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venerdì 11 maggio 2012

UN AUGURIO: BUONA POLITICA PER FALCONARA

I tempi stanno maturando in termini politico-strategici a Falconara Marittima.

Sembra una data ancora lontana, ma in realtà la primavera del 2013 per affrontare le elezioni amministrative è dietro l'angolo. Chissà, forse saranno affiancate alle elezioni politiche, e questo accade in una delle peggiori situazioni socio-economiche mai viste prima.

Non sappiamo ancora con quali prospettive, ma a aprile/maggio del 2013 si rinnoverà il consiglio comunale di molte città ed anche quello di Falconara. La crisi economica non sarà superata per quella data, anzi, le cose potrebbero peggiorare ulteriormente, credo che questo dato debba essere preso bene in considerazione da tutti coloro che intenderanno prendere parte alla carovana elettorale.

Quindi non si tratta solo di sconfiggere la coalizione avversaria, ma si tratta invece di affrontare la realtà con estremo realismo e determinazione, di conoscere bene i meccanismi della macchina amministrativa, e naturalmente di saperla governare. Falconara in più ha tanti problemi ancora irrisolti e difficilmente risolvibili.

Di che cosa ha bisogno quindi Falconara? Bisogna saper bilanciare i sogni con il pragmatismo.
Io credo che la cosa da evitare assolutamente sia quella di voler individuare il buono dal cattivo giudicandolo dall'abito, o meglio dall'appartenenza o meno ad un Partito o movimento, o associazione. Penso però che difficilmente saranno metabolizzate le diversità politico culturali se antitetiche storicamente tra loro. Alla lunga potrebbero essere causa di ingovernabilità.

La criticità della fase di recessione impone massima serietà e non permette sperimentazioni che in altri momenti avrebbero potuto anche dare dei frutti. Chiede invece il contributo e la responsabilità delle persone che abitano e vivono la città. Ci vuole una ampia condivisione delle idee per distribuire le responsabilità delle scelte equamente, tra forze politiche, movimenti e cittadini. Meglio evitare improbabili laboratori secondo me, ma impegnarsi a trovare una coesione su idee e programmi, magari partendo dalle cose già avviate e che hanno garantito piena condivisione.

L'obiettivo dunque non è solo sconfiggere la destra guidata dal Sindaco Brandoni,   ma  avere la capacità di amministrare una città che visti i tempi, avrà bisogno di idee e invenzioni per poter garantire un minimo di vivibilità ai suoi cittadini. Credo anche che si dovrà vincere il sentimento di antipolitica che ormai pervade il Paese, questo non succederà con tattiche difensive, ma sostituendo la mala politica con quella buona.  

La discussione è appena iniziata, speriamo che riesca a dare buoni risultati.   

domenica 4 maggio 2008

BRANDONI SINDACO DI FALCONARA

Dunque la città di Falconara ha un nuovo sindaco. si chiama Goffredo Brandoni ed è espressione della destra (Pdl-An-Udc), comprese alcune liste civiche sempre di destra, costole di Alleanza Nazionale falconarese. Brandoni ha vinto per una manciata di voti (149), superando lo sfidante Emanuele Lodolini sostenuto da Pd-Prc-Idv-Verdi-Pdci-Ps. E' stata una vittoria che ha colto di sorpresa lo stesso Brandoni, secondo me. Falconara tradizionalmente una città di sinistra ha voluto cambiare e questa volta, fatto storico per la città, si butta a destra.

Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere su questo blog le mie impressioni sulle elezioni comunali, ho preferito aspettare e cercare di analizzare a freddo il dato elettorale.
Molti dicono che parte della sconfitta del centro sinistra sia dovuta all'effetto domino delle elezioni politiche, con la destra di Berlusconi che travolge il PD. Ma sicuramente non può essere quello l'effetto scatenante. A Falconara occorre considerare alcuni fattori che invece sono stati determinanti, primo tra tutti la situazione finanziaria delle casse comunali. Un disastro economico che ha messo in ginocchio la città, causato dall'amministrazione Carletti, con i suoi consiglieri comunali, gli assessori, e con la grave responsabilità dei partiti che lo hanno sostenuto: DS e Margherita in testa, ma anche socialisti e repubblicani, i quali hanno sempre assecondato le politiche Carlettiane.

Nonostante tutto, al termine del mandato del Sindaco Carletti, i partiti del centro sinistra si ripresentarono agli elettori nel 2006 senza marcare una vera discontinuità, anzi, la campagna elettorale venne impostata nella continuità del governo della città, senza approfondire l'aspetto tutt'altro che secondario del Bilancio. A questa esperienza amministrativa oltre a Ds e Margherita e una parte dei socialisti, si accodarono anche Verdi e Prc, finora sempre all'opposizione e per contrastare la Lista Carletti con Candidato a Sindaco Giorgini, la Coalizione di Centro sinistra (l'Unione) presentò Recanatini come Candidato Sindaco, una scelta, al di là delle motivazioni qualitative sostenute dalla Margherita, che si dimostrerà non all'altezza della situazione. Una scelta che non venne fatta tenendo in considerazione la gravità della situazione, ma per soddisfare le aspettative di Partito. Con lo slogan "partecipazione, trasparenza, continuità, l'Unione sebbene al secondo turno ottenne la fiducia dei cittadini e Recanatini divenne il Sindaco della città. Da li a breve, la drammatica situazione di bilancio venne a galla prepotentemente, e le parole partecipazione, trasparenza e continuità persero il loro valore. Infatti Recanatini e Giunta iniziarono un percorso di risanamento che mano a mano diventava sempre meno trasparente e partecipativo. Si partì con un taglio netto dei lavoratori precari, passando per varianti urbanistiche mai discusse, fino ad arrivare all'adesione alla Quadrilatero che i più ricorderanno come il motivo della crisi e delle dimissioni di Recanatini, quindi il Commissariamento.

