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sabato 20 settembre 2014

QUADRILATERO SPA e la Regione Marche

Area Leader Falconara
Relazione per assemblea programmatica Claudio Paolinelli
SEL Marche 20 settembre 2014

Opere infrastrutturali QUADRILATERO SPA

Care Compagne e Compagni, penso che in fase di elaborazioni programmatiche e di ipotesi di alleanze politiche in vista delle elezioni regionali del 2015, non si debba agire con impostazioni ideologiche o preconcette. La difficile situazione generale del Paese e quindi anche della nostra Regione ci impone una accurata riflessione dalla quale poter imbastire l'approccio adeguato per affrontare al meglio i futuri impegni.

Occorre quindi partire da una sana e serena valutazione dell'operato del Governo regionale in questa ultima legislatura. Anzi delle ultime due, visto che il Presidente Gian Mario Spacca è arrivato alla scadenza del suo secondo mandato.

Non parlerò della compagine che ha dato vita al “Laboratorio Marche”, anche se naturalmente avrei molto da dire. Vorrei utilizzare il tempo del mio intervento per porre l'attenzione sulle politiche delle infrastrutture della Regione Marche ed in particolare sullo Stato dei Lavori del Progetto Quadrilatero Spa, che ricordo a tutti è stato una delle punte di diamante del Programma regionale del presidente Spacca.
Ma è stato anche motivo di forte conflitto, tra chi ha eseguito con riverenza gli ordini della giunta regionale e chi invece si è opposto a quello che era ed è un progetto fallimentare, i cui effetti negativi sarebbero ricaduti sui territori e quindi sui cittadini. Un conflitto che ha riguardato anche la mia città Falconara, provocando fratture politiche tali da consegnare la città nelle mani della destra. Ho fatto il consigliere comunale in quel periodo e mi sono battuto senza cedere alle forti pressioni che arrivavano da più parti. Penso di conoscere un pò la storia e l'evoluzione di questo progetto e credo che sia utile ritornare sull'argomento.

Il sito ufficiale della società Quadrilatero illustra il progetto in questo modo: “Il Progetto Quadrilatero Marche Umbria prevede la realizzazione di opere infrastrutturali viarie (i cui assi rappresentano idealmente i quattro lati di un quadrilatero) attraverso un innovativo piano di cofinanziamento, il Piano di Area Vasta. Il Progetto consiste nel completamento e adeguamento di due arterie principali (l'asse Foligno-Civitanova Marche strada statale 77 e l'asse Perugia-Ancona statali 76 e 318), della Pedemontana Fabriano-Muccia/Sfercia e altri interventi viari”.

La novità rappresentata in questo progetto è la modalità con cui si vuole cofinanziare l'opera: il Piano di Area Vasta (PAV). La Società Quadrilatero infatti ha individuato delle aree, cosiddette aree Leader le quali, una volta trasformate in insediamenti produttivi, logistici e direzionali, sarebbero diventate aree di cattura di valore, i cui flussi di ricavi sarebbero serviti al finanziamento dell'opera, ovvero alla realizzazione di una strada lunga una quindicina di chilometri nel tratto che va da Albacina a Fossato di Vico.
La Quadrilatero come da progetto, ha individuato 8 aree leader, i cui rispettivi Comuni, a suo dire, con la realizzazione della strada avrebbero ottenuto dei benefici economici. La più grande delle 8 aree leader è quella di Falconara, la quale però è distante dalla realizzanda strada almeno 50 chilometri. Il progetto approvato dal CIPE nel 2006 per Falconara prevedeva: fiera mercato, centro congressi, padiglioni espositivi, centro affari, centro direzionale e struttura alberghiera.

Il comune di Falconara aderendo al protocollo d'intesa IMPOSTO dalla Regione Marche diede in mano alla Quadrilatero un'area di 481.600 mq a ridosso dell'aeroporto, nella quale, assicuravano, sarebbe sorto il nuovo polo fieristico, sebbene tutti sapessero però che la Fiera non si sarebbe spostata da Ancona per trasferirsi a Falconara. Nonostante questo il Comune di Falconara, come gli altri 7 coinvolti si impegnava a versare nelle casse della Quadrilatero (questa è la cattura di valore) per 30 anni, le entrate equivalenti dell'ici e di porzione degli oneri di urbanizzazione di quell'area. Ciliegina sulla torta, con la firma dell'accordo il Comune rinunciava ad ogni diritto di potestà del suo territorio.

A me è sembrata da subito una operazione scandalosa e vergognosa. Per il PD invece, per Spacca e i suoi alleati e anche per il PDL era una straordinaria opportunità innovativa.
In questo senso Le Marche sono diventate veramente un laboratorio: quello per le larghe intese tra PD e PDL, parliamo del 2006.

La poderosa propaganda di Palazzo Raffaello ha piegato ogni dissenso. Il Pd che originariamente, quando al Governo c'era Berlusconi, era contrario all'opera, non appena venne nominato premier Prodi cambiò repentinamente idea, facendola propria. Dovete sapere che il progetto Quadrilatero è nato sull'onda della Legge Obiettivo di berlusconiana memoria. Il principale sponsor politico è stato il senatore Baldassarri del PDL, e a rappresentare l'industria, l'imprenditore jesino Pieralisi, ma successivamente molti altri si trovarono d'accordo, anche Di Pietro allora ministro delle infrastrutture si adeguò, e come lui tanti altri. Stessa cosa accadde per i sindaci (PD) dei Comuni interessati, i quali, cambiata la bandiera al Governo nazionale si rimangiarono le parole senza pudore, rigettando tutte le precedenti contrarietà e firmando l'accordo di programma. Erano diventati tanto compatti a sostenere una bugia, quanto poco convincenti.

C'è un detto popolare: “Quando si ripete spesso la stessa bugia, diventa una verità”. Ci hanno provato. Ma c'è un altro proverbio popolare che dice: “Le bugie hanno le gambe corte”. Infatti oggi possiamo fare una valutazione giudicando i fatti concreti.

Il progetto quadrilatero il cui costo totale era stato preventivato quasi in 2 miliardi di euro, nasce nel 2004 e parte ufficialmente il 14 dicembre 2006 con un finanziamento di 20 milioni di euro perfezionato con Cassa Deposito e Prestiti. Soldi che dovevano consentire l'avvio operativo del PAV. L'allora Presidente di Quadrilatero Gennaro Pieralisi dichiarò in quell'occasione: “Sono particolarmente soddisfatto per l'importante obiettivo raggiunto, che consente alla Società di dare concreta attuazione alla parte del progetto più innovativa, il Piano di Area Vasta, strumento capace di valorizzare il territorio, attraverso la realizzazione di interventi mirati che avranno un forte impatto socio-economico sulle Regioni, influendo positivamente sulla competitività dei Distretti industriali, tutto ciò riuscendo ad ottenere la totalità delle risorse previste dalle Delibere Cipe, senza disperdere alcuna risorsa finanziaria che in aggiunta ai 1.067M € già disponibili rende di fatto attuabile il sistema viario SS76, SS77 e Pedemontana”.

Sembrava cosa fatta! Questa però è solo una delle tante dichiarazioni che si sono succedute dal 2006 ad oggi. Potrei elencare decine di annunci di inizi lavori e di crono programmi che puntualmente non sono stati mai rispettati. La strada, come tutti possono verificare è tristemente un'incompiuta, il contraente generale dei Lavori, colui che avrebbe dovuto avviare e portare a termine i lavori è in amministrazione controllata e sta per essere liquidato. E pensare che spavalde dichiarazioni ci assicuravano il completamento delle opere entro il 2012. I lavori dell'area Leader, quelli del PAV, la cattura di valore, “la parte più innovativa del progetto”, invece non sono mai iniziati, ma quei territori continuano ad essere fuori dal controllo dei Comuni che non possono pianificare il futuro delle loro aree strategiche sotto il profilo economico e di sviluppo.

Viene smontata anche l'ultima bugia quella con cui si reggeva il progetto, ovvero la grande balla del PAV e del project financing.
Una tabella sullo stato delle opere incompiute in Italia, pubblicata dal Sole 24 ore a metà agosto a proposito di Quadrilatero spiega che : l'Opera è aggiudicata e in realizzazione”, ma “servono fondi pubblici (650 milioni) per coprire la"cattura di valore" che non ha funzionato. Sul nuovo sito governativo www.passodopopasso.italia.it si precisa che “le risorse saranno disponibili a condizione che i lavori siano cantierabili entro il 2015”. Nonostante tutto, la stampa locale come sempre titola con enfasi ed entusiasmo: “Quadrilatero avanti tutta, con lo sblocca Italia altri 70 milioni di euro per ripartire” (Corriere Adriatico 30 agosto 2014).
Altri 70 milioni di soldi pubblici che diventeranno forse 120 a fronte dei 650 che servono e che si aggiungono ai 20 milioni del 2006 di cui abbiamo perso le tracce.

Il cerchio si chiude mi pare. Ho tralasciato qualche particolare non secondario per questioni di tempo, come ad esempio il numero di vittime tra i lavoratori sacrificati alla costruzione dell'opera e il disagio quotidiano delle persone che passano dalle parti dei cantieri chiusi oltre all'impatto ambientale e allo sfregio del paesaggio.
Naturalmente non ci sono stati i tanto propagandati benefici economici tanto meno viari in nessuna delle aree coinvolte. Insomma un disastro!

Un progetto nato male, gestito peggio, forse voluto dalla famiglia Merloni o almeno pensato intorno alle sue imprese, si mostra un totale fallimento.

Morale: La regione Marche forse avrà una nuova viabilità... tra una decina d'anni, con dei costi a carico dei contribuenti che saranno lievitati in maniera impressionante, mentre paradossalmente non ci saranno più le industrie, Indesit in testa, che di quelle strade avrebbero avuto bisogno, Ma qui entriamo in un altro tema che è quello della programmazione industriale e del lavoro nelle Marche.

