domenica 9 ottobre 2016
lunedì 4 aprile 2016
Il 17 aprile abbiamo tutti un impegno
Domenica 17 aprile con il referendum sulle trivellazioni gli italiani hanno la possibilità di indicare la via verso un nuovo modello economico sostenibile. Ci sono mille ragioni per votare Sì al referendum, la più importante secondo me è dare un segnale netto al governo attuale e a quelli futuri e dire che per l'Italia è ormai improrogabile la sudditanza delle energie fossili, quindi inevitabile la svolta verso la ricerca e lo sviluppo delle energie rinnovabili.
C'è ormai un sentimento comune. Anche Papa Bergoglio con la sua Enciclica "Laudato sì" ha indicato una via nuova allo sviluppo a difesa dell'ambiente e delle persone.
Il Papa scrive: "...Sappiamo che la tecnologia basata sui combustibili fossili, molto inquinanti – specie il carbone, ma anche il petrolio e, in misura minore, il gas –, deve essere sostituita progressivamente e senza indugio. In attesa di un ampio sviluppo delle energie rinnovabili, che dovrebbe già essere cominciato, è legittimo optare per il male minore o ricorrere a soluzioni transitorie...La politica e l’industria rispondono con lentezza, lontane dall’essere all’altezza delle sfide mondiali. In questo senso si può dire che, mentre l’umanità del periodo post-industriale sarà forse ricordata come una delle più irresponsabili della storia, c’è da augurarsi che l’umanità degli inizi del XXI secolo possa essere ricordata per aver assunto con generosità le proprie gravi responsabilità...."
Penso che sia doveroso per ogni cittadino esprimersi su una questione così importante, ancora più doveroso per il silenzio e per il discredito che questo referendum sta subendo dagli organi di informazione e dallo stesso governo. Questo mentre emergono scandali vergognosi. Storie di corruzione legate proprio agli affari sul petrolio.
Non si può restare indifferenti per sempre.
Per notizie e informazioni visita il sito del coordinamento nazionale fermaletrivelle.it (clicca qui)
lunedì 22 febbraio 2016
Cosmopolitica (il mio intervento 20/2/16)
Eppure la diade è difforme per caratteristiche e ideologie ben delineate: tradizione per l'uno emancipazione per l'altro, individualismo contrapposto alla solidarietà, gerarchia per la destra, uguaglianza per la sinistra.
Cos'è che determina allora la scomparsa delle differenze tra destra e sinistra?
Bobbio diceva che “di fronte alla complessità e novità dei problemi che le formazioni politiche debbono affrontare, destra e sinistra dicono su per giù le stesse cose, formulano a uso e consumo dei loro elettori, più o meno gli stessi programmi” quindi “vengono a mancare quelle differenze che meritano di essere contrassegnate con nomi diversi”.
Il fatto è che quando si dice che non c'è più destra nè sinistra, in realtà è perchè c'è solo la destra. I problemi restano tutti in campo, sono le formazioni politiche di sinistra a non farsene più carico.
La dicotomia destra e sinistra è ancora una condizione umana, anzi è ancora più accentuata, le persone lo sanno bene, anche se non le chiamano con quei nomi. Ricchi e poveri, nord e sud del mondo, tutelati e senza diritti.
giovedì 29 ottobre 2015
Ancora un ultimo treno a Sinistra
Mi arrovello nei miei pensieri per provare a comprendere quale sarà il destino di SEL, il mio partito, a cui ho dedicato con dedizione e impeto alcuni anni della mia vita.
Avevo una piccola aspettativa nell’ultima assemblea nazionale della settimana scorsa, speravo “ingenuamente” ad uno scatto in avanti, ad un chiarimento ma come prevedibile siamo ancora pressochè allo stesso punto: movimenti impercettibili e uno stato confusionale generale.
Per questo motivo non credo sia utile discutere del documento approvato nell'ultima assemblea nazionale di SEL. Lo considero un dettaglio trascurabile.
Penso che invece dovremmo soffermarci sul vero punto della questione che è lo stato di assoluto dissolvimento del nostro partito. Perchè ho come l'impressione che noi non ci scioglieremo in qualcosa di più grande, di utile. Non saremo noi il lievito per un nuovo soggetto. No. Noi ci scioglieremo e basta.
Il rischio è grosso. Sta già accadendo nei fatti. SEL sta perdendo giorno dopo giorno pezzi importanti; è accaduto e accadrà ancora con la fuoriuscita di diversi parlamentari, accade ogni giorno con l'abbandono di tanti militanti, di iscritti, che ormai sfiancati lasciano in silenzio.
Un silenzio che ferisce ancor più dello scontro dialettico e politico, perchè significa che per questi compagni non vale più la pena di sprecare nemmeno una parola. Il gruppo dirigente nazionale dovrebbe interpretare questo atteggiamento come un insulto, invece non se ne cura intento com'è ad agitarsi nel vicolo cieco in cui ci ha condotti.
Quindi il documento è un dettaglio.
Lo stesso vale per l'assemblea che è diventata solo un palcoscenico per mettere in scena la retorica, la capacità oratoria di ognuno. Narrazioni arzigogolate buone solo per accarezzare l'ego di chi lo interpreta, imprigionate dietro logiche incomprensibili alle persone comuni.
Perchè il punto compagni è che noi ci parliamo addosso, sempre più soli. Senza che nessuno di noi comprenda fino in fondo che la nostra esistenza è giustificata solo se utile ad un progetto, ad una idea. Soprattutto se è utile alle persone, alla società.
Noi siamo nati per questo. Ci siamo entusiasmati all'idea di poter offrire una novità e una idea di giustizia, di uguaglianza alle persone, nonostante le ossa rotte e le batoste che la sinistra aveva collezionato con ripetuti clamorosi disastri.
Dalle macerie della Sinistra Arcobaleno, avevamo intravisto una luce di speranza grazie anche all'intuizione di Nichi Vendola, che dobbiamo ringraziare per questo, ma non all'infinito perchè quel progetto è andato avanti anche e soprattutto con le nostre gambe, anche con il nostro impegno.
Ci abbiamo creduto, il progetto era credibile anche se difficile da realizzare. C'erano tutte le condizioni, politiche, sociali, anche mediatiche per poter far bene, ma non ci siamo riusciti, inspiegabilmente SEL ha messo in fila tutta una serie di scelte politiche che si sono rilevate degli errori madornali. Anche se io non li giudico errori, ma precise scelte politiche.
Scelte costruite in una maniera poco democratica si può dire?
Spero che sul punto della poca democrazia nel nostro partito siamo tutti d'accordo. E badate che se quel fare leninista come dice qualcuno, se quelle scelte oligarchiche, avessero avuto degli effetti positivi, se ci avessero dato quindi forza e se avessero dato forza ai nostri intenti originari, avrei plaudito per primo. Ma non è stato così. Per attuare il leninismo ci vuole Lenin, ma Lenin è morto e non mi pare ci siano all'orizzonte degli eredi.
Le scelte del gruppo dirigente sono state determinate tra pochi non perchè c'era il rischio che la massa non ne avrebbe compreso la portata politica e storica, ma perchè quelle scelte erano il frutto di una mediazione al ribasso che aveva il solo obiettivo di non creare fratture all'interno di quel gruppo, che per un caso del destino è in gran parte anche il gruppo parlamentare.
La paura di aver pensato ad un progetto grande ha trasformato in mediocrità tutta l'azione politica di SEL degli ultimi 5 anni. È stato sacrificato un progetto che aveva ottime possibilità di trasformare la sinistra da forza di mera protesta a Partito di governo, quindi a dare risposte e speranze alle persone.
Si è decisa la scorciatoia del centrosinistra, abbiamo preferito avere una rappresentanza in Parlamento pensando che in questo modo potessimo rafforzarci, magari qualcuno in buona fede avrà pensato pure che saremmo stati in grado di spostare il PD verso sinistra. Così non è stato.
Questo è il dato da cogliere.
Il Pd ci ha disinnescati, siamo tornati ad essere ininfluenti. Sconfitte dietro sconfitte, non solo elettorali ma anche di cultura politica, ci hanno ridotti al silenzio, il nostro partito si è trasformato in partito dei parlamentari, lasciando i militanti sui territori all’abbandono lasciando che le sedi territoriali, nostro unico patrimonio costruito con granzi sforzi, andassero in malora, uno sbandamento che ha permesso ad ognuno di parlare a nome di SEL anche con visioni diametralmente opposte. Un Caos nel senso negativo del termine.
E con questo sconquasso ancora c'è chi prova tutt’ora a rilanciare la possibilità di lavorare per un centrosinistra, accusando chi non è d'accordo di essere schiavi del minoritarismo. Cosa c'è di più minoritario dell'ostinarsi a sbagliare strategia.
Il centrosinistra è morto e sepolto, non per merito nostro e nemmeno per colpa nostra. Il centrosinistra è morto perchè al PD non interessa. Noi siamo ininfluenti.
