martedì 14 aprile 2009

TUMORI A FALCONARA: CHI E' IL BUGIARDO?

Cosa può pensare un cittadino che sta tranquillamente a casa e trova nella buca della posta due lettere che si occupano dello stesso argomento, ma in maniera completamente opposta?

Poco tempo fa la Regione Marche ha inviato a tutte le famiglie una lettera con cui si spiegava il risultato dello studio epidemiologico effettuato dall'Istituto Nazionale dei Tumori :

"La presente Indagine relativa alle popolazioni dei comuni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano, circostanti la raffineria API, ha evidenziato nel periodo 1994-2003 un aumento non statisticamente significativo della mortalità per tumore del sistema emolinfopoietico (ICD-9: 200-208) per quanto concerne il contingente femminile, e un rischio importante, statisticamente significativo, nel sottogruppo di soggetti (uomini e donne) che per più di 10 anni hanno svolto occupazioni che verosimilmente hanno determinato una maggiore presenza presso le loro residenze".

Ci sono state anche assemblee pubbliche a Falconara per spiegare lo studio con la presenza di esperti, in quell'occasione il Sindaco Brandoni disse apertamente di non credere all'indagine epidemiologica.

In questi giorni stanno arrivando le lettere alle famiglie inviate dalla Raffineria API che invece afferma che i dati forniti dalla Regione grazie all'indagine dell'Istituto dei Tumori sono allarmistici quindi non veritieri.

Ma un semplice cittadino come può farsi una opinione di fronte a posizioni così diverse? Credo che la popolazione abbia il diritto di conoscere a quali rischi va incontro.
La questione è molto grave secondo me, perché sembra chiaro che qualcuno sta giocando sporco e sulla pelle delle persone.

I casi sono due:
1) la Regione ha fornito dati falsi quindi potrebbe configurarsi il reato di procurato allarme alla popolazione;
2) la raffineria sta cercando di denigrare l'indagine epidemiologica per occultarne i rischi che ne sono emersi, mettendo in serio pericolo la salute dei cittadini ignari.

Come cittadino pretendo a questo punto che qualcuno faccia chiarezza. Non è tollerabile che la cittadinanza viva con questo dubbio gravoso. Pare che il Sindaco non abbia la volontà o la possibilità di dare ai suoi cittadini una risposta documentata, forse la Procura della Repubblica potrebbe finalmente fare chiarezza e restituire ai cittadini la corretta informazione. In certi casi una informazione veritiera potrebbe salvare la vita.

venerdì 10 aprile 2009

I MORTI, LA CRISI, LA NEW TOWN

Oggi è stata una giornata di cordoglio nazionale. Funerali di Stato in una città L'Aquila, distrutta dal terremoto e dal malaffare. Di fronte a tale catastrofe ogni altro problema diventa secondario.

Giustamente la massima attenzione dei media è rivolta al disastro colposo che ha causato più di 200 morti, ma naturalmente gli altri problemi del Paese non si sono dissolti, anzi sebbene non se ne parli più, la crisi economica è sempre lì, pesantemente presente nella vita degli italiani. Non per tutti gli italiani ovviamente, una piccola parte infatti come niente fosse si appresta a trascorrere il ponte pasquale in qualche località turistica magari in un luogo esotico.

Molti altri invece sentono sul collo il fiato della crisi e la perdita del posto del lavoro. Situazione che mette nel panico milioni di lavoratori, donne e uomini che rischiano di perdere l'unica fonte di sostentamento per la loro famiglia. Le cose non vanno bene, nella nostra regione sono decine i casi di chiusure di aziende e di licenziamenti. Giusto ieri sui giornali si è letto della preoccupazione dei sindacati sulla vicenda dell'Antonio Merloni di Fabriano. La crisi della Merloni non colpisce solo i lavoratori della fabbrica ma tutta l'economia della città, come accade in tutte le città che vedono chiudere le attività artigianali, industriali e commerciali.

La grande manifestazione della CGIL di Roma di sabato scorso è stata organizzata per far emergere il disagio e la protesta di una parte importante dell'Italia, il Governo avrebbe dovuto prendere atto della protesta, invece prima ne ha sminuito l'imponenza poi addirittura ha sbeffeggiato i partecipanti, ora cerca di cancellarne il ricordo.
Ma la crisi è sempre lì. Non credo che sarà accettabile vederla derubricata, messa in secondo ordine.

Sarebbe necessaria una azione politica capace di ridare speranza, invece dal palcoscenico triste dell'Abruzzo siamo costretti ad ascoltare spot di un'Italia che non esiste.

La new town (NU' TAON), l'ennesima idea del Cav. Berlusconi. Dopo il maestoso progetto del ponte sullo stretto di Messina, ecco la costruzione di una seconda città alle porte delle città esistenti. Naturalmente l'ispirazione viene da MILANO 2 la città satellite stile Truman Show, dove tutto è bello e dove tutti sono felici. La città costruita da Berlusconi quando era "solo" un palazzinaro.

Una idea perversa per ridare slancio all'economia. Che importa se il poco verde disponibile verrà irrimediabilmente cementificato. Chi se ne frega se una ulteriore urbanizzazione aumenterà il dissesto idrogeologico già molto frequente in tutta Italia, mettendo a rischio a rischio la vita delle persone. Ipocritamente ci sarà sempre un governante disposto a farsi fotografare mentre commosso si dice indignato per l'ennesima strage di persone. Esattamente come sta accadendo in questi giorni in Abruzzo.

La soluzione dei geni della politica sembra girare intorno all'edilizia, grandi opere, ponti, strade, città, come se lo spazio disponibile fosse infinito.

Non può essere questa la risposta alla crisi, che è mondiale e ha bisogno invece di nuove idee, sostenibili per l'ambiente quindi a misura di essere vivente.

La crisi è seria e colpisce pesantemente prima di tutti i più deboli. C'è bisogno quindi di una politica seria, ma per ora non ce n'è traccia.

lunedì 6 aprile 2009

PIANO CASA

Una tragedia si è compiuta la notte scorsa, improvvisa come solo un terremoto può. Improvvisa ed imprevista anche se sembra che qualcuno aveva dato l'allarme già alcuni giorni fa. Quello che gli esperti dicono di solito in questi momenti è che il terremoto non si può prevedere, che si conoscono i territori sismici ma data e luogo preciso la scienza non è ancora in grado di prevederli. La polemica su questo punto sta montando.

Ma se i terremoti non si possono prevedere, sicuramente si possono prevedere catastrofi di queste dimensioni in caso di terremoti, se le case sono vecchie o se non sono costruite con criteri antisismici.
Il Giappone insegna. Grazie a tecniche architettoniche e a formazioni della cittadinanza pur trovandosi in una delle zone del mondo più soggette ad eventi sismici, in Giappone difficilmente crollano le case e raramente muoiono persone.

In Italia invece? Accade quello che è successo in Abruzzo, paesi rasi al suolo e purtroppo finora già un centinaio di morti e migliaia di feriti.

E' un fatto culturale ma soprattutto è frutto della speculazione edilizia. Da sempre si considera l'edilizia una fonte di guadagno e basta. Troppo spesso si permettono abusi, si chiude un occhio, le imprese risparmiano a scapito della sicurezza.

E il piano casa che sta per essere varato dal Governo si preoccupa della sicurezza o si accontenta di smuovere l'economia? Saranno sicure quelle case che verranno modificate con incrementi di mq, rialzandole di un piano, appesantendole con del cemento che nel progetto originario non era previsto? Non sono un tecnico e mi piacerebbe sentire un parere da chi conosce bene l'argomento.

La tragedia di oggi è una tragedia annunciata che dovrebbe far pensare chi con le scelte politiche mette a rischio la vita delle persone.
Solidarietà e condoglianze agli abitanti abruzzesi.

domenica 5 aprile 2009

IL BUBBONE DI FALCONARA

Di ritorno da Roma dalla grande manifestazione della Cgil del 4 aprile contro la crisi, avrei voluto scrivere delle considerazioni riguardo l'importante evento che ha visto la partecipazione di moltissime persone unite per cercare di non perdere ulteriori diritti e per affrontare una crisi economica che come al solito colpisce i più deboli. Lo farò credo nei prossimi giorni, perchè stamattina ho cambiato idea.
Solo oggi ho avuto modo di leggere i giornali locali di ieri, e sul Resto del Carlino ho letto un articolo in cui si dava risalto ad una affermazione del sindaco Brandoni fatta all'ultimo Consiglio comunale. In un certo senso la notizia è in tema con le ragioni della manifestazione di Roma.