Dal mio punto di vista ci sono già molti motivi di riflessione sulla formidabile responsabilità di chi ha governato e governa la Regione. Uno squarcio che mette a fuoco l'inettitudine totale nel pianificare ed ottimizzare le risorse nel territorio e che alimenta qualche dubbio su chi realmente abbia tratto benefici in questa operazione. Tutto questo mentre, parallelamente alle strade incompiute, a fianco dei ponti e delle gallerie mai terminate e in alcuni casi, mai iniziate, passa la ferrovia che collega Ancona con Roma che vergognosamente e tragicamente per i viaggiatori, è ancora ad un solo binario come ai tempi di Cavour.

Ecco ho voluto affrontare solo uno dei temi e contribuire a consolidare un giudizio sull'operato della Regione Marche, di Spacca, del Pd e di tutti i componenti dell'alleanza che hanno dato vita al Laboratorio Marche.
Il divorzio annunciato tra Spacca e il PD non deve depistarci, sono entrambi pari responsabili. Quello che ho esposto è solo un capitolo e sono certo che anche in altri settori le criticità non mancheranno, penso alla sanità, ai rigassificatori o alla vicenda vergognosa delle biomasse e sono solo tre esempi.

Per me il giudizio è fortemente negativo e non vedo prospettive di cambiamento, tanto più se si sommano a queste criticità locali, le questioni politiche di carattere nazionale ed europee.
Il PD ha legittimamente preso una direzione centrista e liberista. Altrettanto legittimamente, credo che noi dobbiamo almeno provare a cambiare prospettiva al Paese e alla nostra Regione, dobbiamo proporre una possibilità di cambiamento. Non possiamo quindi essere noi i promotori di un campo di centrosinistra. Perchè il centrosinistra non esiste.

C'è bisogno quindi di una netta cesura con questi politici e con questa politica. E di una vera alternativa sia nei metodi e che nella forma. Serve uno sforzo e una certa dose di coraggio per cambiare strada. E modestia per trovare i compagni di viaggio.
Come ha detto Moni Ovadia in un recente incontro pubblico, la sinistra continua con la sua frammentazione ad essere irrilevante in tutte le battaglie, per generose che siano saranno sempre inascoltate a causa della sua pochezza. Concentriamoci su COME costruire la sinistra. Le elezioni regionali possono essere un terreno di sperimentazione.

mercoledì 3 aprile 2013

QUADRILATERO: LA STORIA INFINITA

da: areeleader.it
Era il 2006 quando si cominciò a parlare del Progetto Quadrilatero Marche Umbria. Un progetto innovativo si diceva, che grazie al Project Financing avrebbe permesso la realizzazione di infrastrutture viarie in tempi brevi e senza sprechi grazie alla Legge Obiettivo. La fine dei lavori era prevista entro il 2012. Il Progetto venne lanciato con entusiasmo dalla Regione Marche e dalla società Quadrilatero, arrivando addirittura a promettere 90 mila nuovi posti di lavoro (clicca per leggere l'articolo di giornale) 
 
Sono stato uno strenuo oppositore di quel progetto, per chi volesse sapere di più può (cliccare qui).
 
E' passato un po' di tempo da quel 2006 e forse i falconaresi non ricordano più cosa sia "La Quadrilatero", ed un peccato perché tra non molto l'argomento potrebbe tornare di attualità.
 
Dal sito della società -quadrilaterospa.it- si può leggere:
 
"Il Progetto Quadrilatero Marche Umbria prevede la realizzazione di opere infrastrutturali viarie (i cui assi rappresentano idealmente i quattro lati di un quadrilatero) attraverso un innovativo piano di cofinanziamento, il Piano di Area Vasta.
• il Progetto infrastrutturale viario consiste nel completamento e adeguamento di due arterie principali (l'asse Foligno-Civitanova Marche strada statale 77 e l'asse Perugia-Ancona statali 76 e 318), della Pedemontana Fabriano-Muccia/Sfercia e altri interventi viari;
• il Piano di Area Vasta (PAV) per il cofinanziamento del Progetto infrastrutturale viario prevede di valorizzare i benefici derivanti al territorio dal potenziamento degli assi viari, trasformandoli in flussi di ricavi attraverso l'insediamento di nuove aree produttive, denominate Aree Leader e Aree di implementazione, adiacenti alle medesime infrastrutture stradali". 
 
Mi soffermo sul Piano di Area Vasta e sulle Aree Leader che sono i punti che più interessano la comunità falconarese, provando a fare il punto della situazione.
 
Nel 2006 la Regione Marche ed il Comune di Falconara, tra gli altri, aderirono al protocollo di intesa con quadrilatero spa, Falconara decise di concedere un'ampia parte del suo territorio da utilizzare per reperire le risorse per cofinanziare la strada di collegamento Marche-Umbria da Albacina a Fossato di Vico. Il Piano prevedeva a Falconara la realizzazione di un polo commerciale, fieristico e direzionale, quelle opere che avrebbero dato un nuovo slancio all'economia locale avrebbe dovuto anche finanziare la strada in costruzione con un meccanismo di cattura di Valore.
 
In realtà niente di tutto questo è stato fatto, i lavori per la realizzazione della strada sono in grave ritardo e ci sono oggettive difficoltà a causa di continue sospensioni. La società Quadrilatero cambia la data di fine lavori allungando la consegna entro il 2014, ma le gare di appalto per le Aree Leader sono infruttuose (clicca qui).
 
Intanto l'entusiasmo iniziale sembra spegnersi ed anche il Presidente regionale Gian Mario Spacca esprime "Fortissima preoccupazione e profondo disagio" (leggi l'articolo). 
 
Grande è la confusione sotto il cielo della Quadrilatero, ma la situazione non affatto eccellente, anzi... La comunità falconarese credo abbia il diritto di riappropriarsi del suo territorio offerto con troppa indulgenza e generosità ad  una società non in grado di rispettare gli accordi. 
 
Ribadisco la necessità da parte del Comune di Falconara di recedere dall'accordo di programma perché il Protocollo d'intesa non è stato rispettato. 
 
 

mercoledì 23 novembre 2011

QUADRILATERO: L'INACCETTABILE SPRECO DEL TERRITORIO COMUNALE

La dichiarazione del consigliere Giacanella: "In ogni caso è chiaro che l’amministrazione e il PDL falconarese vigileranno affinché il progetto rappresenti una possibilità si sviluppo economico e sociale per la ns. comunità e non diventi un’inaccettabile spreco del territorio comunale" è fuorviante e non veritiera.
Infatti è noto che con l'adesione alla Quadrilatero l'amministrazione Comunale ha ceduto ogni potere in termini di controllo e valutazione delle opere che si realizzeranno sul territorio di Falconara e Chiaravalle. Nessuno avrà quindi la possibilità di vigilare o intervenire sul progetto, di cui rimane unico controllore la stessa società Quadrilatero.
E' assolutamente demagogico cercare di scrollarsi di dosso la responsabilità grave di aver creduto in quel progetto, e di averlo sostenuto in varie forme. Giacanella sa benissimo (spero) che l'area a ridosso di Castelferretti è stata ceduta su forti pressioni della Regione Marche e dietro sollecitazioni degli ideatori (il Governo Berlusconi) a totale discapito della comunità che in questo affare riceverà solo disagi.
Tutti e sottolineo tutti sapevano che il polo fieristico non sarebbe mai approdato a Falconara. Nonostante ciò, in maniera trasversale, compreso il PDL di Giacanella, si è deciso di approvare un progetto che ha di fatto depauperato le casse dell'amministrazione comunale e che, con la sua realizzazione, darà il colpo finale allo scempio urbanistico con una inutile cementificazione in una zona ad alto rischio di allagamenti.
A vigilare a questo punto spetta ai cittadini i quali giudicheranno le numerose pessime politiche dell'amministrazione Brandoni.

giovedì 7 luglio 2011

LA DISFATTA DEL CONSIGLIO REGIONALE

Ieri abbiamo assistito ad una disfatta in Consiglio regionale.

Quando la politica ha bisogno della scorta della polizia in tenuta antisommossa, significa che qualcosa non ha funzionato. Delle due una: o siamo in mano a facinorosi e a fomentatori, oppure è la politica ad aver fallito. Propendo per questa seconda opzione, conoscendo gran parte delle persone che ieri si sono assiepate davanti alla sede del Consiglio regionale.

Tutta quella gente era lì per la questione del rigassificatore da realizzare in mare a pochi chilometri da Falconara ed Ancona. Con aspettative diverse, ma tutte lì a vedere e a sentire la scelta del Consiglio regionale.

Ed è stata una disfatta, in primo luogo per l’Istituzione regionale. Nella più totale bagarre, con urla, proteste, applausi, con alcuni consiglieri che in un clima molto teso si sono presi anche il lusso di lanciare provocazioni, e con il Presidente del Consiglio Solazzi che, assolutamente incapace di gestire la situazione, ha ceduto all’autoritarismo di Spacca. Più volte infatti, dopo aver dichiarato la sospensione dei lavori, Solazzi è stato ignorato dal Presidente Spacca, che ha continuato a parlare nella bolgia più totale, esautorando di fatto il ruolo del presidente del Consiglio e comprovando la mancanza di autonomia del consiglio regionale. Il consiglio è andato avanti in un clima di totale caos, semplicemente perché ieri era indispensabile votare favorevolmente la realizzazione dei rigassificatori, non c’era più tempo, c’era il rischio che alla conferenza Stato Regione del 12 luglio, Spacca non avrebbe avuto il mandato per firmare l’accordo.