Ecco, per capire la vittoria della destra a Falconara, occorre ripercorrere questi momenti della vita politica e amministrativa della città. Bisogna ricordarsi che il dopo Carletti venne vissuto con una certa arroganza, riproponendo le stesse persone in Consiglio Comunale e con Partiti non rinnovati. Chi ha voluto fare questa forzatura non ha voluto vedere e capire che la città era profondamente delusa e indignata per quanto accaduto, che non era più disposta a concedere ulteriori crediti. Anche per questa ultima tornata elettorale era necessario dare una svolta, non a parole ma con i fatti, svolta che evidentemente i cittadini hanno giudicato non esserci stata.

Un'ultima considerazione, alcuni, soprattutto i più vicini ai partiti sconfitti, tendono ad incolpare, più o meno velatamente, della sconfitta di Lodolini la lista dei Cittadini in Comune e Sinistra Democratica per aver agevolato con l'astensione o addirittura con il voto Brandoni. Niente di più falso. Basta leggere il dato elettorale. La realtà è che il voto per Lodolini al ballottaggio è mancato da parte degli elettori che al primo turno avevano votato per uno dei partiti che lo sostenevano. Circa 1000 voti in meno che altrimenti avrebbero dato la sicura vittoria al giovane candidato. Bisognerebbe capire perché al secondo turno 1000 persone non sono andate a votare o hanno votato altro. Per completare la panoramica, sarebbe corretto ricordare che Sinistra Democratica ha subito per tutto il tempo elettorale una serie di insulti e veti da parte dei partiti maggiori di centro sinistra e che al secondo turno Lodolini forte delle sue convinzioni di vittoria evitò accuratamente, non dico apparentamenti impossibili, ma un minimo dialogo, preferendo utilizzare l'arma dello spauracchio della destra.

Adesso comunque ci troviamo un Sindaco che è stato votato dal 50,57% dei votanti, con un astensionismo del 50% circa, per un totale di 6562 persone. Un sindaco che deve dimostrare in tempi brevi di essere in grado di risanare il Bilancio e di evitare il dissesto, ma non solo, si deve far carico anche di tutte le aspettative di carattere sociale, culturale e ambientale, con l'auspicio di vedere una tenace vigilanza da parte di tutta l'opposizione. Lo deve fare tenendo in considerazione le opinioni e le istanze di tutta la città, perchè credo che a questo punto i cittadini hanno già dimostrato di non essere disposti a firmare cambiali in bianco a nessuno, Brandoni compreso.

mercoledì 23 aprile 2008

IL VUOTO DEI CONTENUTI

Sono trascorsi 9 giorni del primo turno di elezioni amministrative. La campagna elettorale dei due candidati a sindaco sembra non esistere. Mi aspettavo due settimane di confronti per cercare di convincere gli elettori a votare approfondendo i temi programmatici.

E invece niente. Nessuno parla più di programmi, di come risolvere i problemi di Falconara.

La destra di Brandoni sa di non essere in grado di amministrare la città, e per non perdere rappresentanze in consiglio comunale, forse mettendo in preventivo la sua sconfitta, non fa apparentamenti ufficiali.

Il centro di Lodolini già non si cura più della partecipazione, dell'ascolto, ma si appella alla coscienza antifascista della cittadinanza per ricacciare indietro la minaccia (effettivamente pericolosa) della xenofobia e del populismo affiorata a Falconara come nel resto d'Italia.

Ma scusate, qualcuno veramente credeva impossibile un confronto elettorale con la destra? Non mi sembra la prima volta. Tra l'altro basta pensare alla sonora sconfitta del Partito Democratico nei confronti di Berlusconi alle ultime elezioni. Si va da soli con alterigia salvo poi invocare il voto utile per sconfiggere la destra, senza riuscirci. Stratagemma da non dimenticare, perchè ha contribuito pesantemente alla debacle della sinistra. A questo proposito sarà interessante vedere venerdì i compagni rifondaroli, quelli della falce e martello, applaudire Piero Fassino in Piazza Mazzini.

Insomma dei programmi di Falconara non se ne parla più. E per evitare di parlarne si ritiene opportuno occuparsi di chi forse in una giornata di sole andrà idealmente al mare.

Falconara dopo quello che ha subito, meriterebbe molto di più e di meglio. Per cominciare avrebbe bisogno di amministratori meno arroganti. Ma ormai mancano solo quattro giorni al voto. A questo punto ai cittadini di Falconara l'alta responsabilità.

venerdì 18 aprile 2008

IL BALLOTTAGGIO

Il primo turno di elezioni a Falconara non ha sancito un vincitore, quindi adesso i falconaresi dovranno scegliere tra due contendenti: Lodolini che parte da un 41,97% e Brandoni con un 23,11%.

Tra poco più di una settimana i cittadini (tutti) di Falconara avranno il delicato compito di scegliere il loro futuro sindaco.
Vediamo di confrontare le caratteristiche dei due aspiranti sindaci, con la premessa che da questo blog esprimo considerazioni personali e assolutamente di parte.

