domenica 10 marzo 2013

IL MEZZO BICCHIERE

Faccio gli auguri di buon lavoro a Lara Ricciatti e a Laura Boldrini neo parlamentari delle Marche. Ma non mi complimento. C'è poco di cui complimentarsi. Non possiamo farci i complimenti per come sono andate le cose.

L'esito del voto ci riconduce violentemente agli stessi stati d'animo del 2008 con il fallimento della sinistra arcobaleno. Dopo quella sonora sconfitta, faticosamente abbiamo cercato di ricostruire, di riprenderci un pò di credibiltà, convinti che quella terribile esperienza non l'avremmo mai più dovuta rivivere. Ed invece rieccoci qua, delusi, ancora frastornati sotto le macerie dello tsunami Grillo a domandarci che cosa dobbiamo fare ora.

Una sconfitta che assume maggiore gravità in un quadro economico e sociale del paese drammatico: 3 milioni di disoccupati, il 39% dei giovani sono senza un lavoro. Noi perdiamo mentre i diritti dei lavoratori sono pesantemente attaccati, mentre le imprese artigiane chiudono, mentre i servizi essenziali vengono tagliati, la sanità, le pensioni, gli ammortizzatori sociali, la scuola pubblica, mentre si affonda la lama sui beni comuni.

Vogliamo domandarci perchè con questo scenario che doveva essere per noi favorevole elettoralmente, noi che ci dichiariamo un partito a fianco delle classi più deboli, dalla parte dei lavoratori, per l'eguaglianza e i diritti, ce lo siamo chiesti perchè non abbiamo avuto il consenso proprio di quella parte?

Perchè? perchè Grillo urla bene o perchè la nostra politica è stata opaca? Oppure perchè non siamo considerati credibili, perchè abbiamo deluso quelle persone che non si fidano più, Perchè ci percepiscono uguali agli altri?

Abbiamo perso compagni...doppiamente.
Perso numericamente, vista la piccola, insignificante percentuale di voti presi. Noi siamo in Parlamento esclusivamente grazie alla vergognosa Legge elettorale Porcellum, quella legge che volevamo osteggiare.
E poi abbiamo perso culturalmente, politicamente, perchè per inseguire il sogno di una sinistra al governo abbiamo annacquato proprio le nostre idee di sinistra, le nostre intuizioni.
Abbiamo preferito sacrificare il progetto di una sinistra nuova, moderna, attenta alle trasformazioni della società, sull'altare della rappresentanza parlamentare. Noi che pensavamo (sbagliando) di poter spostare il PD verso sinistra, siamo stati annientati dalle grandi contraddizioni del PD. Abbiamo subìto e rincorso l'agenda del PD, appiattiti in una carta di intenti che ci ha fatto discutere solo se Monti doveva allearsi con noi o meno. Sottovalutando la forte tensione sociale che il Paese sta vivendo. Sottovalutando il disagio di milioni di persone senza lavoro e senza futuro, costretti ad assistere a balletti politicisti da voltastomaco.

Non credo che possiamo ignorare il fatto che per stare nell'alleanza con il PD abbiamo soffocato tutte le nostre idee e programmi che ci avevano ridato l'entusiasmo al congresso nazionale. Non credo tuttavia che il successo del M5S sia da imputare esclusivamente ai nostri errori strategici degli ultimi mesi. Perchè il fenomeno Grillo parte da lontano. Bisogna tornare indietro di anni per capire le ragioni di quel successo. L'autoreferenzialità dei politici, la distanza della politica ai problemi reali del Paese, gli sprechi, gli scandali, la corruzione, ma soprattutto l'incapacità di governare oltre un decennio di crisi che ha impoverito le classi medie e portato alla miseria quelle più deboli.

Abbiamo vissuto un anno di governo Monti, fortemente voluto dal Presidente Napolitano, un anno di tagli, riduzione dei diritti, con l'aumento della disoccupazione, delle tasse e una austerità obbligata per tutti tranne per i più ricchi. Un Governo colpevolmente sostenuto da Pd e PDL insieme in grande coalizione che ha fatto urlare BASTA! Convincendo milioni di persone a fare il salto nel buio, e a votare Grillo.

Alcuni di noi, nonostante tutto continuano a vedere il bicchiere mezzo pieno, alcuni dicono che poteva andare peggio, che avere dei parlamentari è un buon inizio da cui prendere slancio.

Non sono d'accordo compagni, il bicchiere non è mezzo pieno, il bicchiere non c'è più, spazzato via dal vento di cambiamento che per troppo tempo abbiamo ignorato.
Alcuni dicono: " non abbiamo capito il sommovimento in atto". E' falso! Noi avevamo capito tutto e molto bene perchè è da quelle intuizioni che abbiamo dato vita al nostro partito, con un congresso che aveva ridato l'entusiasmo ai militanti e, fatto quasi miracoloso, aveva riconquistato la fiducia di tantissime persone che seppur cautamente si erano riavvicinate alla politica: eravamo diventati credibili. Noi avevamo capito... abbiamo solo cambiato strada.

Volevamo fare un partito nuovo, non un nuovo partito e nemmeno un partitino. Il nostro obiettivo era costruire una grande sinistra di governo autonoma in grado di dialogare con il PD, per governare appunto. Tutti gli intenti sono stati disattesi perchè il voto ci dice che siamo meno di un partitino, e soprattutto perchè abbiamo dimostrato di non essere per nulla un partito nuovo, innovativo nelle idee e nei comportamenti, ma di essere purtroppo ancorati alle decrepite pratiche di vecchia politica. Un Partito che all'improvviso si è chiuso, lasciando le decisioni in mano a pochi, ignorando le più elementari regole democratiche e partecipative. Un gruppo dirigente che in maniera oligarchica ha cambiato varie volte la posizione politica, che ha fatto accordi e sottoscritto impegni senza coinvolgere gli organismi eletti dal congresso, gli unici in grado di determinare la linea politica del partito.

Così è stata sottoscritta la carta d'intenti con la quale "assicuravamo lealtà istituzionale agli impegni internazionali e ai trattati sottoscritti dal nostro Paese", in pratica accettavamo il fiscal compact e il pareggio di bilancio voluto dalla Troika, le vere cause dello stato di austerità e di povertà del nostro Paese. Con quella firma abbiamo provocato l'emorragia di iscritti e simpatizzanti i quali fino all'ultimo momento hanno cercato in ogni modo lecito di esprimere la critica e le perplessità per il pericoloso passo che stavamo per fare, ma è stato inutile, non sono stati ascoltati, in qualche caso derisi, addirittura emarginati e tacciati di essere dissidenti. E badate che chiedevano poco... solo di avviare gli Stati generali della Sinistra. Molti se ne sono andati, altri come me sono rimasti, contribuendo, con forza alla campagna elettorale, con grande impegno nonostante i forti dubbi, con spirito di servizio e responsabilità. Quella scelta secondo me ha contribuito al negativo risultato elettorale.

E così abbiamo dovuto affrontare le primarie per il premier del centrosinistra, ben sapendo che il nostro ruolo era di comprimari, e poi la farsa delle primarie per i parlamentari tra Natale e capodanno inficiate ancora una volta dalle scelte calate dall'alto e con regole che hanno impedito la partecipazione dei nostri potenziali elettori (visto che pescavamo nella platea delle primarie del mese precedente, pur sapendo che molti dei nostri possibili elettori non avevano partecipato alle primarie del PD) regole che hanno anche permesso giochetti antipatici anche nella nostra regione, una sorta di consorteria della preferenza che di fatto ha alterato il risultato espresso dagli elettori. Un giochetto che peraltro si è sgonfiato con il basso, quasi inconsistente numero di voti ottenuto alle elezioni vere da quei territori associati, pregiudicando anche la possibilità di esprimere un senatore nella nostra regione.