Non che le proteste da una parte e dell’altra dei dimostranti non fossero giustificate, anzi è stata proprio la scarsa capacità e l’ambiguità nelle decisioni che da lì a poco il Consiglio regionale avrebbe dovuto prendere, che ha alimentato la rabbia e la delusione. Obiettivamente però ieri quella sede sembrava tutto fuorchè un consiglio regionale.

La repentina virata sulle questioni energetiche di cui è stato protagonista il Presidente Spacca, e tutta la Giunta e quasi tutti i consiglieri di maggioranza è clamorosa, ma l’atteggiamneto non dovrebbe sorprendere i più attenti osservatori della politica regionale. Spacca era già favorevole ai rigassificatori già dalla precedente legislatura e con lui tutti gli assessori della Giunta. L’inversione di rotta c’è stata in virtù di quanto detto in campagna elettorale. Il Presidente Spacca, infatti impostò la sua campagna elettorale sul PEAR, l’ormai famigerato Piano Energetico Ambientale Regionale, da lui stesso considerato un Piano avanzato in termini di progettuazione e programmazione. In pratica Spacca si assicurò molti voti di persone in buona fede che hanno creduto alla sua promessa di incentrare la politica energetica ed economica regionale sullo sviluppo delle energie rinnovabili.

Ma quando il potere chiama, Spacca non si tira indietro, a costo di rimangiarsi le parole sprecate in campagna elettorale, a costo di dover parlare tra le urla e le proteste dei cittadini, a costo di provocare uno scontro fisico tra gruppi entrambi preoccupati per il futuro. A costo di strumentalizzare il dramma che stanno vivendo i lavoratori della fincantieri, promettendo conto terzi scenari inesistenti, come la possibile ripresa del cantiere navale con la costruzione di navi gasiere. Una provocazione giustamente mal tollerata dalla FIOM, una offesa alla dignità di quei lavoratori.

Spacca ha dato dimostrazione di ossequiosità anche sulla questione Quadrilatero. Chi se la ricorda quella triste faccenda? Qualcuno forse ricorderà la pesantissima pressione fatta al Comune di Falconara, strozzata da una difficile situazione economica, per aderire al progetto che gli toglieva la sovranità del suo territorio. Anche in quell’occasione il Presidente Spacca ha dato dimostrazione di scarsa propensione al dialogo e di puntare come un caterpillar all’obiettivo delineato da Pieralisi e Merloni.

Ieri è stato fatto un ulteriore passo all’interno del “laboratorio Marche”, l’asse infatti si è spostato ulteriormente verso destra. Il voto trasversale del PD dell’Idv, del PDL dell’API, dell’UDC, della Lega a favore della realizzazione dei rigassificatori, certifica politiche comuni ed apre scenari preoccupanti.

Ieri dunque abbiamo assistito ad una disfatta. Una sconfitta dell’istituzione regionale, della politica, della democrazia. Abbiamo preso atto che Spacca non è un governatore ma un esecutore. La sconfitta non è stata certo del movimento dei cittadini che con ostinazione ha lottato contro un progetto inutile, pericoloso, costoso per la comunità e di nessuna garanzia per l’occupazione dei lavoratori della raffineria API.

Per il movimento ieri c’è stata solo un'altra riprova dell’arroganza di una politica sempre più lontana dalla realtà, dalla gente, dai territori. Per il movimento già da oggi c’è la consapevolezza che la lotta non è finita con la votazione del Consiglio regionale, la lotta è nel mondo reale: nelle piazze, tra la gente.

venerdì 20 agosto 2010

NON TOCCATE IL POLO-CONGRESSI


In riferimento all’articolo “Non toccate il Polo-congressi”, pubblicato sul Messaggero del 17 agosto, non posso esimermi dal fare alcune considerazioni.

Sia il Sindaco Brandoni, che il PD sapevano perfettamente che non c’era alcuna certezza che il Polo fieristico venisse trasferito sul territorio di Falconara. Quando dico alcuna certezza, intendo che all’epoca dell’adesione alla Quadrilatero, non esistevano documenti scritti, da parte di alcuno, che potevano garantire il trasferimento della Fiera dalla sede di Ancona a Falconara e precisamente nell’Area Leader individuata dalla società Quadrilatero a ridosso dell’aeroporto.

Solo amministratori come minimo distratti possono confondere le vaghe promesse della Regione, fatte al solo scopo di ottenere la tanto agognata adesione, in certezze amministrative.

Sia il Sindaco che il PD sapevano molto bene invece, perché era chiaramente scritto sulla delibera, che aderendo alla Quadrilatero il Comune di Falconara avrebbe perso ogni sovranità su quella parte di territorio.

Ritengo quindi la lettera bipartisan inviata alla Regione Marche e sottoscritta da PDL UDC e PD, una patetica sceneggiata volta soprattutto a non perdere la faccia.

Se è vero che l’intenzione dei sottoscrittori della lettera è quella di “difendere Falconara da ogni tentativo di spreco del proprio territorio, riconoscendo il ruolo di città di servizi per l’intera Regione” allora dovrebbero scriverne un’altra di lettera, per chiedere la revoca dell’adesione alla Quadrilatero.

Solo in questo modo verrà tutelato il territorio di Falconara e ripristinata la sovranità del Comune.

Claudio Paolinelli
Portavoce Sinistra Ecologia Libertà provincia di Ancona

lunedì 28 giugno 2010

QUESTIONE DI ACCENTI

E' più forte di me. Quando sento parlare di Quadrilatero non resisto, vorrei contenermi ma non c'è niente da fare. Soprattutto quando leggo sui giornali parole dette in libertà, senza alcun freno inibitore che fanno pensare che forse il segno della decenza, una volta oltrepassato, non debba più essere considerato.

Dunque, ancora dibattiti sulla Quadrilatero, quel progetto a cui il Comune di Falconara Marittima aderì sotto forti pressioni da parte della Regione Marche, con il voto favorevole dell'attuale PD di PRC, di PDCI e con la condivisione totale della Destra, ora al Governo della città. 

C'era chi sosteneva che aderire a quel progetto sarebbe stato un grave danno per la città (io ero tra quelli) (e ne sono fiero), tutti gli altri invece sostenevano, che avrebbe dato uno slancio allo sviluppo della città. Lo sostenevano però senza avere in mano uno straccio di programmazione, in pratica hanno ceduto una grossa fetta di territorio, molto pregiata peraltro, senza aver ricevuto garanzie scritte su come quello spazio sarebbe stato utilizzato.

E' la solita storia, in Italia prima si fanno i contenitori, le strade, i ponti,  poi forse si decide come e se utilizzarli, chissefrega dei costi, che importa se l'infrastruttura non servirà, tanto i tempi di realizzazione non permettono quasi mai di individuare il responsabile. Qualcuno comunque ci guadagnerà, possiamo starne certi.  Anche a Falconara succede la stessa cosa. Sul territorio vicino all'aeroporto ci faremo una fiera ed un polo direzionale di supporto allo scalo, dicevano. Ma quando chiedevi qualcosa di più concreto, allora le risposte diventavano evasive. Anche perchè con l'adesione all'accordo con la società Quadrilatero, l'unico soggetto che ha il potere di decidere è proprio la Quadrilatero spa, nè il Comune nè nessun altro può mettere il becco.

Intanto non abbiamo ancora la certezza che la Fiera ( fiera e non padiglioni fieristici) si stabilisca nell'area leader di Quadrilatero.  Le idee su come utilizzare il futuro enorme cubo di cemento però non mancano. Basterebbe andare a rileggersi i giornali degli ultimi anni, potremmo ricordare l'idea OUTLET ad esempio. Il problema è che quelle idee non sono suffragate da studi specifici di fattibilità, o almeno non sono resi pubblici, sembrano proposte estemporanee di singoli. La fantasia come sappiamo non ha limiti, in questo caso viene usata per cercare di nascondere il disastroso errore commesso sottoscrivendo il patto con Quadrilatero, quindi ogni "cazzata" è utile per giustificare la "cazzata originale", su quel territorio potrebbe sorgere qualsiasi cosa e chi la propone non ha la minima vergogna di quello che dice, l'importante è continuare a tenere in vita un progetto palesemente contrario al bene comune.

L'ultima l'ho letta sui giornali oggi. La brillante idea consiste nel costruire nell'area leader un Casinò.
Leggo sul Corriere Adriatico una dichiarazione di Giacanella e Rossi, rispettivamente presidente del consiglio comunale e capogruppo del Pdl: “in un’ottica di miglioramento dell’intera Area Vasta, al fine di rendere ancora più efficace ed efficiente il progetto ‘Quadrilatero’ potrebbe essere una soluzione interessante quella di prevedere all’interno dell’Area Leader o nelle immediate vicinanze la realizzazione di un casinò".

Visto come sono andate finora le varie operazioni sul territorio falconarese dall'amministrazione Brandoni, dovremmo fare attenzione all'accento sulla O.

sabato 20 febbraio 2010

CHI SOSTIENE LA QUADRILATERO

Il calderone degli scandali, delle corruzioni, degli "affari", sta per esplodere. Le recenti indagini sul G8 della Maddalena in Sardegna mettono in risalto, con tutta la sua crudezza, quanta corruzione ci sia in Italia. La stessa Corte dei Conti denuncia un Boom di casi con due dati allarmanti: le denunce per fatti di corruzione nel 2009 sono triplicate, segnando un aumento del 229 per cento; le concussioni sono aumentate del 153 per cento. 
Naturalmente le cosiddette "GRANDI OPERE" sono le più soggette a casi di corruzione.
La Quadrilatero naturalmente non ne è esente.