Una affermazione che evidenzia la poca considerazione che il sindaco ha dei lavoratori.
Sul giornale leggo che Brandoni in una sua analisi sulle difficoltà che deve affrontare, considera tra gli altri un "bubbone" l'ingiunzione di pagamento presentata dalle Cooperative Intervento.
Non so se avete capito bene.
Il sindaco chiama BUBBONE una sacrosanta richiesta di una cooperativa sociale che non fa altro che chiedere al Comune di pagare il servizio prestato alcuni mesi fa.
E' come se uno qualunque di noi chiamasse l'idraulico per un lavoro in casa e poi quando questi giustamente chiede di essere pagato lo dileggiamo con l'epiteto di BUBBONE.

A questa amministrazione manca il senso del rispetto. Lo ha dimostrato in varie occasioni e questa ultima testimonianza ne è una conferma.
Purtroppo sempre più spesso dobbiamo subire affermazioni e azioni che qualificano per quello che è questa amministrazione comunale, ma che squalificano allo stesso tempo i cittadini di Falconara in termini sociali, culturali, ambientali ed economici.

Il vero BUBBONE da estirpare è altrove. Lo si capisce da questa frase virgolettata del sindaco, sempre dal Resto del Carlino:
"C'è un minimo comun denominatore in tutti gli atti, che in passato, hanno visto il comune avere come controparte i privati: i contratti erano sbilanciati sempre a favore dei privati". Chissà se Brandoni si riferisce anche al contratto da lui stipulato con l'API.
Quando si dice predicare bene e razzolare male.

venerdì 3 aprile 2009

EQUILIBRI DI BILANCIO

Dunque Brandoni e Co. sono riusciti a trovare l'equilibrio di bilancio. Impresa difficile per chiunque, ma su quali basi si poggia il pareggio?

Non conosco con precisione i numeri, ma da quanto è possibile capire dalle notizie dei giornali, si può dire che i pilastri sono:
1) La convenzione con l'Api
2) L'affitto dei locali di Via Roma
3) Le entrate dalla Quadrilatero
4) La variante di Castelferretti.

Riguardo la convenzione API, ricordando la supersonica velocità con la quale gli incaricati dal Comune hanno "studiato" le carte relative ai contenziosi con la raffineria, vi rimando alle ottime ri(ve)levazioni della Lista cittadini in Comune e vi invito a leggere l'articolo pubblicato oggi sul sito della lista CIC.

Con la struttura di Via Roma si spera di incamerare più di un milione di euro grazie ad un anticipo di otto anni degli affitti da parte della società che si aggiudicherà la gara per la gestione di una struttura per disabili. Ammesso che ci sia qualcuno che abbia la forza economica per anticipare così tanto denaro, su questo punto ci sono molti lati oscuri, primo tra tutti i costi della retta per chi verrà ospitato in tale struttura. Ricordo che il progetto originario dell'ex sindaco Carletti, prevedeva una attività di questo tipo, ma con caratteristiche sociali e non inprenditoriali.

Della Quadrilatero ritengo di aver esposto in maniera esaudiente il mio pensiero nel recente passato, che rimane immutato. Era una fregatura ieri per Falconara, lo è ancora oggi. Ma staremo a vedere gli sviluppi.

Della Variante di Castelferretti invece non resta che constatare come l'Amministrazione Comunale non rispetti il territorio ma al contrario lo consideri un semplice strumento per fare cassa.

Dunque si potrebbe dire che il modo in cui si è arrivati all'equilibrio di Bilancio è per lo meno discutibile. Tutto è basato su ipotesi che alcuni dicono irrealizzabili, di concreto c'è veramente poco. Inoltre manca una minima programmazione a breve e medio termine e alle prossime scadenze con il bilancio sarà veramente difficile trovare nuove entrate straordinarie, visto che tutto lo svendibile è stato utilizzato per l'equilibrio di quest'anno.
Da segnalare comunque che il Collegio dei Revisori ha certificato il Bilancio, facendo suonare però alcuni campanelli d'allarme.
Insomma se di equilibrio si tratta è sicuramente molto precario.

martedì 31 marzo 2009

UNA CAREZZA IN UN PUGNO

Oggi dopo molto tempo ho rimesso piede nell'aula consiliare del Comune di Falconara, vari motivi mi hanno allontanato, ma oggi mi sembrava una occasione importante per un cittadino Falconarese, visto che si votava il Bilancio comunale. Purtroppo la sala era semi vuota, un brutto segnale che testimonia che la cittadinanza è lontana dalle questioni amministrative o forse è impegnata in altre priorità. Ma non è di questo che volevo parlare.

Per motivi di lavoro sono arrivato nel tardo pomeriggio, però ho fatto in tempo ad ascoltare l'intervento di chiusura dell'assessore al Bilancio Marina Mancini. E' stato un intervento che mi ha fatto riflettere, impostato con uno stile non politico né politichese, per citare le sue stesse parole, un discorso piagnucoloso, da libro cuore. Ciò che mi ha colpito è stato il tono dialogante, propositivo con cui la signora Mancini si è rivolta all'opposizione. Parole concilianti che facevano pensare alla disponibilità da parte della maggioranza all'ascolto e alla condivisione.

Ma allora che c'azzecca la Mancini con questa amministrazione che al contrario non ha nessuna intenzione di dialogare nè con la minoranza in Consiglio comunale nè con i cittadini e lo dimostra con i fatti ogni giorno. Il suo discorso mi è sembrato carico di ingenuità, eppure il modello stile aziendalista a cui si ispira per il funzionamento della macchina comunale dovrebbe consigliare un approccio più pragmatico.

A questo punto non capisco se le sue parole sono frutto di ingenuità politica o se fanno parte semplicemente di un copione per l'interpretazione del personaggio dal volto umano.

Avremo tempo di capire visto che il bilancio è stato approvato.

... E la barca và.

martedì 24 marzo 2009

GIUSTIZIA E PREGIUDIZI

Cesare Lombroso non avrebbe avuto dubbi. Sosteneva la necessità della pena di morte in quanto non riteneva possibile alcuna forma di riabilitazione per il criminale, e lui i criminali li riconosceva dalla conformazione fisica. L'epoca del Lombroso, antropologo e criminologo, risale al 1800.

Nel 2009 però Karol Racz, ha rischiato di trascorrere il resto della sua vita in carcere proprio per la teoria del Lombroso. Infatti la sua faccia, secondo alcuni, era inequivocabile, era una faccia da criminale, anzi da stupratore. Il Sig. Racs è rimasto in carcere per più di un mese accusato di essere lo stupratore della Caffarella di Roma.

I giornali hanno subito sbattuto il mostro in prima pagina. I benpensanti, l'opinione pubblica avevano bisogno di un colpevole e chi meglio di un Romeno, basso, stempiato, con una cicatrice sul volto, gli occhi piccoli ed il naso schiacciato, sopranominato faccia da pugile.

Lui da sempre si è dichiarato non colpevole, ma lui non parla la lingua italiana e questo ha peggiorato forse la sua situazione.

Che importa se è incensurato e cittadino della comunità europea, ormai la gente comune lo aveva processato e condannato, anche dopo aver saputo che il test del DNA lo scagionava: "con quella faccia di certo avrà combinato qualcos'altro di grave, quindi lasciatelo in galera e gettate la chiave, che sia di monito agli altri".

Ieri il Sig. Racs è stato scarcerato, dopo la confessione di due persone che sembra abbiano effettivamente partecipato alle violenze di San Valentino. Forse la sua vicenda verrà dimenticata in breve tempo, anche se ci sarà sempre qualcuno che continuerà a dire che se l'avevano arrestato un motivo ci sarà pur stato, insinuando il dubbio.

Questo triste fatto evidenzia la strana situazione che stiamo vivendo in Italia. Il grido d'allarme sulla sicurezza lanciato da precise forze politiche, le leggi promulgate che esasperano i rapporti sociali, e la paura per il diverso danno questi risultati. Poco importa se a pagarne le spese sono delle persone come il Sig. Racs che ha la colpa di avere solo una "brutta faccia".

Adesso Karol Ratz, scampato il buio della cella, rischia però un'altra condanna, che è quella della comparsata mediatica, da Porta a Porta, fino alla Vita in Diretta. Dovrà subire la morbosa curiosità dei telespettatori che assistono dai loro comodi salotti la rappresentazione dello spettacolo circense dell'800, ricordate la donna cannone o l'uomo elefante, proprio come nell'epoca di Cesare Lombroso.

domenica 22 marzo 2009

COMITATO REFERENDUM CENTRALI API

Dopo aver girato le sette chiese, alla fine il PD di Falconara ha trovato qualcuno disposto a sostenere la sua tesi del referendum sulle centrali.