Avevamo un patrimonio prezioso, la reale possibilità di poter avviare il cambiamento culturale e politico nel Paese a cui avevamo dedicato tempo e intelligenze, un sogno che si è infranto il 26 febbraio.

Ma non è solo nostra la colpa della disastro, le responsabilità vanno ripartite a tutta la sinistra, storicamente incapace di stare insieme, litigiosa e masochista, ma sono convinto che dobbiamo insistere a ricercare l'unità del popolo della sinistra. Una parte di responsabilità va però consegnata anche ai sindacati: è questione di tempo ma se il sindacato non tornerà a fare il suo lavoro imploderà sotto i colpi degli stessi lavoratori. Prima che sia troppo tardi è necessario un rinnovamento culturale dei sindacati, meno apparato e più vicinanza ai lavoratori. Passaggio obbligato tanto quanto quello della sinistra politica.

E adesso che fare? Intanto credo che dobbiamo considerarci liberi dalla sottoscrizione della carta di intenti. Ora il panorama politico è assai confuso, e noi contiamo veramente poco. Dobbiamo sperare in un una trovata di Bersani, ma considerando il caos che regna nel Pd non ci scommetterei Parlare con i grillini è complicato e gli 8 punti proposti da Bersani non credo che serviranno a molto.
Penso che se solo il centro sinistra quei punti li avesse declinati durante la campagna elettorale avrebbero avuto tutto un altro significato e peso anche se credo che dimezzare il numero dei parlamentari sia un errore. Non si diminuisce il costo della politica in questo modo ma la democrazia, basterebbe dimezzare i compensi e togliere i benefit.

Credo che dobbiamo prendere atto che è nata una nuova era, un cambiamento epocale in cui non c'è più spazio per i politicismi e le vecchie concezioni. Dobbiamo tentare di riappropriarci della politica, di imparare a stare tra la gente ad ascoltare. E' un percorso difficile, che ha bisogno di tempo e di lavoro duro, di critica e di autocritica a tutti i livelli, per capire se c'è ancora l'esigenza di una sinistra vera in Italia, se deve avere una forma partito e se abbiamo la capacità di formarla.

Noi di SEL intanto non possiamo fare altro che avviare la discussione attraverso un congresso straordinario, da fare al più presto, rinnovando nel frattempo la dirigenza nazionale, se non altro per il fatto che ora tutto il gruppo dirigente è totalmente impegnato nel compito istituzionale al Parlamento.
Chiedo un Congresso da fare al più presto, per permettere alle Compagne e ai Compagni di comprendere e determinare il percorso e la politica che questo partito intende portare avanti.
Chiedo a questa assemblea di esprimersi in tal senso. Non si può perdere tempo, schiacciati come siamo dall'incombenza di nuove elezioni. A nuove elezioni politiche, se saremo ancora in campo, dobbiamo arrivarci con le idee molto più chiare di ora. E intanto abbiamo alle porte le elezioni amministrative... CHE FARE?

Claudio Paolinelli
Assemblea regionale Marche 9/3/2013

sabato 2 marzo 2013

PENSAVO FOSSE TSUNAMI INVECE ERA BURIANA


C'è un vento di cambiamento nel Paese, ma per ora non è un vento buono, capace di spazzare le nuvole nere della crisi. E' solo una gran buriana: fulmini che squarciano il cielo e tuoni che fanno tremare la terra. Una tempesta che rischia di lasciarci inzuppati dei nostri guai e nulla più.

I "grillini" alludono al cambiamento, ma è il realtà il grido si traduce in una pressante richiesta di buona politica. Una politica pulita, virtuosa che sta dalla parte delle persone. Chi ha votato "Grillo" chiede giustizia sociale e un Paese vivibile, è stanco dell'arroganza di certi politicanti e della corruzione, per questo ha scelto di fare "il salto ne buio", ponendo ogni residua speranza nelle mani di una persona di cui forse non ne condividono nè idee nè metodi, ma perchè non vedono alternative.

Il problema però è capire se quel salto nel buio porta da qualche parte, se apre una nuova strada e se permette di risolvere i tanti problemi in cui siamo immersi. Perchè i problemi vanno risolti ora e invece stiamo perdendo minuti fondamentali, per colpa della mala politica, senza dubbio, a cui adesso però si aggiunge l'improvvisazione del movimento più votato d'Italia, che non è capace o forse non vuole aggiornare la sua protesta in proposta.

Generalizzare è comodo ma è sempre sbagliato. Non è assolutamente vero che tutti i partiti sono uguali. E' difficile sostenere questa tesi in momento come questo, lo so, ma non dobbiamo farci intimidire e nemmeno possiamo "arrenderci". C'è buona politica, c'era anche prima di Grillo. I punti programmatici del M5S sono in gran parte le idee fondatrici di alcuni partiti. Di quello in cui milito di sicuro. Si può criticare la poca incisività con cui abbiamo portato avanti quelle istanze, ma la politica in democrazia si fa con i numeri oltre che con le idee. Penso che sia sbagliato azzerare tutto a prescindere. Penso che sia pericoloso fare salti nel buio che ricordano purtroppo periodi di storia terribili.
 
Grillo ha ragione a dire che lo Tsunami è iniziato e che lo ha voluto la gente. Lui dice di non c'entrare nulla, invece ha una grossa responsabilità che è quella di aver iniziato una rivoluzione che non sa nemmeno lui come finirà e che non sarà più nemmeno in grado di gestire.
Una follia da cui occorre uscire al più presto.

mercoledì 27 febbraio 2013

GRILLI PER LA TESTA

Non credo che si possa chiamare Tsunami il successo del movimento 5 stelle alle elezioni politiche. Uno tsunami quando arriva travolge tutto quello che incontra, con una forza devastante tale da alterare completamente le terre che invade.
 
Dico questo non per cercare di sminuire lo straordinario successo della lista di Grillo che è innegabile e sotto gli occhi di tutti, ma perchè sembra che l'onda si sia infranta sugli scogli delle Istituzioni, che evidentemente sono stati ben posizionati da quegli ingegneri della democrazia, padri costituenti del nostro Paese repubblicano.
 
In realtà il M5S adesso è costretto a rapportarsi con i meccanismi e con le Leggi che la Costituzione impone. Una specie di DAY AFTER per gli eletti che li catapulta in una realtà che forse fino a lunedì scorso non immaginavano. Adesso i parlamentari e i senatori eletti, hanno la responsabilità di decidere le sorti del Paese e per la prima volta forse dovranno sottoporsi alla complicata pratica della mediazione politica, del compromesso, termine che a loro fa venire la febbre immagino, ma che è invece il seme della democrazia e strumento indispensabile per poter far fare passi avanti alle proposte alle idee, ai sogni.   
 
Da oggi quindi dovranno sporcarsi le mani e raggiungere una mediazione costruttiva e propositiva, perchè stare in Parlamento comporta una grande responsabilità, un peso enorme per ogni persona che siede sull'ambìto scranno e che pensa che il suo ruolo sia quello di tutela del Bene Comune.
Del resto i cosiddetti grillini hanno deciso di invadere il campo proprio perchè ritengono (a ragione) che i partiti abbiano usato in maniera impropria l'Istituzione.  
 
Lo tsunami quindi non ha spazzato nulla, Grillo non ha vinto le elezioni, per ora ha semplicemente cristallizzato la situazione. Uno stallo che potrebbe essere deleterio al Paese e non credo che i milioni di italiani che hanno votato M5S lo abbiano fatto con l'intento di distruggere tutto. Lo tsunami potrebbe quindi effettivamente arrivare ma si avventerà sulle persone e non sulla casta.   
 