Brandoni. Il suo partito è il PDL di Berlusconi che come sapete ha vinto le elezioni politiche. Brandoni ha impostato la campagna elettorale evidenziando le responsabilità e l'incapacità delle passate Giunte di Centro-sinistra, ha già chiaramente dichiarato che Falconara uscirà dal dissesto solo grazie a Berlusconi (dubito molto) e grazie ad un amichevole rapporto con l'Api (molto più probabile), che tradotto vuol dire via libera alle nuove centrali Api. Si è dichiarato favorevole ad una forte urbanizzazione perchè fonte di sviluppo (secondo lui) per la città. Ciliegina sulla torta la posizione reazionaria e populista sulla questione immigrazione. A tal proposito vi invito a leggere le delibere adottate da alcuni Comuni del nord Italia per contrastare l'immigrazione e garantire la sicurezza. Giorni fa si poteva leggere un articolo sul blog di AN Falconara che rivelava l'intenzioni di attuare quelle delibere in caso di vittoria. L'articolo è stato poi rimosso, non credo per un ripensamento, piuttosto semplicemente perchè certe cose è meglio non dirle ad alta voce in campagna elettorale per non spaventare gli elettori, basta fare un accenno, solo per accredidarsi gli eventuali consensi della variegata destra che a Falconara si è presentata alle elezioni. Infatti con varie promesse di poltrone in giunta e promesse di tolleranza ZERO di tipo squadrista, la destra all'inizio molto frammentata, si ricompatterà.

Lodolini. Coordinatore provinciale del Partito Democratico, è sostenuto alle amministrative oltre che dal PD anche da Prc, Idv, Pdci-Ps e Verdi (ordine di importanza). Classico personaggio che aspira alla professione della politica. Da sempre respira la rarefatta aria delle segreterie di partito. Non credo abbia mai preso una posizione autonoma su un qualsiasi tema. Vale la teoria meno parlo meno mi comprometto, ha sposato completamente la dottrina Veltroniana del MA ANCHE. Il suo programma è una fotocopia di quello di Recanatini, con alcune clamorose ricopiature di quello di SD infarcito da numerosi "Ma Anche" di cui sopra. Un programma così vicino a quello di Recanatini che anche i futuri assessori saranno gli stessi, almeno quelli più importanti. Anche sulle centrali Api il giovane Lodolini dice e non dice. No Alle centrali ma anche no a contraddire la volontà nazionale-regionale. Preoccupante secondo me la presenza del sig. Brachetti Peretti in prima fila il giorno della sua investitura a sindaco da parte di Veltroni. In certe occasioni la forma conta molto. Non è facile interpretare il pensiero di Lodolini sul By-pass Api, e sulle nuove urbanizzazioni vicino a Montedomini che afferma di non conoscere. In tutta la campagna elettorale la coalizione che sostiene Lodolini ha ostentato sicurezza circa la vittoria delle elezioni, non risparmiando insulti, offese, e falsità nei confronti di Brunelli e di Sinistra Democratica, dimenticando che in politica bisogna lasciarsi sempre vie d'uscita.

Molte persone che ho incontrato negli ultimi giorni mi hanno chiesto come Sinistra Democratica si comporterà il giorno del ballottaggio. Intanto stasera gli iscritti si incontreranno per analizzare il voto e si parlerà anche di questo. Credo che sia importante dire che finora nessuno ha preso contatti con SD e con me che ne sono ancora il coordinatore, quindi escludo accordi elettorali.
Credo però di poter esprimere il mio pensiero sulla questione.

Sono troppo rispettoso della Democrazia per invitare gli elettori a disertare le urne, anche se altri recentemente lo hanno fatto, basti ricordare come è andata la consultazione referendaria sulla legge 40, con la Margherita che ha evitato in massa di andare a votare. Ma ripeto, ho rispetto per la Democrazia e credo fermamente che ogni cittadino debba onorare il diritto-dovere di esprimersi con il voto. Non voglio essere certo io uno dei possibili responsabili della disaffezione al voto, anzi sono convinto che il cittadino che non vota rinuncia alla sua libertà.

Ma ho rispetto anche per quei cittadini che con il loro voto ci hanno dato fiducia e che ringrazio. Proprio a loro per una forma di rispetto non posso suggerire per chi votare. Capisco che non è facile scegliere tra il peggio, ma ognuno cerchi nei propri valori la giusta ispirazione.
Quindi cari cittadini andate al seggio e scegliete le forme che sono previste: un voto, una scheda bianca, una scheda nulla. Perchè ogni cittadino deve essere responsabile delle proprie azioni.

Un'ultima cosa, e mi rivolgo alle forze politiche di centro sinistra. Nessuno e sottolineo NESSUNO osi scaricare la responsabilità di una possibile vittoria della destra a Sinistra Democratica di limpida cultura antifascista, perchè la sola responsabilità comunque andranno le cose è vostra.

Queste sono le mie considerazioni sull'appuntamento del ballottaggio. Il movimento di SD si esprimerà democraticamente e pubblicamente solo dopo la riunione di questa sera.

giovedì 10 aprile 2008

IL VOTO DI DOMENICA PER FALCONARA

E confronto pubblico è stato. Almeno in parte. A quello sul progetto del by pass, uno dei temi che oltre al problema di bilancio investirà la prossima decisione, ad esempio di candidati ce n'erano solo tre, uno di questi era Carlo Brunelli. Ieri sera l'ultimo confronto diretto si è tenuto al circolo "Quercetti" di Castelferretti in una sala gremita di persone che sono intervenute con domande ai candidati.