Ecco perchè dico che il documento nazionale è solo un dettaglio. Perchè ormai non c'è nessuno a cui proporlo, rimane un documento in mano al gruppo dirigente e parlamentare, e per questo motivo inutile. Non mi stupirei che tra un mese un nuovo documento rinnegasse quello appena votato da tutti i membri dell'assemblea nazionale. Non sarebbe la prima volta.
Chi spinge a favore del centrosinistra prova a dirci che è Renzi il responsabile di tutto. Sospendendo il giudizio con indulgenza nei confronti del resto del gruppo dirigente del PD, compresa la sinistra dem, eterna mugugnante, ma fedele alla “ditta”. Io credo che Renzi invece rappresenti bene l'anima del PD e la sua attitudine neoliberista. Renzi è il degno testimonial di un partito che è riuscito a trasformarsi radicalmente, spostandosi verso destra non per sbaglio ma coscientemente. Renzi ha solo accelerato questa trasformazione, null'altro.
Il PD ha deciso di praticare politiche di destra e come tali noi le dobbiamo ostacolare. Una battaglia che si deve fare a livello nazionale ma che avrebbe maggiore forza se anche localmente ragionassimo allo stesso modo.
Non esistono due PD: quello infame del governo Renzi e quello buono delle amministrazioni locali. Caso mai esistessero, io credo che il secondo sia funzionale al primo.
È dai territori che Renzi e il PD traggono l'energia e il consenso per andare avanti. Non è un caso che Renzi non sia nemmeno mai stato eletto. Quindi per quanto mi riguarda la battaglia deve essere totale.
Almeno in questa fase, in cui abbiamo estremo bisogno di riconquistare un briciolo di credibilità e di forza “contrattuale”.
Costruiamolo questo nuovo soggetto di sinistra, diamogli la forza e l'autorevolezza sufficienti per poter mediare alla pari con tutti, dobbiamo evitare come la morte la subalternità, diretta ed indiretta come stiamo facendo finora.
Proviamo almeno a costruirlo il soggetto, consapevoli che non è solo SEL ad essere inadeguata, ma è tutta la sinistra più o meno rappresentata ad esserlo, così sfilacciata, disorganizzata, autoreferenziale. Così inutile.
Proviamo anche a coinvolgere la cosiddetta società civile, i movimenti anche se credo che quest'ultimi dopo le ultime esperienze staranno alla larga da noi.
È difficile ma non abbiamo altre strade da percorrere, e per provarci è indispensabile essere alternativi al PD. O lavoriamo per l'alternativa oppure, vista la nostra ininfluenza, non resta che dedicarci ad altro, o seguire l'esempio di Gennaro Migliore: ci si iscrive al PD e non ci si pensa più.
Come se ne esce quindi da questa situazione mortifera. Forse non se ne esce, perchè ci mancano gli elementi per sopravvivere, quelli essenziali come l'acqua e l'aria.
Situazione disperata. Di certo non ci salveremo se a decidere le sorti del Partito e del futuro soggetto continuano ad essere coloro i quali hanno sbagliato finora.
Penso che sia arrivato il momento di un nuovo corso. Un ultimo tentativo. Serve un azzeramento del gruppo dirigente, lo dico con durezza e chiarezza. In politica conta il risultato e se il risultato è fallimentare allora bisogna avere l'accortezza, per amor della comunità in cui si vive, di capire che non esistono persone e ruoli per tutte le stagioni.
Lo dico con rammarico e senza alcun tipo di astio e senza alcuna vena polemica nei confronti di alcuno.
Tutti siamo indispensabili, nessuno pensi di essere insostituibile.
venerdì 2 ottobre 2015
Tagli pubblici alla salute
“Non credete a chi vi dice che la spesa sanitaria è fuori controllo, che ci sono sprechi inenarrabili, che il servizio sanitario nazionale va rifondato. L'Italia ha un sistema di controllo della spesa sanitaria, che in confronto a quello della maggior parte dei Paesi avanzati va abbastanza bene”.
Non è una mia affermazione ma quella di Carlo Cottarelli, Direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale oltre che Commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica per il governo italiano nel 2013.
Carlo Cottarelli, nel capitolo dedicato alle spese sanitarie del suo libro "La lista della spesa", valuta l'Italia come un Paese virtuoso in questo settore, meglio della Germania, asserendo che l'aumento della spesa sanitaria va imputata sostanzialmente all'invecchiamento della popolazione e alla ricerca scientifica con la scoperta di nuovi più efficaci prodotti e tecnologie. Quindi non inutili sprechi di denaro ma servizi alla persona.
E allora perchè il governo persevera con i tagli alla sanità pubblica? La risposta ce la dice ancora una volta Cottarelli: “Perchè l'italia si può permettere un livello di spesa primaria più basso degli altri Paesi in conseguenza del suo elevato debito pubblico”.
Secondo i punti di riferimento europei (benchmark) la spesa sanitaria italiana dovrebbe essere solo il 5.5% del PIL, mentre in realtà, pur essendo "virtuosa" è al 7%. Ma questi sono solo dati contabili che non tengono conto del fattore umano. Il benchmark infatti non tiene conto della composizione demografica di un Paese e che quindi una popolazione anziana richiede spese sanitarie più elevate.
Il punto è che l'Italia è stretta nel cappio dell'austerity voluto dalla BCE (la famosa lettera che il Presidente dell'Eurotower Trichet e l’allora governatore della Banca d’Italia Mario Draghi inviarono all'allora presidente del Consiglio Berlusconi). Un Piano applicato da Mario Monti con il decreto "salva Italia" e portato avanti dall'attuale governo Renzi, con il quale viene imposta una lunga serie di privatizzazioni, di "riforme" da quella dei contratti di lavoro, alle pensioni e che include naturalmente i tagli al sistema sanitario, in un ottica di tagli alla spesa lineari per sottostare a clausole non negoziabili nel rispetto del pareggio di Bilancio in costituzione e del fiscal compact.
Quindi penso che quando si parla delle storture della riforma scolastica, o della riduzione dei diritti con il jobs-act, oppure del criminogeno taglio alle prestazioni sanitarie, o a qualsiasi azione vessatoria nei confronti delle persone, sia fondamentale non perdere di vista la principale causa che deriva dalla scelta politica degli ultimi governi di sottostare ai diktat della troika.
martedì 1 settembre 2015
LA POLITICA NELLA CLOACA
Alcune considerazioni a margine del
Consiglio comunale aperto del 31 agosto 2015 sugli sversamenti a mare delle fognature a
Falconara Marittima.
Il Consiglio comunale di Falconara ieri
ha affrontato l'annosa questione delle fognature cittadine. Problema
che si ripropone con tutta la sua scabrosità ad ogni pioggia, sia
dopo un nubifragio, sia dopo una pioggerellina passeggera.
Naturalmente lo sversamento a mare dei liquami fognari è prassi in
tutte le stagioni dell'anno, ma come è ovvio ce se accorge e ci si
indigna maggiormente d'estate, quando la spiaggia è affollata di
bagnanti.
Ho assistito al Consiglio comunale al
quale hanno partecipato, il sindaco di Ancona, alcuni dirigenti della
Regione Marche, Dell'A.A.T.O. , di Multiservizi, un Onorevole della
Repubblica, due comitati cittadini createsi per l'occasione, e
naturalmente giunta e consiglieri comunali.
Da quello che ho ascoltato mi sono
fatto delle opinioni che adesso cercherò brevemente di riassumere in
maniera schematica.
domenica 10 maggio 2015
Alle elezioni regionali voto Edoardo Mentrasti.
Come saprete il 31 maggio nelle Marche
si voterà per il rinnovo dell'assemblea regionale e del suo
Presidente. Queste elezioni non sono estranee alla situazione
generale che si è creata in Italia. Le questioni regionali sono
direttamente influenzate dalle politiche di austerità iniziate con
il Governo Berlusconi, continuate con il Governo Monti e suggellate
dal Governo Renzi con un Partito Democratico completamente
protagonista del degrado socioeconomico che stiamo vivendo. La causa
di tutto è la decisione del Governo italiano di accettare il diktat
della Troika che ordinava di inserire il “pareggio di bilancio”
in Costituzione, costringendo quindi l'Italia a tagli lineari sul
sociale e sui servizi che si sono tradotti in maggiore disoccupazione
e limitazione dei diritti.
Stiamo assistendo ad un costante
attacco alla Costituzione italiana, un attacco di “larghe intese”
nato con il patto Renzi/Berlusconi che sta annullando i diritti delle
persone, faticosamente conquistati con anni di lotte. Le
controriforme come “Il jobs-act” e “la buona scuola”
riportano il Paese indietro di cento anni. Leggi come lo “Sblocca
Italia” lasciano campo libero alle speculazioni e al saccheggio del
territorio, La Legge elettorale che è stata appena approvata a
colpi di fiducia in Parlamento toglie ogni possibilità ai cittadini
di decidere per chi votare. Scritta su misura per il PD di Matteo
Renzi dando loro la possibilità di governare il Paese senza ottenere
la maggioranza dei voti.