Questo almeno è quanto si riscontra leggendo il Resto del Carlino di oggi.
Il PD infatti, dopo aver lanciato l'opzione referendum in totale solitudine, senza ascoltare e confrontarsi con nessuno, ha cercato di convincere senza riuscirci gli altri partiti di centro-sinistra della città e l'assemblea permanente dei cittadini costituita proprio per contrastare la costruzione delle nuove centrali API.
La sponda al loro progetto viene offerta dalla destra (non istituzionale a dire la verità, ma pur sempre destra) che si scopre ambientalista, costituendo il comitato promotore del referendum.

Fa comunque piacere vedere che la contrarietà alle centrali è trasversale, in effetti così dovrebbe essere, considerando che il rischio malattie non colpisce in base a posizioni politiche.

Preoccupa invece il modo di fare politica del PD. A tutti i livelli: A livello regionale per esempio, dovrebbe far riflettere il modo in cui la Regione Marche ha agito sulla questione dell'Autorità Portuale, la cui Presidenza è andata all'Avv. Canepa esponente della destra, Un pensiero anche alla facilità con la quale ha permesso la privatizzazione dell'aeroporto di Falconara, aprendo le porte ad imprenditori i quali hanno già interessi nel territorio (vedi Quadrilatero). Accordi Bipartisan quindi o sarebbe meglio chiamarli inciuci, a livello nazionale come regionale quindi perchè no a livello comunale? Da semplice cittadino non posso non notare la difficoltà che sta vivendo l'unico partito di opposizione a Falconara, e il fatto è preoccupante visto che ha la responsabilità di essere appunto il solo all'opposizione, a parte naturalmente la lista civica "Cittadini in Comune", che seppur coraggiosa e propositiva non è un partito politico e nemmeno ha a disposizione risorse economiche e umane come il PD.

Il PD promuove il referendum sulle centrali in quanto contraria alla decisione del Comune di Falconara e si augura di poter andare alla consultazione per dimostrare che la città è contro il Sindaco.

C'è un particolare però che non si riesce a comprendere. Se è vero che il PD è all'opposizione nel Consiglio comunale di Falconara, in Regione invece, è (stra)maggioranza, e visto che la decisione finale sulle centrali spetta proprio alla Regione Marche, perchè anzichè promuovere un referendum, che potrebbe anche dare esiti non positivi a causa di poca informazione o disaffezione al voto dei cittadini, il PD non fa leva presso i propri rappresentanti regionali.

A dire la verità un pò si capisce. Sembra infatti, che non tutti i consiglieri del PD siano favorevoli al PEAR il Piano Energetico Regionale che appunto le centrali non le prevede. Se la voce che circola in città è vera, mi sembra molto grave che qualcuno dei consiglieri regionali non si riconosca più in uno dei punti cardine del Programma legislativo del Centro sinistra in Regione, ormai quasi alla fine.

Sarebbe utile a questo punto per gli elettori falconaresi ma più in generale per quelli marchigiani, come pro-memoria alle prossime elezioni regionali, conoscere chi tra gli attuali rappresentanti del PD in Regione è favorevole al PEAR e contrario alle centrali.



Spacca


Giannini

Benatti
Donati
Comi
Badiali
Mollaroli
Mammoli

Minardi
Luchetti
Solazzi

Ricci
Mezzolani
Ortenzi

Petrini

giovedì 19 marzo 2009

IL TAPPABUCHI

Dal giornale di oggi, scopriamo che il bilancio verrà ripianato dall'affitto di un edificio comunale.

Sembra, l'unica fonte che ho è quella giornalistica, che l'affitto di una ampia porzione della struttura di Via Roma garantirà al Comune entrate per 1 milione e 152 mila euro. Nascerà, dopo il trasloco ennesimo dell'ufficio anagrafe (il primo caso in Italia di anagrafe nomade), "una residenza protetta per sedici anziani autosufficienti o con ridotta autonomia fisica, e con uno spazio per utenti disabili, da dare in gestione ad una società privata".

Idea condivisibile ma non nuova, infatti la struttura di Via Roma fu creata dall'allora Amministrazione Carletti proprio per queste finalità.

Sembra che il canone mensile sia stato fissato in 12 mila euro, con un anticipo di pagamento però dei primi otto anni, quindi: 12.000x12= 144.000x8 anni= 1.152.000 proprio la cifra che serve per tappare il buco di bilancio.

Sul giornale c'è scritto che la gestione andrà alla società che si aggiudicherà la gara. Su questo punto credo che ci sarà bisogno di approfondire.

Il bando di gara sembra infatti costruito ad Hoc, e considerando che le entrate previste vengono messe a bilancio, significa che c'è la certezza che qualcuno partecipi e che soprattutto sia disposto ad anticipare 1.152.000 euro.

Sul giornale manca dunque solo il nome della società aggiudicatrice. Chi sarà il tappabuchi? Ma allora non era meglio un affidamento diretto?

martedì 17 marzo 2009

L'IMPEGNO CONTRO L'INDIFFERENZA

Dunque i cittadini di Falconara sono presenti, ben attenti alle questioni che succedono in città e anche fuori. La settimana scorsa è stata scossa da una serie di iniziative che ha avuto il pregio di mobilitare le persone, di farle confrontare, di farle condividere una idea.

Non tutti i cittadini naturalmente, ma una buona parte, e questo mette di buon umore.

Giovedì scorso il Centro Pergoli è stato affollato di persone riunite dalla preoccupazione per alcune leggi promulgate dall'attuale Governo in misura di sicurezza e dalle conseguenti misure prese a Falconara dall'amministrazione Brandoni. Misure, secondo gli organizzatori, che non sono la soluzione del problema sicurezza, ma che al contrario alimentano ulteriori diffidenze e paure compromettendo la possibile convivenza di persone con culture e tradizioni differenti.
Gli organizzatori hanno parlato a ragion veduta, visto che da molti anni sono in prima linea con le associazioni di volontariato e si confrontano ogni giorno con la realtà della strada e dell'emarginazione. Una bella iniziativa che ha fatto riflettere i presenti.

Venerdì sera invece un'altra piccola folla di persone si è riunita sempre al Pergoli, questa volta per parlare di politica. La serata è trascorsa parlando della necessità di una forza di sinistra, con vari interventi che hanno messo in luce l'ansia per crisi economica e sociale le speranze riposte in un partito che ancora non c'è ma che dovrà farsi carico realmente dei diritti dei più deboli. E' nata così l'associazione per la sinistra, grazie all'adesione di diverse persone che si sono date appuntamento per darne forza ed organizzazione.

In ultimo, sabato pomeriggio la città è stata vissuta da un bel numero di partecipanti i quali con la manifestazione NO API, hanno ribadito la totale contrarietà alla costruzione di nuove Centrali all'interno della raffineria. Un corteo pacifico composto da giovani e da intere famiglie ha attraversato le vie cittadine con grande responsabilità.

Tre avvenimenti apparentemente differenti, ma in realtà molto simili. Ha vinto l'impegno sociale sull'indifferenza, la voglia di confrontarsi e condividere sulla chiusura mentale e sull'egoismo.

Questa settimana la città si è risvegliata. E bisognerebbe risvegliarla definitivamente dal torpore che la fa assomigliare ad una città con il coprifuoco, con le strade deserte e i bar chiusi.
Dovremmo riappropriarci della città, anche di notte, sperando però di non incontrare strani figuri con la pettorina e cellulare facile.

giovedì 5 marzo 2009

ALCUNE DOMANDE CHE VORREI FARE

Approfitto del blog, per rivolgermi alle Signore Mancini e Signorini, i due assessori del Comune di Falconara, rispettivamente al Bilancio e alla Cultura.
Non conosco personalmente le due signore, non ho occasioni per parlarci di persona, ma a quasi un anno dall' insediamento in Giunta sento la necessità di porre loro alcune domande.