" Fusi della Btp che fa parte del raggruppamento Ati Consorzio stabile Operae Tecnologie e Sistemi Integrati di Costruzione per la realizzazione del Maxi lotto 2 parla al telefono con Verdini per la fornitura del cemento per la Quadrilatero. Al socio Bartolomei dice: “La perizia di Santa Croce... la stima è stata calcolata per la somma di 8,1 milioni di euro… che la banca non gli farà l’anticipo della fatttura ”. “Scusi eh... io gli ho detto... lei ci ha dato 15 milioni.. Bartolomei gli ha già riportati dei soldi... la rata di uno e quattro non gliela pago perché se si deve discutere sul Quadrilatero lei capisce...e lui mi ha detto... tra le righe..perché noi per esempio... a cedere il contratto di Grandi Stazioni s’è fatto una grande cazzata... e questi ragionano ma oggi noi siamo usciti dal... come ti posso dire...dal Quadrilatero praticamente la situazione... come posso dire... insostenibile...va bene... allora voi dite che noi siamo inadempienti... allora...domattina io devo gettare il calcestruzzo e ancora non mi avete detto chi è... va presentato... come si dice...tipo Genio... e loro devono nominare il collaudatore... però tieni presente che lunedì sarebbe perfetto... io ho una riunione alla Quadrilatero delle Marche alle ore 15.00 . . .”.

La situazione è imbarazzante, credo, per tutti coloro che negli ultimi anni si sono gettati sul Progetto Quadrilatero, rivendicandone la paternità. Ideato dalla destra di Berlusconi per mano di Baldassarri, condiviso senza se e senza ma dal Presidente della regione Marche Spacca.

Da parte mia ogni giorno che passa non posso che congratularmi con me stesso per aver cercato di impedire il vergognoso accordo capestro da parte del Comune di Falconara Marittima, la Regione Marche e la società Quadrilatero. Le nostre parole nei Consigli Comunali all'epoca furono derise, e per niente prese in considerazione. Penso ad illustri rappresentanti del PD, a Lodolini, a Piccinini, a Mastrovincenzo a Luchetti e tanti altri a dire il vero schierarti a sinistra che, accecati o allineati ai DIKTAT di Spacca, hanno preferito non vedere l'enorme danno che si stava delineando per l'intera comunità.

Come può il Presidente uscente ignorare un fatto così eclatante. Come può essere d'accordo con la linea dell'UDC che individua lo stile Quadrilatero come metodo da utilizzare per tutte le opere nel territorio.

Naturalmente Quadrilatero era uno scempio per la nostra terra lo era già a prescindere dagli scandali e dai presunti casi di corruzione, considerando lo spreco di territorio e la perdità del diritto di controllo e programmazione da parte dei comuni, ma ora il problema è certamente amplificato e se possibile ancora più inaccettabile.

Per ora possiamo solo prendere atto che forze politiche come PD, UDC, IDV, VERDI, e altri residui di partiti ormai estinti, tutti coesi in una alleanza dalla dubbia affinità, non hanno niente da dire in proposito.

Molti hanno scheletri nell'armadio a partire dall'IDV di Di Pietro, il quale ai tempi del suo incarico di Ministro non solo non sciolse la Società Quadrilatero come annunciato, ma vide il suo alter ego nelle Marche Dante Merlonghi, sedere nel CdA della Quadrilatero. 

domenica 29 novembre 2009

IL RAPPORTO DEL PRESIDENTE SPACCA AI CITTADINI

Stamattina ad Ancona alla Loggia dei Mercanti, il Presidente regionale Spacca ha presentato il rapporto del Governo regionale dal titolo: UNITI e lo slogan REGIONE MARCHE: IL BUON GOVERNO CHE PENSA A TE.

La tappa anconetana è solo una delle tante che la maggioranza di centro sinistra ha organizzato in varie città marchigiane. Purtroppo a Falconara non è stato previsto alcun rapporto, chissà mai perchè, visto che la nostra città è a tutti gli effetti uno snodo fondamentale economico e viario per tutta la Regione. Quindi ho deciso di andare ad ascoltare il resoconto del Presidente ad Ancona, riuscendo anche ad intervenire per porre alcune questioni.

Di seguito il mio intervento e la risposta del Presidente Spacca:

"Nel ringraziare per l'opportunità che mi date concedendomi la parola, vi pongo le ragioni del mio intervento. Avrei preferito discuterne durante un incontro pubblico nella mia città, Falconara, ma credo che i miei quesiti siano comunque in tema a questa giornata. Considerando la poca distanza che divide la mia città con Ancona, le problematiche dovrebbero essere condivise.

Ieri ho assistito ad una iniziativa pubblica della comunità del Bangladesh residente a Falconara, a cui è intervenuto anche il sindaco. Ho ascoltato con tristezza le sue parole e con preoccupazione e sdegno quelle di un rappresentante del PDL cittadino, il quale, per il suo discorso, ha utilizzato slogan che ricordano il periodo nerissimo del ventennio fascista.

Alla luce di ciò, è quindi da scongiurare il rischio di vedere la destra anche al Governo della Regione Marche.
Con questa preoccupazione, però, non significa che si debbano accantonare le critiche sull'operato del Governo regionale uscente.

Vorrei che lei, Presidente rapportasse i cittadini su due questioni.

La prima è la questione Quadrilatero, a causa della quale è caduta una amministrazione comunale di centro sinistra. L'adesione alla Quadrilatero ha condannato la popolazione falconarese a sottostare alla Legge Obiettivo e al suo meccanismo perverso.
Adesione che avvenuta dietro rassicurazione dello spostamento della Fiera di Ancona nell'Area Leader individuata a Falconara. Purtroppo la promessa che sigillava l'accordo alla quadrilatero non si è ancora avverata, rafforzando le ragioni di chi si oppose all'epoca.

Poi c'è la politica ambientale, che vista da Falconara è fortemente deficitaria.
Noi viviamo nel centro dell'Area ad alto rischio ambientale con tutti i disagi che si possono immaginare. Sulla costruzione delle mega Centrali all'interno della raffinera API, alle parole non sono seguiti i fatti concreti. Dal punto di vista di chi abita a Falconara si giudica insufficiente la parziale attuazione del PEAR.

Con Quadrilatero e questione ambientale, Falconara è stata pesantemente colpita, vedendo peggiorata una situazione già grave.

Vede Dott. Spacca, c'è il rischio incombente della destra nelle prossime elezioni regionali, e dovremo fare di tutto per scongiurare tale eventualità.

Ma tenga presente che a Falconara una parte sostanziosa dei cittadini falconaresi sono profondamente insoddisfatti dell'operato della Regione Marche sul proprio territorio, e credo che molti degli elettori di centro sinistra sentano la necessità di votare un programma e delle persone pienamenti convincenti. Non si accontenteranno di votare semplicemente per contrastare il pericolo di una destra al Governo".

Questa è stata la risposta del Presidente Spacca (riporto la risposta non alla lettera):
"Su Falconara dico che è ingenerosa la critica che è stata mossa.
La Quadrilatero va avanti e grazie al Project financing si realizzeranno un Grande Hotel, un'area commerciale, un Mull, e la struttura per l'ente fieristico, per dare gambe alle attività No FLY dell'aeroporto.

Riguardo L'Aerca non si può contestare l'operato regionale, visto che abbiamo dato parere negativo alla realizzazione della Centrale di S. Severino, come negativo è stato il parere al progetto delle Centrali Api e di Corinaldo. Inoltre a Falconara è attivo un monitoraggio sistematico.
Non possiamo correggere in cinque anni, disastri di 50 anni".

Questa la cronaca del rapporto ai cittadini relativo alla parte che interessa da vicino noi abitanti di Falconara. Per i commenti mi riservo un altro momento.

mercoledì 26 agosto 2009

LACRIME DI COCCODRILLO

Aprite gli occhi cari concittadini. Parlo alla maggioranza dei falconaresi che assistono silenti alle dichiarazioni degli attuali amministratori che da un lato vogliono rassicurarci sulla imminente uscita dallo stato di grave situazione finanziaria e da un altro lamentano il mancato rispetto degli impegni assunti dalla Regione Marche a causa del quale tutto il progetto di "sviluppo" e quindi economico per la nostra città verrebbe a cadere.

Sono già alcune volte che i giornali riportano la preoccupazione dell'amministrazione Brandoni circa le voci (insistenti e non smentite) che la Fiera regionale non si costruirà più sul territorio falconarese come promesso da Spacca e dalla sua maggioranza per convincere il Comune di Falconara ad aderire alla Quadrilatero spa.

Ebbene sappiate, sventurati concittadini, che i lamenti per questa storia, da qualunque parte politica li si ascoltino, non sono altro che lacrime di coccodrillo.

Dopo aver fagocitato il territorio di Falconara per esclusivi scopi politici e di interessi di pochi, i nostri protagonisti della bassa politica falconarese sembrano pentiti, da carnefici si mostrano vittime di promesse non mantenute.

E' veramente deprimente assistere a queste sceneggiate per chi conosce bene la questione.

Non si fa una corretta informazione se si tralasciano le parole spese sull'argomento dalle persone in rappresentanza dei partiti all'epoca della famigerata e sciagurata adesione alla Quadrilatero da parte del Sindaco Recanatini, di quasi tutta la maggioranza e dell'opposizione. Solo due persone di una piccola formazione politica (SD) di cui mi pregio di averne fatto parte, si sono opposte al vergognoso atto ricattatorio a cui il Comune ha deciso di cedere.

Al momento dell'adesione niente faceva intendere che la Fiera venisse trasferita da Ancona a Falconara. Al di là di confuse e fumose "promesse". Promesse di nessun valore perchè non avvolarate da atti pubblici. Tutti sapevano ed è bene sottolineare tutti che il destino dell'area passava con quell'adesione dalla Pubblica Amministrazione alla Quadrilatero SPA.