In questo quadro non certo positivo, il
31 maggio si vota nella Regione Marche. Un voto che potrebbe dare
un cambiamento e fermare l'autoritarismo strisciante del renzismo
molto presente anche da noi. In questi giorni chiunque legga i
giornali non può che notare l'incredibile teatrino tra il PD e il
loro ex presidente Gian Mario Spacca. Entrambi si stanno rimpallando
le responsabilità di una gestione del governo regionale negativa.
Adesso sembrano odiarsi ma fino a due mesi fa INSIEME hanno
governato la Regione Marche, Insieme hanno promulgato Leggi, votato
Atti, le quali hanno peggiorato sostanzialmente la qualità della
vita dei marchigiani. Basti pensare alle liste di attesa nella Sanità
o al fallimento delle politiche economiche e del Lavoro con la
chiusura di interi comparti industriali (Indesit). Non bisogna
dimenticare nemmeno le politiche che ad esempio coinvolgono il
territorio di Falconara come l'autorizzazione per realizzare i
rigassificatori, per non parlare della vergognosa vicenda del biogas
ai limiti della legalità.
C'è dunque bisogno di un segnale, e
bisogno di persone in grado di poter influire sul processo di
trasformazione della politica in ambito nazionale e regionale. E' per
questo motivo che mi permetto di suggerire di esprimere un voto che
vale doppio.
EDOARDO MENTRASTI è candidato alla
presidenza regionale Per Altre Marche Sinistra Unita.
È candidato anche al Consiglio
regionale. Persona che conosco bene e ne apprezzo sia le sue
qualità politiche di caratura nazionale che la preparazione delle
questioni regionali. È l'uomo giusto per questa fase. E' infatti il
promotore in Italia del progetto di costruzione della sinistra e
nella nostra regione. E' sua infatti l'intuizione di costruire una
lista unitaria alternativa alle destre, al PD e a Spacca. La sua
determinazione e la capacità inclusiva hanno permesso la nascita
della Lista Altre Marche Sinistra Unita di cui fanno parte
forze politiche di sinistra (SEL, PRC. PDCI), i comitati marchigiani
di Altra Europa Con Tsipras, e alcuni componenti di realtà sociali,
sindacali e cittadinanza attiva come Libera, Fiom, comitati cittadini
ecc.
Ritengo molto utile la sua presenza
nell'assemblea regionale delle Marche, naturalmente come Presidente,
ma il suo lavoro sarà essenziale anche nel consiglio regionale. La
sua presenza o meno nel Consiglio regionale dipende dalle preferenze
che otterrà. Non basta infatti votare la Lista Altre marche
Sinistra Unita.
Per
eleggerlo occorre scrivere il suo nome nelle preferenze a fianco del
simbolo.
Questo è
l'appello accorato che mi sento di fare. Lo faccio per la stima
incondizionata che ho per Edoardo Mentrasti, per la sua onestà, per
la sua preparazione e soprattutto perchè ritengo, come ho già
detto, sia la persona giusta ad avviare un processo di alternativa
alla pessima politica a cui il PD e la destra ci hanno abituati sia
in campo nazionale che regionale.
Un caro saluto
Claudio Paolinelli
giovedì 12 febbraio 2015
SFIDA ALL'OK CORRAL
Ricordate la polemica sulle parole dell'assessore comunale della destra falconarese Matteo Astolfi di qualche mese fà? (clicca qui) L'assessore in quell'occasione cercò di sminuire le sue pessime parole scritte su un social forum e di autoassolversi. Il messaggero infatti titolò: "Sparare a gambe e braccia ai rom? L'assessore di Falconara Matteo Astolfi si difende: «E' stata solo una battuta».
L'articolo prosegue scrivendo che l'assessore non si dimetterà dalla giunta di centrodestra guidata da Goffredo Brandoni il quale, a sua volta, nonostante il pressing delle opposizioni annuncia che non toglierà le deleghe ad Astolfi.
L'articolo prosegue scrivendo che l'assessore non si dimetterà dalla giunta di centrodestra guidata da Goffredo Brandoni il quale, a sua volta, nonostante il pressing delle opposizioni annuncia che non toglierà le deleghe ad Astolfi.
Dunque quelle parole erano solo una battuta dettata, secondo l'estrema difesa dei suoi sostenitori, dallo stress psicologico dell'assessore. Parole che però anche il Vice Prefetto Paolo De Biagi ebbe motivo di censurare. "«Parole deplorevoli...Si tratta di una frase che confligge con il senso di responsabilità e
con il decoro che devono caratterizzare il ruolo del pubblico
amministratore». (24/10/2014 Il messaggero)
Oggi però scopriamo che quelle parole violente non erano per nulla una battuta ma una linea politica precisa. La decisione della giunta Falconarese di cui Matteo Astolfi fa ancora parte, di sottoscrivere una colletta a favore del benzinaio veneto che nei giorni scorsi uccise a fucilate un rapinatore di un negozio vicino alla sua attività, spiega senza bisogno di altre parole che la giunta comunale e la maggioranza che rappresenta sostiene la Legge del taglione o la modalità che spesso abbiamo visto nei film western.
Insomma, questa giunta, ancor prima di attendere le motivazioni e di conoscere con certezza le dinamiche che hanno spinto il benzinaio a sparare, ne prende le difese, trasformandolo addirittura in eroe.
Il gesto del benzinaio avrebbe bisogno di una seria e approfondita analisi, cercare di capire per evitare che queste azioni non succedano. Si potrebbe ad esempio indagare sulle cause della cattiva gestione dell'ordine pubblico. Le poche risorse disponibili, ad esempio, escludono la possibiltà di un controllo più radicale? Secondo me si. E' solo una delle cause, bisogna aggiungere le recrudescenze di tipo sociali presenti in Italia. In questo contesto un amministratore serio e responsabile, dovrebbe cercare di svelenire gli animi, dovrebbe spegnere i focolai di violenza che covano sotto la cenere invece di alimentarli. Dovrebbe rispondere alle legittime preoccupazioni dei cittadini con proposte ed azioni capaci di portare la tranquillità e la sensazione di sicurezza invece di fare battute idiote. E invece che fà? Non ha meglio da fare che premiare un uomo che ne ammazza un altro senza nemmeno soffermarsi un attimo sulla drammaticità di un tale atto.
Ma forse l'amministrazione sa di non essere in grado di gestire questa emergenza sul suo territorio che in parte ha alimentato con le sue stesse azioni, soffre le pressioni e le critiche dei suoi elettori più radicali e giustizialisti e allora nasconde le proprie inettitudini dietro a populistiche e propagandistiche azioni come quella della colletta al "benzinaio". Che non è per nulla un eroe. Ha solo agito in mancanza ed in sostituzione delle forze dell'ordine.
Ma forse l'amministrazione sa di non essere in grado di gestire questa emergenza sul suo territorio che in parte ha alimentato con le sue stesse azioni, soffre le pressioni e le critiche dei suoi elettori più radicali e giustizialisti e allora nasconde le proprie inettitudini dietro a populistiche e propagandistiche azioni come quella della colletta al "benzinaio". Che non è per nulla un eroe. Ha solo agito in mancanza ed in sostituzione delle forze dell'ordine.
Quindi la domanda che sorge spontanea è: ma vuoi vedere che questa Giunta che aveva fatto della sicurezza e della tolleranza zero un punto essenziale del suo programma, visto il suo totale fallimento di quelle politiche, adesso apre ad una nuova stagione di giustizia fai da te?
L'ho già detto altre volte, questa amministrazione comunale è totalmente inadeguata a gestire la questione sicurezza in città (e anche tante altre questioni), scadendo in pericolose derive violente e fomentatrici, come le parole dell'assessore Astolfi documentano.
Non mi meraviglerei, semmai dovesse capitare un fatto come quello del Veneto anche a Falconara, che questa amministrazione premiasse l'eventuale "benzinaio" con una bella medaglia al merito.
E' dunque evidente che le parole dell'assessore Astolfi non erano affatto una battuta ma una preoccupante deplorevole idea della giustizia. Per questo motivo vorrei che il Prefetto prendesse atto che le dimissioni sono ancora all'ordine del giorno.
sabato 10 gennaio 2015
SE MUORE IL CENTRO CITTA'
Ieri dalle pagine dei giornali locali l'ennesimo grido di allarme da parte dei commercianti del centro cittadino di Falconara Marittima. Impauriti dal crollo delle vendite e dalla crisi spaventosa che ovviamente non colpisce solo i negozi ma le famiglie. Peccato che questi commercianti puntino il dito contro i negozi degli stranieri sempre più presenti come se quest'ultimi fossero i responsabili del calo degli affari.
Ancora una volta non si vuole andare a fondo della questione e ci si limita ad addossare responsabilità in maniera superficiale.
Hanno però ragione a chiedere un piano del commercio cittadino per riqualificarlo. La consulta è un formidabile strumento partecipativo istituzionale ma non credo che l'Amministrazione l'abbia mai utilizzata seriamente. E' invece molto importante avere un contatto diretto con gli esercenti.