Signora Mancini in realtà con lei, anche se in maniera occasionale, ho avuto modo scambiare qualche parola. Il giorno preciso non lo ricordo, ricordo però il luogo ed il contesto: circa un anno fa al Centro Pergoli durante un'iniziativa di Sinistra Democratica per presentazione del programma elettorale.
Lei era tra i presenti e subito dopo la mia introduzione prese la parola per farmi notare che nel presentare le idee di SD per la città avevo detto che in caso di vittoria avremmo privilegiato un confronto partecipativo con i nostri elettori.
Il suo intervento censurava quella frase richiedendo invece un coinvolgimento di tutta la città e non solo con parte di essa.
Ricorderà che mi scusai subito, perché non era mia intenzione escludere una parte della città alla partecipazione, anzi. Stavo parlando a braccio, e la frase incriminata è stata chiaramente un lapsus, giustificazione la mia che è certificata dal programma elettorale dove la Partecipazione dei cittadini è al primo punto.
Quella sua osservazione mi fece molto piacere, rafforzava in me la convinzione dell'importanza della partecipazione per i cittadini nelle cose pubbliche. Lei in quel momento non credo avesse già fatto la scelta di campo, o almeno non era di dominio pubblico, ed io ebbi la sensazione che il suo intervento non era formulato in tono polemico ma al contrario veniva da una sua esigenza sincera.
Ho voluto ricordare quel momento perché spesso mi domando se per caso le sue idee partecipative non siano cambiate.
E' possibile che lei non riesca a vedere che lo strumento partecipativo è una pratica sconosciuta all'amministrazione comunale?
Perché non agisce adesso che lo può fare direttamente, visto che ora non è più una semplice cittadina ma ha responsabilità in Giunta?
Questa Amministrazione ha fatto molte scelte importanti per la città sostenendo di aver ricevuto dagli elettori il mandato, evitando così di porgere l'orecchio per sentire l'opinione dei cittadini tutti.
Venendo alle sue competenze dirette, mancano pochi giorni alla presentazione del Bilancio, non crede opportuno che la cittadinanza debba conoscere per tempo la situazione economica e le misure che state prendendo?
Capisco che parlare di Bilancio Partecipativo potrebbe essere incomprensibile per alcuni in maggioranza, ma credo che una maggiore comunicazione con i Consiglieri comunali e con le forze politiche e sindacali sia un atto dovuto.

Signora Signorini io non la conosco se non di vista. Recentemente ho letto su un giornale locale una sua intervista in cui si dichiarava soddisfatta del suo operato. Naturalmente si riferiva al settore di sua competenza, quello culturale. Non credo che si possa darle torto, con la situazione economica drammatica che tutti conosciamo anche la più piccola iniziativa diventa miracolosa.
Ma non capisco se la sua soddisfazione si limita al suo assessorato oppure a tutte le scelte che la Giunta ha fatto nell'ultimo anno.
Provo a spiegarmi meglio. Lei si ritiene soddisfatta per aver avallato le norme anti bivacco? E che ne pensa delle ronde cittadine? E delle Centrali elettriche con la convenzione? E del By-pass? E della Variante di Castelferretti?
Il ruolo dell'assessore non si limita al solo settore di competenza, ma ha responsabilità politiche che si determinano durante le decisioni in Giunta.

Gentili signore Mancini e Signorini, non so se leggerete mai questo post, in tal caso mi farebbe enorme piacere avere un vostro commento per comprendere meglio il vostro operato.
Nell'attesa permettetemi di augurarvi un sincero buon 8 marzo.

mercoledì 4 marzo 2009

RIGASSIFICATORI? DETTO FATTO

Solo alcuni giorni fa, ironizzavo sul fatto che il Vostro sindaco Brandoni sul territorio di Falconara sta autorizzando ogni sorta di struttura pur di ragrannellare qualche soldo, oltre che per meglio ossequiarsi ai "padroni", quando ecco una nuova incredibile notizia: dal Comune di Falconara c'è il via libera per il rigassificatore da costruire a largo (ma non troppo) della costa Falconarese.

Terminati i terreni da svendere, non resta che iniziare ad occupare il mare avranno detto al Castello, ed infatti senza pensarci due volte, con beato entusiasmo, in cambio delle solite monetine, il sindaco e i suoi si prendono la briga di decidere a nome di tutti i cittadini. Naturalmente il pensiero di informare la gente preventivamente non li ha nemmeno sfiorati, anche se la Legge Seveso prevede consultazioni delle popolazioni coinvolte.

Se le saranno fatte alcune domande i nostri valenti amministratori? Si saranno chiesti ad esempio se un rigassificatore è sicuro? Se ci sono stati mai incidenti? Quali sono le caratteristiche di un rigassificatore off-shore? Cos'è l'effetto domino?

Già da alcuni mesi su questo blog è disponibile una mia modesta ricerca fatta su internet, invito i curiosi a leggere il materiale disponibile.
Dopo di che la domanda resta sempre la stessa: MA PERCHE' TUTTO A FALCONARA?

Cerchiamo di non farci prendere impreparati dalle prossime iniziative comunali perché alla fantasia non c'è limite, ricordo che non tanto tempo fa è stato presentato in Consiglio Comunale il progetto di un ponte che dovrebbe collegare l'Italia con la Croazia.

lunedì 2 marzo 2009

CHI LASCIA LA STRADA VECCHIA...

Fate attenzione alla nuova viabilità di Falconara. Da oggi Via Buozzi si percorre al contrario. Il semaforo all'incrocio di via Baldelli è stato disattivato ed il senso unico è invertito.

Nonostante si sia letto sui giornali alcune settimane fa di un possibile cambiamento, stamattina senza nessun avviso, i residenti della zona e i frequentatori della strada, si sono trovati con il senso di marcia invertito.

Confusione per parcheggiare le auto, infatti le auto parcheggiate a spina la sera precedente si sono trovate clamorosamente rivolte in senso vietato, cosa che ha obbligato gli automobilisti a fare inversione.

Purtroppo bisogna segnalare la totale assenza di segnaletica che avrebbe dovuto comunicare questo cambiamento per tempo. Una mancanza grave, visto che per tutto il giorno sono state molte le auto che hanno percorso la strada nei due sensi.

Sembra che questo cambiamento avrà carattere sperimentale, forse durerà due settimane.
E' un esperimento che vorrebbe verificare la possibilità di alleggerire il traffico nella vicina via Rosselli.
Vista la coda di auto che si è formata stasera sulla ripida e scivolosa discesa di via Corridoni, con gli automobilisti provenienti dalla zona collinare costretti ad immettersi prima in via Rosselli per poi andare ad ingolfare via Marsala, probabilmente l'esperimento dovrà essere rivisto.

In tema di viabilità resta comunque incomprensibile la messa vendita della casetta di via Gobetti di proprietà del Comune di Falconara, visto che la soluzione dei problemi di traffico nel centro cittadino passa proprio per quel fazzoletto di terreno.

mercoledì 25 febbraio 2009

AVANTI C'E' POSTO

Ho notato che spesso questo blog è frequentato da persone di altre città. Più volte mi sono chiesto se queste persone riescono a capire le problematiche di Falconara.
Vorrei provare a dare una visuale più ampia dei problemi legati agli ultimi temi trattati nel blog, con la speranza che queste indicazioni possano servire però anche agli abitanti falconaresi.

Falconara Marittima, la mia città si trova nelle Marche a circa 10 km dal capoluogo di regione Ancona, la sua superficie è di 25,46 km² e gli abitanti sono 27.984 rilevamento del dicembre 2007, la densità è 1.099,14 ab./km².

La sua posizione geografica è riconosciuta da tutti strategica, infatti sono molti i soggetti che vorrebbero trarre benefici da questa strategicità, tutti si sentono autorizzati a sfruttare questa preziosa caratteristica tranne i cittadini, che da sempre vengono tenuti in un angolo all'oscuro di tutto senza possibilità di proporre idee.

Allora vediamo come è sfruttato il piccolo territorio di Falconara Marittima.

Abbiamo una raffineria di petrolio con all'interno una centrale elettrica di medie dimensioni.









Abbiamo un aeroporto punto di riferimento delle Marche e di alcune vicine regioni.










Nelle vicinanze dell'aeroporto e dall'uscita autostradale il Comune con la benedizione della Regione ha ceduto un'ampia fetta del suo territorio al progetto Quadrilatero, che consiste in una imponente costruzione che comprende un Polo fieristico, un Centro direzionale e commerciale ed un Hotel di lusso.








Fin qui si potrebbe dire che il territorio di Falconara sia già saturo di insediamenti logistico-industriali. Non a caso Falconara si trova in un'area che viene denominata Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale, non solo è un'area di interesse nazionale a causa dell'elevato inquinamento. Recenti studi epidemiologici hanno rilevato elevati rischi di tumori per la popolazione con un effettivo aumento delle patologie alle vie respiratorie.

Una amministrazione di buon senso a questo punto farebbe di tutto per cercare di riportare la città verso una migliore qualità della vita vigilando, per esempio, affinchè le bonifiche del territorio avvengano nel più breve possibile.

Invece la Giunta di destra con il sindaco Brandoni, ignorando la situazione rilancia un piano di ulteriore occupazione del territorio aumentando le criticità in maniera esponenziale.

Infatti la giunta Brandoni approva il progetto della raffineria Api di costruire nel suo sito due nuove centrali elettriche di 580 mwe. Ma non solo, infatti stipula una convenzione con l'API con la quale in cambio di pochi euro, rinuncia a decine di contenziosi accumulati negli anni contro la raffineria a causa di decine di incidenti che hanno provato danni alle cose e soprattutto la morte di alcune persone.