Nonostante questo, destra e sinistra in consiglio comunale, per motivazioni diverse si sono dette favorevoli alla Quadrilatero, disattendendo il principio che li avrebbe voluti seduti su quegli scranni in rappresentanza dei cittadini quindi a difesa del bene comune.
A distanza di tempo mi rendo conto che per il normale lettore di quotidiani sia difficile ricordarsi di tutti i passaggi che hanno portato all'adesione della Quadrilatero, quindi ho pensato di trascrivere alcuni passaggi dal consiglio comunale da parte dei favorevoli all'adesione. Leggete e aprite gli occhi.

BRANDONI (PDL) ... Dunque la posizione di Forza Italia per quanto riguarda la Quadrilatero, noi abbiamo aderito nel 2005, indipendentemente che la Quadrilatero è una creazione del Governo Berlusconi, quindi siamo favorevolissimi a questo progetto.
Arriviamo ai due atti deliberativi: noi li consideriamo tecnicamente corretti.
Spendo due parole sulla Quadrilatero. La Quadrilatero rimane un progetto di grandissima valenza tecnica e politica perché fortemente innovativo nel suo iter procedurale di fattibilità pur rimanendo, come giusto, nelle mani delle istituzioni.
E’ innovativo nelle sue procedure, velocizzando i tempi di attuazione che in Italia sono stati sempre biblici e che permettono alla nostra città e alla nostra Regione di portare a soluzione l’isolamento che viviamo da tantissimi anni con il resto d’Italia.

GIORGINI (lista Carletti) .... Io, sostanzialmente, per quanto riguarda la Quadrilatero, sono d’accordo, sono d’accordo non fosse altro perché, per coerenza.
Il progetto Quadrilatero rientrava a pieno titolo nel programma elettorale che io ho sostenuto perché ritenevo e ritengo tuttora che per Falconara aderire alla Quadrilatero, con tutto ciò che comporterà sia una opportunità irrinunciabile per lo sviluppo economico che determinerà, per le ricadute a livello occupazionale, quindi io non nascondo, anzi ribadisco la mia posizione favorevole per quanto riguarda, appunto, l’adesione alla Quadrilatero.

MONTIRONI (PRC) ... Abbiamo voluto e soppesato tutto e credo che alla fine abbiamo preso la decisione giusta per questa città.
Poi sarà anche il tempo a dire se abbiamo avuto ragione oppure no.

ROSSI (Margherita) ... Il Gruppo Consiliare dei DS e della Margherita insieme ha deciso di presentare alcune considerazioni riguardo la stipula dell’accordo di programma del Protocollo d’Intesa.
Premetto subito che il nostro voto sarà favorevole.... La possibile collocazione della fiera campionaria a Falconara rappresenta una grande opportunità di attrarre investimenti, imprese, creare opportunità di lavoro e di visibilità per la città, con un impulso all’economia locale e con un indotto nuovo.
Indotto nuovo che significa quello che tanto speriamo, cioè uno sviluppo economico, occupazionale, alternativo all’API.
Scelta in linea con il piano di sviluppo dell’Aeroporto Sanzio e quindi anche questa scelta può costituire sicuramente un’opportunità per la nostra città.
Inoltre questa scelta urbanistica porterà anche la bonifica dell’area al alto rischio idrogeologico della zona compresa tra Falconara e Castelferretti e la conseguente opportunità di sviluppo per nuove aree, attualmente vincolate da questo fenomeno.
Si tratta pertanto anche di un occasione di lavoro per imprese e personale locale, in particolare è stato citato il caso della manutenzione delle aree verdi.
Inoltre nell’accordo di programma è stata prevista la possibilità di intervenire da parte del Comune per la rimodulazione progettuale.
E’ comunque previsto un coinvolgimento forte dell’Amministrazione Comunale che è indice di garanzia.

VIRGULTI (Gruppo misto) ... Ho votato a favore sempre i vari passaggi anche nella passata Legislatura, perché ritengo la Quadrilatero uno strumento importante per uscire da questo pantano, causato dalla precedente Amministrazione, e al quale l’odierna non ha saputo fino ad oggi cavare un ragno dal buco.

CICCIOLI (AN) ... Io, per quanto mi riguarda, credo di poter parlare tranquillamente a nome di Alleanza Nazionale, ma molti di questi passaggi sono stati condivisi anche con i colleghi Consiglieri di Forza Italia..... Noi siamo i responsabili, la maggioranza di governo della passata Legislatura è responsabile dell’approvazione delle cosiddette Leggi Obiettivo.
Qual’era lo scopo delle Leggi Obiettivo? Realizzare le grandi opere pubbliche.
.... Per quanto riguarda, invece, l’area di nostro interesse, Falconara, siamo ancora in una fase progettuale, però è la prima volta che accanto a un impatto brutto per Falconara, quello di sopportare il peso della viabilità, intorno c’è uno strumento invece in positivo, che permette l’urbanizzazione e la ralizzazione di strutture direzionali, commerciali, in questo caso la Fiera, il Centro Commerciale, un centro espositivo e quant’altro, che possa portare anche ricchezza e posti di lavoro non solo l’impatto del traffico e l’impatto ovviamente dell’inquinamento atmosferico o altro.
Quindi nulla questio, cioè assolutamente favorevoli a questa deliberazione.

RECANATINI (Sindaco Margherita) ... Và anche rimarcato che la tipologia di intervento che la Quadrilatero spa andrà ad eseguire è in linea con la previsione del vigente PRG che indica l’area come polo fieristico espositivo direzionale... .....Quindi non stiamo parlando di un’area adibita a parco che viene selvaggiamente urbanizzata.
E’ appena il caso di ricordare che la realizzazione di un polo fieristico espositivo non può che avere ricadute positive per la città in termini di occupazione, di immagine e di volano economico così come si è realizzato in tutte le città, sedi di centri espositivi.

giovedì 11 giugno 2009

DAL SISTEMA MARCHE AL SISTEMA MARCHETTE

Consiglio comunale aperto oggi a Falconara, dettato dalla preoccupazione del PD e PDL si veder sfumata la possibilità di far costruire la nuova Fiera regionale nell'area individuata dalla Quadrilatero denominata area Leader. Sulla questione Quadrilatero non ci torno, chi vuole approfondire può cliccare qui.

Ma è comunque degno di nota il dibattito consiliare che ha visto oggi la partecipazione di importanti politici di livello. Tralascio alcuni nomi perché in pieno periodo di ballottaggio non voglio regalare spot elettorali, ma segnalo la presenza dell'assessore regionale al commercio e alle fiere e mercati Vittoriano Solazzi, quella del assessore provinciale alle infrastrutture della grande viabilità Antonio Gitto, nonché quella del Sindaco di Chiaravalle Daniela Montali.

L'intero consiglio comunale preoccupato per l'impossibilità di veder nascere sul nostro territorio la fiera, pendeva dalle labbra dell'assessore Solazzi, che però, dopo un lungo discorso per sostenere che la nascita di un unico Ente Fiera è un grosso successo, delude la platea di consiglieri, infatti molto candidamente dichiara che sul rapporto Quadrilatero e Fiera non ne può parlare perchè non è di sua competenza. Insomma hanno invitato la persona sbagliata.

L'intervento della sindaco Montali se letto in un certo modo mette in risalto la sua delusione per la scelta scellerata di aderire alla Quadrilatero, con il suo discorso si limita a sperare nel buon senso dei fautori della Legge Obiettivo, per il rispetto del territorio.

Poi ci sono stati gli interventi dei consiglieri comunali. Calcina come sua abitidine fa una analisi impietosa e mette a nudo le responsabilità degli amministratori (precedenti) della città, citando anche le relazioni della Corte dei Conti particolarmente critiche a riguardo. I discorsi dei due capogruppo PDL e PD invece sono come preannunciato ampiamente sui giornali, impostati in maniera bipartisan, tutti e due ad implorare la Regione a riprendere il controllo. Tutti e due a chiedere la Fiera a Falconara con un campanilismo che ignora l'interesse comune, dimentichi che l'accordo ed il protocollo d'intesa firmati dal Comune di Falconara e Chiaravalle hanno di fatto sottratto ai comuni il diritto di controllo e decisionale, Regione compresa.

Purtroppo devo ricordare che quell'accordo a Falconara è stato firmato con il pesante condizionamento della Regione Marche dai consiglieri del PD, PRC, PDCI, lista Carletti, AN e con la totale condivisione dell'attuale sindaco Brandoni. La questione è stata molto dibattuta e tutte le magagne che adesso emergono erano state abbondantemente preannunciate. Come nella migliore tradizione italiota anche questa volta la politica ha deciso di costruire la "scatola" senza pensare se quella scatola servirà a qualcosa.

E' imbarazzante dover ascoltare i discorsi dei politici che ruotano intorno al problema senza affrontarlo, i consiglieri hanno lungamente parlato di rispetto del territorio, dell'importanza strategica di Falconara, dello snodo infrastrutturale, della vocazione di servizio della città, tutti ad esaltare il SISTEMA MARCHE. Per il momento Falconara si deve accontentare del SISTEMA MARCHETTE.

martedì 9 giugno 2009

DIFENDERSI DAI DIFENSORI

Qualche volta rimango interdetto di fronte alle affermazioni che si leggono sui giornali. Mi riferisco questa volta alle pagine locali che riguardano la nostra città. Sul Corriere Adriatico di oggi nell'articolo che riguarda la questione Fiera e Quadrilatero che verrà discussa in città in un apposito Consiglio Comunale (aperto?), si legge una dichiarazione del Presidente del Consiglio comunale che ha un sapore grottesco.

Un brano dell'articolo: " ...Positivo secondo Giacanella, che sulla vicenda ci sia l'unanimità tra maggioranza ed opposizione, le quali insieme - si stanno dando da fare per difendere il territorio-".

