzinaro.

Una idea perversa per ridare slancio all'economia. Che importa se il poco verde disponibile verrà irrimediabilmente cementificato. Chi se ne frega se una ulteriore urbanizzazione aumenterà il dissesto idrogeologico già molto frequente in tutta Italia, mettendo a rischio a rischio la vita delle persone. Ipocritamente ci sarà sempre un governante disposto a farsi fotografare mentre commosso si dice indignato per l'ennesima strage di persone. Esattamente come sta accadendo in questi giorni in Abruzzo.

La soluzione dei geni della politica sembra girare intorno all'edilizia, grandi opere, ponti, strade, città, come se lo spazio disponibile fosse infinito.

Non può essere questa la risposta alla crisi, che è mondiale e ha bisogno invece di nuove idee, sostenibili per l'ambiente quindi a misura di essere vivente.

La crisi è seria e colpisce pesantemente prima di tutti i più deboli. C'è bisogno quindi di una politica seria, ma per ora non ce n'è traccia.