La giunta Brandoni è favorevole al By-pass ferroviario che consiste nello spostare la ferrovia che negli anni è stata inglobata dalla raffineria, con una deviazione che oltre che occupare nuovo territorio, taglia in due isolandoli interi quartieri.











Basta così? Naturalmente no. Infatti a giorni conosceremo la decisione del Governo nazionale che indica Falconara come sito per la costruzione del Centro di Identificazione e Espulsione degli immigrati clandestini.


Tenete presente che tra i vari progetti di cui sente parlare sempre più spesso c'è anche la costruzione di un rigassificatore sul tratto di mare adiacente indovinate un pò dove? Esatto di
fronte alla raffineria, quindi a Falconara.


Nel nostro territorio manca solo un inceneritore e chissà, magari dopo gli accordi con la Francia da parte del Governo Berlusconi per la costruzione delle centrali nucleari Falconara avrà l'onore di ospitarne una, grazie all'area strategica.



Aggiungete alcune Varianti Urbanistiche che vanno a massacrare le poche zone di verde e così completiamo la cartolina di una città che invece nel passato aveva vocazione turistica, grazie al mare, una bella costa con spiaggia sabbiosa che però è continuamente violentata da sversamenti di sostante petrolifere e cancerogene che arrivano dalla raffineria. La fantasia di alcuni sembra non avere fine, tutto viene ammassato qui, ignorando la realtà con la sola parola d'ordine che sembra essere AVANTI C'E' POSTO.

Dunque cari lettori del blog, mi chiedo se anche voi che leggete da località lontane non siate d'accordo con me che ADE' BASTA (in dialetto adesso basta). Credo che una sana incazzatura sia più che giustificata.

lunedì 23 febbraio 2009

LA FALCONARA DEMOCRATICA CONTRO I CENTRI DI IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE


Li puoi chiamare CPT, CEI o CIE, tanto nella pratica queste sigle significano tutte la stessa cosa: carcere ingiustificato per persone che hanno la "colpa" di scappare da luoghi di disperazione, di carestia, di guerra.

Sono immigrati, clandestini dice qualcuno. Equiparare la condizione di clandestinità ad un reato è quanto di peggio un essere umano possa pensare. Ma non basta, gli immigrati vengono stipati in vergognosi centri di accoglienza. Mai definizione è stata più fuorviante, visto che di accogliente non hanno proprio nulla, anzi i CIE assomigliano tristemente ai lager.

Parlo di CIE perchè oggi i giornali locali ufficializzano una notizia che era già nell'aria da tempo: a Falconara verrà costruito il Centro Identificazione ed Espulsione delle Marche. L'argomento in questo blog è stato già toccato a maggio scorso , anche in quella occasione l'amministrazione comunale dimostrò la totale subarternità nei confronti degli ordini partiti da Roma.

Infatti in un primo momento Brandoni e Co. si dichiararono contrari ai CIE, badate non perchè ritenuti inumani, ma molto più semplicemente perchè compromettevano la sicurezza e il decoro della città. Poi la posizione del Sindaco si fece più accondiscendente fino al punto di dire che mai si sarebbe permesso di criticare le decisioni del Governo nazionale.

E figurarsi, finora Brandoni da quando è Sindaco, si è ben guardato di contraddire i potenti di turno, ed anche in questa occasione eccolo lì a dire che il Cei si può costruire chiedendo mestamente in cambio un riconoscimento per le esangui casse comunali (Corriere Adriatico di oggi). Tutta l'azione politica è volta ad incassare. Purtoppo per lui però non tutto si può comprare e non tutti sono disponibili a vendersi.

Un atteggiamento senza scrupoli quello del sindaco, che un cattolico praticante e fervente, come Brandoni dice di essere, dovrebbe non solo criticare ma in nome della carità cristiana ostacolare.
Forse dovremo sperare nella Giustizia Divina.

Intanto trovo inaccettabile che la città di Falconara debba subire ancora una volta una decisione che è lontanissima dalla sua storia, dalla sua cultura e tradizione di città solidale ed accogliente (nel vero senso della parola).

Falconara ha imboccato purtroppo una strada che porta all'intolleranza, alla xenofobia, cavalcando il leit-motiv dell'insicurezza. Da qui a poco potrebbe partire una pericolosa caccia al diverso, i cui risultati sono tutt'altro che immaginabili.

La Falconara Democratica non può restare insensibile al suo declino socio culturale. La Falconara Democratica è contraria ai Centri di Identificazione ed Espulsione e lo manifesterà.

giovedì 19 febbraio 2009

A SINISTRA. IL TEMPO E' ADESSO

Dunque il Partito Democratico con la sua l’implosione ha messo a nudo la debolezza del suo progetto politico. Le differenze al suo interno che sono state spacciate per ricchezza dialettica e culturale, si sono dimostrate mortali. Differenze incolmabili che solo un cieco non poteva vedere. Difficoltà oggettive per mesi sottolineate da alcuni durante il passaggio da DS a PD ad esempio, parole accorate per un ripensamento che solo un sordo non poteva ascoltare. Ma tant’è adesso la situazione è quella che è sotto gli occhi di tutti.

IL PD perde la sua scommessa di un grande partito dei riformisti, ma non solo, con la destra al Governo grazie anche al PD con i partiti della sinistra falcidiati alle ultime elezioni con la giustificazione del voto utile, ci troviamo un Parlamento in cui il solo partito di opposizione è rappresentato da Di Pietro.

Lo so che dire o sentirsi dire “noi l’avevamo detto” non è elegante, ma è la pura verità. Il sogno di formare un solo partito di centrosinistra, riformista che riuscisse a contenere laici e cattolici, ex comunisti e democristiani, è diventato un incubo per milioni di persone che hanno creduto con ingenuo entusiasmo alle parole rassicuranti di certa classe dirigente politica. La stessa classe dirigente che in tutto questo tempo non ha fatto altro che litigare bloccando di fatto l’attività politica di quel Partito, smentendo in pratica la teoria che bisognava disfarsi della sinistra “radicale” che impediva l’azione politica perché troppa litigiosa. Forse gli esponenti del PD rivendicavano una esclusiva sulle “cagnare”.

Le dimissioni di Veltroni sono l’ultimo atto del fallimento che è iniziato con le elezioni politiche: il Paese in mano a Berlusconi in nome del bipolarismo, ma che è continuato con la sconfitta delle Regionali in Abruzzo, con quelle della Sardegna, senza dimenticare le varie beghe interne al PD che stanno portando al commissariamento il Comune di Ancona, una delle “roccaforti rosse”. Non si può derubricare l'inciucio Veltroni- Berlusconi sullo sbarramento al 4% alle elezioni europee.

Questa la situazione, ma adesso che fare? Constatare la disfatta prendendo atto che la destra ci governerà in eterno, oppure rimboccarsi le maniche e cercare di trovare una soluzione o almeno una riduzione del danno?

Io propongo di rimboccarci le maniche ed iniziare speditamente affinché si riesca a ricostituire una forza di Sinistra, nuova, senza spocchia, vicina alla gente, anzi con la gente.
Lo so, l’entusiasmo è sotto i tacchi, ma c’è di mezzo il futuro, nostro e dei nostri figli, gravato soprattutto da una crisi mondiale provocata da un neoliberismo sfrenato, di cui nessuno sembra essere in grado di gestire.

Quindi non perdiamoci d’animo ed iniziamo a discutere, ad incontrarci a fare proposte ad organizzarci, partendo dalle nostre città, confrontandoci con le problematiche locali. A Falconara i problemi non mancano, manca invece una forza politica, e dico politica perché solo la politica se pulita può risolvere i problemi di una città, una forza politica dunque, di sinistra, permeabile alle istanze e alle idee della gente comune.

Il mio è un appello alle persone che sentono la responsabilità del futuro, un appello per la nascita di un tavolo costituente a Falconara a sostegno dell’associazione “LA SINISTRA” .
Avanti i volenterosi. Il tempo è adesso.

domenica 15 febbraio 2009

LA SCONFITTA DELLA POLITICA

Gli ultimi avvenimenti di cui siamo stati spettatori mi stimolano una riflessione sulla crisi della politica, ed in particolare sulla situazione politica provocata dalla profonda crisi interna al Partito Democratico. Si potrebbe dire che chi come me è politicamente distante dal PD, non dovrebbe essere dispiaciuto dell'attuale quadro anzi, invece non è così, la cosa è veramente preoccupante perché ad oggi volenti o nolenti il PD è l'unico partito su cui sperare in una opposizione forte e istituzionale.