Ma quello che più importante per una città è avere una politica comunale del commercio, conoscerne quindi i progetti e le linee guida. Purtroppo in questo settore (come in molti altri), l'amministrazione comunale non ha prodotto nulla di buono. Anzi, i pochi progetti conosciuti aumenteranno le problematiche. Basti pensare al progetto della costruzione di un centro commerciale all'ex montedison (progetto che peraltro non vedrà mai la luce. E' solo propaganda per cercare di attenuare il dissenso dell'altro grande problema di Falconara, ovvero quello della presenza di senzatetto). Qualcuno ricorderà anche gli stravaganti progetti come il mega parcheggio della stazione. Senza considerare il totale abbandono dei quartieri periferici.
I commercianti falconaresi dunque farebbero meglio ad affrontare con maggiore attenzione la questione del degrado del centro e quindi dei loro incassi. Individuare i veri responsabili.
Personalmente penso che il commercio cittadino subisca le conseguenze di una crisi sistemica. Il
calo dei consumi a causa dell'aumento della disoccupazione, di un clima
di estrema incertezza e di pessimismo generale, penalizza le vendite
e i negozi del centro cittadino ne pagano le conseguenze.
E' importante un rilancio dell'intero settore per l'economia locale e per la rivitalizzazione di tutta la città.
I centri urbani devono riappropriarsi delle preroragative e
caratteristiche "scippate" dai centri commerciali che sono sorti come
funghi negli ultimi anni e che hanno impoverito le città svuotandole economicamente e culturalmente.Lo avevo detto in campagna elettorale, ma evidentemente i cittadini hanno preferito gli slogan vuoti e le promesse mai mantenute del sindaco Brandoni e dei suoi alleati.
Anche i commercianti peraltro sembrano condividere le idee del sindaco addossando la responsabilità del degrado della città e quindi la morte sociale ed economica del centro agli stranieri.
Non servono regolamenti che impediscono il libero commercio e la concorrenza. Troppo facile. Serve una modernizzazione delle attività, un consorzio funzionante dei commercianti. Servono investimenti, ma prima una seria politica commerciale condivisa. Ne guadagnerebbero i commercianti e i cittadini tutti.
venerdì 21 novembre 2014
VIVA LA POLEMICA SE DICE IL VERO!
Ho partecipato all'assemblea
organizzata da un gruppo di persone sulla questione della qualità
dell'aria a Falconara Marittima. Tanta gente presente, evidentemente
il tema della salute è molto sentito in città. C'erano alcune forze
politiche, il Pd cittadino al gran completo, c'era il consigliere
comunale di FBC, c'erano alcuni assessori della giunta comunale,
mancava completamente una rappresentanza della sinistra, di Sel della
città, purtroppo ancora una volta lontano dalla vita sociale e
politica falconarese (ma questa è un'altra storia).
L'assemblea ha sancito la nascita di un
nuovo comitato (mal'aria Falconara) che ruota attorno ad una pagina
facebook dedicata alla qualità dell'aria e alla segnalazione
pubblica di odori molesti.
I relatori hanno spiegato come
attivarsi per denunciare e/o segnalare gli odori, presentando anche un modulo da compilare e inviare all''ufficio ambiente
del Comune, e come utilizzare il numero verde per le emergenze
ambientali.
Tutto molto positivo a mio avviso.
Ritengo che ogni forma di partecipazione sia sempre da apprezzare e
sostenere. La riunione, secondo la raccomandazione dei relatori, non doveva
cadere in discussioni polemiche, ma restare in un ambito propositivo.
Ed infatti non c'è stata polemica.
Potrei essere d'accordo se però non si
confondesse la vis polemica con la negazione o la omissione dei
fatti. Nella riunione ho notato infatti una eccessiva cautela nel
nominare le cause delle “puzze”. E' stato accuratamente evitato
di nominare la raffineria Api che è (secondo documenti ufficiali) il
primo responsabile dell'insalubrità dell'aria. Insomma non si può
citare lo studio epidemiologico senza dire chiaramente che lo stesso
si riferisce a quell'impianto petrolifero. Come non si può omettere
di dire che l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Brandoni è
stata sempre molto scettica sui risultati di quello studio e poco
ricettiva a raccogliere le proteste e le segnalazioni dei cittadini
quasi quotidiane. Allo stesso tempo non si può non sottolineare il
muro di gomma che la Regione Marche ha innalzato intorno alle
questioni riguardanti la raffineria.
Penso che la scelta di restare
equidistanti, affrontare i temi senza individuare responsabilità e
omissioni riporti il dibattito ambientale e sanitario della città
indietro di almeno 20 anni. Penso che sia una tattica sbagliata. Non
si può, secondo il mio parere mettere da parte gli studi, i dati, le
denunce, le lotte di centinaia di persone degli ultimi anni.
Se si vuole affrontare seriamente il problema della salute a
Falconara bisogna parlare chiaro e non aver paura di citare nomi e
responsabilità e giudicare i comportamenti dei vari soggetti in
causa.
Insomma meglio una sana polemica se ragionata e documentata di tante discussioni che girano attorno al problema.
In ultimo, mi spiace raffreddare gli
entusiasmi, vorrei dire però che le meritorie segnalazioni dei cittadini,
seppur puntuali e documentate non sortiranno alcun effetto se non
affiancate da una volontà politica di livello comunale e regionale.
Anche in questo caso restare equidistanti significa sconfinare nel
qualunquismo.
mercoledì 24 settembre 2014
IL CODICE DEGLI ZINGARI E I FOMENTATORI D'ODIO
Mi è capitato di leggere nei giorni scorsi in una pagina di facebook dedicata a Castelferretti un post con il quale si metteva all'erta i cittadini del quartiere dai furti di appartamento per la comparsa di alcuni segni sul muro dell'abitazione dell'assessore comunale Matteo Astolfi.
La segnalazione l'ha fatta proprio Astolfi: "Compaesani, attenti e guardinghi! Stanno girando i soliti ladri di
appartamento. "Guardate cosa mi son trovato oggi sul muro del campanello
di casa in via Quasimodo..." con tanto di foto con uno scarabocchio, due quasi indistinguibili rigature. A seguire una sfilza di commenti più o meno fantasiosi, quasi tutti attribuivano quei segni ad un fantomatico CODICE DEGLI ZINGARI.
La notizia ha avuto anche risonanza sugli organi di stampa. Il Resto del Carlino oggi titolava: La casa dell'Assessore Astolfi finisce nel mirino dei ladri.
Il Messaggero invece scriveva: Nel mirino dei ladri, denuncia di Astolfi. Per poi precisare però: " non c'è la certezza ma intanto scatta la denuncia".
Leggendo gli articoli ho pensato che forse i giornali oggi non avevano altre notizie da pubblicare e che un'articolo sulla sicurezza è sempre un buon riempitivo.
Invece oggi pomeriggio ho avuto la conferma che boutade di questo genere sono molto pericolose e che in un clima di estrema diffidenza per il diverso o lo straniero, anche un semplice post può diventare una scintilla sulla benzina.
Dico questo perchè sempre nel gruppo facebook castelferretti e castelfrettesi, leggo che Matteo Astolfi pubblica un'altra foto del muro graffittato. Ad un certo punto una persona commenta in questo modo: " Carissimo Matteo, è giunto il momento
di comprarsi una bellissima pistola a tamburo e sparare per
uccidere................" Ad un commento di questo tipo ci si aspetterebbe una risposta responsabile da parte di un assessore che invece risponde in questo modo: " No no troppo semplice la
morte....gambe, braccia e p...e!".
L'assessore ha già avuto modo con i suoi atteggiamenti di sottolineare le sue insofferenze ma sempre dietro una parvenza da bravo ragazzo. Stavolta ha gettato la maschera sfogando la sua violenza per un semplice segnetto sul muro che avrebbe potuto fare chiunque, anche un bambino.
Non si può che censurare duramente questa pessima vicenda, che prende spunto da una leggenda metropolitana. Non esiste infatti alcuna prova in tutta Italia, da parte delle forze dell'ordine, che quesi segni siano veramente dei codici degli zingari o di qualche ladro di appartamenti. Non lo dico io ma il sito della Polizia di Stato (pag.25) e anche un sito delle Polizie municipali, che sull'argomento scrive: "SEGNI CONVENZIONALI VERITA' O LEGGENDA? Da tempo si pensa che gli zingarì lascino segni convenzionali presso le abitazioni da derubare. Sono state effettuati minuziosi controlli sentite numerose fonti confìdenziali, le più fìdate, ma nulla è emerso".
Ecco perchè ho scritto fantomatico codice degli zingari.
Ecco perchè ho scritto fantomatico codice degli zingari.
Penso che sia molto pericoloso avere facinorosi e fomentatori d'odio ad amministrare la città. Per questo motivo chiedo che il sindaco Goffredo Brandoni prenda le distanze dall'assessore Astolfi e lo rimuova dal suo incarico. Spero che i gruppi consiliari portino questo caso in consiglio comunale.
Chiudo con questa citazione che potete leggere nell'opuscolo per la sicurezza della polizia di Stato:
Nel 1921, lo storico francese Marc Bloch scriveva: "le notizie false...
nascono certamente spesso da osservazioni individuali inesatte o da testimonianze imperfette, ma questo infortunio iniziale non è tutto e in realtà in se stesso non spiega nulla. L'errore si propaga, si amplifica e vive solo ad una condizione: trovare nella società in cui si diffonde un brodo di cultura favorevole. In quell'errore, gli uomini esprimono inconsciamente i loro pregiudizi, odi, timori...."