E' una bella prova per i neo parlamentari, dovranno decidere se cercare una mediazione, fare delle proposte, oppure lasciare che siano altri a decidere per loro. Insomma si tratta di dimostrare che oltre alla protesta il movimento 5 Stelle è in grado di fare proposte utili per l'Italia.
Una bella responsabilità che a me non farebbe dormire la notte.
Speriamo non abbiano grilli per la testa.

venerdì 22 febbraio 2013

PERCHE' DISCONOSCERE?

Ieri ho avuto una brutta sensazione all'assemblea organizzata dal neonato meetup di Falconara. Non tanto per le cose dette dagli organizzatori, abbastanza scontate secondo me, i quali ripercorrendo la strada del loro mentore con atteggiamenti reazionari e populisti, si prestano a campagne anticasta sparando sul mucchio.
 
Quindi non sono gli attivisti di Grillo a deludere, di loro ho idee precise e penso che alcune buone intenzioni siano usate come scudi per tutt'altri scopi (sarà il tempo a smentirmi).
 
Piuttosto sono dispiaciuto dal fatto che due persone, che mi onoro di considerare amici: Loris e Carlo, forse presi dal clima anticasta e antipartiti che si respirava in quella sala, si siano dimenticati di dire che alla battaglia civile sul rispetto dell'ambiente e contro la realizzazione del rigassificatore hanno partecipato varie componenti del tessuto sociale della città, compresi alcuni partiti, SEL in particolare che con estrema chiarezza ha sempre preso una posizione che non dà adito a interpretazioni. Al contrario ieri è stata evidenziata l'assenza delle forze politiche sul tema. 
 
Eppure siamo stati sempre attenti al dibattito in corso in questi ultimi anni, partecipando attivamente a tutte le iniziative. Io ad esempio penso di far parte ancora di quel movimento cittadino e non vorrei esserne stato escluso a mia insaputa. 
 
Trovo singolare che chi parla a nome di un comitato cittadino imposti una discussione mistificando un pò la situazione. Capisco che il clima pre-elettorale locale possa in qualche modo attivare modalità tatticistiche, ma arrivare a disconoscere un lavoro comune non credo faccia un buon servizio alla causa. Anche perchè grazie a quegli interventi c'è chi ha subito approfittato per affondare la lama sulla inaffidabiltà dei partiti classificandoli tutti allo stesso livello (infimo naturalmente). Parole anticasta, per me inaccettabili, che peraltro sono state pronunciate da chi, avendone avuto la possibilità, non ha voluto interrompere un capitolo pessimo di malapolitica anconetana.  
 
Spero tanto che la campagna  elettorale per il rinnovo del consiglio comunale a Falconara riesca a contenere il dibattito in ambiti di reciproco rispetto e di verità. Non faccio a tutti questa richiesta, ma spero che venga accolta da quelle persone di cui ho massima stima e rapporto di amicizia. Come Loris e Carlo per l'appunto.       
 
 

venerdì 1 febbraio 2013

SPENTA LA TORCIA DELLA RAFFINERIA

Oggi si è spenta la fiamma della raffineria Api di Falconara.
Alcuni giornali descrivono questo fatto quasi con sentimentalismo, in realtà quella fiamma, è il simbolo della presenza di un sito industriale ad alto impatto ambientale che ha illuminato il cielo per anni mentre allo stesso tempo inquinava l'aria e la terra circostante. Una fiamma che ha garantito il lavoro a migliaia di lavoratori i quali ora, non a causa delle istanze del movimento ambientalista ma per una scelta della proprietà dell'azienda petrolifera, rischiano seriamente il posto di lavoro.
 
Argomento spinoso quello della raffineria, chiunque si azzarda in considerazioni si presta a cattive interpretazioni più o meno strumentali. La verità è che l'azienda a causa della crisi dei consumi petroliferi e dei bassi costi di raffinazione di altri siti nel sud del mondo, ha optato (per ora) di sospendere la raffinazione per un anno. Quindi una decisione di carattere economico: non c'è il profitto e quindi stop. Non c'entrano nulla le istanze di quella parte della popolazione preoccupata per l'impatto ambientale e per la salute, la scelta non tiene conto quelle proteste che peraltro non hanno messo mai in discussione il diritto al lavoro dei dipendenti Api e dei lavoratori dell'indotto.
 
Ora resta il dubbio. Fiato sospeso per un anno per conoscere le sorti della raffineria, una decisione unilaterale con poche possibilità di dialogo e confronto. Perchè è sempre stato così con i dirigenti dell'Api, da sempre nessun dialogo soprattutto con le comunità del territorio, solo arroganza e chiusura.
 
Ora con questa situazione non resta che augurarsi che nell'anno di stand-by gli amministratori della città, la Regione Marche, i sindacati non perdano tempo e si preoccupino di trovare una soluzione al problema, che tenga conto della probabile chiusura definitiva. Che si facciano carico del futuro dei lavoratori, dell'economia locale, della riconversione dell'area e soprattutto della bonifica, che resta il problema più grande e che peserà su Falconara per molti anni, troppi!  

mercoledì 16 gennaio 2013

FERMO IMMAGINE SULLE ELEZIONI DI FALCONARA

Brindisi, cene,
foto di gruppo, foto in coppia, foto con anziani,
foto con gruppi di Facebook, 
così tante pose che le foto vengono mosse. 
E poi strette di mano, occhiolini,
inaugurazioni,
fiumi di soldi per ipermanifesti...
 
quanto ai contenuti finora però nisba!!!



giovedì 10 gennaio 2013

PARCHEGGIO FACILE

La vicenda dei parcheggi a pagamento di Falconara credo che abbia diritto ad una spiegazione.
 
Poco prima di Natale l'amministrazione comunale con gaia baldanza ha annunciato che a causa della scadenza dell'appalto con la società che gestisce i parchimetri, i parcheggi sarebbero stati gratuiti e senza limiti di sosta in tutto il centro cittadino. Ad oggi è ancora così, vige la sosta illimitata e gratuita per tutti, tranne che per i residenti i quali per sostare pagano un abbonamento annuale.
 
Nel delirio pre-elettorale (se si considera che per costoro la campagna elettorale è iniziata 3 anni fa)assessori e sindaco, hanno affermato che la sosta libera sarebbe stata di aiuto per i commercianti, in realtà la sosta libera ha ostacolato il commercio in centro visto che in assenza di un parcheggio regolamentato le auto hanno occupato gli spazi a lungo  impedendo il ricambio dei clienti. 
 
I residenti del centro possessori di auto nel frattempo, avendo pagato anticipatamente la tassa sul parcheggio per l'intero anno, hanno un rimborso per il periodo di sosta gratuita per tutti, e l'amministrazione con grande generosità ha promesso loro uno sconto di pari importo da scalare con il rinnovo dell'autorizzazione.
 
Promessa che però ora si scontra con la volontà della nuova società che gestirà la sosta la quale giustamente non ci pensa per nulla di privarsi di una parte di guadagno a causa di promesse fatte da altri ed ha già fatto sapere che non ci saranno sconti.
 
Questa vicenda del parcheggio dovrebbe godere di più trasparenza, i cittadini avrebbero il diritto di sapere che la nuova società che gestisce i parchimetri che in questi giorni sono stati reinstallati, ha ottenuto un appalto di ben 25 anni, una scelta criticabile le cui conseguenze si possono ben capire, ma non solo, l'amministrazione ha affidato alla società anche il servizio di abbonamento dei residenti, una esternalizzazione che fa perdere alle casse comunali circa 10.000 euro.
 
Tutto questo ha naturalmente a che fare con la costruzione del parcheggio a ridosso della stazione ferroviaria che la stessa società gestirà in toto avendo vinto la gara in quanto unica partecipante.
 