Sarò di parte, ma ho avuto la netta sensazione che il nostro candidato (Brunelli) abbia dimostrato di essere molto al di sopra degli altri contendenti, in termini di idee, contenuti ed esposizione del programma. E' stato molto chiaro, come sempre, senza dare adito ad interpretazioni di sorta. Speriamo di verificare che le sue idee sono condivise largamente dai cittadini con il voto di domenica e lunedì.

Dubbi e preoccupazione invece per gli interventi degli altri candidati, mi riferisco a quelli che verosimilmente aspirano ad arrivare al ballottaggio. Idee confuse, esposizioni fumose e poca concretezza a parte qualche proclama di tipo demagogico-elettoralistico.

Insomma se uno dei due candidati Lodolini o Brandoni vinceranno le elezioni, c'è poco da stare allegri. Il primo troppo pieno di se, privo di personalità e troppo lontano dalla gente; il secondo capace solo di parlare con slogan, ma che sembra sentire una responsabilità che potrebbe capitargli e che teme di non poter gestire. Ma è solo una mia sensazione.

Insomma come dicevo alcuni giorni fà su questo blog, il confronto diretto ha dato ai cittadini la possibilità di sentire e vedere i candidati faccia a faccia, permettendo loro di poter giudicare chi meglio potrà amministrare la città, un contatto diretto che non ha niente a che vedere con i freddi comunicati stampa o interviste.

Chi sostiene Carlo Brunelli, quindi i "Cittadini in Comune" e "Sinistra Democratica e Ambientalisti" in cui io sono candidato, sta cercando di portare in città un modo di fare politica lontano da vecchie pratiche di partito, non è un nuovo modo di fare politica, è l'unico modo. Riportare la politica tra la gente con vera partecipazione, è la sola medicina per cercare di curare un mondo politico malato di personalismi e assetato di potere. Solo così potremo allontanare le deviazioni populistiche e razziste che stanno montando in tutto il Paese.

Speriamo bene. Tra alcuni giorni vedremo chi aveva ragione.

martedì 1 aprile 2008

CARI CANDIDATI SINDACI CONFRONTATEVI PUBBLICAMENTE

Ancora tredici giorni alle elezioni. Politiche e amministrative.

Riguardo le politiche non ho visto una mobilitazione di piazza delle forze politiche di sinistra. Impegno che invece doveva necessario per dare slancio al progetto ambizionso quanto difficile di unire la sinistra senza se senza ma. Per quanto mi riguarda continuo ad impegnarmi anche se in solitaria e ai limiti delle energie. E' evidente che i grandi partiti di sinistra qui a Falconara non hanno particolare interesse al progetto della Sinistra l'Arcobaleno.

Certo le elezioni amministrative occupano gran parte del tempo e degli spazi. In centro c'è un gran sventolare di bandiere, distribuzione di materiale informativo. Stiamo riempiendo le case dei falconaresi di carta patinata con buona pace dei problemi dei rifiuti e dell'aumento della Tarsu.
Ma questo è un modo per far conoscere le idee dei contendenti, quello più semplice, se vogliamo meno impegnativo. Che ci vuole basta trovare un paio di persone disponibili a distribuire i volantini e la gente se vuole si legge i buoni propositi scritti.

C'è un altro modo secondo me di informare le persone e spiegare loro le intenzioni dei vari (8) candidati a sindaco. E' il modo più diretto e democratico: il confronto tra candidati sindaci.
Cosa c'è di più utile per i cittadini della possibilità di ascoltare i candidati sui vari temi, con la possibilità di fare domande? Il confronto diretto offre la possibilità ai cittadini di farsi una idea, e allora perchè finora abbiamo assistito ad un solo confronto e limitato ad un tema specifico (quello della squadra rialzo)?

Lancio una proposta a tutti i candidati sindaci: in questi ultimi giorni promuovete il confronto diretto. Farete un servizio ai cittadini e ve ne saranno grati.

sabato 22 marzo 2008

COPIARE E NON VERGOGNARSENE

Sorpresa di Pasqua. Le festività ci offrono uno spaccato del modo di fare politica di alcuni personaggi che si accingono (almeno così sperano) ad amministrare la città.
Come qualcuno ricorderà, già dalla fine del 2007 le forze politiche di sinistra si incontrarono per provare a trovare una intesa e presentarsi uniti alle elezioni comunali. I partiti presenti erano PRC, PDCI, SD, Verdi.
In quella sede Sinistra Democratica presentò delle linee programmatiche che furono largamente bocciate dai compagni di rifondazione e addirittura derise dai Verdi.
Visto che i punti in comune su quel tavolo erano ben pochi, sinistra democratica decise di prendere la strada che poi ha portato ad individuare il candidato sindaco in Carlo Brunelli e un alleato nella lista cittadini in comune.
Vabbè, ma dov'è la sorpresa? La sorpresa è nel programma Lodolini che ha copiato spudoratamente proprio da quelle linee programmatiche che Sinistra Democratica presentò al tavolo della sinistra.
Ne ho le prove perché gran parte di quelle linee programmatiche le ho scritte io e posso documentarlo davanti a testimoni.
Tralascio il resto, per ora lascio a voi lettori il giudizio se quanto sto dicendo risponde al vero oppure no.
E' veramente stucchevole la mancanza di idee e l'arroganza di appropriarsi quindi di quelle degli altri.
Ma il metodo non è certamente nuovo, visto che anche Rifondazione al quel famoso tavolo propose delle linee programmatiche spacciandole come le loro, ed invece erano le stesse dell'ex sindaco Recanatini ( settembre 2007 ne ho le prove).
Se ne avete voglia e tempo leggete i paragrafi che seguono, tenendo conto che la parte di Sinistra democratica risale al gennaio 2008 e quelle di Lodolini sono tratte dal suo discorso ai falconaresi durante la presentazione del programma del 19 marzo 2008. Buona lettura.
Claudio Paolinelli