Chiudo con questa citazione che potete leggere nell'opuscolo per la sicurezza della polizia di Stato:
Nel 1921, lo storico francese Marc Bloch scriveva: "le notizie false...
nascono certamente spesso da osservazioni individuali inesatte o da testimonianze imperfette, ma questo infortunio iniziale non è tutto e in realtà in se stesso non spiega nulla. L'errore si propaga, si amplifica e vive solo ad una condizione: trovare nella società in cui si diffonde un brodo di cultura favorevole. In quell'errore, gli uomini esprimono inconsciamente i loro pregiudizi, odi, timori...."
sabato 20 settembre 2014
QUADRILATERO SPA e la Regione Marche
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| Area Leader Falconara |
Relazione per assemblea programmatica
Claudio Paolinelli
SEL Marche 20 settembre 2014
Opere infrastrutturali QUADRILATERO SPA
Care
Compagne e Compagni, penso che in fase di elaborazioni programmatiche
e di ipotesi di alleanze politiche in vista delle elezioni regionali
del 2015, non si debba agire con impostazioni ideologiche o
preconcette. La difficile situazione generale del Paese e quindi
anche della nostra Regione ci impone una accurata riflessione dalla
quale poter imbastire l'approccio adeguato per affrontare al meglio i
futuri impegni.
Occorre
quindi partire da una sana e serena valutazione dell'operato del
Governo regionale in questa ultima legislatura. Anzi delle ultime
due, visto che il Presidente Gian Mario Spacca è arrivato alla
scadenza del suo secondo mandato.
Non
parlerò della compagine che ha dato vita al “Laboratorio Marche”,
anche se naturalmente avrei molto da dire. Vorrei utilizzare il tempo
del mio intervento per porre l'attenzione sulle politiche delle
infrastrutture della Regione Marche ed in particolare sullo Stato dei
Lavori del Progetto Quadrilatero Spa, che ricordo a tutti è stato
una delle punte di diamante del Programma regionale del presidente
Spacca.
Ma
è stato anche motivo di forte conflitto, tra chi ha eseguito con
riverenza gli ordini della giunta regionale e chi invece si è
opposto a quello che era ed è un progetto fallimentare, i cui
effetti negativi sarebbero ricaduti sui territori e quindi sui
cittadini. Un conflitto che ha riguardato anche la mia città
Falconara, provocando fratture politiche tali da consegnare la città
nelle mani della destra. Ho fatto il consigliere comunale in quel
periodo e mi sono battuto senza cedere alle forti pressioni che
arrivavano da più parti. Penso di conoscere un pò la storia e
l'evoluzione di questo progetto e credo che sia utile ritornare
sull'argomento.
Il
sito ufficiale della società Quadrilatero illustra il progetto in
questo modo: “Il
Progetto Quadrilatero Marche Umbria prevede la realizzazione di opere
infrastrutturali viarie (i cui assi rappresentano idealmente i
quattro lati di un quadrilatero) attraverso un innovativo piano di
cofinanziamento, il Piano di Area Vasta. Il Progetto consiste nel
completamento e adeguamento di due arterie principali (l'asse
Foligno-Civitanova Marche strada statale 77 e l'asse Perugia-Ancona
statali 76 e 318), della Pedemontana Fabriano-Muccia/Sfercia e altri
interventi viari”.
La
novità rappresentata in questo progetto è la modalità con cui si
vuole cofinanziare l'opera: il Piano di Area Vasta (PAV).
La Società Quadrilatero infatti ha individuato delle aree,
cosiddette aree Leader le quali, una volta trasformate in
insediamenti produttivi, logistici e direzionali, sarebbero diventate
aree di cattura di valore, i cui flussi di ricavi sarebbero serviti
al finanziamento dell'opera, ovvero alla realizzazione di una strada
lunga una quindicina di chilometri nel tratto che va da Albacina a
Fossato di Vico.
La
Quadrilatero come da progetto, ha individuato 8 aree leader, i cui
rispettivi Comuni, a suo dire, con la realizzazione della strada
avrebbero ottenuto dei benefici economici. La più grande delle 8
aree leader è quella di Falconara, la quale però è distante dalla
realizzanda strada almeno 50 chilometri. Il
progetto approvato dal CIPE nel 2006 per Falconara prevedeva: fiera
mercato, centro congressi, padiglioni espositivi, centro affari,
centro direzionale e struttura alberghiera.
Il
comune di Falconara aderendo al protocollo d'intesa IMPOSTO dalla
Regione Marche diede in mano alla Quadrilatero un'area di 481.600 mq
a ridosso dell'aeroporto, nella quale, assicuravano, sarebbe sorto il
nuovo polo fieristico, sebbene tutti sapessero però che la Fiera non
si sarebbe spostata da Ancona per trasferirsi a Falconara. Nonostante
questo il Comune di Falconara, come gli altri 7 coinvolti si
impegnava a versare nelle casse della Quadrilatero (questa è la
cattura di valore) per 30 anni, le entrate equivalenti dell'ici e di
porzione degli oneri di urbanizzazione di quell'area. Ciliegina sulla
torta, con la firma dell'accordo il Comune rinunciava ad ogni diritto
di potestà del suo territorio.
A
me è sembrata da subito una operazione scandalosa e vergognosa. Per
il PD invece, per Spacca e i suoi alleati e anche per il PDL era una
straordinaria opportunità innovativa.
In
questo senso Le Marche sono diventate veramente un laboratorio:
quello per le larghe intese tra PD e PDL, parliamo del 2006.
La
poderosa propaganda di Palazzo Raffaello ha piegato ogni dissenso. Il
Pd che originariamente, quando al Governo c'era Berlusconi, era
contrario all'opera, non appena venne nominato premier Prodi cambiò
repentinamente idea, facendola propria. Dovete sapere che il progetto
Quadrilatero è nato sull'onda della Legge Obiettivo di berlusconiana
memoria. Il principale sponsor politico è stato il senatore
Baldassarri del PDL, e a rappresentare l'industria, l'imprenditore
jesino Pieralisi, ma successivamente molti altri si trovarono
d'accordo, anche Di Pietro allora ministro delle infrastrutture si
adeguò, e come lui tanti altri. Stessa cosa accadde per i sindaci
(PD) dei Comuni interessati, i quali, cambiata la bandiera al Governo
nazionale si rimangiarono le parole senza pudore, rigettando tutte le
precedenti contrarietà e firmando l'accordo di programma. Erano
diventati tanto compatti a sostenere una bugia, quanto poco
convincenti.
C'è
un detto popolare: “Quando si ripete spesso la stessa bugia,
diventa una verità”. Ci hanno provato. Ma c'è un altro proverbio
popolare che dice: “Le bugie hanno le gambe corte”. Infatti oggi
possiamo fare una valutazione giudicando i fatti concreti.
Il
progetto quadrilatero il cui costo totale era stato preventivato
quasi in 2 miliardi di euro, nasce nel 2004 e parte ufficialmente il
14 dicembre 2006 con un finanziamento di 20 milioni di euro
perfezionato con Cassa Deposito e Prestiti. Soldi
che dovevano consentire l'avvio operativo del PAV.
L'allora Presidente di Quadrilatero Gennaro Pieralisi dichiarò in
quell'occasione: “Sono
particolarmente soddisfatto per l'importante obiettivo raggiunto, che
consente alla Società di dare concreta
attuazione alla parte del progetto più innovativa, il Piano di Area
Vasta,
strumento capace di valorizzare il territorio, attraverso la
realizzazione di interventi mirati che avranno un forte impatto
socio-economico sulle Regioni, influendo positivamente sulla
competitività dei Distretti industriali, tutto ciò riuscendo
ad ottenere la totalità delle risorse previste dalle Delibere Cipe,
senza disperdere alcuna risorsa finanziaria che in aggiunta ai 1.067M
€ già disponibili rende
di fatto attuabile il sistema viario SS76, SS77 e Pedemontana”.
Sembrava
cosa fatta! Questa però è solo una delle tante dichiarazioni che si
sono succedute dal 2006 ad oggi. Potrei elencare decine di annunci di
inizi lavori e di crono programmi che puntualmente non sono stati mai
rispettati. La strada, come tutti possono verificare è tristemente
un'incompiuta, il contraente generale dei Lavori, colui che avrebbe
dovuto avviare e portare a termine i lavori è in amministrazione
controllata e sta per essere liquidato. E pensare che spavalde
dichiarazioni ci assicuravano il completamento delle opere entro il
2012. I lavori dell'area Leader, quelli del PAV, la cattura di
valore, “la parte più innovativa del progetto”, invece non sono
mai iniziati, ma quei territori continuano ad essere fuori dal
controllo dei Comuni che non possono pianificare il futuro delle loro
aree strategiche sotto il profilo economico e di sviluppo.