Una operazione da approfondire ma che intanto mette mano nelle le tasche dei cittadini i quali nei prossimi giorni dovranno sostenere un sensibile aumento della tariffa oraria dei parcheggi in centro in attesa di conoscere chi determinerà e come il costo delle autorizzazioni dei parcheggi per residenti.
 
 
   

mercoledì 2 gennaio 2013

PRIMARIE PER I PARLAMENTARI SEL: RINGRAZIAMENTO AGLI ELETTORI.


Con la mia candidatura alle primarie di SEL per la scelta dei candidati al Parlamento ho inteso dare un contributo al Partito convinto da sempre che è la partecipazione attiva il motore della democrazia.
 
Con questa motivazione mi sono battuto con fermezza nei luoghi assembleari affinchè SEL esprimesse una aperta e trasparente consultazione democratica per la scelta dei rappresentanti istituzionali. Una necessità dettata anche dalla crisi della politica e della scarsa credibilità dei partiti in una fase opaca del nostro Paese.
 
Queste primarie sono il primo passo frutto di una mediazione, la pratica partecipativa però è ancora tutta migliorare.
 
Esprimo tuttavia soddisfazione per la mobilitazione di persone che hanno animato queste primarie nonostante siano state programmate nel bel mezzo delle festività natalizie e nonostante il poco tempo disponibile per organizzarle.
 
Il risultato personale ottenuto, ampiamente prevedibile, sarà motivo di studio e di riflessione in vista anche delle prossime elezioni comunali di Falconara Marittima, città nella quale risiedo.
 
Ringrazio le142 persone che mi hanno votato, i Compagni e Compagne che mi hanno sostenuto ed auguro a tutti un buon anno sereno.
Claudio Paolinelli

domenica 23 dicembre 2012

IL 30 DICEMBRE ELEZIONI PRIMARIE PER LA SCELTA DEI CANDIDATI AL PARLAMENTO

Cari amici, Su sollecitazione e proposta di alcuni compagni e amici ho deciso di accettare la candidatura alle Primarie di SEL per la selezione dei Parlamentari alle prossime elezioni politiche, consapevole della responsabilità che tale scelta comporta. Ho deciso perchè condivido totalmente le parole di Nichi Vendola con le quali mette in luce la necessità di cambiamento e di alternativa nel Paese, parole che determinano una netta discontinuità con le politiche di austerity del governo Monti.

Le Primarie si svolgeranno il 30 dicembre e potranno votare tutti gli iscritti a SEL e tutti gli elettori che hanno partecipato alle primarie del centro sinistra del 25 novembre.

A Falconara si voterà presso il Circolo di SEL di Via Flaminia 578, a pochi passi dalla stazione, dalle 08.00 alle 20.00. Ad Ancona presso le circoscrizioni comunali. Gli altri seggi delle Marche dove sarà possibile votare verranno comunicati al più presto.
Chiedo con molta modestia un voto per poter contribuire al cambiamento del Paese e per essere utile al nostro territorio.

Un caro saluto Claudio Paolinelli

Mi chiamo Claudio Paolinelli, abito a Falconara Marittima, ho 52 anni.

Sono stato tra i pionieri del soggetto politico di Sel fin dal 2006, promuovendo e partecipando alla costituzione di movimenti politici che hanno avuto l'obiettivo di ricostruire un partito di sinistra di governo. (da sinistra democratica passando per l'associazione per la sinistra e a sinistra e libertà, fino alla nascita di SEL).

Ho sempre partecipato attivamente alla vita del movimento e penso di aver dato un utile contributo per il suo radicamento, avendo anche ricoperto incarichi di responsabilità.

Credo che la mia candidatura possa essere garanzia di particolare importanza per la Provincia di Ancona e per l’intera Regione, al fine di continuare l’impegno a difesa del territorio e dell’ambiente. Ho partecipato e sono stato tra i promotori dei vari comitati cittadini per sostenere le battaglie civili a partire dal no ai rigassificatori, alle numerose istanze a difesa dell'ambiente (quadrilatero, centrali ecc.). Faccio parte del movimento dell'acqua e ho contribuito attivamente al successo referendario. Mi sono sempre battuto a difesa degli immigrati organizzando iniziative di solidarietà e di informazione (clandestino day). Ho dedicato molto tempo al tema del reddito minimo garantito e sono particolarmente sensibile ai temi del lavoro e del welfare, sempre a fianco dei lavoratori in lotta. Sono un convinto pacifista e ritengo fondamentale il concetto di democrazia partecipata, considerando indispensabile il confronto diretto nonché il concetto di “politica dal basso”, premessa indispensabile per attuare quell’idea di “partito nuovo” che abbiamo sempre auspicato di poter costituire.

Intendo dedicare tutto il mio impegno e passione per la costruzione di una sinistra forte, unita e di governo, restando dalla parte dei più deboli.


6 motivi + 1 per cui vale la pena candidarsi alle Primarie DI SEL secondo me:

1.     Lotta alle disuguaglianze, ripristino dei diritti e tutela del welfare.

2.     Diritto al lavoro e reddito minimo garantito. Lotta alla precarietà per evitare una guerra generazionale tra padri e figli.

3.     Evitare la deriva centrista e moderata, liberare l'Italia dalle imposizioni sovranazionali e dal liberismo.

4.     Rispetto e tutela per l'ambiente, stop al consumo di territorio e difesa dei beni comuni.

5.     Libertà di amarsi, riconoscimento delle unioni civili con una Legge "civile".

6.     Lotta agli sprechi e ai privilegi dei Parlamentari.

Presento la mia candidatura soprattutto perchè voglio rappresentare e dare voce alla generazione dei 50enni, a quelli che come me si trovano senza lavoro e senza alcuna possibilità di reinserimento nella società, schiacciati dalle disumane regole del mercato del lavoro. Vorrei impegnarmi per ridare speranza a quelle persone, spesso con famiglia a carico, che, dopo una vita di sacrifici, sono rimasti in compagnia della loro solitudine e che vorrebbero almeno conservare la propria dignità.

lunedì 17 dicembre 2012

E' MORTO NESSUNO!

 Voglio dedicare un pensiero ad una donna di nome Veta che ieri ha perso la vita in un tragico incidente. Una morte avvenuta in silenzio nei pressi della ex Montedison di Falconara, un luogo dove gli invisibili cercano rifugio, un luogo infernale che a molti provoca disgusto non per il degrado del luogo ma perchè frequentato da questi poveracci.
 
 
 
Dal Corriere Adriatico 17/12/2012
 
MONTEMARCIANO - Stavano tornando a casa, o meglio nel rifugio dell’ex Montedison, quando un Suv li ha travolti, trascinandoli per una trentina di metri. È lungo la Flaminia, proprio davanti al distributore Ip, che Veta Caldarrao, romena di 43 anni, ieri sera verso le 20 ha perso la vita. Con lei c’era la figlia 24enne che ora versa in gravissime condizioni all’ospedale di Torrette. Non è chiara la dinamica del tragico incidente. L’uomo alla guida del Suv della Volvo Xc90, G.V., anche lui 43 anni, stava viaggiando da Falconara in direzione di Senigallia. Ha riferito di non essersi accorto del gruppetto che attraversava la strada. Il gruppo di rom era appena sceso dalla corriera. Le due donne, con un terzo connazionale, stavano tornando da una giornata passata a di Senigallia e rientravano nel rifugio dell’ex Montedison. Complice il buio, anche se poco più in là c’è la luce del distributore a illuminare la strada, l’autista ha travolto le due donne, trascinandole per una trentina di metri. A terra rimangono solo una scarpa, un sacchetto di plastica e alcune uova rotte, forse la cena della donna e della figlia. Veta Caldarrao era madre di cinque figli. Secondo i rom le due donne erano sul bordo della strada.

domenica 16 dicembre 2012

GRIGIORE E OPACITA' DELLA CAMPAGNA ELETTORALE A FALCONARA

Pochi si sono accorti in città che la campagna elettorale per le elezioni comunali è in svolgimento. Strano perchè manca veramente poco, le forze politiche e sociali sembrano impreparate e si muovono con molta circospezione.
Sarà la crisi economica che attutisce i rumori e le grida della propaganda, o forse è il tatticismo, ingrediente sempre presente anche se sgradevole.

