giovedì 28 maggio 2009

A PROPOSITO DI SPURGO DI RAFFINERIA

Vi propongo un articolo comparso ieri sul sito la mia aria.it

A proposito di spurgo di raffineria

Su Falconara Marittima si sta facendo sera. E’ il 16 maggio 2009. Mentre le famiglie si apprestano alla cena fuori scorgono una densa nube scura che va assumendo via via un colore giallastro. Qualcuno si allarma. Prende il telefono è chiama l’800122212 il numero verde del Centro Emergenze del Comune di Falconara Marittima. Al di là del filo le risposte sono vaghe.
Cittadino: “Buonasera, c’è una nube sopra la raffineria visto che mia madre abita a 100 metri dall’API volevo avere notizie”.
800122212: “Ah sì, ci sono già state alcune telefonate che ci comunicavano la presenza di questa nube, abbiamo sentito l’API ma ci hanno assicurato che non dipende da loro”.
Cittadino: “Mi scusi ma se non proviene dall’API da dove altro può arrivare?”
800122212: “Non so, in ogni caso lunedì se passa da noi potremo dirle cosa è successo.”
Cittadino: “Ma se la nube fosse tossica forse lunedì è un po’ tardi”.
Altra telefonata d’allarme. Altra risposta.
800122212: “Io non la vedo questa nube”
Cittadino: “Come è possibile signorina è grande come tre balene, mi scusi ma lei dove abita?”
800122212: “Io sto dalla parte opposta alla raffineria”
Cittadino: “Beh allora forse se prende l’auto e scavalca la collina la potrà vedere anche lei, è bella grande!”
800122212: “Sì ma tanto non posso fare nulla perché l’ARPA è chiusa”.

La questione approda subito anche sul web. il Comitato Cittadino 25 Agosto ne parla in tempo reale sul suo sito. Pubblica anche inquietanti fotografie. La notizia è ripresa dalle agenzie che riportano anche le rassicurazioni dell’Arpa Marche che precisa che si tratta “del periodico rilascio di spurgo, assolutamente non nocivo per la salute”.
Ma se davvero si è trattato di spurgo, sull’episodio, sarebbero necessarie ulteriori indagini.

Gas di spurgo: sostanza pericolosa

A proposito degli spurghi effettuati dai camini delle raffinerie, può essere utile sapere infatti che la direttiva CEE 67/548 concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose, indica come sostanza tossica il gas di spurgo delle raffinerie.
La sostanza rientra nella lista delle sostanze pericolose Allegato I della Direttiva 67/548/CEE con numero indice 649-171-00-9 : gas (petrolio), spurgo dell'idrodesolforazione del gasolio; gas di raffineria. Pericolosa in quanto i suoi effetti sono diretti per la salute. Può infatti provocare il cancro, oltre che alterazioni genetiche ereditarie. La normativa consiglia inoltre di evitare l’esposizione e di, in caso si incidente o malessere, consultare immediatamente il medico.

Alta incidenza di neoplasie sul territorio

E a Falconara Marittima la questione dell’incidenza dei tumori è drammaticamente di strettissima attualità. E’ recente il braccio di ferro tra Medicina Democratica e Api in relazione alla indagine commissionata dalla Regione Marche ed effettuata dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Un rapporto choc che mette in evidenza che “vi è un eccesso – afferma il documento di Medicina Democratica - di mortalità fra i cittadini (in particolare donne) di Falconara per alcuni tumori (leucemie e linfomi) che abitano nelle vicinanze della raffineria” e che “vi è una relazione – afferma ancora il movimento di lotta per la salute onlus - fra tali malattie e la vicinanza alla Raffineria di Falconara”.

Un botta e risposta che, con una procedura davvero insolita, ha coinvolto direttamente nel marzo 2009 le famiglie di Falconara che si sono viste recapitare a casa nella propria cassetta della posta dapprima due lettere, una firmata dall’assessore all’Ambiente delle Regione Marche e l’altra dal dottor Andrea Micheli della Fondazione Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Istitituto dei Tumori di Milano che informavano circa gli esisti dell’istituto epidemiologico, e una terza lettera, in replica alle prime due, dell'amministratore delegato Api spa ingegnere Giancarlo Cogliati.
“I responsabili della Raffineria – commenta Medicina Democratica rivolgendosi anch’essa direttamente alle cittadine e ai cittadini falconaresi - criticano l’indagine considerandola “di parte” e propongono che ne venga fatta un’altra affidandola ad un gruppo di scienziati alcuni dei quali da loro nominati. Una posizione tanto strana quanto inaccettabile. Sembrerebbe quasi – dice ancora Medicina Democratica - che un Ente pubblico, grandemente reputato a livello nazionale e internazionale, quale l’Istituto dei Tumori di Milano, sia fazioso e il suo lavoro abbia bisogno di una verifica da parte di chi inquina. Infatti si potrà dire – questo si da verificare - che la Raffineria di Falconara provoca delle emissioni all’interno dei limiti di legge o che fa il possibile per ridurle, che si tratta di produzioni necessarie, ecc., ma sostanze tossiche vengono comunque emesse e diffuse quotidianamente nell’ambiente. Emissioni che – dice ancora l’associazione - producono malattia e morte anche se a distanza di anni, a differenza dei gravi infortuni sul lavoro avvenuti i cui deleteri effetti sono stati immediati”.

Le emissioni prodotte dall’impianto

Ma qual è il livello di emissioni prodotto dalla Raffineria Api di Ancona, inserita nell’inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidente rilevanti del ministero dell’Ambiente, aggiornato ad aprile 2009?
Il Registro europeo delle emissioni industriali - European Polluttant Emission Register (Eper) - nella scheda riferita all’impianto pubblica i dati riferiti al 2004.
Si riporta un dato di 2 milioni 150 mila tonnellate di anidride carbonica rilasciata in atmosfera nel 2004 (1 milione 510mila nel 2001). Evidenziate poi 25 tonnellate di ammoniaca contro le 10 tonnellate del 2001, 401 tonnellate di composti organici volatili non metanici (erano 408 tonnellate nel 2001), 986 tonnellate di ossido di azoto (912 nel 2001), 1880 tonnellate di ossido di zolfo (1970 tonnellate nel 2001).

sabato 23 maggio 2009

UNO CONTRO L'ALTRO

Oggi mi soffermo su un fatto che mi è accaduto un paio di giorni fa.
Mi trovavo a passeggiare in centro a Falconara con alcuni amici intento a distribuire del materiale elettorale, ed incontro una coppia di quelli che consider(av)o miei amici. Li saluto cordialmente come sempre, anche perchè ci conosciamo da circa venti anni, ma la donna di cui non vi dico il nome, risponde al mio saluto con una frase che mi ha fatto pensare. Infatti con un tono che sembrava scherzoso mi dice: "... se mio marito perde il lavoro verremo a mangiare a casa tua".

Io credendola una battuta ho risposto che la mia casa è sempre aperta per gli amici, quindi non è necessario perdere il lavoro per entrare.

Lei però inasprendo ancora di più il suo tono di voce mi ribadisce che verranno a mangiare a casa mia solo se perderanno il lavoro.

Di questo scambio di battute credo che abbiate capito ben poco, quindi vi do una indicazione che vi aiuterà a capire meglio. La mia amica (?) si riferiva al posto di lavoro di suo marito dipendente della raffineria API.