Ora chi legge da lontano questo articolo non conoscendo le questioni politiche di Falconara, potrebbe pensare che questo sia un esempio di maturazione politica, che scavalca le ideologie e via di seguito. Purtroppo la realtà è completamente diversa.

C'è un paradosso a dichiarare che maggioranza ed opposizione si stanno adoperando per difendere il territorio. Come si possono dire certe cose e sperare che nessuno osi criticarle.
I lettori che non vivono a Falconara, devono sapere che l'accordo alla Quadrilatero che ora "unanimante" preoccupa i politici locali, fu ratificato proprio dal PD e da altri partiti di sinistra tra cui PRC e PDCI, perchè la Regione Marche impose questa decisione, decisione tra l'altro condivisa dalla destra, visto che l'idea di quel progetto fu partorito proprio dalle loro menti creative.

Dire di adoperarsi per difendere il territorio è quanto meno azzardato.
Prima dovrebbero farci capire se difendere il territorio significa inginocchiarsi ai voleri dei petrolieri, disinteressarsi degli allarmanti studi epidemiologici, oppure decidere di edificare in aree protette (Castelferretti), oppure destinare la zona nord (montedison) ad un ennesimo centro commerciale, oppure dichiarasi favorevoli al By pass ferroviario tagliando in due interi quartieri e favorendo ancora una volta i petrolieri, oppure dichiararsi d'accordo alla costruzione del rigassificatore, oltre naturalmente ad essere complici del disastro Quadrilatero, massacro del territorio ampiamente annunciato e altrettanto ignorato.

Dunque vorrei sapere da Giacanella se quando dice difendere il territorio intende queste azioni intraprese dalla Giunta Brandoni (destra) e giunta Recanatini (centro-sinistra).
In tal caso vi supplico di interrompere la vostra azione: non vogliamo essere salvati.

In un punto ha ragione il Presidente Giacanella, tra la maggioranza e opposizione c'è unanimità di vedute. Purtroppo vanno però dalle parte opposta alle esigenze dei cittadini.
Fortunatamente all'opposizione c'è anche chi dissente.

martedì 28 aprile 2009

LA CORTE DEI CONTI SI ESPRIME SULLA QUADRILATERO

Questa si che è una notizia. Ringrazio il blog antelitteram per averla segnalata. La Corte dei Conti infatti con deliberazione del 3 aprile 2009 critica il Progetto Quadrilatero Marche Umbria Spa e pubblica l’indagine di controllo che riguarda in generale lo “stato di finanziamento e realizzazione delle infrastrutture strategiche ammesse a finanziamento statale”, concernente le infrastrutture comprese nel programma previsto dalla legge 21 dicembre 2001 n. 443 (c.d. “Legge Obiettivo”), dai decreti legislativi 20 agosto 2002 n. 190 e 17 agosto 2005 n. 189 di attuazione della legge medesima.

Un brano tratto dalla relazione:

"La relazione mette in luce alcuni caratteri e criticità del progetto, ed in particolare:
- la circostanza che un progetto strategico di rilevanza nazionale riguardi, sia pure in parte, strade nel frattempo divenute non statali;
- la impossibilità di esprimere una valutazione sul modello “cattura di valore” e “Piano di Area Vasta”;
- un certo grado di lentezza nella realizzazione fisica del programma;
- una tempistica di programmazione non più coerente con i tempi di realizzazione dell’intervento; Quadrilatero al riguardo ha anticipato nel corso dell’adunanza di voler procedere all’aggiornamento del cronoprogramma;
- l’utilizzo della figura del “soggetto attuatore unico”, intesa come Società pubblica di progetto ai sensi dell’art. 173 del d.lgs. 163/2006, che non ha mostrato sinora un significativo incremento della funzionalità in termini di tempo;
- una scarsa capacità di spesa, evidenziata dallo stato di avanzamento dei lavori al 31 ottobre 2008, pari complessivamente all’1,37% degli importi aggiudicati (22,25 Meuro rispetto a 1.620,97 Meuro)."


A distanza di di più di anno finalmente una rivincita. Una rivincita nei confronti di tutti coloro che hanno attaccato duramente me e la collega in Consiglio Comunale Paola, per aver lottato contro i Progetto Quadrilatero.
Una rivincita nei confronti di quelli che ci hanno insultato ed isolato, e che di conseguenza hanno provocato la fine della Giunta Recanatini.
Dunque non eravamo pazzi o provocatori, e nemmeno in cerca di visibilità. Sembra proprio che avevamo ragione noi.
Chissà cosa ne pensano ora i signori politici di questa città dal PD a PRC, compreso il PDCI di questa delibera della Corte dei Conti.
E la Regione Marche che ha tenuto in scacco la città fino alla firma per l'adesione?

mercoledì 25 febbraio 2009

AVANTI C'E' POSTO

Ho notato che spesso questo blog è frequentato da persone di altre città. Più volte mi sono chiesto se queste persone riescono a capire le problematiche di Falconara.
Vorrei provare a dare una visuale più ampia dei problemi legati agli ultimi temi trattati nel blog, con la speranza che queste indicazioni possano servire però anche agli abitanti falconaresi.

Falconara Marittima, la mia città si trova nelle Marche a circa 10 km dal capoluogo di regione Ancona, la sua superficie è di 25,46 km² e gli abitanti sono 27.984 rilevamento del dicembre 2007, la densità è 1.099,14 ab./km².

La sua posizione geografica è riconosciuta da tutti strategica, infatti sono molti i soggetti che vorrebbero trarre benefici da questa strategicità, tutti si sentono autorizzati a sfruttare questa preziosa caratteristica tranne i cittadini, che da sempre vengono tenuti in un angolo all'oscuro di tutto senza possibilità di proporre idee.

Allora vediamo come è sfruttato il piccolo territorio di Falconara Marittima.

Abbiamo una raffineria di petrolio con all'interno una centrale elettrica di medie dimensioni.









Abbiamo un aeroporto punto di riferimento delle Marche e di alcune vicine regioni.










Nelle vicinanze dell'aeroporto e dall'uscita autostradale il Comune con la benedizione della Regione ha ceduto un'ampia fetta del suo territorio al progetto Quadrilatero, che consiste in una imponente costruzione che comprende un Polo fieristico, un Centro direzionale e commerciale ed un Hotel di lusso.








Fin qui si potrebbe dire che il territorio di Falconara sia già saturo di insediamenti logistico-industriali. Non a caso Falconara si trova in un'area che viene denominata Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale, non solo è un'area di interesse nazionale a causa dell'elevato inquinamento. Recenti studi epidemiologici hanno rilevato elevati rischi di tumori per la popolazione con un effettivo aumento delle patologie alle vie respiratorie.

Una amministrazione di buon senso a questo punto farebbe di tutto per cercare di riportare la città verso una migliore qualità della vita vigilando, per esempio, affinchè le bonifiche del territorio avvengano nel più breve possibile.

Invece la Giunta di destra con il sindaco Brandoni, ignorando la situazione rilancia un piano di ulteriore occupazione del territorio aumentando le criticità in maniera esponenziale.

Infatti la giunta Brandoni approva il progetto della raffineria Api di costruire nel suo sito due nuove centrali elettriche di 580 mwe. Ma non solo, infatti stipula una convenzione con l'API con la quale in cambio di pochi euro, rinuncia a decine di contenziosi accumulati negli anni contro la raffineria a causa di decine di incidenti che hanno provato danni alle cose e soprattutto la morte di alcune persone.


La giunta Brandoni è favorevole al By-pass ferroviario che consiste nello spostare la ferrovia che negli anni è stata inglobata dalla raffineria, con una deviazione che oltre che occupare nuovo territorio, taglia in due isolandoli interi quartieri.











Basta così? Naturalmente no. Infatti a giorni conosceremo la decisione del Governo nazionale che indica Falconara come sito per la costruzione del Centro di Identificazione e Espulsione degli immigrati clandestini.


Tenete presente che tra i vari progetti di cui sente parlare sempre più spesso c'è anche la costruzione di un rigassificatore sul tratto di mare adiacente indovinate un pò dove? Esatto di
fronte alla raffineria, quindi a Falconara.


Nel nostro territorio manca solo un inceneritore e chissà, magari dopo gli accordi con la Francia da parte del Governo Berlusconi per la costruzione delle centrali nucleari Falconara avrà l'onore di ospitarne una, grazie all'area strategica.



Aggiungete alcune Varianti Urbanistiche che vanno a massacrare le poche zone di verde e così completiamo la cartolina di una città che invece nel passato aveva vocazione turistica, grazie al mare, una bella costa con spiaggia sabbiosa che però è continuamente violentata da sversamenti di sostante petrolifere e cancerogene che arrivano dalla raffineria. La fantasia di alcuni sembra non avere fine, tutto viene ammassato qui, ignorando la realtà con la sola parola d'ordine che sembra essere AVANTI C'E' POSTO.

Dunque cari lettori del blog, mi chiedo se anche voi che leggete da località lontane non siate d'accordo con me che ADE' BASTA (in dialetto adesso basta). Credo che una sana incazzatura sia più che giustificata.

martedì 2 settembre 2008

LA QUADRILATERO NASCOSTA AI CITTADINI

Come preannunciato oggi voglio commentare l'iniziativa sulla Quadrilatero organizzata dal Partito Democratico di Chiaravalle.

Mi piace immaginare che alcune delle persone presenti la sera del 29 agosto alla festa del PD sedute ad ascoltare l'Assessore regionale Pistelli e il Sindaco Montali sull'adesione alla Quadrilatero, stiano leggendo ora il mio blog, perché è a loro che vorrei rivolgermi, con la speranza che abbiano la forza di imporre alle istituzioni la massima trasparenza e partecipazione sull'argomento.