Io credo invece che il poco interesse nei confronti di chi si candida ad amministrare la città per i prossimi anni, sia dovuto al generale basso livello politico e programmatico.
Ho come l'impressione che manchino le idee, non c'è un profilo alto nel modo di pensare, le proposte fin qui presentate sono mediocri,  non c'è niente di innovativo, tutto sembra pensato per gestire l'esistente, manca una idea di futuro della città.

Gli stessi candidati sembrano spenti, non riescono a trasmettere l'entusiamo forse perchè non ne hanno nemmeno loro in questa avventura, e se così fosse sarebbe davvero un grave problema.

Questa campagna elettorale è caratterizzata dunque dallo scarso interesse generale delle persone, ma credo che sia dovuto al fatto che le forze politiche e i candidati finora, al di là delle presunte intenzioni, non si siano ancora rapportati con i cittadini.
Non c'è traccia di discussione, di dialogo con la città, non ci sono momenti pubblici di confronto, non si spiegano le idee, non si raccolgono le critiche e i suggerimenti.

Questo succede con i Partiti politici ma anche con le liste civiche. Quest'ultime francamente un pò mi deludono, perchè hanno sempre fatto della partecipazione una pratica indispensabile, ma sembra proprio che costruito il nucleo di discussione e di lavoro non ci sia la forza di aprirsi veramente all'esterno e di confrontarsi con le reali problematiche della città.
I Partiti invece dimostrano tutta la difficoltà che la crisi della politica ha messo in luce. Il PD ad esempio finora non è andato oltre all'individuazione del candidato sindaco con delle primarie che hanno avuto un epilogo tragicomico, evidenziando i personalismi e le beghe interne. Primarie che non hanno avuto al centro dell'interesse il programma per la città, ma solo l'ndividuazione della persona, una occasione perduta secondo me. Le primarie se organizzate con maggiore serietà e allargate ad una alleanza politica dopo una ampia condivisione dei programmi, avrebbero potuto dare la giusta visibilità e avrebbero potuto trovare tempi e luoghi per cercare il dialogo costruttivo con i cittadini. Purtroppo però Il PD avaro e autoreferenziale non ha sfruttato il prezioso tempo delle primarie per iniziare ad avanzare proposte e a lanciare idee per la città, ma si è limitato a chiedere ai cittadini di esprimersi su un nome, in maniera asfittica.

Le forze di sinistra invece sembrano svuotate e incapaci di una qualsiasi azione politica, lontano dai cittadini e anche dalle forze politiche e sociali della città, una debolezza che minaccia l'autonomia di pensiero e di azione.
Questo è lo scenario elettorale a Falconara Marittima, non rispondente alle aspettative secondo me, ma al contrario grigio, opaco e quindi privo di quell'entusiasmo che dovrebbe essere l'anima della buona politica.

 L'unico a impostare la campagna elettorale con una certa metodicità è il sindaco uscente Goffredo Brandoni, che a dire il vero non ha mai smesso di autopromuoversi  sin dall'inizio del suo mandato. Lo fa con puntigliosità, ma anche lui senza entusiasmo. E' un presenzialista dicono, partecita ai compleanni dei cittadini centenari, inaugura, si fa fotografare in ogni occasione, partecipa a cene sociali, anche in luoghi che storicamente non dovrebbero essergli affini, stringe mani, è spesso in strada e nei quartieri. Non ci ha pensato un attimo a scrollarsi di dosso il peso di un partito (PDL) impresentabile, e si ripropone come l'uomo delle istituzioni dalla parte dei cittadini con la costituzione di liste civiche. E' l'unico al momento che si sta impegnando nella campagna elettorale, ma anche lui si guarda bene dal parlare di programmi, resta sul vago e soprattutto cerca di attenuare gli sbagli fatti nei cinque anni di mandato.

La partecipazione, termine con cui molti arricchiscono i loro discorsi è ancora lontana dalla sua piena legittimazione. Ma queste sono le forze in campo... ci si deve accontentare (?)... 

mercoledì 5 dicembre 2012

CACCIA AL PARCHEGGIATORE

Nei prossimi mesi che ci separano dalle elezioni comunali dobbiamo prepararci a vederne di tutti i colori. La spinta propagandistica non risparmierà nulla ed ogni occasione diventerà palcoscenico ideale per ottenere facili consensi. Fa niente se di mezzo ci sono persone, l'importante è farsi vedere e ottenere quindi qualche riga sul giornale con la speranza che un pò di pubblicità (diciamo) gratuita possa aumentare i voti.
 
La notizia di oggi riguarda una patetica azione di forza dell'amministrazione Brandoni degli assessori Rossi (sicurezza) e Mondaini (bilancio) i quali allertando i vigili urbani, avrebbero "stroncato sul nascere il fenomeno dei parcheggiatori abusivi".
Detta così sembrerebbe che Falconara abbia rischiato di essere colpita da una gang di malavitosi dediti al racket, ma ovviamente così non è.
 
La verità è che un uomo nigeriano, si adoperava ad agevolare il parcheggio agli automobilisti ed in cambio di questo servizio otteneva qualche volta una piccola elemosina di qualche centesimo. Un gesto che accade ormai quotidianamente nei parcheggi di ogni centro commerciale, senza per questo creare mai, almeno per quanto ne so, problemi di ordine pubblico. 
 
D'accordo, il parcheggio non prevede un parcheggiatore e l'uomo era sicuramente non autorizzato. Sarebbe bastato avvertire l'uomo tramite polizia municipale che la sua azione non era consentita e magari ammonirlo per questo, allontanarlo. Invece l'uomo è stato portato in questura per la segnalazione. Sembra che poi gli uomini della polizia municipale abbiano effettuato controlli sul territorio, senza però trovare nulla di anomalo. Insomma una notizia basata su una non notizia, ma su cui i nostri assessori hanno cercato il clamore, sperando di dimostrare la loro efficienza convinti che qualcuno abboccherà a questi trucchetti tra un paio di mesi.
 
Si cerca il sensazionalismo su questi argomenti perchè gli amministratori uscenti sanno bene che l'obiettivo sul ripristino dell'ordine e della sicurezza, cavallo di battaglia della loro precedente campagna elettorale è clamorosamente fallito, tanto che i cittadini, pur abitando in una città dove non si riscontrano gravi problemi di ordine pubblico, si sentono meno sicuri di alcuni anni fa.
 
E se l'assessore Rossi cerca di coprire il fallimento "sicurezza", l'altro assessore, quello al Bilancio Mondaini, forse con questa azione ha voluto mascherare il vero danno che incombe sul Comune: perchè il parcheggio in cui l'immigrato cercava di racimolare qualche centesimo (e non spillare), in realtà non dispone più di parchimetro da qualche settimana, e sarà così per altri mesi in varie ampie zona della città, per una questione legata ad un appalto lasciato scadere, la cui conseguenza provocherà una minore entrata nelle casse comunali, oltre che al ritorno della sosta selvaggia in centro a danno dei residenti. 

La verità però è che i fenomeni legati all'accattonaggio saranno sempre più frequenti, vista la situazione generale di crisi che attraversa il paese. Non credo proprio che sia sufficiente bullarsi per queste sceneggiate sicuritarie, ci vorrebbe una politica più attenta e responsabile rivolta al sociale per contenere gli effetti di una povertà crescente.