1 SINISTRA DEMOCRATICA
Il Comune d’altro canto dovrà limitare al massimo i costi:
Diminuendo i compensi per Sindaco, Assessori e CdA delle Società.
Rinunciando alla collaborazione di dirigenti esterni e limitando al massimo le consulenze.
Verificando l’autosufficienza economica e l’efficacia delle Società partecipate
Limitando al massimo gli affitti passivi
Predisponendo un corretto piano per il risparmio energetico negli edifici pubblici, uffici, trasporti, ed illuminazione pubblica
Utilizzando per gli uffici software “open source” liberi da licenze
Si dovrà inoltre istituire un ufficio che si occupi di ricercare in ambito regionale, nazionale ed europeo i finanziamenti riservati ai comuni. Recuperare le risorse con la lotta all’evasione fiscale.
1 LODOLINI
Inoltre, il Comune dovrà limitare i costi:
confermando la riduzione dei dirigenti e valorizzando al massimo le risorse interne disponibili
limitando al massimo gli affitti passivi, ed utilizzando, per quanto possibile, per gli Uffici solo software “open source” liberi da licenze e avviando rapporti di collaborazione con le Associazioni di volontariato.
Per quanto riguarda le società partecipate si farà in modo di realizzare una puntuale verifica riguardo all’efficienza del servizio e all’autosufficienza economica
2 SINISTRA DEMOCRATICA
La situazione finanziaria è difficile e complessa. Tuttavia è necessario trovare i mezzi e le risorse per invertire la tendenza e risanare il bilancio comunale, partendo dall’assunto che per Falconara immaginiamo un futuro virtuoso, sia in termini sociali che economici ed ambientali. Da più parti si è detto, e noi siamo d’accordo, che la città con le sole proprie forze non riuscirà a ripianare il debito, quindi è indispensabile costruire un rapporto positivo con il Governo, la Regione, la Provincia ed altri Comuni, affinché si riescano ad individuare forme di collaborazione e finanziamenti utili al raggiungimento di una qualità della vita che soddisfi il cittadino. Il dialogo con altri soggetti pubblici, però, non deve in alcun modo limitare la nostra autonomia nelle scelte, ma deve avvenire con uno spirito di pari dignità, mai subalterno.
2 LODOLINI
La situazione economica e finanziaria del Comune di Falconara la conosciamo tutti e bene. Qui sta il secondo impegno. Adoperarsi in tutti i modi per evitare il dissesto. La città, con le sole proprie forze, difficilmente riuscirà a superare questa fase.
E’ quindi indispensabile un rapporto proficuo con il Governo, la Regione, la Provincia per individuare forme di collaborazione e ogni finanziamento utile a migliorare la situazione del Comune. Il dialogo con altri soggetti pubblici, però, non deve in alcun modo limitare la nostra autonomia nelle scelte, ma deve avvenire con uno spirito di pari dignità, mai subalterno.
3 SINISTRA DEMOCRATICA
Si intenderà predisporre politiche di coordinamento per rendere funzionali le strutture esistenti sul territorio di Falconara (il centro diurno Visintini, la struttura di Via Marsala, la biblioteca, ) e attuare iniziative di progettazione delle opere urbanistiche, artigianali, commerciali, viarie di interesse sovracomunale con il coordinamento dei Comuni vicini.
3 LODOLINI
Come futuro Sindaco propongo, a tal riguardo, l’istituzione del Forum permanente dei Sindaci dell’Area Vasta al fine di individuare sinergie nuove.
4 SINISTRA DEMOCRATICA
Quindi riteniamo importante continuare a reclamare, ma con più determinazione:Al Governo nazionale l’attuazione della legge 113 della finanziaria 2001,legge che prevede il riconoscimento delle accise per i Comuni sedi di impianti di lavorazione del petrolio, un diritto che garantirebbe al Comune entrate certe e continuative.Alla Regione anche in virtù dell’OdG votato in Consiglio, di riconoscere soprattutto economicamente a Falconara la funzione di Servizio che svolge per l’intera Regione considerato che a Falconara gravano strutture di interesse regionale che condizionano il corretto uso del territorio in termini economici e ambientali. (raffineria, aeroporto, nodo ferroviario, ecc.) e che determinano la zona ad alto rischio ambientale (AERCA)Alla Provincia e ai Comuni interessati di acquisire parte delle quote azionarie delle società co-partecipate con il Comune di Falconara.
4 LODOLINI
Sarà necessario impegnare il Parlamento a dare effettiva attuazione alla legge dello Stato che riconosce, una compartecipazione alle accise che le aziende versano allo Stato ai Comuni sedi di impianti di raffinazione. In questo contesto occorre uno straordinario sforzo unitario di tutti i gruppi parlamentari finalizzato a dare effettiva concretezza ad una legge dello Stato uscendo dagli infruttuosi appelli ed entrando unitariamente in una rivendicazione collettiva.
5 SINISTRA DEMOCRATICA
Riorganizzando l’organico dell’ente con la concertazione delle rappresentanze sindacali razionalizzando la struttura organizzativa e sviluppando la strumentazione tecnologica e telematica, con l’ulteriore beneficio di sviluppare lo scambio delle informazioni e la trasparenza amministrativa.
5 LODOLINI
Sarà opportuno rimettere mano all’organizzazione complessiva dell’ente che, dopo le dovute verifiche sulle modifiche già apportate, consenta di valutare ulteriori percorsi di razionalizzazione, da concertare con le organizzazioni sindacali.
6 SINISTRA DEMOCRATICA
L’amministrazione comunale dovrà per prima attivarsi per evitare sprechi energetici nelle attività di sua diretta competenza: trasporti pubblici, illuminazione degli uffici e stradale, uso del riscaldamento e dei condizionatori, evitare sprechi dell’acqua. Si dovrà disincentivare l’uso dei mezzi di trasporto privati favorendo il trasporto pubblico.
6 LODOLINI
Una parte degli investimenti del Comune dovranno essere mirati al fine del risparmio energetico e alla riduzione dei costi futuri per l’illuminazione pubblica.
Revisione della mobilità urbana per poter diminuire l’inquinamento atmosferico nelle zone a maggiore concentrazione di traffico.
Incentivazione della mobilità con mezzo pubblico (ci sono 212 possibilità al giorno di raggiungere Ancona con autobus e treno).
7 SINISTRA DEMOCRATICA
Per Falconara immaginiamo un futuro virtuoso, sia in termini sociali che economici ed ambientali. Con questa aspirazione vogliamo rifiutare la filosofia di un’urbanistica studiata con il solo scopo di “fare cassa”, ma crediamo in una politica urbanistica il cui unico obiettivo è migliorare la vivibilità della città in termini ambientali, sociali e culturali a difesa del bene comune del territorio, attraverso una politica urbanistico a misura di cittadino arricchito dalla pratica partecipativa attuando il PRG vigente anche con varanti che ne facilitino l’esecuzione in tempi brevi. Prevedendo edificazioni in aree urbanizzate, favorendo il riuso e la ristrutturazione di aree dismesse. Il nostro sforzo è concentrato ad evitare vendite di immobili come le sedi di scuole o i centri sociali di aggregazione.
7 LODOLINI
Rifiuto l’idea di un’urbanistica studiata con lo scopo di fare “cassa”, perché nuove espansioni comportano costi e non introiti, ma viene considerata positiva una pianificazione urbanistica che concorra utilmente nel breve periodo al processo di risanamento.
Si punta a costruire insieme a tutti gli attori sociali una Falconara Marittima diversa, non più concepita come solo luogo di cementificazione ai fini residenziali, ma come luogo connotato di una propria personalità, dal centro alle periferie, sia attraverso ad una diffusa riqualificazione del tessuto urbano esistente sia con la creazione e la riorganizzazione di infrastrutture e servizi pubblici adeguati alle esigenze ed ai bisogni dei cittadini.
Una città migliore, meglio organizzata, con una migliore qualità della vita per giovani, per gli anziani e per le future generazioni.