Perché oggi ho deciso di scrivere di questo fatto che potrebbe sembrare di tipo personale? Perché il dialogo appena descritto mette in evidenza il clima pesante che si sta creando in città. Un clima che pericolosamente sta contrapponendo chi giustamente si batte per una città più vivibile, più sana, meno inquinata, con chi altrettanto giustamente ha timore per il posto del lavoro.

Allora credo che siano opportuni alcuni chiarimenti.

Io da anni mi sto impegnando insieme a centinaia di cittadini affinché Falconara possa ritrovare una giusta dimensione, più libera dall'inquinamento e anche più libera dai condizionamenti politici e dai poteri forti. Questo non significa che non abbia a cuore il futuro dei lavoratori.

L'equazione No centrali = licenziamenti è un tentativo meschino di chi si trincera dietro questa falsa verità e tenta di utilizzare i lavoratori come scudi dietro i quali continuare a fare affari.

Provocare uno scontro di questo tipo è da irresponsabili, ma credo anche che sia altrettanto da irresponsabili non cercare il dialogo tra le parti.

Mi domando ad esempio perché alcune forze sindacali della raffineria, preferendo inoltrarsi in dichiarazioni che nemmeno la dirigenza api osa fare, non fanno proprie le preoccupazioni dei cittadini sulla sicurezza, visto che dovrebbero essere una priorità anche per i lavoratori.

Insomma io rivendico il diritto di sognare una città migliore e nessuno può venirmi a dire che con la mia azione affamo le famiglie, perché se un solo lavoratore verrà licenziato questo non sarà a causa del no alle centrali.

Uno dei problemi di questa città è che si è perduto il valore della solidarietà, prevale l'egoismo. Colpa della crisi, ma anche colpa di una nuova cultura basata sul niente.

Dovremmo isolare chi tenta di metterci uno contro l'altro, perché tutti ci rimettono, tutti tranne i potenti.

Il clima diventa esasperante, si potrebbero perdere i posti di lavoro, la salute o molto più banalmente le amicizie. Non mi sembra un grande prospettiva.

sabato 16 maggio 2009

Api: Noe denunciano direttore stabilimento per inquinamento

16/05/09 16:01
Sostanze pericolose nel suolo durante demolizione serbatoio
(ANSA) - ANCONA, 16 MAG - I carabinieri del Noe hanno denunciato il legale rappresentante nonche' direttore di stabilimento della raffineria Api di Falconara per inquinamento del suolo. L'episodio risale alla primavera del 2008, la denuncia e' stata fatta al termine di una lunga serie di accertamenti: secondo i carabinieri dell'ambiente l'inquinamento sarebbe stato provocato dalla fuoriuscita di sostanze pericolose a seguito della demolizione, fatta senza permesso, del serbatoio per lo stoccaggio di idrocarburi.(ANSA).

lunedì 11 maggio 2009

GIU' LA MASCHERA

Il tempo è galantuomo. Si dice così credo quando finalmente i fatti sostituiscono i chiacchiericci e le malignità.

Solo una settimana fa la Corte dei Conti con una relazione e una delibera si è espressa negativamente sulla Quadrilatero, la notizia è rilevante visto che critica gli stessi punti che avevamo osare contestare a suo tempo, ma incredibilmente non ha trovato spazio nelle pagine dei giornali locali (chissà perché), con il risultato che i cittadini non conoscono gli sviluppi di una questione che ha di fatto permesso alla destra di amministrare la città per la prima volta nella storia falconarese.

Ma il tempo è galantuomo e, volendo usare un'altro luogo comune, tutti i nodi vengono al pettine. E la cosa mi da delle belle soddisfazioni. Oggi sulle locandine del Resto del Carlino fuori dalle edicole, un titolo ha alimentato la curiosità di molti lettori: "Recanatini candidato sindaco* a Polverigi". Qualcuno avrà pensato rabbrividendo che l'ex sindaco di Falconara ci riprova, ma la cosa interessante è che ci riprova con il PDL di Berlusconi e Brandoni.

Finalmente la maschera viene giù. Da sindaco della Margherita di Falconara a candidato della destra populista il passo sembra breve. Eppure mi ricordo molto bene le alzate di scudi degli ex democristiani e diessini falconaresi a difesa di Recanatini, veramente ricordo anche l'atteggiamento del PRC di Falconara ed ora mi domando come avranno preso la notizia. Una notizia che è una sorpresa ma fino ad un certo punto, infatti più di una volta si erano notati allora certi ammiccamenti che non facevano presagire niente di buono. Domanda: non era meglio dichiarare di aver sbagliato candidato evitando di perdere la faccia e la città?

Un altro sassolino dalla scarpa che mi tolgo. Magra soddisfazione dirà qualcuno. Sempre meglio che avere rimorsi aggiungo io.

*12 maggio 2009
Errata Corrige: Ebbene si ho preso un abbaglio, Recanatini non è candidato alla poltrona di sindaco di Polverigi ma semplicemente a quella di consigliere comunale. Sono stato tratto in errore dalla locandina del giornale e me ne scuso. Ma questo errore di poltrona non cambia di una virgola le considerazioni sopra esposte, perchè se è vero che la poltrona è meno prestigiosa, la coalizione rimane quella della destra, e testimonia la facilità con cui il candidato si sposta da una parte all'altra.

sabato 9 maggio 2009

NON MI ARRENDO

Abbiamo ripreso ad andare in piazza, finalmente dico io, lo facciamo in vista delle elezioni europee. Lo facciamo con difficoltà di mezzi e di tempo, ma devo dire che non è tempo sprecato, anzi. A dire il vero nonostante la disponibilità delle persone sempre più limitata non abbiamo mai smesso di stare in mezzo alla gente, parlo per me almeno. Oggi con banchetto, una bandiera di sinistra e libertà e dei volantini stampati in proprio abbiamo ascoltato le persone, molte delle quali si sono fermate a parlare e a firmare la petizione per spendere i soldi previsti alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina per altre emergenze come ad esempio la ricostruzione dell'abruzzo terremotato.

Parlando con le persone è emerso lo sconforto di molti su come stanno andando le cose in Italia. Uno sconforto che implicitamente dichiara la sconfitta di una parte degli italiani, i quali assistono attoniti alla perdita di certi ideali solidaristici con l'incomprensibile frammentazione della sinistra. Alcuni hanno detto che non c'è più niente da fare, che ormai la destra ha rotto il margine e sta straripando raccogliendo consensi con parole di facile presa, qualcuno ha detto che bisogna riconoscere la sconfitta.

Io non sono d'accordo. Sono abituato a stare in minoranza e non mi piego a una constatazione che effettivamente non si può ignorare. La destra in Italia fa e disfa a suo piacimento, ma io non credo che sia arrivato il momento di abbandonare l'impegno politico, non ora.

Penso invece che proprio adesso c'è bisogno di aumentare lo sforzo, per provare a cambiare le opinioni delle persone. Non sono così vecchio per potermi ricordare i fatti che hanno portato l'Italia al ventennio fascista, ma ho letto abbastanza e quello che vedo e vivo ora mi preoccupa molto.

Adesso è il momento di impegnarsi perchè sono convinto che la maggioranza degli italiani non può essere d'accordo con le dichiarazioni di quel leghista di Milano che ha proposto di riservare dei posti per i milanesi bianchi nella metropolitana, proposta che mette in luce una chiara vena razzista.
Non posso credere che la maggioranza degli italiani non batta ciglio se centinaia di immigrati muoiono nel tentativo di attraversare il mare.
Non credo che gli italiani non si siano accorti di quanta precarietà c'è nel mondo del lavoro.
Penso che non può essere che tutti siano interessati alle imprese sessuali del premier.