Venerdì scorso, dunque, sono andato ad ascoltare il dibattito sulla Quadrilatero alla festa del Pd di Chiaravalle. La mia intenzione, causa anche un forte mal di testa, era di ascoltare senza intervenire. Ero curioso di capire perché improvvisamente il Sindaco Daniela Montali ha cambiato radicalmente opinione sulla Quadrilatero. Dopo una netta contrarietà durata alcuni anni e suffragata anche da un ricorso al TAR, avevo curiosità di ascoltare dalla viva voce la motivazione di questa folgorazione che l'ha portata ad aderire.

Purtroppo ho dovuto registrare ancora una volta il tentativo di nascondere la realtà delle cose, cercando di trasformare quello che è un vero scippo alla città in una opportunità.

Mi spiego meglio: L'assessore regionale Loredana Pistelli ha usato tutto il suo tempo a disposizione per enfatizzare chissà quali guadagni riceveranno i Comuni di Falconara e di Chiaravalle con la costruzione di un polo fieristico, un centro direzionale e di un Hotel di lusso, infarcendo il discorso con possibili ricchezze derivate da outlet di prodotti locali, naturalmente, dico io, sempre costruiti su un enorme territorio al confine tra Falconara e Chiaravalle.

L'assessore arringava i presenti e cercava di convincerli di quanto bisogno abbia il nostro territorio di un Hotel di lusso, un luogo che potrebbe diventare un punto d'incontro tra uomini d'affari. Il centro direzionale e l'outlet indispensabili partner dell'aeroporto. Si perché L'Area Leader di 481.600 mq è a ridosso dell'aeroporto di Falconara, ma non solo, è praticamente all'interno del quartiere di Castelferretti, e a due passi dal casello autostradale. (A proposito qualcuno conosce la situazione dell'aeroporto di Falconara? )

Per tutto il tempo si è parlato dei benefici, tra l'altro non verificabili, trascurando invece le grosse criticità che l'adesione ad un progetto come questo comportano.

Ed è per questo che ho deciso di intervenire al dibattito. E' possibile che gli amministratori non siano capaci di essere sinceri e comprensibili quando si presentano ai cittadini?
Non credo sia tollerabile che durante un dibattito pubblico su un argomento così complicato non ci si prenda la briga di spiegare con più precisione cosa è la quadrilatero e qual'è il suo obiettivo?
Per uno che non conosce il tema, sentirsi dire che ci sono imprese che vengono a costruire fiere, infrastrutture, Hotel, dispensando sviluppo, lavoro e benessere, perché mai dovrebbe essere contrario. A dire il vero però, pensare che in questo campo ci siano persone disinteressate risulta quantomeno improbabile.

Allora ho preso la parola per tentare di informare i cittadini presenti che la fiera (i muri) e tutto il resto verranno costruiti perché saranno fonte di guadagno per la società Quadrilatero, la quale con la formula della cattura di valore incasserà per 30 anni le entrate equivalenti dell'ici, che invece potevano entrare nelle casse comunali. Sto parlando di 30 anni e di diversi milioni di euro.
Ho spiegato che i Comuni non avranno alcun potere decisionale e di controllo sui lavori.
Ho chiesto perché ai cittadini non si dice che tutti quei soldi servono per costruire una strada di 23 chilometri che si trova a 70 chilometri di distanza, vicino a Fabriano.
Ho chiesto perché non si dice che il tratto stradale che arriva da Albacina a Falconara non verrà in alcun modo migliorato, e che quindi aumentando il traffico causato dalla fiera, hotel, centro direzionale, peggiorerà la già disastrata situazione anche in termini ambientali.

Infine ho chiesto al Sindaco Montali di dirci quali sono i motivi del suo ripensamento.
I motivi, abbiamo saputo sono essenzialmente due:
Chiaravalle aderisce perché ormai hanno aderito tutti compresa la Regione
Perché Chiaravalle ha bisogno di migliorare alcune zone della città che si trovano in situazione di degrado
A questo punto la mia curiosità mi porta a pensare che cosa centrano le zone degradate con l'adesione all Quadrilatero. Forse esiste un accordo privato Quadrilatero- Comune di Chiaravalle oppure Regione-Comune di Chiaravalle. Forse verranno stanziati finanziamenti per risanare quelle aree degradate in cambio dell'adesione.
Se così fosse mi domando se è legittimo, e se il medesimo trattamento eventualmente non debba essere applicato a tutti i comuni delle Aree Leader.

Purtroppo sulla seconda motivazione non ci sono sufficienti notizie per poter trarre delle conclusioni. Sulla prima motivazione invece credo che si possa dire semplicemente che è sconcertante. Sconcertante ma assolutamente in linea con le neo politiche "riformiste". Una volta al potere, necessariamente si smette di lottare e ci si adegua.

A questo punto ci sta bene una frase del subcomanndante Marcos che ho letto in questi giorni sul settimanale Carta, la riporto perché spero sia di stimolo alla riflessione per ognuno di noi.
A proposito dell'incoerenza politica Marcos dice: " questo è quello che noi chiamiamo -l'effetto stomaco del potere- che o ti digerisce o ti trasforma in merda.

domenica 3 agosto 2008

CHIARAVALLE ADERISCE ALLA QUADRILATERO

Agosto per la politica è un mese importante. E' un mese importante e pericoloso.
In genere chi Governa: Stato, Regioni, Comuni, e non vuole suscitare particolari clamori o dissensi tra l'opinione pubblica , approfitta del mese deputato alle ferie, e quindi al disimpegno della gente comune, per approvare leggi, votare delibere ecc. evitando così di subire critiche.
I cittadini infatti al ritorno delle ferie non potranno far altro che notificare il fatto compiuto. Magari s'arrabbiano, ma nulla di più.

Succede spesso, e questa volta anche l'amministrazione di Chiaravalle con in testa il Sindaco Montali, ha usato questa tecnica.
Apprendiamo infatti dai giornali che la Giunta del Comune di Chiaravalle vuole aderire al Quadrilatero Spa.
Non ci sarebbe nulla di strano, anzi sarebbe pienamente leggittimo, se non fosse che fino a pochi mesi fa il Sindaco uscente poi riconfermato alle ultime elezioni amministrative si dichiarava contrario alla Quadrilatero. La Quadrilatero infatti come ho spesso spiegato interviene sui territori comunali in maniera assolutamente autonoma, scavalcando i Comuni e leggi in vigore. Quindi agisce con espropri, variazioni ai Prg e soprattutto si finanzia con i soldi dei cittadini delle città che aderiscono.

Improvvisamente sotto il sole d'agosto la Giunta di Chiaravalle cambia idea, e pensare che c'è ancora in essere un ricorso al Tar del Comune proprio sulla questione Quadrilatero, a riprova della assoluta contrarietà a quel progetto.
Dunque cosa è successo? Cosa ha fatto cambiare idea così repentinamente al Sindaco? Esistono fatti nuovi che possono giustificare questa clamorosa virata? Oppure il sindaco l'idea di aderire ce l'aveva già ma l'ha tenuta gelosamente segreta fino a quando non è stata rieletta?

Chissà, forse nei prossimi giorni, magari verso ferragosto arriveranno ulteriori giustificazioni sul perché Chiaravalle ha deciso di aderire alla Quadrilatero, ad oggi però non sembrano esserci grandi novità rispetto a sei mesi fa.

Qualcuno dirà citando una famoso detto: "solo gli idioti non cambiano mai idea". Vero, ma chi cambia idea senza un motivo come lo si può definire?

mercoledì 17 ottobre 2007

LE OPINIONI SULLA QUADRILATERO VIAGGIANO SU INTERNET

Navigando su internet ho letto un commento sul sito web del sindaco di Jesi Fabiano Belcecchi (http://www.fabianobelcecchi.it/) a firma Massimo Raffaeli. E' un pò lungo ma mi sembra molto interessante l'analisi che ne viene fuori sulla "questione Quadrilatero".
Lo riporto integralmente. Buona lettura.

25.09.2007 - ore 15:53 massimo raffaeli

E della Quadrilatero cosa diciamo?

Ma insomma!! 2 o 3 anni fa regnava il caos attorno alla questione quadrilatero, con tutto il centrosinistra schierato contro la realizzazione dei lavori; oggi il silenzio più assoluto e il tutto ha preso a girare più velocemente di prima, con la regione che ha aderito al progetto, qualche testa illustre che c'ha lasciato le penne (leggasi Recanatini!), ma il tutto senza troppo clamore, affinchè il tutto proceda nella più completa indifferenza di tutti.

Alla luce di tutto ciò mi chiedo: era sufficiente avere un governo "amico" e sostituire il presidente della Quadrilatero Gennaro Pieralisi con Gaetano Galia per far andare avanti le cose? Ma allora non era una questione legata al governo del territorio o all'ambiente, ma una questione politica?

Nel maggio 2003 intervenni sulla questione con alcune riflessioni che esposi ad un convegno-dibattito sull'argomento organizzato dalla Margherita di Jesi e che successivamente inviai ai quotidiani locali (che ovviamente non pubblicarno!) e a ad alcuni siti internet. Lo ripropongo, se qualcuno ha voglia di perderci una decina di minuti, in quanto oggi più che mai di attualità.

La quadratura del Quadrilatero

Da un paio di anni a questa parte si parla sempre con crescente insistenza dell’operazione Quadrilatero come la panacea a tutte le problematiche di trasporto e collegamento della regione Marche con il resto d’Italia e più in particolare con il versante tirrenico. Ho la sensazione che la vicenda Quadrilatero sia avvolta in un alone di mistero.