venerdì 14 marzo 2008

LE TORTURE DI GENOVA

Leggo la notizia dal Corriere della sera: " Condanne complessive per oltre 76 anni di reclusione sono state chieste dai pm, Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati, per i 44 imputati nel processo per le violenze e i soprusi nella caserma della polizia di Bolzaneto, durante il G8 a Genova del luglio 2001. ... La pena più pesante è stata chiesta per Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria in servizio a Bolzaneto come responsabile della sicurezza. Tra le accuse nei suoi confronti, le percosse con calci, pugni, sberle e manganello in dotazione di arrestati e fermati per identificazione. Tre anni e 6 mesi nei confronti di Alessandro Perugini, ex numero due della Digos di Genova (il funzionario più alto in grado presente nella caserma), per Anna Poggi, commissario capo di polizia, per il generale della polizia penitenziaria Oronzo Doria (responsabile del coordinamento e dell'organizzazione) e per gli ufficiali di custodia Ernesto Cimino e Bruno Pelliccia".

Con sorpresa apprendo che uno degli imputati per le violenze del G8 si era candidato in una lista civica presente alle prossime elezioni di Falconara Marittima: si tratta di Ernesto Cimino. La sua candidatura è stata ritirata poco dopo, credo a seguito delle polemiche e dalla cattiva pubblicità ricevuta. Un ripensamento di facciata più che morale.
Agli elettori falconaresi voglio far leggere un articolo di Vittorio Agnoletto che mi è pervenuto via e-mail e che commenta il processo sui drammatici fatti di Genova.
Prima di votare pensate bene a chi volete dare in mano le chiavi della città.


Tutto l'inumano di Bolzaneto
di Vittorio Agnoletto

Tortura: si trattò di questo alla caserma di Bolzaneto, quando, nel luglio del 2001 più di 200 persone furono vittime delle violenze psicologiche e fisiche commesse da rappresentanti delle forze dell'ordine e dal personale medico. Il dramma di quelle «giornate cilene» è diventato oggi, con la fine della requisitoria al processo e le richieste dei pm, un paradosso. Perché l'Italia, dal 1984 fino al 2001, non ha recepito la Convenzione delle Nazioni unite contro la tortura: i pm non hanno potuto pertanto contestare il reato di tortura ma «solo» l'abuso di ufficio e di autorità alla maggior parte degli imputati al processo.

Nel caso in cui le accuse fossero confermate, dunque, i rappresentanti dello Stato che hanno picchiato, umiliato, torturato andrebbero incontro a delle pene irrisorie, che non sconteranno mai, perché i reati loro contestati saranno prescritti nel 2009, grazie alla modifica della prescrizione contenuta nella legge «ex Cirielli». Resta il fatto che i magistrati hanno individuato responsabilità individuali ma un'illegalità così diffusa non sarebbe stata possibile senza la garanzia dell'impunità. Per questo è corretto affermare che nella lista delle persone per le quali i pm hanno chiesto la condanna mancano i nomi dei vertici della polizia e della polizia penitenziaria: senza il loro assenso non sarebbe stata possibile alcuna tortura.