Credo che occorra cercare di cambiare questa situazione con la forza della democrazia, visto che lo stato odierno non è una imposizione divina, quindi chiedo alle persone con questa sensibilità di farsi avanti e combattere una battaglia quotidiana che trova spazio tra le amicizie, nella scuola, nei posti di lavoro etc.
Una battaglia che si può vincere con l'arma della solidarietà, dell'uguaglianza, della libertà, della democrazia.

Sono fiducioso.

mercoledì 6 maggio 2009

LA STAMPA NON E' LIBERA


Dal sito del Sole 24 ore del 1° maggio la conferma che anche l'Italia è un Paese a libertà limitata. Un problema nazionale non può che riflettersi anche a livello locale come si può ben vedere.

"Il 2008 ha visto la libertà di stampa diminuire in tutto il mondo e anche Paesi di consolidata democrazia come Italia (l'unico in Europa) e Israele hanno imposto nuovi limiti ai media. È quanto afferma il rapporto "Freedom of the Press 2009" di Freedom House, organizzazione non profit con sede negli Stati Uniti.

Israele, Italia e Taiwan sono passati dallo status di "Paesi liberi" a quello di "Paesi parzialmente liberi", e questo peggioramento dimostra che «anche democrazie consolidate con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà», ha commentato Arch Puddington, direttore di ricerca per Freedom House.

In particolare, l'Italia è stata declassata in virtù «di limitazioni imposte dalla legislazione, per l'aumento delle intimidazioni nei confronti dei giornalisti da parte del crimine organizzato e di gruppi dell'estrema destra, e a causa di una preoccupante concentrazione della proprietà dei media», come si legge nel comunicato dell'ong. È il settimo anno consecutivo che si registra un aumento delle restrizioni per la libertà di stampa, ma, cosa ancor più grave, è la prima volta che il peggioramento riguarda tutto il mondo: il numero delle restrizioni è doppio rispetto a quello delle più ampie libertà.

Delle 195 nazioni prese in esame da Freedom House, 70 (vale a dire il 36 per cento, contro le 72 del 2008) sono giudicate "libere", 61 (31%, erano 59 lo scorso anno) sono "parzialmente libere" e 64 (33%) sono " non libere". La nuova ricerca sottolinea che solo il 17% della popolazione mondiale vive in Paesi dove vige la libertà di stampa. Le restrizioni più gravi sono state registrate nell'Europa Centro-Orientale e in Russia. Tuttavia, ci sono anche notevoli seppure rari miglioramenti, che ad esempio riguardano le Maldive (dove è stata adottata un nuova Costituzione che tutela la libertà di stampa) e la Guyana, dove sono sensibilmente diminuiti gli attacchi contro i giornalisti. Il rapporto è stato pubblicato in vista del World Press Freedom Day di domenica 3 maggio. Nel 2007, il Medio Oriente è stata la sola regione che ha mostrato dei miglioramenti, ha detto Puddington in un'intervista. Adesso è anch'essa in declino, ha aggiunto. (Ch. B.)"

martedì 28 aprile 2009

LA CORTE DEI CONTI SI ESPRIME SULLA QUADRILATERO

Questa si che è una notizia. Ringrazio il blog antelitteram per averla segnalata. La Corte dei Conti infatti con deliberazione del 3 aprile 2009 critica il Progetto Quadrilatero Marche Umbria Spa e pubblica l’indagine di controllo che riguarda in generale lo “stato di finanziamento e realizzazione delle infrastrutture strategiche ammesse a finanziamento statale”, concernente le infrastrutture comprese nel programma previsto dalla legge 21 dicembre 2001 n. 443 (c.d. “Legge Obiettivo”), dai decreti legislativi 20 agosto 2002 n. 190 e 17 agosto 2005 n. 189 di attuazione della legge medesima.

Un brano tratto dalla relazione:

"La relazione mette in luce alcuni caratteri e criticità del progetto, ed in particolare:
- la circostanza che un progetto strategico di rilevanza nazionale riguardi, sia pure in parte, strade nel frattempo divenute non statali;
- la impossibilità di esprimere una valutazione sul modello “cattura di valore” e “Piano di Area Vasta”;
- un certo grado di lentezza nella realizzazione fisica del programma;
- una tempistica di programmazione non più coerente con i tempi di realizzazione dell’intervento; Quadrilatero al riguardo ha anticipato nel corso dell’adunanza di voler procedere all’aggiornamento del cronoprogramma;
- l’utilizzo della figura del “soggetto attuatore unico”, intesa come Società pubblica di progetto ai sensi dell’art. 173 del d.lgs. 163/2006, che non ha mostrato sinora un significativo incremento della funzionalità in termini di tempo;
- una scarsa capacità di spesa, evidenziata dallo stato di avanzamento dei lavori al 31 ottobre 2008, pari complessivamente all’1,37% degli importi aggiudicati (22,25 Meuro rispetto a 1.620,97 Meuro)."


A distanza di di più di anno finalmente una rivincita. Una rivincita nei confronti di tutti coloro che hanno attaccato duramente me e la collega in Consiglio Comunale Paola, per aver lottato contro i Progetto Quadrilatero.
Una rivincita nei confronti di quelli che ci hanno insultato ed isolato, e che di conseguenza hanno provocato la fine della Giunta Recanatini.
Dunque non eravamo pazzi o provocatori, e nemmeno in cerca di visibilità. Sembra proprio che avevamo ragione noi.
Chissà cosa ne pensano ora i signori politici di questa città dal PD a PRC, compreso il PDCI di questa delibera della Corte dei Conti.
E la Regione Marche che ha tenuto in scacco la città fino alla firma per l'adesione?

domenica 26 aprile 2009

PROVE TECNICHE DI DEMOCRAZIA

25 aprile, come ogni anno a Falconara e come in tutte le città italiane si celebra la liberazione dell'Italia dal nazifascismo.

Quest'anno il premier per la prima volta nella sua vita decide di partecipare alla festa di liberazione. Dopo averlo visto nei panni di operaio, pompiere, majorette, ferroviere, panettiere, cow boy eccetera, questa volta ci tocca rimirarlo nelle improbabili vesti di partigiano.
Come sempre la sua presenza riesce ad adombrare ogni evento con il suo personalismo, con la sua caratteristica che lo fa stare sempre al centro dell'attenzione.

Se fino a ieri la destra ha ignorato la data del 25 aprile, quest'anno ne diventa la protagonista, presenziando ogni luogo di commemorazione nel nome della libertà, o come direbbero a Roma nel nome del... "volemose bè". Un volemose bè apprezzato anche da molti politici del centro-sinistra.

Anche a Falconara naturalmente la destra che governa la città si adegua alle direttive del capo, quindi tutti in piazza a festeggiare la liberazione. In alcuni casi a festeggiare la liberazione che alcuni mai avrebbero voluto.

Il sindaco Brandoni con tanto di fascia celebra i caduti alla resistenza con la deposizione delle corone ai caduti in vari angoli della città, poi tutti in corteo fino a piazza Mazzini per il discorso ufficiale.