Viene
smontata anche l'ultima bugia quella con cui si reggeva il progetto,
ovvero la grande balla
del PAV e del project
financing.
Una
tabella sullo stato delle opere incompiute in Italia, pubblicata dal
Sole 24 ore a metà agosto a proposito di Quadrilatero spiega che :
l'Opera è aggiudicata
e in realizzazione”, ma
“servono fondi pubblici (650 milioni) per
coprire la"cattura di valore" che non ha funzionato.
Sul nuovo sito
governativo www.passodopopasso.italia.it
si precisa che “le
risorse saranno disponibili a condizione che i lavori siano
cantierabili entro il 2015”.
Nonostante tutto, la
stampa locale come sempre titola con enfasi ed entusiasmo:
“Quadrilatero avanti
tutta, con lo sblocca Italia altri 70 milioni di euro per ripartire”
(Corriere Adriatico 30 agosto 2014).
Altri
70 milioni di soldi pubblici che diventeranno forse 120 a fronte dei
650 che servono e che si aggiungono ai 20 milioni del 2006 di cui
abbiamo perso le tracce.
Il
cerchio si chiude mi pare. Ho tralasciato qualche particolare non
secondario per questioni di tempo, come ad esempio il numero di
vittime tra i lavoratori sacrificati alla costruzione dell'opera e il
disagio quotidiano delle persone che passano dalle parti dei cantieri
chiusi oltre all'impatto ambientale e allo sfregio del paesaggio.
Naturalmente
non ci sono stati i tanto propagandati benefici economici tanto meno
viari in nessuna delle aree coinvolte. Insomma un disastro!
Un
progetto nato male, gestito peggio, forse voluto dalla famiglia
Merloni o almeno pensato intorno alle sue imprese, si mostra un
totale fallimento.
Morale:
La regione Marche forse avrà una nuova viabilità... tra una decina
d'anni, con dei costi a carico dei contribuenti che saranno lievitati
in maniera impressionante, mentre paradossalmente non ci saranno più
le industrie, Indesit in testa, che di quelle strade avrebbero avuto
bisogno, Ma qui entriamo in un altro tema che è quello della
programmazione industriale e del lavoro nelle Marche.
Dal
mio punto di vista ci sono già molti motivi di riflessione sulla
formidabile responsabilità di chi ha governato e governa la Regione.
Uno squarcio che mette a fuoco l'inettitudine totale nel pianificare
ed ottimizzare le risorse nel territorio e che alimenta qualche
dubbio su chi realmente abbia tratto benefici in questa operazione.
Tutto questo mentre, parallelamente alle strade incompiute, a fianco
dei ponti e delle gallerie mai terminate e in alcuni casi, mai
iniziate, passa la ferrovia che collega Ancona con Roma che
vergognosamente e tragicamente per i viaggiatori, è ancora ad un
solo binario come ai tempi di Cavour.
Ecco
ho voluto affrontare solo uno dei temi e contribuire a consolidare un
giudizio sull'operato della Regione Marche, di Spacca, del Pd e di
tutti i componenti dell'alleanza che hanno dato vita al Laboratorio
Marche.
Il
divorzio annunciato tra Spacca e il PD non deve depistarci, sono
entrambi pari responsabili. Quello che ho esposto è solo un capitolo
e sono certo che anche in altri settori le criticità non
mancheranno, penso alla sanità, ai rigassificatori o alla vicenda
vergognosa delle biomasse e sono solo tre esempi.
Per
me il giudizio è fortemente negativo e non vedo prospettive di
cambiamento, tanto più se si sommano a queste criticità locali, le
questioni politiche di carattere nazionale ed europee.
Il
PD ha legittimamente preso una direzione centrista e liberista.
Altrettanto legittimamente, credo che noi dobbiamo almeno provare a
cambiare prospettiva al Paese e alla nostra Regione, dobbiamo
proporre una possibilità di cambiamento. Non possiamo quindi essere
noi i promotori di un campo di centrosinistra. Perchè il
centrosinistra non esiste.
C'è
bisogno quindi di una netta cesura con questi politici e con questa
politica. E di una vera alternativa sia nei metodi e che nella forma.
Serve uno sforzo e una certa dose di coraggio per cambiare strada. E
modestia per trovare i compagni di viaggio.
Come
ha detto Moni Ovadia in un recente incontro pubblico, la sinistra
continua con la sua frammentazione ad essere irrilevante in tutte le
battaglie, per generose che siano saranno sempre inascoltate a causa
della sua pochezza. Concentriamoci su COME costruire la sinistra. Le
elezioni regionali possono essere un terreno di sperimentazione.
lunedì 14 luglio 2014
COME USCIRE DAL FOSSO
Pubblico questa bella lettera dal carcere di Antonio Gramsci, pensando a tutte quelle persone che in questo periodo particolarmente duro hanno avuto e hanno difficoltà, che sono cadute e che faticano a rialzarsi. A quelle persone che arrivate ad un certo punto non sanno più a chi rivolgersi e pensano che con le proprie forze non ce la faranno.
Carissima Iulca,
ho ricevuto i tuoi foglietti, datati da
mesi e giorni diversi.
Le tue lettere mi hanno fatto ricordare
una novellina di uno scrittore francese poco noto, Lucien Jean,
credo, che era un piccolo impiegato in una amministrazione municipa
le di Parigi. La novella si intitolava Un uomo in un fosso.
Cerco di ricordarmela.
– Un uomo
aveva fortemente vissuto, una sera: forse aveva bevuto troppo, forse la vista continua di
belle donne lo aveva un po' allucinato. Uscito dal ritrovo, dopo aver
camminato un po' a zig-zag per la strada, cadde in un fosso. Era
molto buio, il corpo gli si incastrò tra rupi e cespugli; era un
po' spaventato e non si mosse, per timore di precipitare ancora piú in fondo. I cespugli si
ricomposero su di lui, i lumaconi gli strisciarono addosso
inargentandolo (forse un rospo gli si posò sul cuore, per sentirne
il palpito, e in realtà perché lo considerava ancor vivo).
Passarono le ore; si avvicinò il mattino e i primi bagliori
dell'alba, incominciò a passar gente.
L'uomo si mise a gridare aiuto.
Si avvicinò un signore occhialuto; era
uno scienziato che ritornava a casa, dopo aver lavorato nel suo
gabinetto sperimentale. Che c'è? domandò. – Vorrei uscire
dal fosso, rispose l'uomo. – Ah, ah! vorresti uscire dal fosso! E
che ne sai tu della volontà, del libero arbitrio, del servo
arbitrio! Vorresti, vorresti! Sempre cosí l'ignoranza. Tu sai una
cosa sola: che stavi in piedi per le leggi della
statica, e sei caduto per le leggi della cinematica. Che ignoranza,
che ignoranza! – E si allontanò
scrollando la testa tutto sdegnato.
– Si sentí altri passi. Nuove invocazioni dell'uomo.
Si
avvicina un contadino, che portava al guinzaglio un maiale da
vendere, e fumava la pipa: Ah! ah! sei caduto nel fosso, eh! Ti sei
ubbriacato, ti sei divertito e sei caduto nel fosso. E perché non
sei andato a dormire, come ho fatto io? – E si allontanò, col
passo ritmato dal grugnito del maiale.
-E poi passò un artista, che gemette
perché l'uomo voleva uscire dal fosso: era cosí bello, tutto
argentato dai lumaconi, con un nimbo di erbe e fiori selvatici sotto
il capo, era cosí patetico!
– E passò un ministro di dio, che si
mise a imprecare contro la depravazione della città che si
divertiva o dormiva mentre un fratello era caduto nel fosso, si
esaltò e corse via per fare una terribile predica alla prossima
messa.
– Cosí l'uomo rimaneva nel fosso,
finché non si guardò intorno, vide con esattezza dove era caduto,
si divincolò, si inarcò, fece leva con le braccia e le gambe, si
rizzò in piedi, e uscí dal fosso con le sole sue forze.
– Non so se ti ho dato il gusto della
novella, e se essa sia molto appropriata. Ma almeno in parte credo di sí: tu stessa mi scrivi
che non dai ragione a nessuno dei due medici che hai consultato
recentemente, e che se finora lasciavi decidere agli altri ora vuoi
essere piú forte.
Non credo che ci sia neanche un po' di
disperazione in questi sentimenti: credo che siano molto assennati.
Occorre bruciare tutto il passato, e ricostruire tutta una vita
nuova: non bisogna lasciarci schiacciare dalla vita vissuta finora, o
almeno bisogna conservarne solo ciò che fu costruttivo e anche
bello.
Bisogna uscire dal fosso e buttar via
il rospo dal cuore.
Cara Iulca, ti abbraccio teneramente.
Antonio
domenica 13 luglio 2014
LA SINISTRA, SEL, TSIPRAS, LE PERSONE.
Ho partecipato oggi ad una ennesima riunione politica, questa volta convocata dal basso, ovvero non da un gruppo dirigente ma da alcuni compagni/e, militanti di Sinistra Ecologia Libertà, Partito in cui milito...ancora.