Forse De Gennaro finirà sotto processo per induzione e istigazione alla falsa testimonianza nel processo relativo alla mattanza della Diaz ma nel frattempo è ancora capogabinetto del ministero dell'Interno (anche se in temporanea libera uscita a Napoli per l'emergenza rifiuti) e tutti coloro che a Genova erano responsabili dell'ordine pubblico sono stati promossi. Di fronte a quanto oggi rimbalza da Genova non c'è dubbio che la vera sconfitta sia la politica, almeno quella istituzionale.

Una destra che, attraverso l'impunità garantita alle forze dell'ordine e con la modifica della prescrizione, cerca di nascondere ogni sua colpa nella gestione di quella feroce repressione. Un centro, il Pd, che non vede l'ora di chiudere questa vicenda, nel timore di essere chiamato a rispondere di alcune scelte che lo videro più che protagonista: ospitare il G8 a Genova, le pratiche di addestramento delle forze dell'ordine, la repressione del marzo 2001 a Napoli.

Una catena di responsabilità che non si è ancora chiusa, considerata la sciagurata scelta di ospitare il prossimo G8 alla Maddalena (con il rischio che anche questa volta lo gestisca Berlusconi). Ma anche la sinistra, che pure a Genova aveva condiviso il percorso politico del movimento, e ne aveva tratto una nuova spinta politica e culturale, è parsa silenziosa o quanto meno si è limitata ad una protesta poco più che formale di fronte alle scelte del governo Prodi, come le promozioni per i funzionari indagati e la decisione di ospitare il prossimo vertice in Sardegna. Forse sarebbe stato necessario un po' più di coraggio.

Nessuno passerà un solo giorno in carcere, è vero, ma oggi abbiamo almeno la speranza che tra qualche mese la verità storica possa essere confermata anche in un'aula di tribunale. Se pensiamo alla storia italiana del dopoguerra, costellata di stragi e di morti «accidentali», senza alcun colpevole, questo sarebbe già un passo avanti.

Vittorio Agnoletto (portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8 del 2001)

domenica 9 marzo 2008

ELEZIONI COMUNALI, MI RIMETTO IN GIOCO

L'esperienza in consiglio comunale si è chiusa il settembre scorso, quando con un atto di grande responsabilità (secondo me), Paola e io ci siamo opposti all'adesione alla Quadrilatero e alla minacciata urbanizzazione selvaggia di Falconara, due azioni che, a seconda del sindaco Recanatini e anche dei partiti che erano maggioranza con noi, ovvero DS, Margherita, (ora uniti nel PD), Rifondazione Comunista e PDCI, erano necessarie per salvare Falconara dal dissesto.

Come ricorderete la Quadrilatero è passata con i voti di DS, Margherita, PRC, PdCI, AN, Lista Carletti e del voto di Virgulti del gruppo misto. Le conseguenze di questa adesione le vedremo con l'inizio dei lavori. Dopo il voto della Quadrilatero il Sindaco annunciò le dimissioni, e questo permise di evitare il voto sul progetto urbanistico devastante (sempre secondo me) fortemente voluto da sindaco ed alcuni assessori. Per il momento dunque siamo riusciti a sospendere un Piano che avrebbe compromesso per sempre il futuro dela città, almeno in termini di vivibilità e sociali.

Fin qui il recente passato. Adesso ci stiamo avvicinando alle elezioni comunali e si sta delineando un panorama politico particolarmente frammentato. Ci tengo ad evidenziare quella che io ritengo la vera novità di queste elezioni: l'alleanza di una forza politica (SD) con le associazioni cittadine. Forse sta iniziando un nuovo modo di interpretare la politica.

Ora ci siamo. Le strade di Sinistra Democratica e delle associazioni cittadine e ambientaliste che correvano parallele, si sono incontrate. Secondo me non poteva che accadere così. C'erano e ci sono così tante similitudini nel modo di pensare Falconara che strano sarebbe stato l'inverso.

Quindi Sinistra Democratica che offre ospitalità agli ambientalisti di Falconara e la lista civile "Cittadini in Comune", intraprendono il difficile ma ambizioso progetto di amministrare la città. Grazie ad un programma condiviso, che non lascia intendere interpretazioni, e con l'individuazione di un candidato sindaco, Carlo Brunelli, sicuramente apprezzato da moltissimi cittadini, grazie alle sue capacità di ascolto, di coerenza e chiarezza sui contenuti.

Sarà una alleanza ed un candidato sindaco che non faranno promesse. In una situazione come quella che stiamo vivendo è necessario parlare chiaro alla gente, e spiegare la gravità e le urgenze che ci aspettano. Ma non solo, è tempo di ridisegnare il presente e il futuro prossimo di Falconara, in termini di qualità della vita, di vivibilità della città, è soprattutto tempo di riportare Falconara ad un livello socio-culturale che merita di avere.

Per quanto mi riguarda, considerando che ho deciso di partecipare alle prossime elezioni, cercherò di confrontarmi con la cittadinanza sul programma, con la massima modestia e coerenza che credo di aver sempre dimostrato.

martedì 4 marzo 2008

LE ELEZIONI E LE ALLEANZE POSSIBILI

Tormentata situazione che porta verso il rinnovo dell'amministrazione comunale di Falconara. Dopo gli incontri infruttuosi che si sono tenuti tra le forze della sinistra, si è creata una variegata frammentazione di liste "civiche" che si candidano a governare la città.