La Piazza abbastanza piena ha ascoltato il discorso del Partigiano Cingolani che è stato lungamente applaudito per il monito rivolto a chi tenta di "riscrivere la storia".
E' stata poi la volta del sindaco Brandoni che in un paio di minuti ha detto senza enfasi che la festa dovrebbe spogliarsi dell'ideologia.

Fine del discorso. Le persone rimaste in piazza si aspettavano a questo punto che la banda musicale intonasse le note di Bella Ciao, la canzone simbolo delle lotte Partigiane, e invece niente, la banda inizia a suonare un'aria anonima ai più. Le persone in piazza sconcertate chiedono al Maestro della banda spiegazioni. Il maestro si giustifica dicendo che il sindaco gli aveva detto di non suonare la canzone in piazza Mazzini.
Intanto la gente lascia la piazza delusa ed il sindaco solo dopo molto tempo pressato da alcuni, decide finalmente di far suonare Bella Ciao, ma ormai la piazza è ormai quasi vuota.
Il sindaco Brandoni autorizza il maestro a suonare la canzone con questa sua affermazione che lascio giudicare a chi legge: "Suonate pure la canzone ma non prima che lasci la piazza, a me questa canzone mi provoca allergia".

Il re è nudo, spogliato anche dell'ideologia.

martedì 21 aprile 2009

IL "PACCO" SICUREZZA

"Il problema della sicurezza è fra i disagi più gravi e sentiti dalla cittadinanza e il Sindaco si è impegnato, in campagna elettorale, a realizzare in questo settore una politica i cui strumenti prioritari siano in particolare: informazioni preventive, controllo dell’immigrazione clandestina e del territorio, più coordinamento e maggior presenza, specie in alcune fasce orarie, di carabinieri e polizia municipale estremo rigore nei confronti di quei nomadi dediti alla microcriminalità, vandalismo e teppismo, potenziamento e qualificazione, anche con il coinvolgimento degli operatori economici, per la video sorveglianza. Adesso, dopo gli innumerevoli episodi di risse, microcriminalità e teppismo, vorremmo sapere quando queste promesse verranno mantenute”.

Ancora una volta sono costretto a riprendere questa frase già pubblicata quasi un anno fa nel mio blog. Credo che sia d'obbligo dopo i fatti di violenza accaduti in città ieri.

Devo sottolineare che il brano che avete appena letto non è mio, ma è una dichiarazione di una consigliera di Alleanza Nazionale all'epoca Recanatini.

La ripropongo perché ancora una volta si associa molto bene con l'attualità falconarese.

Dunque il Sindaco Brandoni che in questi giorni sta autopromuovendo il suo primo anno di mandato con manifesti giganti e dichiarazioni ai giornali, non sembra in grado di debellare la microcriminalità, figurarsi questioni più gravi.

Eppure Brandoni ha impostato tutta la sua campagna elettorale sulla sicurezza. Grazie ai proclami e qualche azione spettacolare contro immigrati è stato soprannominato da alcuni il "sindaco sceriffo", e forse di questo appellativo non è del tutto scontento.

Proprio sui giornali di oggi il sindaco Brandoni si vanta delle sue ordinanze, le quali secondo lui hanno debellato la prostituzione e migliorato la sicurezza in città. Tra le altre voglio segnalare quella "anti bivacco" "anti piccioni" "anti prostitute", purtroppo (per lui e i suoi) il Governo Berlusconi sembra aver messo in cantina il progetto delle "ronde" lasciando a bocca asciutta i più arditi, perché anche quelle erano già belle pronte.

Intanto i criminali e i teppisti, dell'entrata in vigore delle norme "anti" e della tolleranza zero intimata da Brandoni, non se ne sono accorti. Infatti gli atti violenti continuano come prima e anzi sembrano aumentare. Solo ieri due fatti di cronaca: un pestaggio di un artista di strada e un altro in un ufficio comunale. Per non parlare della rissa di qualche notte fa vicino alla stazione.

Allora signor sindaco, dopo i proclami e gli spot pubblicitari, quando vedremo i fatti?

Provi a dare una risposta alla sua collega di partito, titolare della frase con cui ho aperto questo post.

domenica 19 aprile 2009

LA CITTA' SVEGLIATA DAL RUMORE DEL SILENZIO

E' chiaro. Tra i tanti problemi di Falconara quello più preoccupante è ambientale. Quando dico ambientale vorrei che non si pensasse all'ambiente in termini ideologici, romantici. Questione ambientale a Falconara significa rischio per la salute della popolazione, degrado del territorio, declino economico sociale.

A Falconara parlare di ambiente non significa fare accademia, ma ragionare sul futuro di una ampia fetta di territorio, si tratta di decidere tra la graduale bonifica o il definitivo degrado, di scegliere un futuro sostenibile pensando alle generazioni che verranno.

I falconaresi conoscono bene la qualità dell'aria che respirano ogni giorno. Nonostante le rassicurazioni quotidiane, l'odore acido che si percepisce quasi ogni giorno la dice lunga sulla purezza dell'aria. I falconaresi conoscono bene anche i rischi che provoca la vicinanza della raffineria: una lunga lista di incidenti tiene in "ostaggio" una città intera.

Il problema è causato principalmente dalla raffineria api, azienda benedetta da tutti negli anni sessanta perchè dispensatrice di lavoro. Un periodo di boom economico in cui tutti preferivano soprassedere ai rischi a favore dell'occupazione, tutti con lo sguardo rivolto verso la produzione, la crescita del Paese, lo sviluppo. Una scelta che con il passare degli anni si è dimostrata castrante per la vocazione turistica della città. Si decise di sacrificare Falconara a favore dello sviluppo della Regione e dell'intero Paese.

La crisi economica, il fallimento del capitalismo affossato dal neoliberismo, il cambiamento delle condizioni climatiche, dovrebbero modificare le strategie economiche e di sviluppo. Invece cosa succede? A Falconara per esempio, come se niente fosse, si vogliono costruire due nuove centrali elettriche all'interno della raffineria.

Una parte significativa della città insorge e si auto organizza, nonostante il sindaco che invece si inchina alle richieste del potere politico ed economico.

Grazie alle pressioni dei comitati cittadini l'area di Falconara e dintorni viene studiata dall'istituto tumori e i risultati sono tutt'altro che rassicuranti, i risultati dello studio certificano il rischio di malattie respiratorie e tumori. Giustamente la popolazione viene avvertita con una lettera inviata dalla Regione Marche e dall'Istituto dei tumori.

Apriti cielo. La raffineria per mano dell'ing. Cogliati invia una nuova lettera ai cittadini per sminuire il rapporto di esperti riconosciuti, rassicurando la popolazione, smentendo in pratica lo studio epidemiologico.

Da qui parte la mia provocazione. A Falconara in questo momento c'è molta confusione, i cittadini non sono più in grado di giudicare chi ha ragione. L'istituto tumori che ci mette in guardia su possibili malattie o i dirigenti Api che invece negano ogni rischio.

In questa confusione non si può non notare il silenzio della politica e degli enti istituzionali. I partiti politici infatti si sono contraddistinti per una preoccupante indifferenza sulla questione. Comprensibile la scelta del Sindaco Brandoni, che come noto è filo-aziendalista, ma la Provincia, la Regione Marche, i partiti del centro-sinistra, cosa pensano? Non si sa, tutto tace. Saranno le imminenti elezioni, ma nessuno ha preso posizione, nessuno ha detto una parola a difesa dello studio epidemiologico.