L'immagine che illustra perfettamente la situazione del PD l'ho vista in un blog marchigiano (antelitteram). La torre di Babele è il simbolo del caotico dibattito del Partito Democratico, a rappresentare la totale incomprensione al suo interno a causa dei linguaggi diversi dei componenti e da profonde differenze culturali e sociali. E dire che i fondatori del PD "vendevano" il loro progetto come l'unico in grado di unire le diverse sensibilità ottenendo così un partito nuovo forte e riformista. Chi segue un po' le questioni politiche ricorderà che tra i sostenitori del PD spesso è stato affermato che con il PD si sarebbe ovviato ai continui scontri con la parte più radicale del centro sinistra che a loro dire non permettevano il buon Governo. Mi ricordo bene che per giustificarne l'accelerazione del progetto molti sostenevano che l'esperienza di solidità veniva dall'Ulivo (il Pd è già un bambino di otto anni).

Purtroppo i fatti dimostrano che quelle affermazioni se non false, sono state come minimo un pò troppo ottimistiche. E' infatti sotto gli occhi di tutti il fallimento di quel progetto che non solo sta minando le fondamenta su cui si poggia il PD, ma purtroppo crea un vuoto rappresentativo nel Paese: milioni di persone che di colpo si trovano senza un interlocutore politico. Insomma con la nascita del PD aumenta il divario tra le persone e la politica.

Eppure era molto chiaro che le differenze tra i fondatori (DS-Margherita) erano così profonde e che difficilmente avrebbero trovato una condivisione. La recente discussione sul testamento biologico ne è una conferma. Anche lo sciopero generale della CGIL di ieri l'altro ha provocato delle lacerazioni, tanto che il PD non è stato nelle condizioni di aderire nonostante le adesioni a titolo personale di molti suoi parlamentari. A breve si andrà a votare per il Parlamento europeo e anche in questo caso il PD non riesce ad individuare una univoca collocazione: la sola cosa certa è che non farà parte del PSE.

Questi sono solo alcuni dei punti critici che caratterizzano il PD ad oggi, ma non bisogna sottovalutare le varie guerre intestine dichiarate dalle varie correnti ("sensibilità") che immobilizzano il partito nella ricerca di una linea politica. Dicono che la dialettica all'interno di un partito è la sua forza, ma qui il problema non è la dialettica, piuttosto la mancanza di linee guida che caratterizzano un Partito.

Se a livello nazionale la situazione è questa, localmente non mi sembra di vedere uno spiraglio ottimistico.
Solo ieri si è compiuta ad Ancona una drammatica disfatta della politica. Sui giornali oggi ci si sofferma nella differenza della politica con la P maiuscola o p minuscola. Lo spettacolo di ieri al consiglio comunale di Ancona ha un che di penoso. E' sembrato chiaro che la crisi provocata dai problemi giudiziari del Sindaco è stata occasione per mettere sul piatto una serie di problematiche che covavano da tempo nel PD, credo un voler marcare un territorio, una guerra per l'egemonia tra le sensibilità che ripeto sono troppo diverse. Se è vera la mia sensazione credo che si possa dire che la caduta di un'amminitrazione di un Comune importante come quello di Ancona per beghe interne al maggior partito della maggioranza, sia la condanna della miseria della politica.

Anche a Falconara la città in cui vivo, la situazione politica del centro sinistra è tutt'altro che idilliaca. E' notizia di pochi giorni fa dell'iniziativa del PD cittadino intento a promuovere un referendum contro l'ipotesi di costruzione di due mega centrali.
Purtroppo il PD che sembra spaccato anche su questa questione, sembra infatti che non tutti siano d'accordo sul no alle centrali, questo almeno secondo le affermazioni di un autorevole esponente del PD in una recente assemblea pubblica, si pone nel confronto pubblico in un modo autoreferenziale cercando di ritagliarsi un ruolo al di sopra delle altre rappresentanze: forze politiche e associazioni di cittadini. Non entro nel merito della giustezza del referendum perché ho già avuto modo di dire la mia, ma voglio sottolineare invece il basso spessore politico dimostrato dal PD in questa occasione, che sembra non capire che i cittadini si sono evoluti rapidamente, a causa delle pesanti ripercussioni del fallimento politico in città, e che non vogliono più essere dei semplici osservatori ma protagonisti. Semplicemente la gente non si fida più, e come dargli torto. Insomma il POPOLO BUE sembra si stia incamminando verso l'estinzione, e per fortuna aggiungo io.

Dunque gli avvenimenti delle ultime settimane hanno messo allo scoperto un nervo molto sensibile, che già da tempo provoca delle patologie sempre più dolorose. La cura resta quella di una politica con anticorpi talmente resistenti da riuscire a sconfiggere i vari virus nascosti nei partiti politici.
Di fronte ai tanti interrogativi che suscita l'attuale crisi della politica, mi domando: riuscirà una Sinistra unita a dare una risposta soddisfacente?

giovedì 12 febbraio 2009

NO AL REFERENDUM SULLE CENTRALI

Si parla sempre con più insistenza di un referendum consultivo sulla questione delle centrali api a Falconara. O meglio è il Partito Democratico cittadino che cerca in tutti i modi di creare interesse verso questo strumento altamente democratico, ma che io reputo sbagliato utilizzare in questo momento e di seguito cercherò di giudisficarne le ragioni.

Intanto occorre avere una visione completa dello stato delle cose.

Ad oggi ci troviamo con un'amministrazione comunale, quella di Falconara, che in consiglio ha deliberato a favore delle due nuove centrali elettriche da 580 Mwe abbinando alla decisione anche una convenzione con la raffineria api per ottenere una compensazione economica in cambio.

La posizione del Comune però non è decisiva ai fini dell'autorizzazione per la costruzione delle centrali, perché l'autorizzazione viene rilasciata dal Ministero per lo Sviluppo Economico previa autorizzazione del Ministero dell'Ambiente. Ma su tutto vale il parere della Regione Marche che finora si dice contraria al progetto perché è incompatibile con il PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale) che non prevede impianti di quella grandezza ma che al contrario stimola la produzione di energia rinnovabile.

Da alcuni mesi una parte impegnata di cittadini, sempre più numerosa è riuscita a spiegare alla popolazione l'intricata questione, un lavoro duro fatto con sacrifici e determinazione ma che è stato ripagato dalla soddisfazione di muovere le coscienze in città, e cosa ancor più insperata, di farsi ascoltare dagli amministratori regionali, Presidente Spacca in testa, finora silenti sulla questione.
Questa è brevemente la situazione ad oggi.

Quindi la Regione sebbene non abbia ancora deliberato in Consiglio un parere negativo sulle centrali si dice contraria per voce del Presidente Spacca, e se è vero che il parere della Regione è vincolante alla costruzione delle centrali, mi domando perché un Referendum.
Un Referendum proposto dal PD falconarese, un partito che in tutti i mesi di lotta cittadina si è evidenziato solo per la sua assenza, salvo poi improvvisamente presentare la sua intenzione di lanciare il referendum, ignorando completamente il movimento (l'unico titolato sulla questione) ma chiedendone spudoratamente la collaborazione per la buona riuscita.

Ma perchè il PD, invece di promuovere il referendum non agisce come dovrebbe e potrebbe per vie istituzionali? Non bisogna dimenticare che il PD sia in Regione Marche che in Provincia rappresenta circa l'80% della maggioranza.

E' veramente singolare che un Partito di quel potere preferisca intraprendere il percorso del referendum, tra l'altro bisognerebbe aspettare una modifica dello statuto comunale cosa che mi sembra improbabile al momento, piuttosto che prendere la via più facile e diretta, imponendo il giudizio sulle centrali con un atto pubblico del consiglio regionale e provinciale, in cui si dica chiaramente che Regione e Provincia sono contrari alla costruzione delle centrali Api.

Se le convinzioni del PD sono vere sulle centrali, non mi sembra così difficile prendere una posizione netta, che non dia adito ad interpretazioni. Invece niente, si continua a girare intorno al problema senza mai affrontarlo seriamente.
Se permettete questo atteggiamento provoca dubbi sulla reale volontà del PD di risolvere positivamente il problema delle centrali. Riversando così tutta la responsabilità sui cittadini che ancora sono confusi sulla questione.

A pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca, diceva qualcuno.

Adesso il dibattito gira attorno alla questione se aderire al comitato per il referendum per non lasciare il PD solo, oppure se dichiararsi non disponibili a partecipare.

Io continuo a dire che il referendum in questo momento potrebbe affossare tutti i risultati fin qui ottenuti. Credo che a questo punto sia importante ascoltare le opinioni degli altri partiti presenti in città e soprattutto credo che sia fondamentale convocare l'assemblea permanente urgentemente.