Se dico infruttuosi incontri, intendo chiaramente infruttuosi per la Sinistra Arcobaleno, e per Sinistra Democratica che non si è riconosciuta nelle linee programmatiche presentate dagli altri partiti, troppo contigue alle passate amminitrazioni.

Tra il visto e rivisto, a me è sembrato che all'orizzonte del buio panorama politico falconarese, si potesse tentare una cosa nuova, realizzare una squadra formata da persone di buona volontà, competenti, poco interessate alle poltrone, ma al contrario disposte a mettersi a disposizione e a sacrificare una parte del loro tempo per offirlo alla città.

Mi sembra possibile poter unire una forza politica come sinistra democratica e quelle associazioni e comitati che molto spesso hanno dimostrato di vedere il futuro della città allo stesso modo. Per fare questo è necessario mettere da parte persone, metodi, politiche, che hanno avuto a che fare con il passato (gli ultimi 10 anni).

Mi sembra possibile e naturale prendere quella strada; con modestia e determinazione, non dimenticando però che la città in mano alla destra si trasformerà pericolosamente, basta pensare a cosa potrà accadere con le nuove centrali, o a come verrà gestito il rapporto con gli immigrati, tanto per fare due esempi.

Una strada da perseguire solo se alla base ci sono rispetto, condivisione delle scelte, e le persone che lealmente voglio metterci la faccia e l'impegno.

domenica 13 agosto 2006

RICCARDO RECANATINI SINDACO DI FALCONARA


ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2006 FALCONARA
BALLOTTAGGIO 11 - 12 GIUGNO
Votanti: 13.415 57,41%
Schede bianche: 70 Schede nulle:108 Schede contestate: 1

RICCARDO RECANATINI
DS-Margherita-PRC-PdCI-Verdi-RnP-Udeur
voti 8.547 - 64,57%
CARLO CICCIOLI
AN- Forza Italia-UDC
voti 4.689 - 35,43%

I risultati elettorali del Comune di Falconara

AL BALLOTTAGGIO RECANATINI (UNIONE) CICCIOLI (AN-FORZA ITALIA)
Una manciata di voti non permettono di festeggiare da subito la vittoria di queste elezioni comunali a Falconara.
Recanatini ottiene 7931 voti pari al 49,76% non sono bastati per passare al primo turno. Ciccioli 3960 (24,65)
La sorpresa viene dalla lista civica di Gilberto Baldassarri che ottiene 890 voti (7,27)
Ridimensionate le aspirazioni del sindaco uscente Carletti, infatti Emanuele Giorgini (lista Carletti-social.falconara-Udc-Mre) nonostante le dichiarazioni di vittoria al primo turno dei giorni passati ottiene solo 2108 voti (17,23)
Ho ottenuto 81 voti di preferenza nella lista dei candidati consiglieri dei Democratici di Sinistra, quarta posizione a pari merito con la compagna e amica Paola Stacchietti.
GRAZIE A TUTTI COLORO CHE MI DATO HANNO FIDUCIA VOTANDOMI. Ora l'appuntamento più importante tra quindici giorni per il ballottaggio, e poi il referendum sulla costituzione il 25-26 giugno.

LA NECESSITA' DI DIALOGO CON I CITTADINI

Alcune persone con cui ho parlato in questi ultimi giorni, hanno voluto mettere in risalto le cose che il sindaco ha fatto per la città, omettendo che quei risultati si sono ottenuti grazie a tutta l’Amministrazione comunale e ai partiti che hanno creduto nel progetto, insieme al Sindaco.

Ma non è questo il punto. Il punto è che le cose realizzate nelle città non devono essere subite come un dono, un dono che un monarca seppur prodigo di regalie e clientele concede ai suoi sudditi, ma piuttosto vissute come progetti pensati, condivisi e realizzati con il più ampio consenso dei cittadini, i quali hanno già dimostrato la maturità per avviare la pratica della partecipazione democratica, uno strumento che porta ad una maggiore conoscenza e fa crescere la responsabilità dei diritti e dei doveri.
Tutto ciò per rendere trasparente e pubblico il lavoro svolto dal Sindaco, dalla Giunta, e dal Consiglio comunale.

A maggior ragione quando in ballo ci sono grandi progetti, impattanti che potrebbero modificare l’aspetto dei quartieri e le abitudini di vita degli abitanti è bene che questi progetti siano fondati sul rapporto di ascolto e di confronto, di dialogo aperto con tutti i cittadini.

DEMOCRAZIA PARTECIPATA, LAVORO, AMBIENTE

Il mio impegno nel consiglio comunale sarà principalmente rivolto alla effettiva partecipazione dei cittadini, per avviare la buona pratica della Democrazia partecipata, come strumento per la trasformazione delle politiche urbane, come processo educativo che porta a una maggiore conoscenza delle necessità dei cittadini, per far crescere la coscienza dei diritti e doveri.
Al Lavoro, affinché si riesca realmente a ridurre la precarietà che toglie dignità e speranze ai lavoratori, vera piaga sociale verso la quale il nostro partito si sta battendo anche con l’iniziativa popolare “Precariare stanca”.
All’Ambiente, continuando a ricercare la strada che porterà alla riduzione dell’impatto ambientale delle grandi industrie, e promuovendo la cultura ambientale tra i cittadini per una formazione al risparmio energetico e delle risorse, cominciando proprio dagli uffici e strutture comunali.