Il presidente Spacca avrà pure una opinione a riguardo.

"Regioni e Ambiente" è una rivista di informazione. Nel numero di marzo 2009 c'è uno spazio dedicato alle "Marche News" si intitola Green Governance ed è a cura della Regione Marche.

C'è un articolo del Presidente Mario Spacca dal titolo: "tutela e valorizzazione del territorio: priorità strategiche del governo regionale".

Il presidente Spacca scrive: " L'ambiente naturale è la nostra casa comune, il luogo in cui viviamo e lavoriamo, in cui dovranno vivere le generazione dei marchigiani che seguiranno la nostra.... La tutela e la valorizzazione del territorio è stata una delle quattro priorità strategiche...attraverso il patto con i cittadini delle Marche di condivisione di un autentico sistema di valori... Di fronte all'ambiente, infatti, non possiamo tenere un atteggiamento indifferente o passivo... Ci siamo proposti una politica attiva a favore del territorio, a contrastare gli abusi, a tutelare l'immenso patrimonio di risorse naturali..."

Belle parole, ma ho l'impressione che l'azione di Governo vada in direzione opposta. Almeno per Falconara. Sembra che la mia città sia esclusa dai programmi regionali. Nessun patto con i cittadini, nessuna politica attiva, nessuna tutela del patrimonio naturale. Niente di niente.

Falconara ha diritto alle tutele come il resto della regione oppure la strategia del governo regionale prevede il sacrificio di questa città in nome dello sviluppo della regione?

In ultimo il Presidente Spacca nel suo articolo elenca una serie di riconoscimenti ambientali:
" ... Le marche oggi sono la regione con il più alto numero di bandiere blu e verdi e di ben 16 bandiere arancioni."

Si è dimenticato di elencarne un'altra, quella nera che viene attribuita alla città peggiore in termini ambientali. Indovinate un pò a chi è stata attribuita?....Rispotta esatta, a Falconara.

venerdì 17 aprile 2009

LETTERA APERTA ALL'INGEGNER COGLIATI di Carlo Brunelli

Ricevo e pubblico volentieri la lettera aperta inviata all'amministratore delegato di Api raffineria dall'architetto Carlo Brunelli


Lettera aperta all’ing. Giancarlo Cogliati,
Amministratore delegato di Api raffineria di Ancona S.p.a.


Spett. Ing. Cogliati,
nella sua lettera inviata ai cittadini residenti nell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale, lei, nel suo ruolo di Amministratore delegato della società Api Raffineria di Ancona S.p.a., dichiara di sentire “l’obbligo professionale e morale” di precisare che i dati del recente studio epidemiologico “potrebbero sovrastimare i casi di morte” e sottolinea quindi come allarmistici i toni usati dal Dott. Micheli.
Se non sbaglio, lei poi dichiara la disponibilità dell’azienda a “collaborare” con la Regione e gli altri Enti competenti affinché si costituisca un “collegio di specialisti” tra i quali dovrebbe esserci anche uno di nomina dell’azienda “nel rispetto del principio del contraddittorio”.
Mi permetto quindi di replicare alla sua lettera con alcune considerazioni.
Nulla da obiettare riguardo al fatto che lei abbia sentito l’obbligo professionale di difendere gli interessi e l’immagine dell’azienda che amministra. Anzi, lo ritengo pienamente legittimo stante il suo incarico professionale.
Non capisco però, e gradirei avere da lei delle delucidazioni, il suo riferimento ad un “obbligo morale” di precisare quanto di “immorale” possa, di conseguenza, aver affermato il dott.Micheli.
Di fronte alla presenza di dati che, pur avendo necessità di ulteriori verifiche, sono indubbiamente preoccupanti, lei ritiene pertanto “immorale” che i cittadini siano informati, perché questo, a suo giudizio, determina un ingiustificato allarmismo.
Vorrebbe, in altri termini, tenere all’oscuro di tutto i cittadini e istituire una commissione che, alla presenza di esperti pagati dall’azienda, verifichi quei dati.
Evidentemente, ingegnere, io ho una concezione dell’etica molto diversa dalla sua.
Ritengo che minimizzare il rischio a cui sono quotidianamente esposti i cittadini, sottovalutare il problema, è quanto di più immorale si possa pensare perché significa, nella sostanza, sottostimare il valore della vita umana.
Negare ai cittadini il diritto di conoscere lo stato, anche provvisorio, degli studi relativi alla loro salute è una violazione dei principi della democrazia.
Penso seriamente che in questi anni, caro ingegnere, Api raffineria S.p.a. sia stata abituata a sentirsi alla pari, se non addirittura superiore, rispetto agli Enti istituzionali nel gestire i programmi economici e strutturali di questo territorio. Mi riferisco all’abitudine, propria delle nostre istituzioni pubbliche, a delegare ed a lasciarsi guidare verso l’attuazione di iniziative necessarie o utili all’azienda più che alla comunità locale: dallo studio per la risoluzione del rischio esondazione, alla “soluzione” del by-pass ferroviario, alla gestione della bonifica del litorale inquinato dagli sversamenti di btz nel 2007, alla sanatoria dei contenziosi legali attraverso la convenzione con il Comune di Falconara.
Mi sono fatto l’idea che deve essere per via di questa anomala abitudine che lei, che non conosco ma che reputo persona preparata, arrivi a sostenere l’opportunità di un “contraddittorio” nel controllo sullo stato di salute dei cittadini. Un’affermazione che, se considerata in sè senza il supporto di una qualche giustificazione, non oserei a definire “eversiva”.
In un colpo solo questa affermazione infatti delegittima la professionalità del dott.Micheli e dell’Istituto italiano per la lotta ai tumori e nega l’esclusività delle strutture pubbliche nel loro ruolo di garanti della salute pubblica!
Non so che cosa la porti a pretendere un ruolo dell’azienda – soggetto inquinante da controllare – nel controllo dei livelli di inquinamento da lei stessa prodotti e degli effetti sulla salute della popolazione. Nella legislazione italiana, fondata sui principi della costituzione, lo spazio dato al “contraddittorio” ad un soggetto che costituisce fattore di rischio potenziale per l’incolumità pubblica è solamente quello del tribunale, qualora l’accusa denunci una qualche responsabilità civile o penale.

Ma io sono convinto, ingegnere, che lei queste cose le sappia benissimo.
Allora la invito a riflettere sul senso della sua lettera, e qui sì…anche in termini propriamente etici.
La invito a riflettere sui limiti propri dell’azienda che lei rappresenta rispetto alle istituzioni democratiche alle quali soltanto spetta il diritto ed il dovere di governare il territorio e tutelare la salute pubblica.
Rifletta, ingegnere, accanto alla sua responsabilità di Amministratore delegato di un’azienda, anche sulle sue responsabilità di cittadino e di uomo. E mi permetto di suggerirle che queste responsabilità sono le più importanti.
Sono certo che, se ci rifletterà, sentirà il dovere di fare delle scuse ai cittadini per quella lettera che ha inviato.
Io, che ho già perso un polmone a causa dell’inquinamento (e mi ritengo fortunato), da parte mia accetterò le scuse che, da uomo, saprà darmi.
Spero per lei che trovi la forza di farlo e le auguro una vita serena.

Falconara 16.04.09


Arch. Carlo Brunelli

martedì 14 aprile 2009

TUMORI A FALCONARA: CHI E' IL BUGIARDO?