Chiacchierando sull’argomento con persone che ritengo abbastanza sensibili a fatti e vicende di politica locale, mi sono trovato spesso di fronte alla più totale ignoranza su questo tema. Non c’è informazione pro o contro che sia, non se ne parla affatto. Non sarebbe opportuno che le comunità locali di una vasta area che comprende la quasi totalità dei territori delle province di Ancona e Macerata vengano portate a conoscenza dei progetti se non altro perché interessano direttamente territorio e finanza locale?

Personalmente da un paio di mesi seguo con particolare interesse la vicenda e mi sono fatto una certa idea oltre che essermi posto molte domande su punti non troppo chiari.

1) Si sta tentando di far passare l’operazione come necessaria ad ammodernare la rete stradale regionale, saldare la costa adriatica con quella tirrenica e conseguentemente velocizzare gli scambi commerciali tra i due lati del paese. Il costo previsto per la sola viabilità ammonta a 1 miliardo 800 milioni di €. Ma quali sono realmente le priorità della viabilità nella regione Marche? Personalmente ritengo (il mio parere ovviamente lascia il tempo che trova!) che le necessità riguardino il completamento della SS.77 Collesentino-Foligno, il raddoppio Serra San Quirico-Albacina e Cancelli-confine regionale della SS.76 e, forzando la mano, la pedemontana Muccia –Fabriano, ma forzando molto la mano, in quanto il tratto della SS.256 Cerreto d’Esi-Matelica è al momento oggetto di lavori di allargamento della sede stradale e la pedemontana dovrebbe seguire un nuovo tracciato parallelo alla statale stessa (?) .

In questa maniera il fabbisogno economico si ridurrebbe a circa 1 miliardo di €. Considerato che l’80% dell’intero importo verrebbe finanziato dal C.I.P.E. resterebbero scoperti 200 milioni di €. Se questo cifra venisse suddivisa per i 35 anni di durata prevista della società Quadrilatero, nonché periodo di tempo in cui la società stessa introiterebbe le quote ICI ed oneri di urbanizzazione dai vari comuni aderenti all’iniziativa per finanziare il restante 20% non coperto da contributi statali, sarebbero necessari 5 milioni 714 mila € annui da suddividere tra le regioni Marche e Umbria.

La Regione Marche sul cui territorio verrebbe realizzata le maggior parte di tratti stradali dovrebbe accollarsi circa l’80% di questa cifra, pari a 4 milioni 571 mila € annui, corrispondenti a circa 8 miliardi 851 milioni di vecchie lire (6.320 lire per ogni marchigiano). Non sarebbero in grado autonomamente le due regioni a sostenere i costi derivanti dall’esecuzione di tali opere? Il tutto poi a prescindere dal fatto che la costruzione delle strade statali è di competenza statale appunto (l'ANAS ci sta apposta!) .

2) E un modello che inverte completamente quella che fino ad oggi è stata la visione classica dell’infrastruttura: la strada, nella fattispecie, diveniva necessaria quando in una certa area si sviluppava un insediamento residenziale, industriale.

Nel caso in questione invece si edifica al fine di catturare i contributi necessari alla realizzazione dell’infrastruttura stradale. Non è più il pubblico che provvede alle necessità del cittadino, bensì il privato, attraverso fantasiose operazioni economiche, che ne diviene suo sostituto. Si sta presentando l’intero progetto come una compartecipazione tra capitali pubblici e privati, un project financing. Ma dove sono i capitali privati se tutto comunque viene ricondotto alla finanza pubblica dato che ICI ed oneri di urbanizzazione sono imposte dovute dal cittadino all’Ente Locale?

Ogni operazione economica che viene affrontata prevede sempre un rischio, certamente calcolato, ma pur sempre rischio da parte del promotore. Se i Comuni non dovessero riuscire ad introitare le quote da versare alla società Quadrilatero a causa di errori progettuali o perché le aree destinate all’edificazione dovessero risultare invendute e pertanto verrebbero meno le entrate da destinare alla società, probabilmente sarebbe nuovamente lo Stato a garantire l’eventuale disavanzo. Il rischio per il soggetto attuatore sarebbe totalmente nullo.

La società si impegna ad elaborare in collaborazione con gli enti territoriali il Piano di Area Vasta che, per quanto ho avuto modo di documentarmi, non è contemplato tra gli strumenti urbanistici ufficiali. Tutti i piani vigenti andranno modificati e quelli di futura elaborazione dovranno inconcepibilmente sottostare alle esigenze del PAV. In tutto questo può intravedersi un grave pericolo: il privato che si sostituisce al pubblico potrebbe voler significare il colpo definitivo a quel che rimane dello stato sociale.

3) Dal punto di vista ambientale le opere previste avrebbero un impatto enorme sui nostri territori. Due esempi su tutto. Il primo, più vicino a noi, riguarda il tratto Serra San Quirico–Albacina della SS.77. Si va a mettere mano sulla Gola della Rossa, un’area fortemente sensibile sotto l’aspetto idrologico. Il tratto correrebbe prevalentemente in galleria nella zona dell’acquifero (serbatoio naturale) di Gorgovivo con l’ipotetico e non certo remoto rischio che forando il contenitore possa fuoriuscirne il contenuto. I geologi infatti insegnano che le gallerie hanno funzione drenante ed il pericolo è proprio quello che si vada a sconvolgere un equilibrio naturale senza possibilità di porvi poi rimedio.
Le acque di questa zona vengono utilizzate a scopo civile e industriale dal 75% o forse più della popolazione della Provincia di Ancona e l’incognita potrebbe essere proprio quello di lasciare asciutti i rubinetti di circa 250.000 persone.

Relativamente al tratto della SS.77 che interessa la zona di Colfiorito, sono previste 2 ipotesi progettuali: la prima ipotizza l’attraversamento dei Piani di Colfiorito su viadotto, idea a mio parere scellerata dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia visivo che atmosferico. Una zona che ancora tutto sommato può essere definita vergine si troverebbe d’un tratto ad accollarsi un carico di traffico di proporzioni enormi. La seconda prevede invece l’attraversamento dei piani in galleria. E qui vale lo stesso discorso della Gola della Rossa. Le piane di Colfiorito fungono infatti da “imbuto” per quelle che sono le sorgenti dell’area di Nocera Umbra, zona famosa per le acque minerali.

Non ultimo è il fattore cemento. Tra rete stradale e aree leader si prevede che circa 12 milioni di metri cubi di nuova edificazione si riverseranno sul nostro territorio. Legambiente fa un semplice esempio per dare idea delle dimensioni: sarebbe come costruire un muro lungo 80 km, largo 13 m. e alto 11 m. Infine, ulteriori aree cementificate significa nuova impermeabilizzazione dei terreni con tutti i rischi che implica al reticolo idrografico in concomitanza di significativi eventi meteorologici, negli ultimi anni sempre più frequentemente sottoforma di veri e propri nubifragi. L’acqua non assorbita dai terreni giunge in tempi troppo brevi ai corsi d’acqua e la conseguenza ne è un più difficoltoso deflusso con un significativo aumento delle probabilità di esondazioni e dissesti idrogeologici.

4) All’interno dell’Amministrazione regionale si parla da anni e con insistenza di sviluppo sostenibile. Sono stati organizzati corsi di aggiornamento per i tecnici, sono state emanate leggi su questo tema, la ricostruzione effettuata a seguito del terremoto del 1997 ha avuto proprio come principio guida questo modello.

Lo sviluppo sostenibile è un concetto sostanzialmente semplice: si tratta di coniugare le esigenze di sviluppo antropico alla capacità da parte dell’ambiente di assorbire senza troppi traumi le modifiche apportate. Nel nostro caso lo scopo principale come detto in precedenza è il miglioramento e l’ammodernamento della rete stradale per un più rapido collegamento tra i due versanti del paese a scopo prevalentemente commerciale.

Abbiamo una linea ferroviaria, la Ancona-Roma, antiquata, insufficiente, limitata, chi più ne ha ne metta, ma che, da una ricerca effettuata sul sito ufficiale di Trenitalia, vede transitare tra le 22 e le 6 del mattino successivo un solo treno, più due regionali che tra le 22 e le 24 impegnano la tratta Roma –Orte. Quindi la linea in quelle otto ore è completamente inutilizzata. In considerazione del fatto che nuovi impulsi agli scambi commerciali verranno dal costruendo interporto di Jesi, sarebbe auspicabile prevedere attraverso una programmazione moderna e lungimirante, un sistema intermodale di trasporti che sfrutti, in particolare nei tragitti più lunghi o più difficoltosi su gomma, le linee ferroviarie esistenti, tramite l’ammodernamento nonché il ripristino di certe tratte soppresse o addirittura smantellate.

La Provincia Autonoma di Bolzano, alla richiesta da parte della Società Autostrade del rilascio dell’autorizzazione alla costruzione del tunnel del Brennero ha risposto positivamente, a patto che, sul tratto autostradale del proprio territorio di competenza non transiti più traffico pesante. Il mezzo sale sul treno a Trento e ne discende oltre confine (addirittura oltre confine austriaco perchè l’Austria ha vietato da anni il transito ai mezzi pesanti sul proprio territorio!!).

Questo è un esempio di ciò che può essere chiamato sviluppo sostenibile. Nei paesi dove maggiore è la cultura ed il rispetto per l’ambiente che senza dubbio è la base di una migliore qualità della vita, si tende a limitare il trasporto su gomma.

In conclusione rivolgo un invito ai politici, agli amministratori locali e alle parti sociali affinché effettuino una attenta disamina del progetto sotto tutti gli aspetti, al fine di evitare decisioni che scaturiscano da semplici questioni emotive o dettate esclusivamente da meri calcoli elettorali. La qualità della vita divenga l’unico calcolo elettorale tenendo ben presente che non in tutti i casi lo sviluppo è sinonimo di migliore qualità di vita.