Leggi la notizia su cronache anconetane

domenica 2 dicembre 2012

LOTTA DI CLASSE (guerra tra poveri)

C'era un pò di fermento nei giorni scorsi a Falconara. La questione è la solita ovvero quale sarà la sorte della raffineria Api dopo la chiusura forzata di un anno. C'è stato un minacciato sciopero da parte dei sindacati, poi la notizia di accordo tra le parti e tutto è rientrato.

Cosa è accaduto? E' accaduto che la dirigenza della raffineria e le forze sindacali hanno trovato la soluzione al problema prevedendo l'utilizzo della cassa integrazione dei dipendenti per tutto il periodo del fermo.

Si potrebbe dire che è una buona notizia. Peccato che anche in questo caso non c'è traccia di un piano industriale, nessuna certezza sui futuri carichi di lavoro e nemmeno sulla ripresa produttiva. Quindi questa soluzione avrà l'effetto di un panniccello caldo, che si limita semplicemente a spostare il problema occupazione e della riconversione più in là. Se ne riparlerà tra un anno.

Ma in questa storia, l'ennesima tormentata questione Api, c'è un'altra questione che non mi piace. I sindacati hanno siglato l'accordo con la raffineria a tutela dei lavoratori diretti dell'azienda, ma non c'è alcuna garanzia per i lavoratori dell'indotto, occupati in raffineria tramite società in subappalto, tanto meno sono previsti ammortizzatori sociali.

Brutta situazione. Mi chiedo come possano i sindacati accettare che i lavoratori di uno stesso sito possano ottenere disparità di trattamenti così pesanti. Eppure una confederazione dovrebbe essere portatrice di interessi generali, da difendere ai tavoli contrattuali. Fa bene la Fiom ha tenere alta l'attenzione.

 

lunedì 26 novembre 2012

RISVEGLIO

Dunque passata la febbre da primarie, si torna con i piedi per terra, una specie di risveglio dopo un sogno bruscamente interrotto.

La realtà ci conferma che la forza di Nichi è stata poca cosa di fronte all’apparato super strutturato del Partito Democratico. Ci siamo lamentati ed arrabbiati spesso con la stampa e i mezzi di comunicazione che citavano le primarie associandole al PD. Giornalisti e anchor man lo hanno fatto un po’ per un gioco mediatico e di subalternità, ma anche perché quelle primarie sono apparse ai più proprio “Primarie del PD”.

SEL in questa partita è rimasta fuori, ai margini. Ancora una volta non è stata una partita di squadra ma di un singolo. Al massimo i militanti di SEL hanno potuto fare il tifo. I circoli e le federazioni si sono trasformate in comitati elettorali, senza alcuna possibilità di discussione e atto politico.

Non era questo il modello di Partito che avevamo in testa quando abbiamo sottoscritto e quindi contribuito alla nascita di sinistra ecologia libertà, eppure, nonostante tutto, con puro spirito di servizio, molti di noi si sono impegnati e messo la faccia su una cosa in cui condividevamo ben poco. Perché era evidente che il circo delle Primarie avrebbe dato un esito infelice. Sapevamo che in quell’accordo c’erano delle contraddizioni che avrebbero penalizzato l’esito di un candidato di sinistra.

Alcuni di noi (noi di SEL), abbiamo cercato di parlare di discutere in ogni modo possibile e democratico, di spiegare le nostre riserve circa la decisione di partecipare alle primarie presa dal gruppo dirigente, ma non ci siamo riusciti ad abbattere il muro dell’indifferenza anzi ci siamo trovati in mezzo al guado: nel partito trattati come degli untori o dei traditori, alcuni hanno addirittura invocato l’espulsione per i più critici, e allo stesso tempo sbeffeggiati da sinistra per l’evidente inconsistenza di una carta di intenti volutamente generica e per questo interpretabile modi diversi, ma con dei punti fermi sulle questioni della governabilità futura.  

Oggi lunedì, day after delle primarie, il risveglio è traumatico, Nichi Vendola, nonostante il suo grande impegno, che gli va riconosciuto, non va oltre il 15.6% ed arriva terzo. Una medaglia di bronzo di nessun valore che non determinerà nulla nel futuro politico del centro sinistra.

Abbiamo sprecato una importante pratica partecipativa come le primarie solo perché abbiamo deciso di non essere noi stessi, di non essere di sinistra, perché era effettivamente difficile spiegare alle persone che volevamo contrastare le politiche liberiste di Monti  alleandoci con il PD che le politiche liberiste le ha votate tutte favorevolmente in questo ultimo anno di governo di cui sono maggioranza. Un PD che anche pochi giorni fa, durante la campagna delle Primarie, ha votato a favore del finanziamento della scuola privata vantandosene, mentre quella pubblica è allo sfascio.

Alcuni smanettoni da web ieri sera, presi da un atto d’ira hanno criticato il fatto che dalla Val di Susa non siano arrivati i voti per Vendola. Ecco in quel fatto possiamo individuare qual è stato l’errore politico di SEL. A queste primarie avremmo potuto partecipare con una forza decisamente superiore e quindi giocandoci veramente la partita, se avessimo convocato nei tempi giusti “GLI STATI GENERALI DELLA SINISTRA”. Un passaggio di discussione e partecipazione che ci avrebbe dato credibilità e forza e che avrebbe potuto veramente fare la differenza. Così non è stato purtroppo, nonostante le ripetute sollecitazioni in tal senso da molti esponenti di SEL, che per questo sono stati tacciati di disfattismo.  

Quindi il risultato di ieri è stato insoddisfacente e allo stesso tempo prevedibile. A questo punto spero che dalla direzione del partito non arrivino indicazioni di voto per il secondo turno delle primarie. Finalmente i commentatori televisivi potranno definirle a ragione Primariedel PD.  

Dunque dopo il sogno infranto occorre capire come SEL vorrà proseguire il cammino politico, se sarà sufficiente avere giovani fanatici idolatranti pronti ad applaudire ogni cosa, #OPPURE un partito capace di discutere di politica e di formare una classe dirigente capace di ragionare e partecipare in completa autonomia. È necessario conoscere nel breve qual è il cammino che si vuole intraprendere. Stavolta però non saranno accettabili decisioni verticistiche di pochi e autoreferenziali esponenti di partito, i quali al contrario dovrebbero ripensare al loro operato e al risultato ottenuto. Per questo è più che mai necessario che il partito dia vita ad una estesa operazione di discussione a tutti i livelli, in tempi brevissimi. Aprire gli occhi e guardare la realtà che è quella delle persone che patiscono i drammi di questa cattiva politica perchè è vietato calpestare i sogni.         

 

venerdì 23 novembre 2012

FACCIO LA MIA PARTE. IL 25 NOVEMBRE SCELGO DI VINCERE

Mi domando se davvero il popolo del PD sia disposto ad accettare un altro governo che vuole continuità con le politiche devastanti del professor Monti.
Dico questo perchè al di là delle dichiarazioni dei vari candidati del PD alle primarie a partire da Bersani con le quali fanno capire chiaramente che Monti e altri ministri dell'attuale governo sono graditi e auspicabili collaboratori per il futuro, mi sembra che dalla base il giudizio e l'aspettativa sia completamente diversa.
 
Mi domando anche se davvero il popolo della sinistra, quella diffusa, quella che discute, si incontra, manifesta, che propone, non sia disposta in questo determinato momento politico a unirsi e a fare in modo che la deriva centrista moderata e per certi versi reazionaria non prenda il sopravvento. Pur mantenendo tutti i dubbi e le critiche, continuando anzi a cercare il dialogo e la condivisione delle idee.  
 