Il Referendum deve rimanere principalmente uno strumento in mano ai cittadini. Secondo me l'ipotesi del Referendum potrà essere perseguita solo dopo l'effettiva decisione da parte di Regione o Governo nazionale di autorizzare la costruzione delle centrali, prima di questa certezza è solo inutile e semplicemente spreco di tempo ed energia.
L'obiettivo primario per l'assemblea permanente rimane quello di ottenere un atto ufficiale dalla Regione dalla Provincia, ma anche dai Comuni vicini che siano contrari alle centrali. Dobbiamo attivarci presso consiglieri regionali, provinciali, comunali e sindaci a noi vicini per convincerli ad esprimersi ufficialmente sulla questione. Nient'altro.

Da Wikipedia: Referendum comunali e provinciali
Ai sensi dell'art. 8 del Testo Unico Enti Locali: D.Lgs. 267 del 18 agosto 2.000, sono stati introdotti i Referendum abrogativi o consultivi, sulle Delibere degli Enti locali: sia delle Province che dei Comuni. I Referendum provinciali e comunali sono sottoposti però alle normative, più o meno restrittive, stabilite dalle singole Amministrazioni, negli Statuti e nei Regolamenti attuativi. Pur essendo un importante strumento di azione popolare, dei comitati civici e della società civile, vengono sempre più spesso "neutralizzati" da Regolamenti sempre più restrittivi; modificati di volte in volta dalle singole Amministrazioni che ne temono gli eventuali risultati.

mercoledì 11 febbraio 2009

IL TRAFFICO E I PARCHEGGI

E' antico e irrisolto il problema dei parcheggi e del traffico a Falconara Marittima.

Pochi giorni fa la protesta dei comitati di via Rosselli che da anni chiedono una soluzione ai loro problemi di traffico e di inquinamento, con i conseguenti rischi per la salute. I livelli di polveri sottili sono fuori legge e l'amministrazione comunale di fronte a questo reale rischio per la salute degli abitanti non è andata oltre ad ipotesi, tra l'altro sembra irrealizzabili (problemi economici?). Ma mentre propone una risivisitazione della viabilità, mette in vendita l'edificio di via Gobetti, negando di fatto l'unica possibilità di creare (un giorno) una vera strada decongestionante all'interno della città.

Queste contraddizioni provocano sospetti sulla reale volontà o capacità di migliorare la situazione del traffico così gravosa.

Oggi sul Resto del Carlino leggo nella cronaca di Falconara due articoli che riguardano il problema parcheggi e traffico. Ancora una volta una palese contraddizione. Sul primo si legge che i parcheggi a pagamento sono aumentati (da due giorni senza uno straccio di comunicazione) arrotondando la tariffa oraria a 1€. Nell'articolo si legge anche che sono in arrivo aumenti per i parcheggi dei residenti della zona blu (da 55 a 70€) che posseggono una seconda auto, ma non solo, anche per quei residenti che posseggono un garage o box e non lo utilizzano. Ora a parte il fatto che mi piacerebbe capire come individuare un residente che non usa il garage, la cosa che mi risulta condradditoria e che questo ennesimo balzello sulle spalle dei cittadini, vi ricordo che il parcheggio residenti era stato aumentato già dalla Giunta Recanatini, viene giustificato non per fare cassa ma "con l'obiettivo di scoraggiare l'eccessiva congestione in centro".

Va bè, direte, ma dov'è la contraddizione. La contraddizione è nell'articolo pubblicato di spalla dal titolo "Megaparcheggio sotto Piazza Mazzini". Un progetto di cui il Comune si è detto interessato.
Il progetto presentato da un privato prevede un parcheggio sotterraneo a Piazza Mazzini, in pieno centro e isola pedonale. L'unico spazio dove le auto non possono entrare di tutta la città, l'unico spazio dove le persone possono tranquillamente passeggiare e dove i bambini non rischiano di venire investiti.

Eccola la contraddizione, da un lato si vorrebbe decongestionare il traffico in centro aumentando le tasse per il parcheggio ai residenti, e dall'altro si prende in considerazione la costruzione di un parcheggio sotterraneo in pieno centro cittadino, che naturalmente provocherà un aumento del traffico in entrata e in uscita dal parcheggio e quindi un aumento di polveri sottili.
Insomma ancora una volta mi sembra che le idee siano poche e confuse.

giovedì 5 febbraio 2009

BRANDONI NON E' IL MIO SINDACO

Sono mancato dalla città per alcune settimane, e non ho avuto modo di tenermi informato sugli sviluppi e novità che riguardano Falconara.

Ma sono andato sommariamente a leggermi la rassegna stampa dei giorni scorsi e ho letto i vari blog falconaresi e devo dire che di vere novità non ce ne sono. Però credo che sia da sottolineare il forte eco che ha provocato la presentazione dello studio epidemiologico sui cittadini falconaresi.

Sicuramente il risultato di tale studio ha messo in risalto l'alto rischio per la salute delle persone che loro malgrado vivono nei pressi della raffineria. Quindi un problema esiste, e i risultati presentati, molto probabilmente sono imprecisi per difetto, a causa della difficoltà riscontrate a reperire i dati.

Intanto leggo che il Sindaco Brandoni ha difficoltà a chiudere il Bilancio Comunale, quindi a nulla è servita la vergognosa svendita della città alla raffineria, tantomeno sono arrivati i tanto promessi aiuti del Governo Berlusconi, ma tra i tanti problemi, il Sindaco, trova il tempo per improvvisarsi Sceriffo stanando personalmelte "pericolosi clandestini" nel nome della sicurezza. Già quella sicurezza che invece vuole negare a tutti i cittadini di Falconara, negando, come ha fatto, la veridicità degli studi epidemiologici di cui sopra.

E' veramente preoccupante l'atteggiamento di Brandoni. Un sindaco, di qualsiasi colore politico, dovrebbe per primo preoccuparsi dei cittadini e difenderli, qui invece il primo cittadino ha deciso di stare più comodamente dalla parte dei poteri forti senza alcun scrupolo.

Il Sindaco di una città dovrebbe essere il Sindaco di tutti, ma qui evidentemente non è così. Per questo dico che BRANDONI NON E' IL MIO SINDACO.

mercoledì 14 gennaio 2009

IL RAZZISMO A FALCONARA

Nei giorni scorsi sono apparse sui giornali alcune notizie circa la volontà dell'amministrazione comunale, su proposta di un consigliere del PDL, di adottare alcune ordinanze emesse da sindaci leghisti, forzisti, o di Allenza Nazionale del nord Italia.

Credo che a questo punto sia giusto per i cittadini falconaresi conoscere meglio quelle ordinanze e sapere anche cosa significano realmente.
In una città come Falconara, da sempre una città solidale ed ospitale, è veramente preoccupante dover prendere atto delle scelte di questa amministrazione comunale. A tal proposito sarebbe interessante conoscere l'opinione dell'assessore comunale alle Politiche sociali.


LE ORDINANZE RAZZISTE DEI SINDACI DEL NORD

I casi

1. CITTADELLA (PD)
Il sindaco leghista emette un’ordinanza che vieta la residenza anagrafica a stranieri comunitari ed extracomunitari con reddito inferiore ai 420 euro al mese. L’ordinanza viene firmata da una quarantina di sindaci veneti. Aderiscono anche sindaci del bresciano, il Comune di Corso (Pc) e, con contenuti leggermente diversi, il comune di Azzano Decimo (Pn).
Violazione di norme sostanziali
Artt. 2, 10, 14,32,38,117 Cost. Art. 50, 54 d.lgs. 267/2000 Art. 7 D.lgs. n. 30/2007 Artt. 46 e 47 d. P.R. 445/2000 D.lgs. n. 286/98
Violazione di norme antidiscriminatorie
Art. 13 del Trattato Europeo Art. 43 c. 1 e c. 2 let. b) d.lgs. n. 286/98 (clausola generale di non discriminazione);

2. ROMANO D’EZZELINO (VI)
Il sindaco forzista toglie il bonus bebè agli immigrati, assegna I pacchi natalizi della Croce Rossa solo agli italiani ed esclude gli stranieri dalle borse di studio.
Violazione di norme antidiscriminatorie
Art. 3 c. 1 lett. g) e i) d.lgs. n. 215/2003 (parità di trattamento senza distinzioni di razza o origine etnica nell’accesso alle prestazioni sociali e ai beni e servizi);
Art. 43 c. 1 e c. 2 lett. b) e c) d.lgs. n. 286/98 (clausola generale di non discriminazione)

3. TEOLO (PD)
Il Sindaco di AN non mette la firma sul decreto che concede la cittadinanza italiana se il richiedente non conosce bene la lingua italiana e la Costituzione.
Violazione di norme sostanziali
Artt. 1, 2, 9 d.P.R. 3.11.2000, n. 396 (regolamento di riordino dello stato civile) L. n. 91/92 (legge in materia di cittadinanza italiana)
Violazione di norme antidiscriminatorie
Art. 43 c. 1 e c. 2 let. b) d.lgs. n. 286/98 (clausola generale di non discriminazione);