Si è parlato del tema di sempre ovvero della costruzione di un progetto, di una soggettività, della sinistra. E' stata una giornata non sprecata perchè chi è intervenuto ha elevato il livello qualitativo della discussione ed è stato veramente molto interessante ascoltare. Peccato che il coordinatore nazionale di SEL Nicola Fratoianni che era stato invitato e che aveva dato la sua disponibilità non abbia trovato il modo per essere presente. Un peccato ed un'occasione perduta.
Quello che segue a chi interessa è il testo dell'intervento che ho fatto in quell'incontro. (il video dell'intervento)
mercoledì 25 giugno 2014
L'AUSTERITA' E LA SINISTRA.
Mentre stavo leggendo un libro, e devo
ringraziare la mia amica Sandra per avermelo regalato, dal titolo:
“Berlinguer l'austerità giusta”, seduto al fresco di una
panchina del parco che è stato realizzato nel quartiere Posatora di
Ancona dopo (parecchio dopo) la grande frana che nel 1982 fece
scivolare a mare una estesa porzione di territorio e con essa le
case, i palazzi e tutto ciò era stato costruito sopra, riflettevo
sull'attualità e freschezza delle parole di Berlinguer pronunciate
nello storico convegno con gli intellettuali del 1977, e che il parco
che mi ospitava poteva essere la conferma pratica di una parte del
suo ragionamento.
Il piccolo libro, curato da Giulio
Marcon, ha il pregio di riportare alla luce uno dei discorsi più
importanti di Enrico Berlinguer, e rileggere quelle parole,
soprattutto in questa fase così difficile e decadente per la
politica italiana è puro ossigeno per il cervello. Parole che non
furono capite appieno dai dirigenti e militanti del PCI all'epoca, e
se capite, furono in gran parte disattese se non osteggiate. Ed è stato un piacere rileggere i passi di quel discorso che affronta la
questione dell'austerità in un periodo il cui clima politico/sociale
era particolarmente pesante anche a causa di una seria e perdurante
crisi economica.
Per la prima volta Berlinguer mette in
discussione il modello di sviluppo dopo che lo stesso PCI, ma anche
la sinistra estremista, siano stati per anni fautori al modello
produttivista. Una grande novità che forse fece da apripista, alcuni
anni dopo, alle teorie e pratiche della decrescita di cui Serge
Latouche è ispiratore e studioso. Ci sono infatti spunti ed
intuizioni che individuano la criticità dello sviluppo “infinito”.
Berlinguer davanti ad una platea di
intellettuali disse riferendosi peraltro alla domanda incessante e
condivisibile di sviluppo da parte dei paesi del terzo mondo:
“... aprirsi ad una piena comprensione delle ragioni di sviluppo e di giustizia di questi paesi e instaurare con essi una politica di cooperazione su basi di uguaglianza; abbandonare l'illusione che sia possibile perpetuare un tipo di sviluppo fondato su quella artificiosa espansione dei consumi individuali che è fonte di sprechi, di privilegi, di dissipazione delle risorse, di parassitismi, di dissesto finanziario”.
E' nella frase
“dissipazione delle risorse” che vedo un'analogia con il bel
parco che sorge sulle macerie di una sconsiderata cementificazione.
Solo dopo una devastante frana (la crisi) si ripensò al riutilizzo
virtuoso di quel territorio (la ripresa economica). Ora cambiata la
destinazione d'uso quell'area si è trasformata da un quartiere più
o meno anonimo in un luogo di incontri e svaghi per i cittadini e
polmone verde.
Certo questo
cambiamento ha avuto un costo, pensate alle centinaia di abitanti che
improvvisamente si sono trovati senza casa, ma pensate anche se
questa soluzione si fosse trovata ancor prima della cementificazione
sulla zona in frana. Pensate al risparmio economico e ai benefici
circa la qualità della vita delle persone. In questo senso andrebbe
interpretato il concetto di Austerità: “artificiosa espansione”
anche in chiave urbanistica.
“Ecco perchè una politica di austerità, di rigore, di guerra allo spreco è divenuta una necessità irrecusabile da parte di tutti”. (cit. Berlinguer).
Il concetto di
austerità pensato da Berlinguer non ha dunque nulla a che vedere con
le politiche di austerity imposte dalle banche europee e attuate dai
vari governi (italiano compreso). E qui si ritorna all'idea di
decrescita che se governata e condivisa ha degli effetti positivi
anche sotto il punto di vista dell'etica, al contrario se subita
diventa un peso insostenibile fino a trasformarsi in impoverimento.
Infatti Berlinguer
proseguiva:
” una politica di austerità non è una politica di tendenziale livellamento verso l'indigenza, né deve essere perseguita con lo scopo di garantire la semplice sopravvivenza di un sistema economico e sociale entrato in crisi”. Aggiungendo: “ Il Paese avrebbe bisogno di compiere uno sforzo adeguato, di veder chiaro davanti a sé, o perlomeno di vedere chiari alcuni elementi fondamentali di una prospettiva nuova. E invece, gli esponenti delle vecchie classi dominanti e uomini di governo, quando arrivano a tanto, non sanno andare più in là dell'obiettivo di riportare l'Italia sugli stessi binari su cui procedeva lo sviluppo economico prima della crisi".
Parole tanto
lungimiranti quanto inascoltate purtroppo. Parole che senza fare
tanti sforzi e piroette mentali potrebbero essere l'impalcatura di un
programma politico serio e di rinnovamento, ancora oggi, a metà del
2014, mentre assistiamo alla dissoluzione della politica, sgretolata
a colpi di tweet.
“Non possiamo aspettare di andare prima al governo per presentare un progetto di rinnovamento, bisogna muoversi”esclamava Enrico Berlinguer di cui proprio alcuni giorni fa abbiamo ricordato il trentennale della sua morte.
Ecco questa esortazione la faccio mia e la rivolgo a tutti coloro i quali sentono di poter contribuire ad una iniziativa utile alla sinistra e soprattutto alle persone che vogliamo rappresentare. MUOVIAMOCI!
Il
testo del discorso di Enrico Berlinguer (clicca qui)
domenica 18 maggio 2014
POLIZIA MUNICIPALE IN RIVOLTA: LA SICUREZZA SI FA IN QUESTO MODO?
Da qualche giorno sui muri di Falconara Marittima i cittadini possono leggere questo manifesto che invito a leggere, a firma delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Ugl.
Il manifesto è la denuncia dei Vigili Urbani dell'incapacità dell'Amministrazione comunale di far funzionare il corpo della Polizia Municipale.
Questa protesta che da come si legge sul giornale sarà seguita da alcuni scioperi, la dice lunga sulla responsabilità del sindaco, giunta e maggioranza del consiglio comunale circa la mediocre organizzazione del corpo di polizia cittadino.
Una ennesima debacle sulla sicurezza che era il cavallo di battaglia del sindaco Brandoni durante la sua campagna elettorale, nonostante avesse già dato prova della sua incapacità nei 5 anni precedenti, una questione difficile che lui stesso e i suoi sodali hanno ingigantito con le inutili, ridicole ordinanze antipoveri.
Mentre come è noto la gestione dell'ordine pubblico spetta alla polizia e ai carabinieri quindi non direttamente al Comune, la gestione e l'organizzazione della Polizia Municipale è una prerogativa e dovere dell'Amminitrazione comunale che però, stando alle proteste, sembra sia "indifferente" al problema.
Eppure una Polizia Municipale efficiente potrebbe garantire un miglior controllo del territorio e non solo in ambito di microcriminalità, tanti sono i compiti: dall'ambito ambientale al controllo delle attività commerciali ad esempio. Putroppo sembra invece che i Vigili urbani siano stati declassificati al mero controllo dei dischi orari in sostituzione degli ausiliari del traffico (questo a causa del clamoroso quanto prevedibile fallimento del progetto del mega parcheggio abbinato alla gestione delle strisce blu affidate ad un privato).
Dunque i cittadini possono verificare personalmente che le parole in libertà sulla sicurezza spese in campagna elettorale dal sindaco Brandoni erano solo bugie.
La tolleranza zero sempre paventata dal sindaco la dovrebbero applicare i cittadini nei confronti di questa amministrazione incapace.
Ai componenti della polizia municipale in protesta va la mia solidarietà e l'augurio di tornare presto ad operare e lavorare in sicurezza, sia per la loro che per quella dei cittadini tutti.
martedì 6 maggio 2014
TANTI AUGURI A ME
Non ricordo di aver mai scritto qualcosa di personale in questo blog. E' mia abitudine usarlo per commentare le faccende cittadine e dintorni.
Lo faccio oggi, 6 maggio, giorno del mio 54° compleanno. Non sono pochi... è un'età in cui è naturale iniziare a rallentare il ritmo, come si dice: a tirare i remi in barca. Insomma cercare una condizione mentale che ti accompagni gradualmente alla vecchiaia. Avrei voluto dire alla pensione, ma vista la situazione, quell'obiettivo è veramente fuori portata.
Invece le cose della vita mi costringono ad accelerare per non restare piegato.