Cosa può pensare un cittadino che sta tranquillamente a casa e trova nella buca della posta due lettere che si occupano dello stesso argomento, ma in maniera completamente opposta?

Poco tempo fa la Regione Marche ha inviato a tutte le famiglie una lettera con cui si spiegava il risultato dello studio epidemiologico effettuato dall'Istituto Nazionale dei Tumori :

"La presente Indagine relativa alle popolazioni dei comuni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano, circostanti la raffineria API, ha evidenziato nel periodo 1994-2003 un aumento non statisticamente significativo della mortalità per tumore del sistema emolinfopoietico (ICD-9: 200-208) per quanto concerne il contingente femminile, e un rischio importante, statisticamente significativo, nel sottogruppo di soggetti (uomini e donne) che per più di 10 anni hanno svolto occupazioni che verosimilmente hanno determinato una maggiore presenza presso le loro residenze".

Ci sono state anche assemblee pubbliche a Falconara per spiegare lo studio con la presenza di esperti, in quell'occasione il Sindaco Brandoni disse apertamente di non credere all'indagine epidemiologica.

In questi giorni stanno arrivando le lettere alle famiglie inviate dalla Raffineria API che invece afferma che i dati forniti dalla Regione grazie all'indagine dell'Istituto dei Tumori sono allarmistici quindi non veritieri.

Ma un semplice cittadino come può farsi una opinione di fronte a posizioni così diverse? Credo che la popolazione abbia il diritto di conoscere a quali rischi va incontro.
La questione è molto grave secondo me, perché sembra chiaro che qualcuno sta giocando sporco e sulla pelle delle persone.

I casi sono due:
1) la Regione ha fornito dati falsi quindi potrebbe configurarsi il reato di procurato allarme alla popolazione;
2) la raffineria sta cercando di denigrare l'indagine epidemiologica per occultarne i rischi che ne sono emersi, mettendo in serio pericolo la salute dei cittadini ignari.

Come cittadino pretendo a questo punto che qualcuno faccia chiarezza. Non è tollerabile che la cittadinanza viva con questo dubbio gravoso. Pare che il Sindaco non abbia la volontà o la possibilità di dare ai suoi cittadini una risposta documentata, forse la Procura della Repubblica potrebbe finalmente fare chiarezza e restituire ai cittadini la corretta informazione. In certi casi una informazione veritiera potrebbe salvare la vita.

venerdì 10 aprile 2009

I MORTI, LA CRISI, LA NEW TOWN

Oggi è stata una giornata di cordoglio nazionale. Funerali di Stato in una città L'Aquila, distrutta dal terremoto e dal malaffare. Di fronte a tale catastrofe ogni altro problema diventa secondario.

Giustamente la massima attenzione dei media è rivolta al disastro colposo che ha causato più di 200 morti, ma naturalmente gli altri problemi del Paese non si sono dissolti, anzi sebbene non se ne parli più, la crisi economica è sempre lì, pesantemente presente nella vita degli italiani. Non per tutti gli italiani ovviamente, una piccola parte infatti come niente fosse si appresta a trascorrere il ponte pasquale in qualche località turistica magari in un luogo esotico.

Molti altri invece sentono sul collo il fiato della crisi e la perdita del posto del lavoro. Situazione che mette nel panico milioni di lavoratori, donne e uomini che rischiano di perdere l'unica fonte di sostentamento per la loro famiglia. Le cose non vanno bene, nella nostra regione sono decine i casi di chiusure di aziende e di licenziamenti. Giusto ieri sui giornali si è letto della preoccupazione dei sindacati sulla vicenda dell'Antonio Merloni di Fabriano. La crisi della Merloni non colpisce solo i lavoratori della fabbrica ma tutta l'economia della città, come accade in tutte le città che vedono chiudere le attività artigianali, industriali e commerciali.

La grande manifestazione della CGIL di Roma di sabato scorso è stata organizzata per far emergere il disagio e la protesta di una parte importante dell'Italia, il Governo avrebbe dovuto prendere atto della protesta, invece prima ne ha sminuito l'imponenza poi addirittura ha sbeffeggiato i partecipanti, ora cerca di cancellarne il ricordo.
Ma la crisi è sempre lì. Non credo che sarà accettabile vederla derubricata, messa in secondo ordine.

Sarebbe necessaria una azione politica capace di ridare speranza, invece dal palcoscenico triste dell'Abruzzo siamo costretti ad ascoltare spot di un'Italia che non esiste.

La new town (NU' TAON), l'ennesima idea del Cav. Berlusconi. Dopo il maestoso progetto del ponte sullo stretto di Messina, ecco la costruzione di una seconda città alle porte delle città esistenti. Naturalmente l'ispirazione viene da MILANO 2 la città satellite stile Truman Show, dove tutto è bello e dove tutti sono felici. La città costruita da Berlusconi quando era "solo" un palazzinaro.

Una idea perversa per ridare slancio all'economia. Che importa se il poco verde disponibile verrà irrimediabilmente cementificato. Chi se ne frega se una ulteriore urbanizzazione aumenterà il dissesto idrogeologico già molto frequente in tutta Italia, mettendo a rischio a rischio la vita delle persone. Ipocritamente ci sarà sempre un governante disposto a farsi fotografare mentre commosso si dice indignato per l'ennesima strage di persone. Esattamente come sta accadendo in questi giorni in Abruzzo.

La soluzione dei geni della politica sembra girare intorno all'edilizia, grandi opere, ponti, strade, città, come se lo spazio disponibile fosse infinito.

Non può essere questa la risposta alla crisi, che è mondiale e ha bisogno invece di nuove idee, sostenibili per l'ambiente quindi a misura di essere vivente.

La crisi è seria e colpisce pesantemente prima di tutti i più deboli. C'è bisogno quindi di una politica seria, ma per ora non ce n'è traccia.

lunedì 6 aprile 2009

PIANO CASA

Una tragedia si è compiuta la notte scorsa, improvvisa come solo un terremoto può. Improvvisa ed imprevista anche se sembra che qualcuno aveva dato l'allarme già alcuni giorni fa. Quello che gli esperti dicono di solito in questi momenti è che il terremoto non si può prevedere, che si conoscono i territori sismici ma data e luogo preciso la scienza non è ancora in grado di prevederli. La polemica su questo punto sta montando.

Ma se i terremoti non si possono prevedere, sicuramente si possono prevedere catastrofi di queste dimensioni in caso di terremoti, se le case sono vecchie o se non sono costruite con criteri antisismici.
Il Giappone insegna. Grazie a tecniche architettoniche e a formazioni della cittadinanza pur trovandosi in una delle zone del mondo più soggette ad eventi sismici, in Giappone difficilmente crollano le case e raramente muoiono persone.

In Italia invece? Accade quello che è successo in Abruzzo, paesi rasi al suolo e purtroppo finora già un centinaio di morti e migliaia di feriti.

E' un fatto culturale ma soprattutto è frutto della speculazione edilizia. Da sempre si considera l'edilizia una fonte di guadagno e basta. Troppo spesso si permettono abusi, si chiude un occhio, le imprese risparmiano a scapito della sicurezza.

E il piano casa che sta per essere varato dal Governo si preoccupa della sicurezza o si accontenta di smuovere l'economia? Saranno sicure quelle case che verranno modificate con incrementi di mq, rialzandole di un piano, appesantendole con del cemento che nel progetto originario non era previsto? Non sono un tecnico e mi piacerebbe sentire un parere da chi conosce bene l'argomento.