Il Paese è in ginocchio, mai così tanti disoccupati, mai un debito pubblico così alto, mai una limitazione dei diritti come in questa fase. La precarietà tocca livelli inaccettabili. I giovani sono senza futuro, e le persone di mezza età senza un presente. L'attacco alla scuola pubblica, la privatizzazione dei servizi e delle aziende statali, lo smantellamento dei diritti dei lavoratori, l'aumento delle tasse, L'IMU, tutto sulle spalle della gente comune. Nemmeno una manovra a carico dei più ricchi. Nessuna patrimoniale sui grandi redditi, il fiscal compact ed il pareggio di bilancio dello Stato che ingesserà il Paese nell'immobilismo.
Senza innovazione, senza investimento non può esistere una crescita della qualità della vita. Il Paese resterà impantanato nelle regole ferree del liberismo, imprigionato dai ricatti della finanza mondiale e dei poteri che tengono sotto scacco il mondo intero.  
 
Se tutto questo è vero (e lo è), mi domando se non sia venuto il momento di provare a cambiare. Provare a vedere se esiste la possibilità di ridare dignità alle persone e all'intero Paese. Dare una possibilità ai giovani, scongiurare la disperazione dei disoccupati, riconquistare i diritti, lottare contro la precarietà che un crimine sociale, considerare l'ambiente un bene comune, puntare alla felicità delle persone.
 
C'è allora bisogno di cambiare mentalità, provocare uno strappo. Impedire il rafforzamento delle idee liberiste, rafforzare i valori della sinistra, quelli dell'uguaglianza, quelli dei diritti, quelli della libertà. Ci sono dei momenti storici in cui è importante essere presenti.
L'appuntamento delle primarie è uno di questi, non il definitivo, ma un passo importante che influirà sul futuro della sinistra e sulle future politiche del Paese. Quindi mi domando se in un momento in cui anche la destra sembra interessata a mettere mano su queste primarie, se a sinistra invece sia risolutivo disinteressarsi e lasciare che altri decidano.
 
Lo domando al popolo della sinistra, ai compagni che criticano legittimamente l'operato di SEL e di Vendola, lo chiedo agli intellettuali che si impegnano intorno al progetto di ALBA, e ai tanti laboratori di idee che esistono in tutta Italia.
 
Faccio un appello agli elettori del PD, che non si facciano convincere dalla solita storia del voto utile. Stavolta il voto utile è quello che può permetterci di cambiare, quello che ci permette di guardare al futuro con gli occhi dei nostri giovani. Quello che può dare netta discontinuità alle politiche fallimentare dei governi Berlusconi e a quelle di austerità e povertà imposte dal governo Monti.
 
Consapevole delle contraddizioni, delle diversità di vedute che caratterizzano la sinistra, chiedo a tutti voi di schierarvi apertamente, di scegliere di vincere, di dare una possibilità al cambiamento.
 
Vi chiedo di impiegare un pò del vostro tempo, un'ora del vostro tempo è un investimento per provare ad impedire altri 5 anni di austerità ed ingiustizie.  
Vi chiedo di esprimere il vero voto utile alle primarie votando domenica NICHI VENDOLA. 

mercoledì 21 novembre 2012

PRIMARIE COMUNALI DEL PD una precisazione

Vorrei precisare dopo aver letto l'articolo del Resto del Carlino del 20 novembre circa le primarie comunali del PD, che ci sono delle inesattezze.
Il mio nome infatti compare tra i partecipanti all'incontro "chiarificatore" e tra i sottoscrittori dell'accordo,  personalmente però non ho convenuto nè ho sottoscritto alcun accordo, visto che al momento della sottoscrizione non ero presente al tavolo
La mia posizione infatti resta fermamente contraria all'accordo, convinto che le primarie comunali del PD, danneggeranno la partecipazione di quelle nazionali.
E' facilmente prevedibile che domenica ci saranno code ai seggi nazionali a causa di un macchinoso sistema di registrazione, ogni ulteriore attesa causata dal voto per le primarie comunali, potrebbe indispettire gli elettori per il lungo tempo di attesa. Le probabili code ai due seggi verosimilmente convinceranno gli elettori a desistere e  quindi a non votare uno dei candidati delle primarie nazionali. Eventualità che secondo il mio modesto parere andava scongiurata in ogni modo. 
 
Tengo quindi a precisare che l'accordo legittimo, perchè firmato da referenti ufficiali dei partiti presenti all'accordo, non ha però la mia firma.  

Chiedo quindi al giornale e alla giornalista di rettificare l'articolo.

lunedì 5 novembre 2012

LAVORO V/S AMBIENTE oppure

La discussione politico/elettorale a Falconara prima o poi dovrà soffermarsi sulla questione raffineria API. Il dibattito è in corso da parecchi anni anche se per ora è stato un dibattito tra sordi: da una parte i cittadini che esigono una qualità dell'ambiente migliore e dall'altra la ferma richiesta di tutela dei posti di lavoro da parte di lavoratori e sindacati.
 
In realtà le parti coinvolte sono più di due, perchè componente essenziale è l'azienda da cui dipende il futuro produttivo o la riconversione, infine ma da non considerare una componente di minore importanza, le Istituzioni e la politica.
 
Parto da una ovvietà che potrebbe essere scambiata per demagogia ma che assicuro non lo è: 
E' possibile pensare ad uno sviluppo industriale sostenibile che conservi e garantisca l'occupazione e che allo stesso tempo si faccia carico del rispetto e della cura dell'ambiente (aria, terra, mare,) garantendo ai cittadini la sicurezza per la salute e una migliore qualità della vita?
 
Rispondo che non solo è possibile, ma allo stato in cui siamo è assolutamente necessario. La pesante crisi peraltro non permette giochetti in ambito occupazionale, ed ogni posto di lavoro andrebbe tutelato come un Panda in estinzione, ma anche la questione ambientale non può più essere procrastinata, ma anzi affrontata con determinazione. Gli esempi di cattiva gestione della faccenda, sempre rinviata e mai risolta, ci portano direttamente alla tragica situazione di Taranto e allo scontro di due fazioni, tutte e due a contrapporre due ragioni ineccepibili. 
 
Lavoro e ambiente per troppo tempo sono stati posizionati in fronti contrapposti. Giustamente i lavoratori, sono preoccupati per il rischio del posto di lavoro che tendono a difendere anche a discapito della salute pubblica, allo stesso modo sono preoccupati anche i cittadini  che invece vedono come priorità un ambiente più salubre e la questione occupazionale sembra colta di riflesso. 
 
A Falconara la situazione è in stand-by. L'azienda ha deciso di fermare l'intero impianto per almeno 6 mesi, con la motivazione ufficiale della riconversione della vecchia centrale iggc con una nuova alimentata a metano. Una centrale considerata all'avanguardia per efficienza e basso impatto ambientale solo 7 anni fa dalla proprietà della raffineria e che ora risulta obsoleta ed inquinante.
 
I lavoratori di fronte alla chiusura semestrale sono giustamente preoccupati e temono che sia il primo atto verso la chiusura definitiva, anche perchè la crisi del mercato della raffinazione a detta della stessa dirigenza API è molto forte.
 
Al di là della solidarietà ai lavoratori che pure va data, occorrebbe avere sotto controllo i possibili scenari: il mantenimento dell'impianto nonostante il crollo dei profitti oppure la sua chiusura definitiva. In ogni caso ci saranno delle conseguenze, ed in ogni caso è necessario che sia l'occupazione, da cui dipende l'economia di molte famiglie e di riflesso anche l'economia di un intero territorio, che la tutela dell'ambiente siano garantite, consapevoli che in caso di chiusura esiste il rischio effettivo che tutta l'area occupata dalla raffineria non verrà bonificata lasciandola inutilizzabile a causa del forte inquinamento forse per sempre. In entrambe i casi la comunità falconarese pagherà un caro prezzo, quindi non può permettersi queste possibilità. 
 