In questi ultimi anni ho combattuto contro un vento maligno che ha modificato indelebilmente il mio carattere e le mie abitudini. La disoccupazione prima ed altre vicissitudini successive mi hanno allontanato da Falconara, infatti da qualche mese mi sono trasferito ad Ancona, mia città natale, e questo è uno dei motivi per cui non vi importuno con le mie considerazioni e critiche di ciò che accade in città.
Ho altre priorità adesso, sono concentrato a non cadere o almeno a tenermi in equilibro.
Quindi nessun remo in barca, il ritmo lo tengo al massimo e seppur senta il peso dei miei 54 anni come fossero 100 fingo nei comportamenti e nel fisico di essere un ragazzino per non trovarmi battuto in una competizione dove chi ha la mia età, senza lavoro e certezze è spacciato.
Questo post potrebbe sembrare senza senso e autocelebrativo ma non lo è. L'ho scritto sperando di poterne ridere tra un pò, semmai un giorno avrò la possibilità di tirare in barca quei famosi remi. Intanto mi faccio i migliori auguri di buona vita sfogliando un bel libro illustrato che ho avuto in regalo proprio oggi che mi fa immensamente felice.
lunedì 21 aprile 2014
LE PROMESSE DI BRANDONI E LA FOGLIA DI FICO
I limiti dell'amministrazione comunale di Falconara Marittima escono tutti allo scoperto. Terminata la campagna dei luoghi comuni e della propaganda di facile presa, la città si trova davanti ancora irrisolti tutti i punti sui quali il sindaco Brandoni e la sua maggoranza hanno impostato la loro campagna elettorale ottenendone la rielezione. Anzi, alcune questioni si sono aggiunte, incrementando il numero delle promesse non mantenute.
Secondo i giornali, il centro cittadino sembra sia invaso da orde di senzatetto che di notte occupano gli androni dei palazzi e le panchine creando una sorta di sensazione di insicurezza e di degrado nei confronti di chi una casa inveve ce l'ha. Ora a parte il titolo di cattivo gusto del giornale: Bivacchi, la piazza si trasforma nel grand-hotel degli sbandati, e l'ostinazione ad equiparare povertà con microcriminalità da parte dell'amministrazione comunale e da un numero sempre crescente di cittadini, il programma della coalizione di destra a sostegno di Goffredo Brandoni era chiaro e prometteva una lunga serie di provvedimenti che però fino ad ora non hanno prodotto alcun risultato. Se c'era percezione di insicurezza un anno fa è la stessa di oggi se non aumentata, e dire che il sindaco Brandoni ha già alle spalle ormai 6 anni di governo della città. Le varie ordinanze emesse periodicamente, come era facile prevedere, non hanno sortito alcun effetto.
Stessa situazione riguardo la prostituzione nella zona di Fiumesino e Rocca Priora. Anche in quel caso le ordinanze sono risultate semplicemente dei pezzi di carta.
Questo significa che per amministare una città non serve alzare la voce e emettere ordinanze di divieti, ma è indispensabile conoscere i problemi, studiarli ed affrontarli in maniera seria. Le ordinanze senza una vera politica che affronti le questioni con intelligenza, servono solo a divulgare un pò di propaganda; è come nascondere la polvere sotto il tappeto.
Se la questione "sicurezza" resta il tallone d'Achille di Brandoni, quelle sociali non sono da meno. Ho letto che la mensa scolastica subirà un taglio alla qualità. Questa almeno sembra sia la ricetta di alcune presidi delle scuole falconaresi per evitare gli aumenti della retta che si preannunciano abbastanzi salati. Si ipotizza infatti un aumento del 10 al 25% delle tariffe per mensa, nidi e trasporto scolastico. Le dirigenti scolastiche propongono di eliminare la pasta biologica, via la frutta a pranzo per lasciarla come
merenda, piatto unico in alcuni giorni e self service per i pasti a
scuola. Ora con la speranza che il giornalista abbia fraiteso perchè è veramente singolare che un dirigente scolastico possa barattare la qualità dei cibi dei bambini, vorrei evidenziare il vero problema che deriva dal fatto che la mensa comunale, su scelta del sindaco Brandoni, è stata privatizzata. E' naturale e legittimo che la società che ha in gestione il servizio non vuole perdere il profitto e l'unico modo per evitarlo è aumentare le tasse ai cittadini.
Ecco uno dei motivi per cui sono fermamente convinto che i servizi di pubbllica utilità debbano restare pubblici: per non sottostare alle regole di mercato.
Questa amministrazione purtroppo agisce troppo spesso come fosse un'azienda privata. Vendendo i servizi forse si risolvono alcune dinamiche di Bilancio ma di certo si peggiora la qualità della vita delle persone che si vogliono amministrare. Brandoni lo ha fatto per la mensa e anche per i disabili e anziani, mentre si accinge a privatizzare anche il servizio del trasporto scolastico.
Questioni di cui però gli stessi cittadini sembrano disinteressarsene almeno fino a quando la cosa non gli si ritorce addosso.
Insomma a Falconara esiste un problema anche di tipo partecipativo che non si dovrebbe sottovalutare.
venerdì 4 aprile 2014
IL PARCO INTEGRATO TURISTICO COMMERCIALE ALLA EX MONTEDISON
Prima di parlare del progetto di riconversione dell'ex Montedison, una precisazione: penso che quell'area debba essere riqualificata e bonificata perchè così degradata provoca un danno ambientale e di immagine a Falconara e alle città vicine. Uso una frase cara a Don Ciotti: "occorre fare presto, occorre fare bene".
Detto questo credo che sia importante prendere in considerazione la notizia del progetto (clicca qui) di riqualificazione dell'ex impianto di concimi chimici che in questi giorni abbiamo appreso dalla stampa. Ma non credo che sia il caso di entusiasmarsi. Per vari motivi: il primo riguarda la bonifica del terreno che come è noto è altamente inquinato da sostanze molto pericolose per la salute, il secondo invece è relativo a come verrà riqualificata l'area senza lasciarsi condizionare dal nome accattivante: "Parco integrato turistico commerciale Le Scogliere" (clicca qui). In ultimo, ma non meno importante, occorre verificare la sostenibilità economica del progetto.
La realizzazione di un nuovo, ennesimo, centro commerciale, ripropone l'annosa discussione sulla reale necessità di strutture di quel tipo e dell'impatto che provocano sul tessuto commerciale del territorio. Fanno bene i commercianti locali a preoccuparsi.
Forse è utile ricordare che appena un anno fa, durante la campagna elettorale, il sindaco Brandoni cercò di rassicurare cittadini e commercianti dichiarando la sua contrarietà alla realizzazioni di nuovi centri commerciali nella zona. Si riferiva però al parco commerciale in fase di realizzazione all'altezza del casello autostradale (Ancona Nord), non di sua diretta competenza ma del Comune di Chiaravalle.
Ora che però le elezioni sono alle spalle il sindaco Brandoni si rimangia le parole, tanto che il Centro commerciale lo fa costruire direttamente nel suo di Comune, addottando il progetto di riqualificazione dell'ex Montedison che prevede anche un polo fieristico ed espositivo. Per inciso vorrei far rilevare che l'idea del polo fieristico/espositivo è "un pacco" che si riconfeziona ad ogni occasione ed è conteso dai vari Comuni della bassa vallesina: è accaduto per la Quadrilatero, per il centro commerciale di Chiaravalle, per quello di Monsano e per la Gabella. Un'idea peraltro che non va oltre all'enunciazione generica visto che finora nessuno è mai entrato nei particolari di sostenibilità economica.
Un progetto, dicono i sostenitori, che rispetta il piano regolatore generale del Comune di Falconara, omettendo però di considerare le mutate condizioni economiche, commerciali e logistiche; un PRG che teneva conto di una visione di area vasta ormai stravolta da nuovi progetti: il bypass ferroviario primo tra tutti.
Come al solito i cittadini si trovano davanti ad un fatto compiuto, i più attenti leggono la notizia sui giornali, ma da parte dell'amministrazione comunale nessuna minima informazione, tanto meno si può parlare di partecipazione.
Prima di avviare una qualunque opera di riqualificazione, e a maggior ragione per un'opera delle dimensioni dell'ex Montedison credo che sia indispensabile che i cittadini, ma anche gli amministratori (perchè dubito molto che conoscano il progetto nei dettagli) vengano messi nelle condizioni di poter esprimere un giudizio, circa la fattibilità e la sostenibilità economica, per evitare che il progetto si trasformi nell'ennesima incompiuta o in una cattedrale nel deserto.
Ma soprattutto occorre conoscere con dovizia di particolari le procedure e le tecniche di bonifica dell'area, che come già detto è particolarmente inquinata. Avere dunque la certezza che la bonifica sia adeguata per una forma di responsabilità nei confronti delle generazioni future.
Naturalmente serve la massima attenzione anche degli amministratori delle altre città coinvolte, Montemarciano in primis. Spero proprio che non ci si limiti alle rassicurazioni dei proponenti del progetto privato e non ci si accontenti di qualche piccola contropartita, perchè l'area dell'ex Montedison può riqualificarsi solo con un progetto serio, rispettoso dell'ambiente e del territorio.
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