4. CARAVAGGIO (BG)
La giunta leghista vieta agli stranieri senza permesso di soggiorno di celebrare il matrimonio con un/a cittadino/a italiano/a
Violazione di norme sostanziali
Artt. 2, 3, 29, 117 Cost. Art. 12 CEDU (diritto di formare una famiglia) Artt. 1, 2, 9 d.P.R. 3.11.2000, n. 396 Art. 27 l. n. 218/1995, Art. 116 c.c. Art. 6 c. 2 d.lgs. n. 286/98
Violazione di norme antidiscriminatorie
Art. 14 CEDU Art. 2 D.lgs. n. 286/98 Art. 43 c. 1 e c. 2 let. b) d.lgs. n. 286/98 (clausola generale di non discriminazione); Art. 3 c. 1 lett. g) e i) d.lgs. n. 215/2003 (parità di trattamento senza distinzioni di razza o origine etnica nell’accesso ai servizi);

5. CHIARANO (TV)
Il consiglio comunale vota un tetto all’iscrizione dei bambini stranieri nelle scuole: non più del 30%.
Violazione di norme sostanziali
Art. 38 d.lgs. n. 286/98 (istruzione degli stranieri)
Violazione di norme antidiscriminatorie
Art. 3 c. 1 lett. h) d.lgs. n. 215/2003 (parità di trattamento senza distinzioni di razza o origine etnica nell’accesso all’istruzione Art. 43 c. 1 e c. 2 let. c) d.lgs. n. 286/98 (clausola generale di non discriminazione)

giovedì 8 gennaio 2009

LA CORTE DEI CONTI PER FARE CHIAREZZA

Oggi la notizia è stata ripresa da tutti i giornali locali. L'inchiesta della Corte dei Conti sugli sprechi della Giunta Carletti, o meglio una delle tante in corso. Iniziano ad apparire i primi nomi: Assessori e Dirigenti in carica nel periodo 2001-2006 del Comune di Falconara che dovranno rendere conto delle spese che hanno portato la città ad un passo dal dissesto.
L'argomento è molto delicato anche perchè l'inchiesta è solo all'inizio, chissà dove arriverà e chi coinvolgerà, quindi è doveroso non sfociare su facili giudizi.

Certo che la situazione è però a dir poco imbarazzante. Imbarazzante soprattutto per quelle forze politiche che hanno assistito senza batter ciglio al progressivo degrado a cui andava incontro la città. Anch'io ho fatto parte di una di quelle forze politiche, anche se non in primissima linea. Quello che ho appena detto provocherà sicuramente un marea di improperi, mi riferisco alla posizione defilata, ma qui bisognerebbe aprire una discussione così ampia che non sarebbe possibile sintetizzarla su questo blog.

Quella che sta accadendo è sicuramente una tremenda mazzata (vendetta, diranno in molti), che cadrà sulla testa di chi nolente o volente tiene viva la discussione politica nel centro sinistra cittadino (niente in confronto a quello che subiscono i falconaresi). Colpirà i responsabili, ma non solo, saranno coinvolti politicamente anche coloro i quali pur partecipando all'attività dei partiti, sono estranei ai fatti di cui leggiamo sui giornali.
Io vorrei soffermarmi su questo punto, su questa conseguenza che molto probabilmente favorirà il Governo della città da parte della destra per molti anni ancora.

Vorrei cercare di comprendere le ragioni che hanno impedito alla sinistra di questa città, una volta svelata la drammatica situazione che si è creata, di avviare una seria, approfondita analisi (i vecchi comunisti direbbero autocritica), sul perchè tutto ciò è potuto avvenire. Ce ne sarebbe stato il tempo. Affrontare a viso aperto la cittadinanza per spiegare il fallimento di quell'era apparentemente sfavillante. Quasi sicuramente la città avrebbe risposto malamente, di certo si sarebbe chiuso un periodo politico fallimentare per la città, con i partiti politici protagonisti a pagarne gli errori, ma con la possibilità della ripartenza.

Invece si è preferito andare avanti quasi come se niente fosse accaduto, sperando in un miracolo ancora lontano da divenire. Mi riferisco alle elezioni comunali del 2006, dove molti dei candidati avevano già amministrato con il sindaco Carletti. Come se niente fosse appunto.

Questa scelta ha di fatto tagliato le gambe ad una nuova, possibile classe politica all'interno dei partiti coinvolti che forse, avrebbe potuto rigenerare un nuovo modo di fare, con onestà e sincero spirito di sacrificio.
Adesso la strada è in salita, speriamo che qualcuno trovi lo spazio e le forze per una nuova politica al servizio della gente. Senza protervia.

venerdì 2 gennaio 2009

LA VARIANTE DI CASTELFERRETTI

Ormai ci siamo abituati. In Italia c'è tutto un fiorire di emergenze. Emergenza energetica, emergenza rifiuti, emergenza alluvioni. A causa delle emergenze spesso le amministrazioni locali e i Governi, ritengono di soprassedere alle leggi, di aggirare le regole.

E' quasi uno sport nazionale. Rincorrere le emergenze senza curarsi delle cause che potrebbero provocare le azioni fatte in emergenza.
Chi ha frequentato uno dei numerosi convegni sul tema della difesa del territorio, organizzati in lungo e in largo l'Italia, non avrà potuto fare a meno di ascoltare i buoni propositi dei vari Sindaci, Presidenti, Politici.

Tutti sono d'accordo che i problemi si dovrebbero affrontare con politiche preventive, ma poi, quando il problema riguarda la loro città, o la loro Provincia, ecco che Sindaci e Presidenti hanno pronta la frase di circostanza, ovvero: "... In una situazione normale avrei agito diversamente, ma purtroppo siamo in emergenza". E giù a peggiorare le cose, ma con la giustificazione dell'impellenza.

Falconara come altre città italiane è già stata pesantemente penalizzata.
Emergenza casa? A Falconara vengono costruiti centinaia di palazzi disordinatamente, sfregiando per sempre l'architettura della città.
Emergenza energetica? A Falconara la raffineria aumenta di dimensione negli anni inglobando la ferrovia diventando un pericolo per la sicurezza della città.
Emergenza infrastrutture? Falconara viene espropriata di una grossa fetta di territorio, offerta a Quadrilatero con la benedizione della Regione Marche.

Si potrebbe andare avanti ancora per molto, ad esempio il problema energetico non è ancora stato risolto, quindi per superare l'emergenza a qualcuno è venuto in mente che a Falconara si può costruire una nuova mega centrale elettrica. Oppure che la ferrovia inglobata dall'Api, suo malgrado, è diventata un rischio quindi ecco un'altra emergenza che richiede l'occupazione forzata di prezioso territorio per il famoso By-pass.

Poi c'è l'emergenza finanziaria. Tutti sanno ormai che Falconara è soffocata da una situazione economica fallimentare. Evitare il dissesto finanziario diventa l'ennesima emergenza, e per superarla tra le varie discutibili soluzioni è stata avanzata l'idea di sacrificare un'altra bella fetta di territorio al mercato immobiliare, quindi l'amministrazione Brandoni ha confezionato la Variante Urbanistica per edificare in una zona di Castelferretti peraltro sottoposta a Vincolo di tutela integrale ( A dire il vero il progetto è partito dalla gestione del Commissario e forse ancor prima).

In questi giorni c'è stato un gran lavorio negli uffici tecnici del Comune di Falconara e della Provincia di Ancona per far approvare dalla Giunta provinciale questa Variante, con il risultato che i tecnici provinciali hanno espresso il loro parere positivo giusto in tempo per il fine anno.
Gli esperti dicono però che il parere positivo non tiene nella dovuta considerazione alcuni passaggi fondamentali che non sono stati eseguiti come la Vas (Valutazione Ambientale Strategica) e la Via (Valutazione Impatto Ambientale), forse anche questa volta siamo vittime dell'emergenza.

Adesso la parola passa alla politica. La Giunta provinciale infatti dovrà esprimersi su questa Variante, e lo dovrà fare in tempi brevi.

Ma ho fiducia nella Presidente della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande, negli anni ha sempre dimostrato molta attenzione ai problemi ambientali con politiche a difesa del Territorio per una migliore qualità della vita.
Ho fiducia nella Presidente della Provincia e nelle forze politiche che la sostengono, opporsi a quella variante potrebbe significare che la ragione ha preso il sopravvento sulla logica perversa dell'emergenza. Potrebbe essere l'inizio di un Buon Anno.