La tragedia di oggi è una tragedia annunciata che dovrebbe far pensare chi con le scelte politiche mette a rischio la vita delle persone.
Solidarietà e condoglianze agli abitanti abruzzesi.

domenica 5 aprile 2009

IL BUBBONE DI FALCONARA

Di ritorno da Roma dalla grande manifestazione della Cgil del 4 aprile contro la crisi, avrei voluto scrivere delle considerazioni riguardo l'importante evento che ha visto la partecipazione di moltissime persone unite per cercare di non perdere ulteriori diritti e per affrontare una crisi economica che come al solito colpisce i più deboli. Lo farò credo nei prossimi giorni, perchè stamattina ho cambiato idea.
Solo oggi ho avuto modo di leggere i giornali locali di ieri, e sul Resto del Carlino ho letto un articolo in cui si dava risalto ad una affermazione del sindaco Brandoni fatta all'ultimo Consiglio comunale. In un certo senso la notizia è in tema con le ragioni della manifestazione di Roma.

Una affermazione che evidenzia la poca considerazione che il sindaco ha dei lavoratori.
Sul giornale leggo che Brandoni in una sua analisi sulle difficoltà che deve affrontare, considera tra gli altri un "bubbone" l'ingiunzione di pagamento presentata dalle Cooperative Intervento.
Non so se avete capito bene.
Il sindaco chiama BUBBONE una sacrosanta richiesta di una cooperativa sociale che non fa altro che chiedere al Comune di pagare il servizio prestato alcuni mesi fa.
E' come se uno qualunque di noi chiamasse l'idraulico per un lavoro in casa e poi quando questi giustamente chiede di essere pagato lo dileggiamo con l'epiteto di BUBBONE.

A questa amministrazione manca il senso del rispetto. Lo ha dimostrato in varie occasioni e questa ultima testimonianza ne è una conferma.
Purtroppo sempre più spesso dobbiamo subire affermazioni e azioni che qualificano per quello che è questa amministrazione comunale, ma che squalificano allo stesso tempo i cittadini di Falconara in termini sociali, culturali, ambientali ed economici.

Il vero BUBBONE da estirpare è altrove. Lo si capisce da questa frase virgolettata del sindaco, sempre dal Resto del Carlino:
"C'è un minimo comun denominatore in tutti gli atti, che in passato, hanno visto il comune avere come controparte i privati: i contratti erano sbilanciati sempre a favore dei privati". Chissà se Brandoni si riferisce anche al contratto da lui stipulato con l'API.
Quando si dice predicare bene e razzolare male.

venerdì 3 aprile 2009

EQUILIBRI DI BILANCIO

Dunque Brandoni e Co. sono riusciti a trovare l'equilibrio di bilancio. Impresa difficile per chiunque, ma su quali basi si poggia il pareggio?

Non conosco con precisione i numeri, ma da quanto è possibile capire dalle notizie dei giornali, si può dire che i pilastri sono:
1) La convenzione con l'Api
2) L'affitto dei locali di Via Roma
3) Le entrate dalla Quadrilatero
4) La variante di Castelferretti.

Riguardo la convenzione API, ricordando la supersonica velocità con la quale gli incaricati dal Comune hanno "studiato" le carte relative ai contenziosi con la raffineria, vi rimando alle ottime ri(ve)levazioni della Lista cittadini in Comune e vi invito a leggere l'articolo pubblicato oggi sul sito della lista CIC.

Con la struttura di Via Roma si spera di incamerare più di un milione di euro grazie ad un anticipo di otto anni degli affitti da parte della società che si aggiudicherà la gara per la gestione di una struttura per disabili. Ammesso che ci sia qualcuno che abbia la forza economica per anticipare così tanto denaro, su questo punto ci sono molti lati oscuri, primo tra tutti i costi della retta per chi verrà ospitato in tale struttura. Ricordo che il progetto originario dell'ex sindaco Carletti, prevedeva una attività di questo tipo, ma con caratteristiche sociali e non inprenditoriali.

Della Quadrilatero ritengo di aver esposto in maniera esaudiente il mio pensiero nel recente passato, che rimane immutato. Era una fregatura ieri per Falconara, lo è ancora oggi. Ma staremo a vedere gli sviluppi.

Della Variante di Castelferretti invece non resta che constatare come l'Amministrazione Comunale non rispetti il territorio ma al contrario lo consideri un semplice strumento per fare cassa.

Dunque si potrebbe dire che il modo in cui si è arrivati all'equilibrio di Bilancio è per lo meno discutibile. Tutto è basato su ipotesi che alcuni dicono irrealizzabili, di concreto c'è veramente poco. Inoltre manca una minima programmazione a breve e medio termine e alle prossime scadenze con il bilancio sarà veramente difficile trovare nuove entrate straordinarie, visto che tutto lo svendibile è stato utilizzato per l'equilibrio di quest'anno.
Da segnalare comunque che il Collegio dei Revisori ha certificato il Bilancio, facendo suonare però alcuni campanelli d'allarme.
Insomma se di equilibrio si tratta è sicuramente molto precario.

martedì 31 marzo 2009

UNA CAREZZA IN UN PUGNO

Oggi dopo molto tempo ho rimesso piede nell'aula consiliare del Comune di Falconara, vari motivi mi hanno allontanato, ma oggi mi sembrava una occasione importante per un cittadino Falconarese, visto che si votava il Bilancio comunale. Purtroppo la sala era semi vuota, un brutto segnale che testimonia che la cittadinanza è lontana dalle questioni amministrative o forse è impegnata in altre priorità. Ma non è di questo che volevo parlare.

Per motivi di lavoro sono arrivato nel tardo pomeriggio, però ho fatto in tempo ad ascoltare l'intervento di chiusura dell'assessore al Bilancio Marina Mancini. E' stato un intervento che mi ha fatto riflettere, impostato con uno stile non politico né politichese, per citare le sue stesse parole, un discorso piagnucoloso, da libro cuore. Ciò che mi ha colpito è stato il tono dialogante, propositivo con cui la signora Mancini si è rivolta all'opposizione. Parole concilianti che facevano pensare alla disponibilità da parte della maggioranza all'ascolto e alla condivisione.

Ma allora che c'azzecca la Mancini con questa amministrazione che al contrario non ha nessuna intenzione di dialogare nè con la minoranza in Consiglio comunale nè con i cittadini e lo dimostra con i fatti ogni giorno. Il suo discorso mi è sembrato carico di ingenuità, eppure il modello stile aziendalista a cui si ispira per il funzionamento della macchina comunale dovrebbe consigliare un approccio più pragmatico.

A questo punto non capisco se le sue parole sono frutto di ingenuità politica o se fanno parte semplicemente di un copione per l'interpretazione del personaggio dal volto umano.

Avremo tempo di capire visto che il bilancio è stato approvato.

... E la barca và.

martedì 24 marzo 2009

GIUSTIZIA E PREGIUDIZI

Cesare Lombroso non avrebbe avuto dubbi. Sosteneva la necessità della pena di morte in quanto non riteneva possibile alcuna forma di riabilitazione per il criminale, e lui i criminali li riconosceva dalla conformazione fisica. L'epoca del Lombroso, antropologo e criminologo, risale al 1800.