Non è comunque da escludere che l'impianto nonostante tutto resti in funzione. Una possibilità avvalorata dal Piano di "Strategia Energetica Nazionale" pubblicato da qualche giorno sul sito ministeriale che indica tra le scelte di fondo e obiettivi la " progressiva ristrutturazione della raffinazione e ammodernamento in un periodo di forte crisi strutturale, in modo da salvaguardare la rilevanza industriale e occupazionale, con benefici anche in termini di di sicurezza di approvvigionamento e prezzi" (dal SEN). Ma anche nel caso in cui i dirigenti decideranno di tener in funzione l'impianto, non potremo ancora ignorare tutte le problematiche esposte sopra.  
 
Dunque che fare?
 
Io credo che dovremmo vedere come queste problematiche sono affrontate in altri luoghi.
 
Faccio l'esempio del petrolchimico di Porto Marghera.
I lavoratori dell'Eni nell'ottobre 2011 lamentavano le stesse preoccupazioni di quelli dell'Api falconarese. (clicca per vedere il video) 
 






Le metodologie sembrano simili, addirittura anche la chiusura temporanea coincide con i canonici 6 mesi.
 
Resta il fatto che alla fine la Regione Veneto e il Governo italiano nell'aprile 2012 abbiano preso la decisione di riconvertire e bonificare l'area, riqualificandola  con progetti industriali "green" e credo che dovremmo guardare con attenzione questa operazione.
 
 
Il ministro Clini ha affermato che l'esempio del Veneto diventa propedeutico per i 57 siti industriali altamente inquinati presenti su tutto il territorio nazionale. Uno di quei siti è proprio quello di Falconara Marittima. La novità quindi è interessante e da tenere sotto stretto controllo. Certo dipende molto dal tipo di riconversione e dalla qualità della bonifica che si intenderà portare avanti, è su questi punti che la prossima amministrazione comunale potrà e dovrà avere il giusto peso.
 
Questo è un punto che SEL di Falconara mette all'ordine del giorno, da discutere con le forze politiche, sociali e sindacali con le quali esistono possibilità di dialogo.  
 
E' un punto, solo uno dei tanti da discutere e affrontare con la massima determinazione.


  

venerdì 2 novembre 2012

PROVE DI MIMETISMO O TRASFORMISMO

La vera novità della ormai iniziata campagna elettorale nella piccola e provinciale Falconara è il mimetismo.
Partiti che hanno fondato la loro forza sul simbolo alla passata tornata elettorale, cercano di passare indenni mascherando la loro presenza sotto forme diverse. Le liste civiche sembrano restituire verginità, ma sotto le mentite spoglie di gruppi di semplici cittadini ecco riaffiorare i soliti.

Non parlo delle liste di cittadini che cercano in qualche modo di sopperire alla mancanza della politica istituzionale, ma di certe liste civiche camuffate che da qui a qualche giorno verranno presentate in città.

Il PDL ad esempio, un partito sciolto ormai per volontà popolare più che dai capricci del suo padrone, a Falconara si era presentato solo 5 anni fà come il partito della salvezza, quello che avrebbe consegnato a tutti benessere e prosperità, ma il crollo in picchiata dei consensi ha indotto i suoi componenti ad abbandonare la nave per trovare nella scialuppa di salvataggio delle liste civiche un appiglio per non affogare.

O come l'UDC che a Falconara è praticamente in balia dei voleri del sindaco uscente e che quindi, allo stesso modo in cui si è sempre comportato in 5 anni di felice convivenza, obbedisce.
E chissà che cosa accadrà ancora da qui alla primavera prossima.

Certo è che la crisi della politica ha fatto danni incalcolabili. Prima di tutto per colpa di certi partiti, che hanno offeso e insultato i cittadini con il loro comportamente immorale, prima ancora che deludere i loro elettori. Una deriva che sembra incredibile, fatta di arroganza, e di corruzione, ma che riporta alla realtà tutte quelle persone che credevano ingenuamente nel "miracolo italiano".

L'aria che tira in Italia non è particolarmente rarefatta. E' strano vista la situazione. Le persone si limitano, quasi sicuramente prese dallo sconforto, a non votare, al massimo a dire che "tanto sono tutti uguali". Non ci sono moti di piazza, nè particolari proteste, tutto è soffocato e a chi tenta appena ad alzare la testa, ci pensa la rudezza di certi interventi di alleggerimento a farla ripiegare, quindi tutto è sotto controllo e anestetizzato.
 L'astensione è forte, ma questo paradossalmente agevola chi l'astensionismo vorrebbe punire.

Quindi come se nulla fosse, senza passare di fronte al gudizio degli elettori, i "nostri" si ripresentano candidi, come nuovi, senza responsabilità e con un nuovo "vestito" da sfoggiare, senza il coraggio di riproporsi per quello che sono e sono stati. Mimetizzati, o meglio mascherati nella migliore tradizione del trasformismo.

Quando la politica e soprattutto i partiti non trovano le motivazioni ed il coraggio di agire alla luce, senza vergogna o pudore, presentandosi alle persone per quello che pensano e rappresentano, è il sintomo acclarato che la crisi è veramente in uno stadio di non ritorno.    

sabato 20 ottobre 2012

STRATEGIA DELL'INTENZIONE


Leggendo i giornali di venerdì 19 ottobre, non posso che prendere atto della miopia politica del Partito Democratico di Falconara, che invece di impegnarsi a costruire una coalizione in grado di battere la destra e di ben governare la città, sposta tutto il suo interesse su problemi egemonici interni, a tutto discapito della collettività che vorrebbe amministrare.
La decisione del PD di dare vita alle Primarie con la presenza esclusiva di loro candidati è sintomatica di un innato senso di superiorità che mal si colloca con l'attuale scenario politico locale e nazionale. 
Autosufficienza e autoreferenzialità che evidentemente il PD fa fatica ad abbandonare, nemmeno dopo le vicende che hanno sancito la sua clamorosa sconfitta  alle elezioni precedenti.
Nel tentativo di superare i suoi problemi interni ha tardato  il dialogo con i possibili interlocutori fino ad arrivare in ritardo rispetto all'agenda delle elezioni amministrative del 2013. Questo almeno con SEL, Partito di cui faccio parte, Partito peraltro che parteciperà alle Primarie nazionali di coalizione  che individueranno candidato Premier alle imminenti elezioni politiche proprio in alleanza con il PD e PSI. 

I cittadini falconaresi e soprattutto gli elettori del PD debbono sapere che SEL ha responsabilmente  cercato di discutere sulle idee e sui programmi, laicamente e in maniera propositiva, per contribuire a cambiare e amministrare la città. Il PD invece è rimasto chiuso in faccende interne che spera di risolvere con delle asfittiche primarie interne, una sorta di Congresso straordinario che rischia seriamente di riconsegnare la città alla destra. 

Gli elettori falconaresi devono sapere che la consultazione PD-SEL si è limitata ad una oretta scarsa in un solo veloce incontro ufficiale durante il quale SEL ha presentato alcuni punti programmatici atttorno ai quali chiedeva di discutere, il PD è sembrato da subito più preoccupato a marcare il territorio cercando di determinare la sua supremazia, mettendo in secondo piano i programmi da condividere.

Un Partito che si autoproclama dominante non dovrebbe aver timore di confrontarsi e nemmeno di doversi misurare con le altre forze politiche ad una competizione aperta e partecipata come le Primarie che, se utilizzate nel giusto modo, possono diventare un punto di forza e valore aggiunto alla coalizione.

Ma forse non sono nemmeno timori, visto la palese disparità di forze in campo. Forse ci sono problemi di tipo programmatico, forse sono i punti programmatici presentati da SEL che seppur affrontati in maniera superficiale dal gruppo dirigente del PD contrastano con le loro idee per la città.

Ma di questo argomento ne avrò modo di parlare più avanti.