Nel 2009 però Karol Racz, ha rischiato di trascorrere il resto della sua vita in carcere proprio per la teoria del Lombroso. Infatti la sua faccia, secondo alcuni, era inequivocabile, era una faccia da criminale, anzi da stupratore. Il Sig. Racs è rimasto in carcere per più di un mese accusato di essere lo stupratore della Caffarella di Roma.

I giornali hanno subito sbattuto il mostro in prima pagina. I benpensanti, l'opinione pubblica avevano bisogno di un colpevole e chi meglio di un Romeno, basso, stempiato, con una cicatrice sul volto, gli occhi piccoli ed il naso schiacciato, sopranominato faccia da pugile.

Lui da sempre si è dichiarato non colpevole, ma lui non parla la lingua italiana e questo ha peggiorato forse la sua situazione.

Che importa se è incensurato e cittadino della comunità europea, ormai la gente comune lo aveva processato e condannato, anche dopo aver saputo che il test del DNA lo scagionava: "con quella faccia di certo avrà combinato qualcos'altro di grave, quindi lasciatelo in galera e gettate la chiave, che sia di monito agli altri".

Ieri il Sig. Racs è stato scarcerato, dopo la confessione di due persone che sembra abbiano effettivamente partecipato alle violenze di San Valentino. Forse la sua vicenda verrà dimenticata in breve tempo, anche se ci sarà sempre qualcuno che continuerà a dire che se l'avevano arrestato un motivo ci sarà pur stato, insinuando il dubbio.

Questo triste fatto evidenzia la strana situazione che stiamo vivendo in Italia. Il grido d'allarme sulla sicurezza lanciato da precise forze politiche, le leggi promulgate che esasperano i rapporti sociali, e la paura per il diverso danno questi risultati. Poco importa se a pagarne le spese sono delle persone come il Sig. Racs che ha la colpa di avere solo una "brutta faccia".

Adesso Karol Ratz, scampato il buio della cella, rischia però un'altra condanna, che è quella della comparsata mediatica, da Porta a Porta, fino alla Vita in Diretta. Dovrà subire la morbosa curiosità dei telespettatori che assistono dai loro comodi salotti la rappresentazione dello spettacolo circense dell'800, ricordate la donna cannone o l'uomo elefante, proprio come nell'epoca di Cesare Lombroso.

domenica 22 marzo 2009

COMITATO REFERENDUM CENTRALI API

Dopo aver girato le sette chiese, alla fine il PD di Falconara ha trovato qualcuno disposto a sostenere la sua tesi del referendum sulle centrali.

Questo almeno è quanto si riscontra leggendo il Resto del Carlino di oggi.
Il PD infatti, dopo aver lanciato l'opzione referendum in totale solitudine, senza ascoltare e confrontarsi con nessuno, ha cercato di convincere senza riuscirci gli altri partiti di centro-sinistra della città e l'assemblea permanente dei cittadini costituita proprio per contrastare la costruzione delle nuove centrali API.
La sponda al loro progetto viene offerta dalla destra (non istituzionale a dire la verità, ma pur sempre destra) che si scopre ambientalista, costituendo il comitato promotore del referendum.

Fa comunque piacere vedere che la contrarietà alle centrali è trasversale, in effetti così dovrebbe essere, considerando che il rischio malattie non colpisce in base a posizioni politiche.

Preoccupa invece il modo di fare politica del PD. A tutti i livelli: A livello regionale per esempio, dovrebbe far riflettere il modo in cui la Regione Marche ha agito sulla questione dell'Autorità Portuale, la cui Presidenza è andata all'Avv. Canepa esponente della destra, Un pensiero anche alla facilità con la quale ha permesso la privatizzazione dell'aeroporto di Falconara, aprendo le porte ad imprenditori i quali hanno già interessi nel territorio (vedi Quadrilatero). Accordi Bipartisan quindi o sarebbe meglio chiamarli inciuci, a livello nazionale come regionale quindi perchè no a livello comunale? Da semplice cittadino non posso non notare la difficoltà che sta vivendo l'unico partito di opposizione a Falconara, e il fatto è preoccupante visto che ha la responsabilità di essere appunto il solo all'opposizione, a parte naturalmente la lista civica "Cittadini in Comune", che seppur coraggiosa e propositiva non è un partito politico e nemmeno ha a disposizione risorse economiche e umane come il PD.

Il PD promuove il referendum sulle centrali in quanto contraria alla decisione del Comune di Falconara e si augura di poter andare alla consultazione per dimostrare che la città è contro il Sindaco.

C'è un particolare però che non si riesce a comprendere. Se è vero che il PD è all'opposizione nel Consiglio comunale di Falconara, in Regione invece, è (stra)maggioranza, e visto che la decisione finale sulle centrali spetta proprio alla Regione Marche, perchè anzichè promuovere un referendum, che potrebbe anche dare esiti non positivi a causa di poca informazione o disaffezione al voto dei cittadini, il PD non fa leva presso i propri rappresentanti regionali.

A dire la verità un pò si capisce. Sembra infatti, che non tutti i consiglieri del PD siano favorevoli al PEAR il Piano Energetico Regionale che appunto le centrali non le prevede. Se la voce che circola in città è vera, mi sembra molto grave che qualcuno dei consiglieri regionali non si riconosca più in uno dei punti cardine del Programma legislativo del Centro sinistra in Regione, ormai quasi alla fine.

Sarebbe utile a questo punto per gli elettori falconaresi ma più in generale per quelli marchigiani, come pro-memoria alle prossime elezioni regionali, conoscere chi tra gli attuali rappresentanti del PD in Regione è favorevole al PEAR e contrario alle centrali.



Spacca


Giannini

Benatti
Donati
Comi
Badiali
Mollaroli
Mammoli

Minardi
Luchetti
Solazzi

Ricci
Mezzolani
Ortenzi

Petrini

giovedì 19 marzo 2009

IL TAPPABUCHI

Dal giornale di oggi, scopriamo che il bilancio verrà ripianato dall'affitto di un edificio comunale.

Sembra, l'unica fonte che ho è quella giornalistica, che l'affitto di una ampia porzione della struttura di Via Roma garantirà al Comune entrate per 1 milione e 152 mila euro. Nascerà, dopo il trasloco ennesimo dell'ufficio anagrafe (il primo caso in Italia di anagrafe nomade), "una residenza protetta per sedici anziani autosufficienti o con ridotta autonomia fisica, e con uno spazio per utenti disabili, da dare in gestione ad una società privata".

Idea condivisibile ma non nuova, infatti la struttura di Via Roma fu creata dall'allora Amministrazione Carletti proprio per queste finalità.

Sembra che il canone mensile sia stato fissato in 12 mila euro, con un anticipo di pagamento però dei primi otto anni, quindi: 12.000x12= 144.000x8 anni= 1.152.000 proprio la cifra che serve per tappare il buco di bilancio.

Sul giornale c'è scritto che la gestione andrà alla società che si aggiudicherà la gara. Su questo punto credo che ci sarà bisogno di approfondire.

Il bando di gara sembra infatti costruito ad Hoc, e considerando che le entrate previste vengono messe a bilancio, significa che c'è la certezza che qualcuno partecipi e che soprattutto sia disposto ad anticipare 1.152.000 euro.

Sul giornale manca dunque solo il nome della società aggiudicatrice. Chi sarà il tappabuchi? Ma allora non era meglio un affidamento diretto?